Sono diventati famosi grazie alle numerose volte in cui hanno eluso i controlli degli stadi italiani riuscendo ad entrare senza sborsare un euro e indossando una tuta del Palermo. La loro tattica consiste nel presentarsi agli steward come giocatori delle giovanili del Palermo. L’ “imbucata” più sorprendente fu quella nel nuovisssimo Juventus Stadium di Torino. La società bianconera si sentì colta alla sprovvista e reagì con un comunicato abbastanza stizzito. Ieri l’ultima conquista, lo stadio San Siro dove si giocava il confronto tra l’Inter e il Palermo, la squadra del cuore dei due “portoghesi”.
Gaspare Galasso e Antonino Massei si sono accodati ad un gruppo di uomini delle forze dell’ordine in divisa, fingendo così di essere scortati ed entrando tranquillamente allo stadio. Stavolta i due hanno dovuto fare i conti con la Polizia che alla fine della partita la ha fermati. Nei sottopassaggi, comunque, hanno avuto anche modo di incontrare Fabrizio Miccoli, autore di una tripletta nello scoppiettante 4-4, di scattare una foto insieme al giocatore rosanero (qui a lato del post) e di pubblicarla sulla loro fanpage di facebook.

C’è preoccupazione sullo stato di salute del tifoso genoano ricoverato in gravi condizioni al Policlinico di Milano in codice rosso. Massimo M., 38 anni ha battuto la testa sull’asfalto dopo una colluttazione con un agente alle 20.15 circa, prima di Inter-Genoa di Coppa Italia. Secondo la ricostruzione ufficiale dell’accaduto, fornita dalla questura, dopo avergli impedito l’ingresso, le forze dell’ordine lo hanno portato a un vicino posto di Polizia mobile per un normale controllo. È stato in questa circostanza che il tifoso genoano, per un motivo imprecisato o perché ubriaco, ha dato in escandescenze cercando di aggredire un agente.
Un collega della Polizia è quindi intervenuto per cercare di bloccarlo e durante la colluttazione entrambi sarebbero caduti a terra e ad avere la peggio sarebbe stato il giovane picchiando la testa e riportare un grave trauma. Soccorso in stato di semi incoscienza è stato trasportato d’urgenza al Policlinico, dove le sue condizioni sono in corso di valutazione. “È il brutto del nostro calcio e della nostra società. Quello di stasera è un episodio che non va bene. Bisogna andare allo stadio come al cinema o al teatro. Chissà se mai ci riusciremo“. Così l’allenatore dell’Inter, Claudio Ranieri, ha commentato l’episodio del tifoso finito in ospedale prima della partita tra Inter e Genoa.

Tempi sempre più duri per i fumatori. Dopo l’aumento delle sigarette (l’ennesimo, in questi casi i fumatori rappresentano una risorsa sicura…) approvato nella manovra finanziaria continuano a imperversare divieti e proposte in tal senso. L’idea è dell’assessore comunale allo Sport di Milano Chiara Bisconti e segue di pari passo la decisione dell’assemblea dei soci del club blaugrana che ha votato a stragrande maggioranza una modifica dello statuto che rende lo stadio catalano una zona interdetta al fumo.
In pratica in tutto l’impianto non sarà possibile accendersi una semplice sigaretta, nemmeno a debita distanza da altri spettatori. Pierfrancesco Barletta, dirigente in quota nerazzurra del Consorzio San Siro 2000 che gestisce il Meazza, è d’accordo:
“San Siro vietato ai fumatori? Noi siamo favorevoli. Ma prima si potrebbe partire con una sperimentazione: predisporre un settore dello stadio dedicato ai non fumatori. E poi, dalla prossima stagione, pensare a San Siro totalmente no smoking“.
Massimo Moratti, fumatore incallito, non si oppone: “Così, almeno, fumerei di meno“. Di parere contrario l’altra campana della città, quella rossonera. Alfonso Cefaliello, dirigente in quota Milan nel Consorzio San Siro 2000, è scettico:
“L’esempio del Barcellona? Voglio proprio vedere se al Camp Nou riusciranno a impedire di fumare a cento mila spettatori. In realtà quello di uno stadio no smoking è una soluzione di difficile applicazione. Noi abbiamo altre priorità. Troppi divieti, compreso quello di fumare, potrebbero disincentivare i tifosi a recarsi allo stadio”.
(Interviste raccolte da Il Giorno)

Si spengono i riflettori a San Siro: ultima partita stagionale nell’impianto milanese, il Milan ha battuto la Juve con lo stesso risultato dell’andata e cioè un implacabile 3-0. Nella sera degli addii, il pubblico di fede rossonera ha omaggiato il partente Leonardo con cori, striscioni e applausi, ma tributo anche per Favalli e Dida, entrambi sostituiti nella ripresa tra l’ovazione dei supporters. Per la Juve, invece, ultima apparizione in maglia bianconera per molti, ma nessuno (a parte Zaccheroni) in maniera ufficiale: Buffon, Grosso, Cannavaro, Camoranesi, tutti giocatori che probabilmente salutano stasera la Vecchia Signora. Per la mera cronaca, gol di Antonini nel primo tempo e doppietta di Ronaldinho, un gol per tempo per il brasiliano (Tabellino di Milan - Juve 3-0 - Video di Milan-Juve 3-0).
Ci si aspetterebbe un briciolo di orgoglio dagli ospiti, che effettivamente partono bene e molto volenterosi; Candreva al centro del campo appare ispirato, Iaquinta è affamato di gol e Salihamidizic una spina nel fianco non di poco conto. Ma vige l’imprecisione, quindi a un palleggio sufficiente non corrisponde una concretizzazione adeguata, con Iaquinta che si divora un gol a tu per tu con Dida e i suoi compagni, incluso Del Piero, che arrivano al tiro anche con facilità, ma non inquadrando mai lo specchio. E il Milan? I padroni di casa ci sono, sanno che la retroguardia avversaria ha limiti notevoli (a proposito 56 gol subiti, record negativo come nella disastrosa stagione del 61/62) e quando mettono il naso nella tre quarti bianconera sono più che temibili.

Al terzo tentativo l’urlo di gioia del Novara può finalmente levarsi senza più preoccuparsi della matematica: due settimana fa promozione rimandata nonostante la vittoria sul Foligno per via dei successi delle sue concorrenti, poi sette giorni orsono inaspettata sconfitta (la prima stagionale in campionato) in quel di Benevento, ieri scontro al vertice al Silvio Piola contro la seconda della classe Cremonese e 3-3 che manda i piemontesi finalmente in Serie B, a 33 anni dall’ultimo campionato cadetto e dopo più di tre decenni a galleggiare tra terza e quarta serie. Partita rocambolesca quella contro i grigiorossi con reti di Ventola, sì proprio lui, che ha realizzato una doppietta e Motta, il capoccanoniere del team, il quale ha siglato il gol del definitivo pareggio a pochi minuti dal termine. C’è da dire che anche con un ko il Novara sarebbe stato promosso.
Grande soddisfazione in seno alla società, col presidente Carlo Accornero che a caldo ha dichiarato: “Siamo tornati a casa“. Ma grande gioia da parte di tutto lo staff, al termine di una stagione trionfale iniziata con molti punti interrogativi per via della profonda rifondazione instaurata dai vertici del club a luglio scorso: ds l’ex Juve e Palermo Pasquale Sensibile, nuovo allenatore e cioè Attilio Tesser coadiuvato dall’ex romanista Mark Strukelj, via alcune colonne della rosa e dentro un manipolo di nuovi giocatori. Dal giovane portiere albanese Samir Ujkani al suo compagno al Palermo Alberto Cossentino, e poi l’ex udinese Giuseppe Gemiti e il redivivo Nicola Ventola; capitano l’eterno Raffaele Rubino, in avanti due bomber di razza.
Continua a leggere: Il Novara torna in Serie B dopo 33 anni: grande festa nella città piemontese

Inter-Barcellona, stadio San Siro, ore 20.45. I Precedenti:
Totale partite disputate: 4
Vittorie Inter: 0 - Pareggi: 3 - Vittorie Barcellona: 1
Gol Fatti Inter: 3 - Gol Fatti Barcellona: 5
DATA PARTITA COMPETIZIONE STAGIONE
30.09.1959 Inter-Barcellona 2-4 Coppa delle Fiere 1959-60
04.02.1970 Inter-Barcellona 1-1 Coppa delle Fiere 1969-70
26.02.2003 Inter-Barcellona 0-0 Champions League 2002-03
16.09.2009 Inter-Barcellona 0-0 Champions League 2009-10
Numeri, Curiosità:
L’FC Internazionale Milano ospita i campioni in carica a San Siro per una semifinale di andata di UEFA Champions League ricca di significati.
• L’FC Barcelona cerca di diventare la prima squadra a vincere due titoli consecutivi da 20 anni a questa parte, impresa riuscita per l’ultima volta all’AC Milan. L’Inter, invece, insegue una finale nella competizione raggiunta per l’ultima volta nel 1972, ma prima dovrà mettere a segno un gol contro il Barça che manca da quattro scontri diretti.
• Per la seconda volta nella stagione, Zlatan Ibrahimović e Maxwell tornano nel loro ex stadio per affrontare i nerazzurri, che schierano gli ex blaugrana Samuel Eto’o, Thiago Motta e Ricardo Quaresma.
• La presenza di José Mourinho evoca altrettanti ricordi: il tecnico, infatti, è stato assistente allenatore al Barcellona, per non menzionare le sfide di alto profilo contro i catalani quando era sulla panchina del Chelsea FC.
• A settembre, il Barcellona ha strappato uno 0-0 a Milano. L’imminente gara si preannuncia altrettanto combattuta perché entrambe le squadre vantano un primato in UEFA Champions League 2009/10: mentre i nerazzurri non hanno mai perso in casa, la squadra di Josep Guardiola è imbattuta in trasferta.
Continua a leggere: Inter-Barcellona: precedenti, numeri, curiosità e probabili formazioni
Tra le tante intercettazioni del filone Calciopoli ne spunta fuori anche una “divertente” tra Innocenzo Mazzini, ex vicepresidente della Figc, ed Antonio Cassano ai tempi calciatore della Roma. Mazzini telefona a Cassano per comunicargli che il mister dell’Italia Marcello Lippi lo vuole convocare per l’amichevole contro la Russia del 9 febbraio 2005. Mazzini scherza con Cassano dicendogli che è “grasso come una sposa” e il fantasista barese gli risponde che lui “gioca con il pallone e che lui fa allenare gli altri” il tutto in clima molto ironico.
I due si congedano con Mazzini che si raccomanda con Cassano di non fare stupidaggini (”Non fare cazzate, che sennò ti castro!“) perché il mister gli stava parlando molto bene di lui. Nonostante le raccomandazioni di vicepresidente delle Figc, Cassano non verrà convocato per la partita con la Russia a causa di un infortunio che non gli consentirà di andare a Coverciano per rispondere alla convocazione dell’Italia, ma non gli impedirà però poi di giocare con la Roma tre giorni dopo l’amichevole azzurra a San Siro contro l’Inter. Che sia proprio questo infortunio sospetto alla base della diffidenza di Marcello Lippi nei confronti di Antonio Cassano?
Continua a leggere: Intercettazioni Calciopoli, spunta anche una "Cassanata" sulla Nazionale

Bella serata quella di ieri per i giovani milanisti: le future leve rossonere si sono infatti aggiudicati la Coppa Italia Primavera, un titolo che al Diavolo formato bebé mancava da 25 anni. All’epoca sulla panchina sedeva un giovane Fabio Capello e i protagonisti del successo furono gli imberbi Maldini, Costacurta e Giunta. Ma anche Giovanni Stroppa, un 17enne che ora a 42 anni ha rivinto la competizione ma da allenatore. Grande soddisfazione per lui e per i suoi ragazzi, anche se non soprattutto perché la partita, e conseguente festa, si è svolta al San Siro, nello stadio dei grandi.
Non solo, sulle tribune erano presenti anche Adriano Galliani e mister Leonardo, e prima del match molti giocatori della prima squadra si sono recati negli spogliatoi a fare il sentito “in bocca al lupo” ai loro giovani colleghi. Dopo l’1-1 dell’andata, giocata al Barbera di Palermo, la finale di ritorno si è giocata a Milano; Rosario Pergolizzi, mister dei rosanero, ha dovuto subito ingoiare amaro quando dopo appena quattro giri di orologio l’attaccante Simone Verdi ha trovato il gol su assistenza del compagno di reparto, Gianmarco Zigoni per altro già esordiente in prima squadra contro la Lazio poche settimane fa.
Le foto della finale di Coppa Italia Primavera tra Milan e Palermo





Il derby d’Italia tra Inter e Juventus che andrà di scena il prossimo 16 aprile non sarà aperto a tutti, lo ha deciso il Casms, il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive. L’organismo di controllo ha dettato quelle che saranno le condizioni di accesso al San Siro in occasione di una delle sfide da sempre tra le più sentite nel mondo del calcio italiano. Potranno accomodarsi sugli spalti solo gli abbonati alla squadra nerazzurra e, per la prima volta in assoluto, chi è già in possesso della tanto chiacchierata “tessera del tifoso”.
I tifosi tesserati potranno inoltre fare da garanti per l’acquisto di altri tagliandi che resteranno comunque nominali e non cedibili a terzi. Il problema è che ad oggi non esiste nessun tifoso juventino in possesso di tale requisito, quindi la restrizione corrisponde ad escludere di fatto i supporter bianconeri dall’impianto meneghino. La decisione ha scatenato la protesta del tifo bianconero che si chiede come mai non viene imposta mai nessuna restrizione agli interisti in trasferta a Torino, in fondo si tratta della stessa partita e degli stessi identici rischi.
Continua a leggere: Inter - Juve solo abbonati e possessori tessera del tifoso
Roma-Inter, i precedenti (Probabili Formazioni)
Totale partite disputate: 86
Vittorie Roma: 36 - Pareggi: 21 - Vittorie Inter: 29
Gol Fatti Roma: 138 - Gol Fatti Inter: 118
DATA PARTITA COMPETIZIONE STAGIONE
05.03.1928 Roma-Inter 3-0 Serie A 1927-28
24.11.1929 Roma-Inter 2-0 Serie A 1929-30
14.12.1930 Roma-Inter 2-1 Serie A 1930-31
15.05.1932 Roma-Inter 2-1 Serie A 1931-32
18.06.1933 Roma-Inter 0-1 Serie A 1932-33
10.12.1933 Roma-Inter 0-1 Serie A 1933-34
07.04.1935 Roma-Inter 3-4 Serie A 1934-35
20.10.1935 Roma-Inter 0-0 Serie A 1935-36
14.02.1937 Roma-Inter 0-0 Serie A 1936-37
02.01.1938 Roma-Inter 1-1 Serie A 1937-38
02.04.1939 Roma-Inter 2-3 Serie A 1938-39
25.02.1940 Roma-Inter 1-2 Serie A 1939-40
20.04.1941 Roma-Inter 3-0 Serie A 1940-41
31.05.1942 Roma-Inter 6-0 Serie A 1941-42
13.12.1942 Roma-Inter 1-3 Serie A 1942-43
28.07.1946 Roma-Inter 3-0 Serie A 1945-46
Continua a leggere: I match clou della 31esima giornata di Serie A: Roma-Inter e Milan-Lazio