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Ibrahimovic star in libreria, per la sua biografia più prenotazioni dell'ultimo Harry Potter

pubblicato da Skalka

zlatan ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic sta attraversando un momento davvero eccezionale con il suo Milan, l’attaccante svedese sta trascinando con i suoi gol i rossoneri. Grazie a lui la rimonta in campionato è ormai compiuta, soltanto due punti li separano dalla Juventus capolista, e anche in Champions League le cose stanno andando bene. Come se non bastasse Ibra diventa campione anche fuori dal campo, in particolare tra gli scaffali delle librerie che a partire da domani saranno letteralmente invase dalla sua prima biografia ufficiale, almeno stando alle prenotazioni ricevute in queste settimane.

Tuttosport stamattina ha rivelato che il libro sulla vita di Zlatan ha ricevuto addirittura più prenotazioni dell’ultimo episodio di Harry Potter, staremo a vedere se riuscirà a battere il maghetto anche nelle vendite. Il libro, scritto insieme al giornalista svedese David Lagercrantz, sarà pubblicato nel nostro paese da Rizzoli e si intitolerà “Solo Dio può giudicarmi”, la stessa frase che il calciatore ha tatuato sul fianco sinistro, mentre nel resto del mondo il titolo dovrebbe essere semplicemente “I am Zlatan Ibrahimovic”, prezzo di copertina 18,50 euro.

Ibrahimovic per la prima volta racconterà tutti i retroscena della sua vita, dalla sua infanzia passata a giocare per strada nel quartiere di Rosengaard a Malmoe, fino alla sua esplosione con la maglia dell’Ajax e l’approdo alla Juventus. Racconterà della calda estate del 2006 quando si trasferì dalla Juve all’Inter, del suo rapporto con Mourinho e del suo approdo nel Barcellona, la sua squadra dei sogni. Saranno svelati i retroscena della sua difficile convivenza con Guardiola che lo hanno portato alla fine a tornare clamorosamente a Milano, sponda rossonera. Ma ci sarà anche spazio per la sua vita privata, per il suo tempo libero spesso con la moglie e i suoi due figli. Ibra, di solito abbastanza taciturno, ha deciso di raccontarsi e le sue verità sembrano proprio destinate a diventare un best seller.

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Pallone d'oro allenatori: vince Del Bosque, delusione Mourinho

pubblicato da vieni_127


Ancora una indiscrezione della Gazzetta dello Sport e viste le credenziali delle precedenti “soffiate” questa volta la notizia ha il sapore dell’ufficiosità: la Fifa, insieme al quotidiano sportivo francese France Football, avrebbe scelto anche il Pallone d’oro riservato agli allenatori migliori del 2010. Ebbene, per la terza volta all’Inter e al suo triplete di qualche mese fa viene data poca importanza, dacché il miglior tecnico dell’anno solare sarebbe Vicente Del Bosque. Ancora uno spagnolo, ancora un campione del Mondo, dopo il trionfo tra i calciatori di Iniesta e Xavi (probabili primo e secondo della speciale graduatoria).

Niente da fare dunque per José Mourinho che già aveva avuto modo di criticare, seppur velatamente, le scelte del massimo organismo mondiale calcistico: sin dalla scelta dei 23 papabili con l’esclusione di Diego Milito, l’uomo della passata stagione nerazzurra e a segno in tutte le finali, all’estromissione di Wesley Sneijder dal podio della finale, nonostante una grande annata a Milano e un Mondiale con 5 gol e argento con la sua Olanda. Ora anche il verdetto inerente agli allenatori: primo Del Bosque, in fin dei conti campione del mondo con un mucchio di 1-0 per niente spettacolari, secondo il portoghese, terzo l’ennesimo blaugrana Pep Guardiola.

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Classe Guardiola, parole dolci per rispondere a Ibrahimovic

pubblicato da vieni_127


Un allenatore grande ha un problema e lo risolve. Uno piccolo invece corre via dal problema” queste le parole, pronunciate qualche giorno fa, di Zlatan Ibrahimovic, rivolgendosi evidentemente a Pep Guardiola, l’allenatore del Barcellona col quale lo svedese ha avuto più di un problema nella seconda parte della stagione scorsa. Non è mai venuto fuori cosa in realtà sia successo tra il giocatore e il suo ex “mister”, c’è di fatto che le dichiarazioni rese dal neo attaccante milanista e dal suo procuratore Mino Raiola non sono mai state gentili nei confronti di Guardiola, che ha sempre incassato con signorilità. E ieri, come ai bei tempi quando si posizionava in cabina di regia al Camp Nou come al Rigamonti, ha usato la sua classe per francobollare la faccenda.

Inizia accennando al problema: “Chi deve sapere cosa è successo lo sa, io decido cosa si deve dire oppure no ma alla gente interessa che la squadra vinca, comunque tutto è partito da una questione tecnica“. Poi fa un bagno di umiltà: “Ringrazio Ibrahimovic per il suo impegno e il suo aiuto nella conquista di cinque titoli, non so se senza di lui ci saremmo riusciti. Capisco per quello che dicono sia lui che il suo procuratore, che non sono stati contenti di lavorare con me ma io sono stato bene con loro, è stato un piacere allenare Zlatan e ho imparato molto da lui. La società mi ha messo a disposizione dei grandi giocatori, con grandi personalità e io sono qui per far vincere la squadra, per tirare fuori il massimo dai giocatori, non per cambiare le loro personalità“.

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Ibra: "Che bello giocare con Ronaldinho" e se la prende con Guardiola

pubblicato da vieni_127


Questa sera al Camp Nou di Barcellona si è disputata la partita tra i blaugrana e il Milan, un match secco valevole per il Trofeo Gamper: ebbene, alla fine di 90 minuti non proprio bellissimi ma comunque indicativi, il risultato si è fissato sull1-1 con reti, entrambe nella ripresa, di David Villa e di Inzaghi (grandissimo gol quello di SuperPippo). Poi i rigori, coi rossoneri capaci di sbagliarne ben 3 su 4, consegnando quindi la vittoria ai padroni di casa. Al di là di risultato e spunti tecnico-tattici, la partita era importante perché faceva da cornice alla trattativa dell’estate: Ibrahimovic al Milan.

Si sa che oggi il presidente dei catalani, Sandro Rossell, ha avuto un incontro neanche tanto segreto con l’ad milanista Adriano Galliani e il procuratore dell’attaccante svedese Mino Raiola; il dirigente rossonero ha ammesso che la trattativa è difficile ma non impossibile, giovedì mattina riprenderanno i colloqui tra le parti. Intanto il protagonista di questa mini-telenovela, proprio Zlatan Ibrahimovic, ne ha approfittato a fine gara per rispondere alle incuriosite domande della stampa:

“Non so perchè Guardiola non mi vuole. Non mi parla, non so che problema ha, mi ha rivolto la parola due volte negli ultimi sei mesi. Io sto bene qui, quando parlo con i dirigenti mi dicono che non mi vogliono vendere ma non so cosa pensa l’allenatore visto che non mi parla. Non posso dire nulla del Milan, non ho alcun accordo con nessuno, ho un contratto col Barcellona e la mia famiglia è felice. Non so perché c’è questo problema, non so nemmeno qual è il problema ma è l’allenatore che non mi vuole. Se mi piacerebbe giocare con Ronaldinho? Tanto”.

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Brutta notizia per Guardiola, Iniesta fermo un mese

pubblicato da Skalka

andres iniesta

Tegola sulla testa dell’allenatore del Barcellona, il centrocampista Andres Iniesta si è infortunato questa mattina durante l’allenamento e per lui si profila una lunga assenza dai campi. Josep Guardiola dovrà rinunciarvi per almeno un mese, salterà quindi sicuramente le due sfide di Champions League contro l’Inter, cosa che sicuramente non potrà che far piacere ai tifosi nerazzurri. Il giocatore potrebbe essere recuperabile, anche se non è possibile dirlo con certezza, in occasione della finale di Madrid in programma a fine maggio.

Iniesta durante la seduta di allenamento di stamattina si è procurato una lesione al bicipite femorale della gamba destra, lo stesso infortunio subito lo scorso 28 marzo nel corse della partita Maiorca - Barcellona. Allora lo staff medico blaugrana optò per una pausa di dieci giorni, il giocatore era ritornato in campo per la prima volta nelle fasi finali della partita contro il Real Madrid vinta per 2-0. Il ripetersi dello stesso infortunio in così poco tempo ha ora spinto i medici ad usare una maggiore prudenza.

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Roma, Ranieri si gode la sua squadra: "Ma dobbiamo rimanere realisti"

pubblicato da vieni_127


Ammettiamolo: Claudio Ranieri ci sa fare. Senza proclami, abbassando la testa quando è il caso, col petto tronfio in altre circostanze. Ha allenato in tre campionati diversi, i più prestigiosi del mondo, lasciando sempre una traccia, a volte profondissima, altre meno. Ha conosciuto decine di realtà diverse e centinaia di giocatori, partendo dalla gavetta: “I big in C non andavano, portai il Cagliari fino alla A. Come ex buon giocatore di A ma non un campione, la gavetta ho dovuto farla per forza. Ma non ho invidia per chi la gavetta, come Mancini, Guardiola, Ferrara, Leonardo non l’ha fatta: erano campioni, giusto avessero la possibilità“. Questo un piccolissimo stralcio della bellissima intervista rilasciata dal tecnico della Roma a Fabrizio Bocca de La Repubblica.

E’ un Ranieri sognatore, ma che però poi si morde la lingua e predica calma. Bastone e carota alle aspirazioni, quelle che ha sempre avuto. Voglia di grandeur, sempre sul podio, mai sul gradino più alto. E allora dall’esperienza impara, e mette il freno a questa Roma che corre velocissima: “Non mi faccio coinvolgere nell’emotività. L’Inter ha un altro passo: ha investito negli anni, ora investe e raccoglie bene, e ripetersi non è facile. La Roma fa contenta la gente, in mezzora finiscono i biglietti per Firenze, si sogna: ma non abbiamo fatto nulla. Se saremo tra le prime 3 festeggerò, prima no. Penso a Palermo, Coppa Italia ed Europa League: lavorare e mantenere l’equilibrio dunque. Spesso chiedo ai ragazzi: ricordate le bombe carta dentro Trigoria alle due di notte?“.

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Ibrahimovic è a secco di gol, ma è felice: "Grazie a Guardiola, tutta un'altra storia rispetto a Capello e Mourinho"

pubblicato da vieni_127


La psicologia dei calciatori è spesso un fattore sottovalutato: se la Lazio e la Juve stanno andando così male è perché ormai sono in una spirale al contrario, un feed-back negativo in cui più giochi male e più ti deprimi. Mazzarri, ad esempio, ha preso un Napoli col morale a pezzi, ha parlato con ognuno dei giocatori e ha accresciuto la loro autostima: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ibrahimovic è un campione, in Italia non era più felice ma rendeva lo stesso; già, ma le interviste erano sempre così istituzionali, il suo viso dopo un gol mai particolarmente esultante, il suo rapporto coi compagni ordinaria routine. A Barcellona, dopo tanti anni, si sente un calciatore felice, voglioso di andare al campo di allenamento e poi di calcare il Camp Nou.

L’intervista rilasciata al Periodico, giornale catalano di politica, è qualcosa di sfiziosissimo. Il fuoriclasse svedese parla della sua nuova vita come mai lo aveva fatto, sottolineando sin dall’inizio come non sia un problema questo digiuno da gol: “Non sono preoccupato, mi è già successo altre volte, all’Ajax, alla Juventus, all’Inter: comincio bene, poi mi fermo, poi riparto: un po’ come sulle montagne russe. Sono un 9, è importante segnare, ma non è tutto o almeno non è tutto per me. Se partecipo al gioco e faccio un assist a un compagno mi sento bene lo stesso“. La sua serenità passa anche dal rapporto che ha sin da subito instaurato col suo allenatore, il giovane e brillante Sep Guardiola. Ibra lo descrive così.

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Pep Guardiola rinnova con il Barcellona, è la fine del tormentone

pubblicato da Skalka

josep guardiola

Nessuna sorpresa da Barcellona, Josep Guardiola sarà l’allenatore dei catalani anche per la prossima stagione. L’annuncio ufficiale è stato dato attraverso una conferenza stampa convocata nel primo pomeriggio alla quale hanno partecipato il presidente Joan Laporta, il direttore sportivo Txiki Beguiristain e lo stesso allenatore. Il contratto su cui Pep apporrà la sua firma lo legherà al club blaugrana per un altro anno con un’opzione di rinnovo per il successivo. Si concludono così le speculazioni che in queste settimane avevano fatto paventare la clamorosa separazione.

Il nuovo contratto sarà firmato però soltanto nel prossimo luglio poiché a Barcellona sono in programma le elezioni per il nuovo presidente e a lui spetterà la scelta sul futuro della società, quindi soltanto dal primo luglio questa notizia sarà definitiva ma Laporta ha già annunciato che non ci saranno sorprese. Lo stesso presidente, che non potrà ricandidarsi poiché già al secondo mandato, ha commentato l’accordo ribadendo la totale fiducia che la società ha sempre avuto in Guardiola e che mai ci sono stati dubbi sul futuro. Beguiristain ha poi precisato che il Barcellona avrebbe voluto mettere sul tavolo un contratto di maggiore durata ma che è stato lo stesso allenatore a propendere per l’annuale.

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Tempo di Coppe Nazionali: Barcellona e Liverpool fuori

pubblicato da vieni_127


Se Juve e Milan ieri hanno potutofesteggiare” l’approdo al turno successivo, i quarti di finale, della Coppa Italia, in altre lande europee ha fatto notizia l’eliminazione eccellente di due super big del calcio continentale: il Barcellona è stato eliminato agli ottavi di finale dalla Coppa del Re (ne era detentore), il Liverpool fuori dalla FA Cup al terzo turno (come per altro accaduto al Manchester United pochi giorni prima contro il derelitto Leeds). Fatali sconfitte interne nei leggendari Camp Nou e Anfiel Road: per i blaugrana di Guardiola l’1-2 casalingo ad opera del Siviglia s’è rivelato decisivo ai fini dell’eliminazione, stesso risultato, 1-2, ai tempi supplementari del Reading nel Merseyside.

Partiamo dai catalani che ieri sera in terra andalusa dovevano ribaltare la sconfitta patita nel match d’andata: vincere 0-2, questo l’obiettivo minimo per andare avanti nella competizione e non subire così il primo smacco (o eliminazione che dir si voglia) della gestione Guardiola, che di fatto fino ad ora aveva vinto tutti i trofei disputati. Ebbene, non è bastato lo 0-1 finale, frutto di un bel gol nella ripresa di Xavi su assist di Iniesta; i due centrocampisti hanno fatto del loro meglio, Messi e Henry ci hanno provato senza lesinare impegno e Palop, portiere del Siviglia, è stato alla fine migliore in campo. Ma gli errori di Ibrahimovic sotto porta (due, uno dei quali clamoroso) e un po’ di sfortuna hanno fermato la corsa di Puyol e soci (anche se il Siviglia ha recriminato per due gol annullati a Jesus Navas, entrambi forse buoni).

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Joan Laporta difende il suo Barça e lancia qualche frecciatina ai rivali del Real

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Il Barcellona è reduce da un’annata spettacolare che lo ha visto trionfare in patria, con la conquista della Liga, e in Europa grazie al trionfo nella finale romana di Champions League. L’arrivo di Florentino Perez alla presidenza del Real Madrid e la sua faraonica campagna acquisti ha però messo un po’ in ombra i catalani che, al contrario, non riescono a far decollare il loro mercato. L’obiettivo numero uno dei blaugrana è David Villa ma la trattativa con il Valencia si sta dimostrando lunga e per niente semplice.

Nonostante ciò il presidente del club campione d’Europa non si abbatte, anzi difende la sua creatura e lancia qualche frecciatina ai rivali storici della capitale. In un’intervista televisiva Joan Laporta ha voluto commentare la campagna acquisti milionaria di Florentino Perez:

“Il Real ha fatto irruzione nel mercato in maniera aggressiva distorcendo la realtà. Anche noi possiamo contrarre debiti come a Madrid, ma non è il nostro modo di fare. Noi abbiamo già una squadra competitiva e tutto ciò di cui abbiamo bisogno è qualche investimento prudente. Noi creiamo vincitori del Pallone d’Oro, altri hanno bisogno di comprarli. Io non ho nessun problema con l’acquisto di Cristiano Ronaldo da parte del Real ma il Barcellona oggi è il punto di riferimento per chiunque”

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