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Il Rubin Kazan è campione di Russia per la seconda volta consecutiva

pubblicato da Cesare Rinaldi

rubin kazan, campione di russia

Con un turno d’anticipo e per la seconda volta consecutiva il Rubin Kazan si laurea campione di Russia. Ai campioni in carica è bastato un pareggio a reti nulle contro lo Zenit San Pietroburgo per aggiudicarsi il loro secondo titolo complice anche la contemporanea sconfitta dello Spartak per 3-2 nel derby di Mosca contro il Cska. La classifica, quando manca una sola partita da giocare, vede il Rubin a quota 60 punti, lo Spartak fermo a 55, mentre appaiate al terzo posto con 51 punti troviamo lo Zenit e la Lokomotiv.

Giornata da ricordare per il capitano, il russo Sergei Semak, sceso in campo al fianco dei suoi compagni nonostante fosse stato colpito da un malore durante il volo che riportava la nazionale di Hiddink in patria dopo la fallimentare trasferta in Slovenia. Il giocatore ha potuto così dimenticare subito la delusione dei giorni scorsi, ai microfoni dei giornalisti ha parlato di grande soddisfazione per il campionato appena conquistato: “Questo titolo è molto più importante del primo. E’ stato tre volte più difficile, abbiamo dovuto lottare fino alla fine. E abbiamo dimostrato che la vittoria dello scorso anno non era stato un colpo di fortuna”.

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Diretta Rubin Kazan - Inter di Champions League: 1-1 Dominguez, Stankovic. Espulso Balotelli.

pubblicato da Panda


Le Foto della partita. Il video di Rubin Kazan - Inter 1-1.

93′ minuto: Terje Hauge fischia la fine. 1-1 risultato finale della partita.

92′ minuto: ultima occasione offensiva per l’Inter. Rimessa dal fondo.

92′ minuto: lancio dentro di Ansaldi. Julio Cesar blocca facilmente.

91′ minuto: Karadeniz salta Chivu e crossa. La difesa dell’Inter libera in affanno.

90′ minuto: tre minuti di recupero.

87′ minuto: Colpo di testa in propensione offensiva di Samuel. Palla a lato.

86′ minuto: primo cambio nel Rubin, entra Kasaev al posto di Dominguez.

85′ minuto: Noboa prova il tiro da fuori area. Julio Cesar si accartoccia sul pallone.

83′ minuto: ancora un cross di Karadeniz. Libera Lucio di testa.

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Mourinho: "Non è colpa mia se l'Inter non vince la Champions da 50 anni". Moratti: "Forse è nervoso"

pubblicato da Panda


Alla Vigilia della partita di Champions League con il Rubin Kazan che si giocherà nello Stadio Tsentralnyi alle 18:30, Massimo Moratti esprime tutta la sua soddisfazione per il pareggio della Juventus contro il Bologna, dopo la sconfitta interista di Marassi: «…un solo punto di distacco invece che tre è importante come distanza, soprattutto in un campionato difficile come il nostro. Secondo me, sabato ha giocato bene tutta la squadra avversaria non solo Cassano. Non è stata una partita leggera, hanno fatto bene loro, il loro allenatore e soprattutto il loro pubblico che ha sostenuto la propria squadra in maniera fantastica. La Sampdoria se lo merita e va bene così».

Il suo allenatore invece è più concentrato sulla partita contro i russi: «È una squadra molto organizzata. Non so se cambia sistema per giocare contro di noi. Quella che ho visto io, una formazione con due linee di 4 e Dominguez dietro Bukharov. Poteva vincere a Kiev e per 70’ è stata superiore alla Dinamo. Con l’apporto del suo pubblico, farà bene e la partita sarà difficile per noi». Anche Moratti invita la sua squadra a non sottovalutare gli avversari: «Domani incontreremo una squadra fortissima e non una squadra ‘cuscinetto’ come ho sentito dire da qualcuno. Il Rubin è la squadra campione di Russia, una squadra che sfortunatamente ci è capitata come avversaria e che, ripeto, è molto forte. Dovremo disputare la gara con impegno».

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Rubin Kazan campione di Russia per la prima volta nella sua storia

pubblicato da vieni_127



Ieri è stata una giornata storica per il campionato russo: il Rubin Kazan è matematicamente campione forte dei suoi 10 punti di vantaggio sul CSKA Mosca a sole tre giornate dalla fine. Sono molti i motivi per cui tale notizia ha una grossa importanza nella storia del calcio russo, in primo luogo il Rubin Kazan non era mai arrivato così in alto, anzi, soltanto cinque anni fa non era nemmeno nella massima divisione, inoltre il successo è impreziosito anche dal fatto che la squadra è giovanissima avendo festeggiato proprio quest’anno i 50 anni dalla sua fondazione. Come se non bastasse per la prima volta in assoluto per due anni consecutivi il titolo vola lontano da Mosca, l’anno scorso era stata la volta dello Zenit San Pietroburgo.

Kazan, città di circa 1 milione di abitanti, è la capitale del Tatarstan, una repubblica mussulmana appartenente alla confederazione russa che gode di molta autonomia. Questo dettaglio avrebbe importanza solo dal punto di vista geopolitico se non fosse per il fatto di essere determinante nel successo del Rubin. Infatti sono proprio le casse della repubblica che in questi ultimi anni hanno rimpinguato quelle della società fino a farle raggiungere in un paio di occasioni la qualificazione per Coppa Uefa prima e il titolo nazionale ora. Nella squadra, allenata da Gurban Berdiyev, non militano grossi giocatori fatta eccezione per qualche vecchia gloria del calcio europeo come Rebrov, ex gemello del gol di Shevchenko, o Tomas che ha militato anche in Italia, nel Como.

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Grecia-Russia 0-1: Zyryanov manda a casa i campioni in carica

pubblicato da vieni_127


Otto Rehhagel non concede il bis: la sua Grecia, scesa in campo con un improponibile 1-3-3-3, cade anche contro la Russia del sagace Guus Hiddink e saluta anzitempo una competizione che in Portogallo la vide assoluta protagonista. Decide un gol di Zyryanov al 33° minuto della prima frazione, complice una scriteriata uscita di Nikopolidis: la vecchiaia degli ellenici cede così alla gioventù russa (età media più bassa di tutto il torneo con 26,12 anni), un manipolo di giocatori veloci e frizzanti tutti (tranne Saenko del Norimberga) militanti nel campionato nazionale. Onore al gruppo cementato da 7 anni dal tedesco Rehhagel, ma il calcio d’oggi dice che non c’è più spazio per il libero. Ma andiamo alla gara, arbitrata dall’italiano Rosetti.

Il primo tempo è piacevole, quantomeno la Grecia cerca di fare la partita a differenza di quanto propinato ai suoi tifosi nel match inaugurale contro la Svezia; la Russia dal canto suo risponde con un’ottima disposizione sul rettangolo verde, schierata a dovere da quel volpone di Guus Hiddink. Torosidis e Amanatidis cercano di impensierire Akinfeev fin dalle prime battute, ma i russi non si spaventano e in men che non si dica riescono a prendere in mano soprattutto le corsie esterne; all’11° ci prova Bilyaletdinov, palla alta, e risponde Seitaridis per i greci, ma l’estremo difensore avversario non si lascia sorprendere. Al 14° la prima vera occasione con Pavlyuchenko che impegna severamente Nikopolidis con delizioso pallonetto (Fotogallery - Video).

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