
Si chiude dopo quarantatrè anni l’era di Sergio Campana alla guida dell’Associazione Italiana Calciatori. Lo storico dirigente dell’associazione di categoria, in carica dal lontano 1968, dopo una discreta carriera da giocatore con la maglia del Vicenza, ha infatti annunciato oggi il suo addio definitivo al sindacato dei calciatori. Queste le sue dichiarazioni, nella quali rivendica i successi ottenuti nel corso della sua pluridecennale carriera:
“Al momento della mia ultima elezione avevo dichiarato di accettare l’incarico a condizione che mi fosse riconosciuta la funzione di traghettatore. E’ naturale che in questa occasione io guardi indietro, al lungo percorso fatto all’Aic, sotto la mia guida e con la collaborazione di tutti i calciatori, che con tenace unità di intenti hanno potuto arrivare a conquiste storiche, all’affermazione di diritti mai prima riconosciuti: lo status giuridico di lavoratore, l’Accordo Collettivo, la previdenza, le assicurazioni sociali, l’indennità di fine carriera, l’abolizione del vincolo e la libertà a fine contratto”.

Dopo una giornata di serratissime trattative sembra quasi fatta l’intesa fra Lega Calcio e AIC, rappresentati rispettivamente da Maurizio Beretta e dall’avvocato Sergio Campana, sul nuovo contratto collettivo dei calciatori di Serie A. Lo sciopero sembra dunque scongiurato, salvo colpi di scena imprevisti nella giornata di domani (o al più tardi giovedì) l’Associazione Calciatori dovrebbe revocare l’agitazione. Sui primi 6 punti (erano 8 in tutto) sono stati trovati tutti i correttivi necessari, il cosiddetto “trasferimento coatto” è stato tolto dal tavolo accontentando le richieste dell’AIC in merito, mentre rimane ancora da definire l’ultima questione, quella degli allenamenti per i fuori rosa.
Il presidente della FIGC si occuperà di mettere nero su bianco in quali occasioni la società potrà imporre “allenamenti differenziati” per i giocatori e in quali casi questi possono essere definiti “mobbing” nei confronti dei fuori rosa. Se le due parti, come pare sensato, troveranno reciproca soddisfazione nella mediazione di Giancarlo Abete lo sciopero verrà definitivamente rinviato.
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L’Associazione Italiana Calciatori (Aic), con una nota diffusa oggi sul proprio sito ufficiale, ha ribadito la volontà di ricorrere allo sciopero, visto lo stallo in cui versa la trattativa con la Lega Calcio per il rinnovo del contratto collettivo. In particolare il sindacato presieduto da Sergio Campana non ha gradito il rifiuto da parte della Lega nei confronti della proposta di mediazione avanzata dal presidente federale Giancarlo Abete.
Dal comunicato si apprende quindi che entro la fine del mese sarà comunicata la data dello sciopero, rimandato a settembre ma ormai, secondo l’Aic, quasi inevitabile:
“I calciatori di Serie A hanno preso atto dell’atteggiamento della Lega che ha respinto la proposta del Presidente della FIGC Abete, condivisa dall’Aic, di limitare solo a 6 punti le trattative sull’Accordo Collettivo, con esclusione degli altri 2 (calciatori fuori rosa e trasferimenti coatti), fin dall’inizio non accettati dall’Aic.
Attraverso i loro rappresentanti hanno quindi confermato il mandato all’Associazione Calciatori di comunicare la loro decisione, in segno di protesta, di non scendere in campo in una delle prossime giornate del massimo campionato.
L’Aic, mantenendo l’impegno assunto nell’incontro con FIGC e Lega del 21 settembre u.s., attenderà fino al 30 novembre per annunciare la data dell’astensione dalle partite.”
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La diciottesima giornata del campionato di Serie A si disputerà regolarmente il prossimo 6 gennaio, è quanto fa sapere la Lega Serie A attraverso il suo presidente Maurizio Beretta. Nell’ambito della querelle relativa al rinnovo del contratto collettivo dei calciatori, l’AIC aveva chiesto di anticipala al 22 dicembre con partite da giocare di sera, per garantire agli atleti un periodo di vacanze più lungo. Questa soluzione aveva però incontrato subito lo scetticismo tanto delle società quanto della lega, in parte legate alle condizioni meteorologiche, in parte ai minori introiti ottenibili giocando il mercoledì.
Il Presidente di Lega ha manifestato apprezzamento per il ripensamento dell’associazione presieduta da Sergio Campana: “L’Assocalciatori ha preso una decisione molto positiva, noi abbiamo sempre sostenuto l’opportunità di giocare il 6 gennaio sia guardando al mercato televisivo, sia al fatto che è più facile riempire gli stadi, essendo il giorno che chiude il ciclo di vacanze ed anche perché quella data consente di giocare di pomeriggio”. Le società si impegnano a garantire un’intera settimana di ferie ai loro tesserati e a mostrare una certa elasticità per quanto riguarda i rientri di chi deve affrontare viaggi più lunghi.
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L’atteso incontro di oggi tra Lega Calcio e Associazione Calciatori ha dato esito positivo per quanto riguarda lo sciopero, proclamato qualche giorno fa dai giocatori, per le partite del prossimo week-end: le parti si sono venute in qualche modo incontro e così sabato e domenica si disputerà regolarmente la quinta giornata di campionato. Sembra però una fumata bianca ma con qualche spruzzo di nero, visto che la trattativa andrà avanti e che comunque i calciatori hanno ottenuto lo sciopero per giovedì 6 gennaio 2011 (ma anche questo potrà essere revocato).
I calciatori si sono ammorbiditi su sei degli otto punti della discordia, ma rimangono ancora distanze considerevoli tra le parti per quanto concerne altri due snodi campali della trattativa: il trasferimento obbligato per i giocatori da un club ad un altro (a patto che la nuova squadra garantisca stesso stipendio e giochi le stesse competizioni della venditrice) e la possibilità di mettere giocatori fuori rosa con tanto di allenamento differenziato rispetto al resto del gruppo. Intanto si sono assicurati il prolungamento delle vacanze natalizie…
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La Lega Serie A e l’Associazione Italiana Calciatori (AIC) si sono seduti oggi intorno al tavolo per cercare di scongiurare lo sciopero programmato per la quinta giornata che si disputerà tra il 25 e il 26 settembre. Per il momento si è registrata una fumata nera, l’accordo è ancora lontano e una nuova riunione è programmata per mercoledì, poi ancora un incontro due giorni dopo. Ciò nonostante un pizzico di ottimismo inizia a serpeggiare tra gli addetti ai lavori, a quanto pare l’intesa non è lontanissima e sarebbero soltanto due i punti sui quali per il momento permane la distanza tra società e calciatori.
Sergio Campana, presidente dell’AIC, ha parlato di incontro interlocutorio preannunciando le prossime due riunioni che si terranno nel corso della settimana e ha confermato la volontà di trovare una soluzione pur restando intransigente su alcuni aspetti di questo ormai famoso contratto collettivo:
“Quello di oggi è stato un incontro interlocutorio, la trattativa va avanti ma al momento lo sciopero resta. Ci rincontreremo mercoledì e venerdì prossimo ma restiamo in parte intransigenti su due degli otto punti del nuovo contratto proposti dalla Lega: l’obbligo per i giocatori di accettare i trasferimenti e la possibilità, sempre da parte delle società, di far allenare i giocatori fuori dalla prima squadra”.
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Continua a far discutere la decisione dell’Associazione Calciatori di osservare una giornata di campionato di sciopero il 25/26 settembre (l’ultima volta fu il 17 marzo 1996: protesta per la legge Bosman, il diritto di voto al Coni e la serie C-2). Il mondo del calcio si è spaccato: da una parte i falchi con Leonardo Grosso (vicepresidente Aic), Claudio Lotito (consigliere federale per la Lega) e Michele Briamonte (avvocato della Juventus), nell’altro schieramento le colombe, più vicine alle posizioni dei calciatori, formato da Gianni Grazioli (segretario generale Aic), Massimo Cellino (consigliere federale per la Lega), Leandro Cantamessa (dirigente e legale del Milan). Il numero uno dell’AssoCalciatori, Sergio Campana, ha replicato alle accuse di “sciopero per ricchi”:
“Quarant’anni fa, quando furono Gianni Rivera e Sandro Mazzola a proclamare lo sciopero, si parlò di nababbi, ora si usa l’espressione sciopero dei milionari, ma la sostanza è la stessa, e la storia si ripete. Questi proclami sono semplice e becera demagogia, e dispiace constatare che anche il presidente della Lega Serie A Maurizio Beretta sia caduto in queste logiche. Ricordiamo che il nostro è l’unico sindacato ad avanzare istanze di natura totalmente non economica “.
Ma è una vicenda che ha sollevato diverse riflessioni anche al di fuori del contesto calcistico. Come testimonia la lettera che una precaria ha scritto a Massimo Oddo, portavoce dell’Associazione Calciatori, al presidente della Lega Calcio Maurizio Beretta, ai presidenti e ai capi ultras delle squadre di serie A, alle redazioni sportive di Rai, Mediaset e Sky e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Questo il testo integrale della missiva:
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Mino Raiola, procuratore di gente del calibro di Mario Balotelli e Zlatan Ibrahimovic, si è presentato oggi a Milano presso la sede della Lega Calcio per solidarizzare con i presidenti di Serie A che stanno protestando per la discussa regola che limita i nuovi tesseramenti degli extracomunitari. La Federcalcio aveva approvato in fretta e furia questa misura dopo l’eliminazione dai mondiali dell’Italia, secondo i piani alti del calcio tricolore dovrebbe servire a rilanciare gli italiani in un campionato caratterizzato da un alto numero di stranieri. Ma le società non ci stanno, anche perché l’introduzione è avvenuta quando molte di loro stavano già muovendosi sul mercato per preparare la prossima stagione.
L’agente Raiola non è stato affatto tenero e ha attaccato senza nessuna esitazione i vertici della Figc e dell’Aic arrivando a chiedere dimissioni collettive:
“Se Abete si dimette forse Balotelli resta in Italia. Parlo solo se Abete si dimette. Con lui devono andarsene anche Campana e Grosso: i vertici di Federcalcio e Aic. Hanno preso una misura vergognosa, contro tutti i valori umani. Balotelli e gli altri giocatori che rappresento non si iscriveranno quest’anno all’Associazione Italiana Calciatori. Campana e Grosso sono una vergogna. Devono uscire dalla Fifpro. Vorrei vedere come guarderanno in faccia i rappresentanti del Brasile o dell’Africa dopo che hanno votato per togliere un extracomunitario in Italia. Io mi vergogno per queste persone”.
L’Aic, il sindacato dei calciatori in Italia, promette battaglia per l’inizio del campionato. I temi della discordia tra Aic e Lega Calcio sono il contratto collettivo dei calciatori, scaduto il 30 giugno e l’obbligo delle squadre di Lega Pro di schierare due under 21 in Prima Divisione e tre in Seconda. “La Federcalcio è una delle parti, intervenga oppure non staremo con le mani in mano: sono scontate drastiche iniziative sindacali“. Per “drastiche iniziative sindacali” Campana, presidente dell’Aic, intende un ritardo di mezzora nel fischio d’inizio della prima giornata di serie A, domenica 29 agosto, o addirittura la serrata.
Campana aggiunge all’Ansa che “ il contratto collettivo è scaduto il 30 giugno scorso e per noi è in ‘prorogatio’, perchè la Lega non ci ha fatto sapere le sue proposte di modifica, che pure eravamo disposti a valutare e discutere. Ma ci risulta che gli accordi depositati in Lega dopo quella data sono liberi, ovvero possono essere in contrasto con l’accordo collettivo, e dunque con la legge 91 e con le norme federali. Quanto alla Lega Pro noi siamo per i giovani, ma le politiche di tutela dei vivai devono essere fatte dalla Federcalcio, non dalle singole leghe con imposizioni demenziali come queste: l’obbligo di due o tre calciatori classe ‘89 in campo comporta la necessità di averne altrettanti in panchina: vuol dire in tutto 480 Under 21, che il calcio italiano non ha. E soprattutto vuol dire far uscire dal circolo 480 giocatori ogni anno. Il prossimo anno toccherà anche agli ‘89 di questa stagione, perchè sarà la volta dei ragazzi del ‘90. Giovani sì, ma con meritocrazia“.
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Oggi a Coverciano sono premiati i migliori allenatori della scorsa stagione, questo riconoscimento, istituito dalla FIGC, è di solito molto ambito perché a votare sono i tecnici stessi, circostanza che lo rende maggiormente gradito. Il vincitore della Panchina d’Oro come migliore allenatore di Serie A è andato a Massimiliano Allegri che ha battuto, anche un po’ a sorpresa, l’interista José Mourinho. L’allenatore toscano vede giustamente premiato lo splendido lavoro che sta svolgendo in Sardegna, il Cagliari con lui alla guida si sta rivelando una delle squadre più divertenti oltre che vincenti della massima serie.
“Sono felice di questo riconoscimento, non l’ho vissuto come un duello con Mourinho, non sono contento perché l’ho battuto, ma perché sono stato votato da allenatori importanti. È un motivo di grande soddisfazione anche perché non è facile ottenere questo premio se non hai giocatori di qualità e io nella mia squadra ne ho. Dedico questo riconoscimento a mia figlia Valentina che ha 15 anni”, queste le prime dichiarazioni dell’allenatore subito dopo la premiazione. Il nome di Allegri in queste ultime settimane è stato associato anche a quello di grandi squadre come la Juve, l’allenatore gradisce ma resta con i piedi per terra:
“Sono cose che fanno piacere, è ipocrita non ammetterlo, ma ho ancora molto da lavorare, è appena un anno e mezzo che sono in serie A e mi aspettano da qui a giugno 5 mesi importanti. Col Cagliari stiamo facendo bene ma la quota salvezza, fissata a 40 punti, non l’abbiamo ancora raggiunta”.