
Miroslav Klose, a segno per l’ottava volta in campionato, toglie le castagne dal fuoco alla Lazio, apparsa un po’ sottotono nello stadio Via del Mare di Lecce. I salentini, rinvigoriti da Serse Cosmi, mostrano una buona tecnica individuale e con Di Michele, Cuadrado e Muriel mettono in difficoltà in varie occasioni la difesa laziale. Il gol del 2-1 biancoceleste siglato da Cana su assist di Klose sembrava aver chiuso il match, ma il Lecce non ha mollato ed è riuscito a riportarsi in parità con Ferrario. Il 3-2 è opera del solito bomber tedesco.
Incredibile lo score di Klose in questa partita: due gol e un assist con pochissimi palloni giocabili a sua disposizione. A fine partita Reja elogia l’attaccante della nazionale tedesca e si gode il momentaneo secondo posto. Le note negative arrivano da Marchetti, infortunatosi alla coscia e dagli altri giocatori acciaccati da alcune settimane come Dias, Mauri (per lui il rientro è ancora lontanissimo), Matuzalem, Brocchi e per ultimo Konko:
“Klose? Sappiamo la forza che ha questo giocatore, la classe. E’ chiaro che se lo lasci un attimo da solo in area, non perdona. Non lo scopro io assolutamente, per fortuna gioca con noi e ci ha risolto più di qualche problema. Oggi la squadra complessivamente ha avuto dei problemi, perché il Lecce meritava, sicuramente, miglior sorte, ha giocato meglio di noi, che siamo stati un po’ baciati dalla buona sorte ma, soprattutto, baciati da questa gente che abbiamo davanti. Con questi giocatori, è chiaro che ogni risultato può venire a nostro favore. Mi aspettavo una prestazione diversa, il Lecce ci ha messo in difficoltà sia nel primo che nel secondo tempo. Non eravamo in condizione, ma in senso generale, abbiamo solo finalizzato con le qualità e il mestiere che abbiamo.”
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Napoli capolinea di Eusebio Di Francesco quale allenatore del Lecce: 4 sberle da Cavani e compagni, un’espulsione nel finale e l’addio alla causa giallorossa, il sabato sera dicembrino nel capoluogo campano sarà da dimenticare per l’ex allenatore del Pescara. Il Lecce è ultimo in classifica avendo racimolato 8 punti, frutto di 2 vittorie (a Bologna e a Cesena) e 2 pareggi (contro Genoa e Novara), perdendo le restanti 9 partite (di cui le ultime 3). Fiducia e pazienza, alla fine la società di Via Templari ha deciso di puntare su Serse Cosmi che si legherà al sodalizio salentino fino a giugno, facendo di fatto il traghettatore:
“L’U.S. Lecce comunica di aver risolto in data odierna il rapporto di collaborazione con il Sig. Eusebio Di Francesco al quale desidera esprimere, unitamente al suo staff, un sentito ringraziamento per l’opera fin qui svolta con totale dedizione e competenza professionale. L’U.S. Lecce comunica inoltre di aver raggiunto un accordo con il Sig. Serse Cosmi per la conduzione tecnica della prima squadra”.
Col tecnico perugino arrivano al Via del Mare anche il preparatore atletico Francesco Bulletti ed il vice allenatore Mario Palazzi, mentre resta al suo posto il preparatore dei portieri Fabrizio Lorieri. Da sottolineare che il Lecce aveva contattato anche Pasquale Marino con cui non si è trovato un accordo, probabilmente per le poche garanzie sul contratto; il trainer 53enne umbro invece ha accettato di guidare i giallorossi fino a giugno, tentando la disperata impresa di salvare una squadra abbastanza confusa e in crisi di identità. Per Cosmi un ritorno in panca dopo le 4 partite col Palermo della scorsa stagione; in carriera ha anche allenato Pontevecchio, Arezzo, Perugia, Genoa, Udinese, Brescia e Livorno. Nella giornata di domani la presentazione e primo allenamento, esordio in panchina sabato prossimo alle 18, in casa contro la Lazio.

Dopo 6 anni di inattività in qualità di allenatore, Gigi Simoni torna a sedere in panchina e lo fa nella “sua” Gubbio, città che nelle ultime tre stagioni gli ha dato mille soddisfazioni in qualità di direttore tecnico. Esonerato Fabio Pecchia dopo 10 giornate (subito 4 ko, poi 4 pari, la vittoria contro la Nocerina e di nuovo, fatale, sconfitta a Crotone) e 7 punti messi in saccoccia, la società del presidente Fioriti non è riuscita a trovare un degno sostituto (da segnalare che anche in estate dopo un lungo corteggiamento alla fine Rolando Maran aveva rifiutato); poco male, gli eugubini non si sono fasciati la testa e hanno pensato all’ex interista, la cui ultima esperienza come mister risale alla stagione 2005/06 alla Lucchese.
Lunedì sera al Barbetti arriverà il lanciatissimo Torino di Ventura, l’esordio per il tecnico di Crevalcore che proprio coi granata ha giocato per tre stagioni oltre ad averli allenati nella stagione 2000/01. Tuttavia il suo è un ruolo per il momento ad interim:
“Già avevo un ruolo da direttore tecnico nel Gubbio, la società ha cercato un sostituto di Pecchia ma non ha trovato nulla. Mi sono sentito in dovere di accettare la panchina E’ a breve termine, farò questa partita poi vediamo. Per ora alleno io, d’altra parte sono il male minore”
Non la pensa così Stefano Giammarioli, direttore sportivo del Gubbio, che invece non esclude la presenza di Simoni sulla panchina dei rossoblu per tutto l’anno:
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Quattro partite e subito il benservito, ovvio che Serse Cosmi ci sia rimasto di sasso quando ha appreso, dopo la batosta del “suo” Palermo contro il Catania, che poteva già fare le valigie. Uomo che non le manda a dire il grintoso umbro, è stato zitto per quasi una settimana e poi ha sputato fuori quel po’ di rospo che proprio non riusciva a mandare giù: se è vero che elogia Zamparini per l’organizzazione che è riuscito a profondere nel Palermo, dall’altro gli manda frecciatine niente male. E’ esplicativo, in tal senso, il racconto dell’immediata vigilia del serby siciliano, retroscena che Cosmi non lesina di raccontare con dovizia di particolari:
“Domenica mattina alle 10 il presidente Zamparini mi chiede la formazione. Gli dico che sta fuori Pastore e gioca Miccoli. Si arrabbia, per l’esclusione del Flaco e anche più per la presenza di Fabrizio. Abbiamo una discussione molto violenta. Pastore fuori perché era stato 12 giorni con la nazionale, già non era in grande condizione. In allenamento l’ho visto giù. L’ho fatto per tutelarlo. Gliel’ho spiegato in camera mia: “Recuperi e alla prossima riparti. Meglio così”. Sembrava sereno, convinto. Rinunciare a Pastore per capriccio sarebbe un suicidio. Non l’avrei mai fatto. Dopo la lite con Zamparini, io confermo la formazione provata in allenamento. Prima della partita Miccoli viene a parlarmi: “Mister, pensi a se stesso. Mi lasci fuori. So tutto”. Aveva saputo da giocatori che avevano parlato con il presidente. Fabrizio è un amico, nessuno ci metterà contro. Mi parla con gli occhi lucidi, sconvolto. Come posso mandarlo in campo? Era già nella lista dell’addetto all’arbitro. Cambio, metto Hernandez. La squadra sa tutto. Come può entrare in campo serena?”
Nella sua interessante intervista alla Gazzetta dello Sport, Cosmi racconta tante altre cose: se la prende con uno spogliatoio, quello del Palermo, molto spaccato, della solidarietà nulla dei colleghi allenatori e, come detto, riesce anche in qualche modo a ringraziare il suo presidente, almeno per un mese: “Perché mi ha dato una grande occasione. Alla fine è stato il più coerente. E il suo Palermo, per organizzazione e staff, è il capolavoro di un uomo intelligente. Sa bene che può lamentarsi delle mie scelte, non della qualità del mio lavoro“. Va bene, ma che ne pensa Zamparini?
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Trentasei giorni dopo, torna il “vecchio medico” (parole di Maurizio Zamparini) a risollevare le sorti di un Palermo incredibilmente malato: “Non è cambiato nulla, anzi, è peggiorato tutto” l’amara analisi del patron dei siciliani dopo l’indigesta debacle del Massimino, 0-4 nei secondi 45 minuti contro i cugini del Catania. Il comunicato stampa apparso oggi sul sito dei rosaneri, per altro in pausa di riflessione come si vuole nei lunedì calcistici, è laconico: “L’U.S. Città di Palermo comunica che il tecnico Serse Cosmi è stato sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra. Al suo posto è stato richiamato Delio Rossi“. Se ne va dunque il sanguigno allenatore umbro capace di resistere per sole 4 giornate: tre trasferte (con Lazio, Genoa e Catania), tre sconfitte senza segnare un gol.
Unico sussulto nell’anticipo di sabato 19 marzo contro il Milan, 1-0 con gol di Goian, rarissima gioia di Cosmi allenatore del Palermo. Si diceva della partita di Catania: crocevia fondamentale, più che per la classifica per l’onore. Alla fine il naufragio: “Soffrivo a vedere il Palermo strapazzato in quel modo dal Catania: nel secondo tempo, su tre tiri, abbiamo preso quattro gol. Ce l’abbiamo messa tutta per farci del male. La squadra si è liquefatta, dopo l’errore di Balzaretti, che può capitare a chiunque” ha detto a freddo, con lacrime forse di coccodrillo, l’imprenditore fiurlano. Che ha subito, standosene zitto, anche la frase poco sibillina di uno della vecchia guardia, Giulio Migliaccio, che ha così risposto alla contestazione dei tifosi: “Voi attaccate solo la squadra ma la colpa è anche di dirigenti e presidente“.
E così Serse Cosmi è arrivato in un tritacarne in cui non ne è uscito vivo, mal visto dai giocatori, incapace di cambiare ritmo, c’è chi dice anche di un dissapore particolare con Miccoli; infine l’ultima disperata mossa in terra etnea: fuori Pastore, gli è andata male, un boomerang infuocato. Dunque senza far troppe storie ritorna Delio Rossi, che in fondo quando aveva lasciato lo aveva detto: “Un domani tornerò a Palermo perché so che qua ho lasciato qualcosa“. Era rimasto in città il tecnico romagnolo, lui voleva esserci il 20 aprile per la semifinale di andata di Coppa contro il Milan, per un finale di campionato comunque da onorare: calendario non difficile, sette gare di cui quattro in casa (a parte il Napoli, arriveranno nel capoluogo siciliano Cesena, Bari e Chievo). Zamparini alla fine crolla e chiede scusa a cuore aperto:
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Il solito Maurizio Zamparini. Ci chiediamo, a questo punto, se prova veramente un gusto sadico nell’esonerare, richiamare e poi esonerare ancora gli allenatori. Clima tesissimo a fine partita, dopo il pesante passivo rimediato a Catania dal Palermo. Il presidente rosanero è andato su tutte le furie e al termine della debacle, Maurizio Zamparini si è sfogato ai microfoni di GolSicilia:
“Sto pensando di mandare via il nostro allenatore. E’ un’ipotesi che non mi sento affatto di escludere. Le scelte di oggi sono inconcepibili. Se ci sarà un cambio tornerà Delio Rossi. E’ molto probabile”. Zamparini non ha mandato giù la panchina di Pastore e il cambio di Bacinovic, decisioni prese da Serse Cosmi. La parola ora passa a Delio Rossi: si metterà alle spalle l’esonero di qualche settimana fa e tornerà al Palermo?

Domanda a cui nessuno, ad oggi, sa rispondere. Neanche il suo presidente Maurizio Zamparini, confuso come non mai sul futuro più prossimo e su quello più ad ampio respiro. Innanzitutto la questione allenatore: l’anno prossimo verrà confermato Serse Cosmi? Zamparini non lo esclude, gli esperti di mercato lo vedono alquanto improbabile: pare sia stato già contattato Gian Piero Gasparini, non certo un buon modo per il trainer umbro questo di preparare il finale di stagione.
A proposito, a otto giornate dal termine del torneo, quali gli obiettivi dei rosanero? Dopo cinque sconfitte di fila (nelle ultime 4 con zero gol fatti), una vittoria casalinga e prestigiosa, col Milan, seppur firmata da un difensore. Tutto ciò ha mescolato ancor più le carte perché ha dimostrato il valore della squadra, ma al contempo ha fatto aumentare i rimpianti per lo sciagurato mese e mezzo a perdere su e giù per la penisola. Eppure Cesare Bovo è ottimista:
“Serse Cosmi ci ha ridato la carica giusta. Psicologicamente non eravamo al top viste le grandi sconfitte. Il mister ha cercato di iniziare il recupero partendo proprio dall’aspetto mentale. La squadra è di livello, dunque bisognava lavorare innanzitutto sulla testa”.
Già, ma intanto c’è il derby al Massimino di Catania e allora a ingarbugliare ancor più la faccenda ci pensa lo stesso Zamparini che ricorre anche alla scaramanzia: “Il derby è derby e porta i giocatori a scendere in campo con uno spirito diverso. Poi abbiamo Serse Cosmi, il nostro tecnico portafortuna, che a Catania ha fatto sempre bene e l’ultima volta con il Livorno ha vinto al Massimino“. Senza dimenticare la Coppa Italia; il Palermo è impegnato nelle semifinali contro il Milan, ce lo ricorda Fabrizio Miccoli:
Nonostante la sconfitta sul terreno del Palermo, che mette in serio pericolo le ambizioni della capolista Milan nella lotta per la conquista dello scudetto, il tecnico dei rossoneri, Massimiliano Allegri, non non è troppo severo con i suoi. Queste le parole dell’allenatore nell’intervista rilasciata nel dopopartita ai microfoni di Sky:
“Sicuramente essere andati in svantaggio dopo pochi minuti non è stata una bellissima cosa. Nel primo tempo non abbiamo giocato benissimo e soprattutto negli ultimi 30 metri abbiamo sbagliato molto. Nel secondo tempo abbiamo fatto un po’ meglio, abbiamo creato qualcosa di più ma per la mole di gioco creata, abbiamo concluso troppo poco in porta. Credo, però, che una sconfitta a Palermo ci possa stare, anche se in questo momento era meglio evitarla. Fortunatamente c’è la sosta, riordiniamo le idee, dopo la sosta saremo ancora in testa al campionato e questa sosta ci darà tempo per rasserenarci e ripartire con lo stesso piglio che avevamo fino a prima di questa sosta.”
Allegri esprime poi rammarico per l’assensa del bomber Ibrahimovic, squalificato per tre settimane dopo il colpo proibito di settimana scorsa, ma si dice certo delle possibilità di ripresa della sua squadra:
“E’ inutile stare a dire quanto Ibrahimovic sia importante per noi, però stasera dovevamo e potevamo fare di più, non l’abbiamo fatto e quindi dobbiamo analizzare le cose che non sono andate bene con serenità sapendo che domani sera saremo comunque ancora in testa al campionato. Non credo che tutto d’un tratto siamo diventati una squadra incapace di vincere lo Scudetto, ero convinto prima di questa partita e lo sono anche adesso che questa squadra lotterà e sicuramente arriverà in fondo al campionato. Per fortuna male che vada abbiamo ancora due punti sull’Inter e tre sul Napoli. Dobbiamo ritrovare serenità e non farci prendere dall’ansia. Fisicamente stiamo bene.”
Sul fronte opposto soddisfazione invece da parte di Serse Cosmi, ironico sul ruolo di traghettatore affibbiatogli nelle scorse settimane dai giornalisti:
“Le critiche nei miei confronti? Forse si aspettavano che veniva non un allenatore, ma piuttosto uno stregone: già dopo qualche ora venivo criticato per le novità che avevo portato. Quello che ho portato di nuovo è stato un tentativo di modificare la difesa: è la seconda peggiore del campionato, mi sembra naturale che bisognava intervenire. Veniva usato il termine traghettatore in senso dispregiativo. Ero sorpreso e non è giusto, ma è il calcio: si vede che oggi ho salvato la panchina. Miccoli arrabbiato dell’esclusione? Non credo: giovedì ha interrotto l’allenamento per un problema al polpaccio e ieri non si è allenato: è stata una scelta obbligata, sapete la devozione che ho nei suoi confronti.”



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E’ una sconfitta che potrebbe costare caro al Milan di Allegri quella rimediata a Palermo. I rosanero di Cosmi (alla prima vittoria dopo due sconfitte), battono di misura la capolista, grazie ad un gol di Goian al decimo minuto, e si rilanciano per un posto in Europa. Male invece il Milan che ora dovrà guardarsi alle spalle dalle dirette inseguitrici, Inter e Napoli, impegnate in casa, domani, rispettivamente contro Lecce e Cagliari.
Il momento dei rossoneri è il più difficile da inizio campionato e lo testimoniano le due battute d’arresto in pochi giorni come l’eliminazione dalla Champions League con il Tottenham e il pareggio casalingo con il Bari. A Palermo il Milan fa poco per invertire la rotta e l’assenza di Ibrahimovic rischia di diventare solo un alibi per una squadra che ha avuto a disposizione 85 minuti di gioco per pareggiare l’incontro. Il gol del Palermo è arrivato da calcio piazzato, con Goian tutto solo che ha depositato in rete.
Il Palermo avrebbe potuto raddoppiare in più di un’occasione, in contropiede, ma l’imprecisione e la foga non hanno aiutato, in questi frangenti, i siciliani. Un’ottima gara difensiva, quella dei rosanero: manna dal cielo dopo le disastrose prove della retroguardia siciliana negli ultimi mesi. Dall’altra parte Pato e Cassano sono apparsi spenti e confusi. Tra due settimane il derby scudetto ci dirà se il Milan si sarà messo alle spalle la crisi.




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Che il clamoroso 7-0 subito ieri dal Palermo contro l’Udinese fosse destinato a lasciare un segno sulla stagione rosanero era apparso chiaro fin da subito, il presidente Zamparini aveva fatto capire chiaramente che la sua pazienza nei confronti di Delio Rossi fosse ormai terminata, dando un misero 1% alle sue possibilità di permanenza alla guida della squadra. Oggi per il patron dei siciliani è stata una giornata di consultazioni, alla fine è stato reso noto il nome del prescelto alla successione, si tratta di Serse Cosmi.
Il nome del tecnico perugino già nella giornata di ieri era quello indicato come candidato più probabile, oggi la società rosanero ha confermato queste indiscrezioni. Nel tardo pomeriggio è stata ufficializzata la decisione attraverso un comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale del club nel quale si può leggere: “L’ U.S. Città di Palermo comunica di aver affidato al signor Serse Cosmi la guida tecnica della Prima Squadra. L’allenatore perugino dirigerà la prima seduta domani alla Borghesiana e verrà presentato alle ore 18.30 presso la sala conferenze del centro sportivo romano”.
Il tecnico ha espresso grande soddisfazione e gioia per il suo ritorno in panchina, dopo qualche tempo passato a fare il commentatore tv: “Cosa provo? Per me è stata come una liberazione. Una vera e propria liberazione. Sono strafelice. Sono orgoglioso di affrontare un’avventura così importante. Lavorerò per una società prestigiosa e una città straordinaria. È l’occasione che cercavo da tempo”. La sua ultima esperienza risale alla scorsa stagione, era alla guida del Livorno quando rassegnò le sue dimissioni dopo una serie di risultati negativi e di molti malintesi con Aldo Spinelli.