
E’ una sconfitta che potrebbe costare caro al Milan di Allegri quella rimediata a Palermo. I rosanero di Cosmi (alla prima vittoria dopo due sconfitte), battono di misura la capolista, grazie ad un gol di Goian al decimo minuto, e si rilanciano per un posto in Europa. Male invece il Milan che ora dovrà guardarsi alle spalle dalle dirette inseguitrici, Inter e Napoli, impegnate in casa, domani, rispettivamente contro Lecce e Cagliari.
Il momento dei rossoneri è il più difficile da inizio campionato e lo testimoniano le due battute d’arresto in pochi giorni come l’eliminazione dalla Champions League con il Tottenham e il pareggio casalingo con il Bari. A Palermo il Milan fa poco per invertire la rotta e l’assenza di Ibrahimovic rischia di diventare solo un alibi per una squadra che ha avuto a disposizione 85 minuti di gioco per pareggiare l’incontro. Il gol del Palermo è arrivato da calcio piazzato, con Goian tutto solo che ha depositato in rete.
Il Palermo avrebbe potuto raddoppiare in più di un’occasione, in contropiede, ma l’imprecisione e la foga non hanno aiutato, in questi frangenti, i siciliani. Un’ottima gara difensiva, quella dei rosanero: manna dal cielo dopo le disastrose prove della retroguardia siciliana negli ultimi mesi. Dall’altra parte Pato e Cassano sono apparsi spenti e confusi. Tra due settimane il derby scudetto ci dirà se il Milan si sarà messo alle spalle la crisi.




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Che il clamoroso 7-0 subito ieri dal Palermo contro l’Udinese fosse destinato a lasciare un segno sulla stagione rosanero era apparso chiaro fin da subito, il presidente Zamparini aveva fatto capire chiaramente che la sua pazienza nei confronti di Delio Rossi fosse ormai terminata, dando un misero 1% alle sue possibilità di permanenza alla guida della squadra. Oggi per il patron dei siciliani è stata una giornata di consultazioni, alla fine è stato reso noto il nome del prescelto alla successione, si tratta di Serse Cosmi.
Il nome del tecnico perugino già nella giornata di ieri era quello indicato come candidato più probabile, oggi la società rosanero ha confermato queste indiscrezioni. Nel tardo pomeriggio è stata ufficializzata la decisione attraverso un comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale del club nel quale si può leggere: “L’ U.S. Città di Palermo comunica di aver affidato al signor Serse Cosmi la guida tecnica della Prima Squadra. L’allenatore perugino dirigerà la prima seduta domani alla Borghesiana e verrà presentato alle ore 18.30 presso la sala conferenze del centro sportivo romano”.
Il tecnico ha espresso grande soddisfazione e gioia per il suo ritorno in panchina, dopo qualche tempo passato a fare il commentatore tv: “Cosa provo? Per me è stata come una liberazione. Una vera e propria liberazione. Sono strafelice. Sono orgoglioso di affrontare un’avventura così importante. Lavorerò per una società prestigiosa e una città straordinaria. È l’occasione che cercavo da tempo”. La sua ultima esperienza risale alla scorsa stagione, era alla guida del Livorno quando rassegnò le sue dimissioni dopo una serie di risultati negativi e di molti malintesi con Aldo Spinelli.

Tre uomini a volto coperto hanno fatto irruzione nell’abitazione di Serse Cosmi, i malviventi hanno racimolato un modesto bottino, soldi e gioielli, poi si sono dileguati senza lasciare alcuna traccia. L’ex allenatore di Brescia e Livorno, per citare le sue ultime avventure, si trovava nella sua casa alle porte di Perugia in compagnia della moglie e della figlia quando è avvenuta l’intrusione, i tre sono stati immobilizzati e chiusi in uno stanzino dai tre rapinatori, per fortuna però, oltre al grande spavento, nessuno è rimasto ferito.
Sull’episodio indaga la squadra mobile del capoluogo umbro che per il momento ha preferito mantenere il massimo riserbo sulla vicenda. Si sa soltanto che i tre malviventi sono riusciti a fuggire indisturbati dopo aver imprigionato Cosmi e i suoi familiari, il bottino non dovrebbe essere ingente. L’allarme è stato dato dallo stesso allenatore non appena gli intrusi hanno lasciato la sua abitazione, sul posto è intervenuta la Polizia che ha poi preso in mano la gestione del caso.

Gennaro Ruotolo pare abbia portato un pizzico di ottimismo all’interno dello spogliatoio del fanalino di coda Livorno, atteso a quelle che in gergo si chiamano “sei finali”. Sarà dura per la squadra di Aldo Spinelli ottenere la salvezza: il presidente ligure dei labronici ha già annunciato che le sue intenzioni sono quelle di uscire dal mondo del calcio e che, Serie B o meno, è disposto a vendere. Acque agitate dunque, rese ancor più ispide dalla polemica a distanza che ha coinvolto Fabio Galante, ormai una bandiera degli amaranto, e Serse Cosmi, il deposto mister umbro accusato dal difensore di Montecatini di non avergli fornito spiegazioni in merito alla sua esclusione dalla rosa livornese.
“Ho avuto 28 allenatori nella mia carriera, ma quello che mi è successo quest’anno con Cosmi non mi era mai accaduto. Peccato, perché credo che avrei potuto dare il mio contributo. L’esclusione patita da me e altri tre importanti giocatori della rosa (Marchini, Mozart e De Lucia, ndr), alla vigilia della trasferta di Bergamo è ancora incomprensibile. Cosmi mi ha detto che doveva dare un segnale, ma non capisco quale. Visto che io e i miei compagni ci siamo sempre allenati con impegno e professionalità” ha spiegato ai microfoni Galante, ora pronto per tornare in campo con l’arrivo, anzi col ritorno, di Ruotolo.
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Non è bastato il pareggio contro il Genoa, il Livorno è ancora ultimo in classifica e la salvezza ormai sembra irraggiungibile. Per questo la società, o meglio il suo presidente Aldo Spinelli, ha deciso di tentare un’ultima mossa disperata esonerando per la seconda volta Serse Cosmi e richiamando sulla panchina degli amaranto Gennaro Ruotolo. L’allenatore artefice della promozione in Serie A avrà a disposizione sei giornate per provare a fare il miracolo.
L’esperienza di Cosmi in Toscana è stata a dir poco tormentata, l’allenatore perugino era arrivato a Livorno in ottobre sostituendo proprio il collega Ruotolo. Lo scorso 24 gennaio aveva presentato le sue dimissioni in seguito alla sconfitta casalinga contro il Napoli, la decisione era stata presa a causa delle molte incomprensioni con il presidente, le due parti però poi si sono parlate e si è giunti ad un accordo che ha permesso alla squadra di godere di una certa stabilità fino ad oggi. Ora è davvero finita, si torna alle origini sperando di infilare il filotto giusto verso la salvezza.
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Una trentina di ultrà del Livorno ha fatto irruzione oggi pomeriggio al centro Coni di Tirrenia interrompendo l’allenamento degli amaranto per contestare giocatori e tecnico. Per almeno una decina di minuti i tifosi hanno avuto un vivace incontro con la squadra e non sono mancati i momenti di tensione. Le accuse erano rivolte per lo più al comportamento tenuto dai giocatori in questo finale di stagione anche fuori dal campo. È stato Ciccio Tavano il principale bersaglio della contestazione. L’attaccante è stato accusato di atteggiamenti poco professionali fuori al campo e sarebbe stato anche spintonato da un tifoso.
L’ira degli ultras però si è riversata anche sull’ allenatore Serse Cosmi, finora risparmiato dalle ripetute contestazioni dei supporters amaranto. Il tecnico è stato accusato dagli ultrà di aver ritirato le dimissioni e di aver supinamente accettato la politica del presidente Aldo Spinelli, nel corso del mercato di gennaio, che, a loro dire, non ha rafforzato adeguatamente una squadra indebolita dalla cessione di Candreva, arrivata dopo quella di Diamanti in estate. Gli ultrà hanno chiesto infine ai giocatori di dimostrare carattere già a partire dalla partita di sabato contro il Genoa per cercare di invertire la rotta. ”Se ciò non dovesse avvenire - hanno ribadito gli ultra’ - la contestazione diventerà ancora più dura“.
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Dal possibile sorpasso milanista all’allungo che potrebbe rivelarsi decisivo: l’Inter approfitta del passo falso del Milan in quel di Parma e porta nuovamente a quattro le lunghezze di distanza dalle inseguitrici; probabilmente la sfida di sabato prossimo contro la Roma all’Olimpico riaprirà il campionato o ne metterà definitivamente la parola fine. Contro il Livorno è apparso tutto facile: risultato rotondo, classico testacoda finito come da pronostico e tre punti messi in saccoccia senza troppi complimenti. In rete un redivivo Samuel Eto’o, finalmente in doppia cifra in Serie A, e ciliegina sulla torta per Maicon, autore di una prestazione più che sufficiente dopo varie prove opache.
Fa turn-over Mourinho che schiera una coppia difensiva quasi inedita con Materazzi e Cordoba, ridà fiducia a un Chivu munito di casco e a gran sorpresa piazza Quaresma in avanti; Cosmi se la gioca ma mette Lucarelli in panca dando una chance a Danilevicius supportato da Di Gennaro e facendo esordire l’austriaco Prutsch. Non un gran match al Meazza nelle prime battute, l’Inter è svogliata e il Livorno non pare approfittarne; Julio Cesar ha il suo da fare per sventare i ficcanti assalti ospiti, ma il brasiliano se la cava con la classe usuale che lo contraddistingue. Anche Quaresma è caldo, ma Rubinho non si lascia intimorire e risponde al portoghese con un volo sul suo palo. Poi accende la luce Thiago Motta, Eto’o è vigile e per i labronici è notte fonda.
Le Foto di Inter - Livorno 3-0
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Dopo l’incoraggiante vittoria contro il Livorno, domani sera l’Atalanta incontrerà domani sera a Bergamo il Cagliari, una squadra che ultimamente è apparsa leggermente in crisi, almeno rispetto a quanto di buono aveva fatto vedere fino a qualche tempo fa. La vigilia di questa sfida è stata caratterizzata dallo scambio di battute, nemmeno tanto gentili, tra i due allenatori, Bortolo Mutti e Massimiliano Allegri, in riferimento alla sconfitta casalinga dei sardi contro la Lazio domenica scorsa. A completare il quadro arriva il sospetto di una combine o comunque di un risultato ampiamente prevedibile per la gara di domani, testimoniato dalla sospensione delle scommesse su questo evento dovuta al gran numero di giocate sul segno “1″.
L’allenatore nerazzurro Mutti ha approfittato della conferenza stampa di ieri per tornare su quanto accaduto nell’ultima di campionato, parlando non solo della vittoria della sua squadra, ma anche del facile successo laziale al Sant’Elia: “Il Cagliari domenica ci ha un po’ rovinato i piani, la vittoria della Lazio ci ha dato un po’ fastidio. Non ce l’ aspettavamo, ma sappiamo benissimo come vanno certe cose… Sono dinamiche su cui noi non possiamo intervenire, per cui dobbiamo limitarci a gestire le nostre possibilità”. Il tecnico è comunque convinto che la vittoria sugli amaranto di Serse Cosmi ha ridato morale ad un ambiente che ne aveva un disperato bisogno.

Nell’ultimo turno di campionato Catania e Udinese hanno raccolto i 3 punti: vittorie importantissime per queste compagini geograficamente agli antipodi, lo scatto decisivo per tirarsi (quasi definitivamente) fuori dalla zona retrocessione. Tre le squadre che a maggio saluteranno la massima serie, 4 le formazioni coinvolte in questa aspra lotta in cui la vita di una, significa automaticamente la morte delle alte tre (Sondaggio: chi si salverà?). Il Siena è ultimo, ma in netta ripresa: ha nella difesa il tallone d’Achille (peggior retroguardia con 51 gol incassati), ma avanti un Maccarone che fa ben sperare. Imbattuti da più di un mese, i toscani bianconeri hanno raccolto 9 punti in 5 giornate: Bologna in casa e Lazio all’Olimpico il banco di prova decisivo. Almeno quattro punti sono quasi un diktat.
E le altre tre? Insieme al Siena, ecco l’Atalanta. Vigilia di campionato tesa per la campagna acquisti (i tifosi inviperiti per l’arrivo di Gregucci, non considerato all’altezza e subito esonerato), quindi un avvio balbettante. Ecco Conte, le sue dimissioni e il regno brevissimo di Bonacina; con Mutti si sperava in meglio ma così non è stato: a parte il gol di Valdes, inutile, a San Siro contro il Milan, gli orobici non segnano da 5 gare e in generale hanno segnato 2 gol nelle ultime 8 partite. Senza gol, il passo verso la B è veloce: ecco perché la Dea è da oggi in ritiro a Zingonia, bocce cucite e concentrazione per la sfida delicatissima di domenica. All’Atleti Azzurri d’Italia arriva il Livorno, una sfida che vale la Serie A.
E a proposito del Livorno, ecco l’unica neo-promossa che non ha strabiliato: qualche risultato prestigioso e sprazzi di buon calcio, ma in seno alla società labronica non c’è mai stata tanta chiarezza quest’anno. Cosmi che alza i tacchi e poi ritorna, la cessione di Candreva a gennaio e un attacco sterilissimo, un mix non certo corroborante per non ripiombare nel campionato che la scorsa stagione vide il Livorno arrivare terzo. La vittoria manca da due mesi, e ora ci sono due trasferte nerazzurre: prima Bergamo, poi Inter. Due punti sopra Atalanta e Siena, due sotto la Lazio, l’ultima a contendersi l’unica piazza disponibile per rimanere tra i “grandi“.
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La Roma non coglie l’occasione per avvicinarsi alla capolista Inter, a Livorno non va oltre il pari, frutto di una partita divertente e rocambolesca. Il mattatore di giornata è senza dubbio Cristiano Lucarelli, il capitano amaranto ha messo per ben tre volte la sua firma sulla partita risultando alla fine determinante, complice anche qualche disattenzione di troppo della difesa di Claudio Ranieri. Per i giallorossi sono andati in rete Simone Perrotta, Luca Toni e David Pizarro, il cileno ha anche sbagliato un rigore che avrebbe portato la sua squadra sul 4-2, il suo tentativo di trasformazione però si va ad infrangere sul palo (Il video di Livorno - Roma 3-3 - Il tabellino di Livorno - Roma 3-3).
L’incontro inizia con i padroni di casa che attaccano a testa bassa, provando a mettere in difficoltà immediatamente l’avversario. La Roma prova a controllare l’ardore toscano ma dopo soli nove minuti capitola, Lucarelli va via sul filo del fuori gioco e infila per la prima volta Julio Sergio. I giallorossi reagiscono immediatamente e dopo un solo minuto pareggia i conti: Toni fa la torre in area, Taddei serve di tacco Perrotta che non sotto porta non sbaglia. Al 19′ arriva anche il vantaggio romanista, a siglarlo è Luca Toni sugli sviluppi di un calcio di punizione che lui stesso si era procurato.
Le migliori immagini di Livorno - Roma 3-3




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