
Lunedì scorso ad Arcore si è tenuta una riunione di famiglia in casa Berlusconi, oltre al premier erano presenti i figli Marina, Piersilvio e Barbara, e l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani. L’ordine del giorno è stato ovviamente il futuro della società rossonera, anche e soprattutto alla luce dei 560 milioni di euro che la Fininvest dovrà versare nelle casse della Cir di De Benedetti in seguito alla sentenza sul Lodo Mondadori, un esborso che per il momento ha bloccato anche i piani futuri dei campioni d’Italia ancora fermi sul mercato.
Se da una parte Marina Berlusconi ha premuto per un disimpegno della famiglia rispetto al costoso mondo del calcio, la sorella Barbara, già nel consiglio d’amministrazione del Milan, ha chiesto invece al padre di continuare a investire. Come racconta la Gazzetta dello Sport di oggi, alla fine sono stati tracciati tre piani d’azione ora al vaglio dei manager della Fininvest che dovranno cercare di individuare quello migliore affinché la squadra possa restare ai vertici del calcio.
La prima soluzione prevede uno scorporo del Milan dalla Fininvest, in questo modo Silvio Berlusconi dovrebbe attingere direttamente dal suo patrimonio personale per poter operare sul mercato e, più in generale, per continuare a sostenere il club. La seconda idea è quella di vendere circa il 30% delle azioni agli arabi che già sponsorizzano fortemente i rossoneri attraverso la compagnia aerea Emirates, da loro proverrebbero soldi freschi per rimpinguare le casse e rinforzare la squadra in vista della prossima stagione. L’ultima via è quella della quotazione in borsa, non Italia bensì a Hong Kong: questa soluzione è molto in voga di questi tempi, l’ha già adottata Prada e pare che ci stia pensando anche il Manchester United.
Quello che più conta ora è che si scelga subito e al meglio, Adriano Galliani ha necessità di iniziare a sondare il mercato per consegnare a Massimiliano Allegri una squadra all’altezza dei tanti impegni che attendono i rossoneri nella prossima stagione, a partire dalla Supercoppa Italiana che contenderanno all’Inter nella sfida di Pechino.
L’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, ha manifestato preoccupazione dopo la sentenza Mondadori, con la quale la Fininvest di Silvio Berlusconi è stata condannata a risarcire di 560 milioni di euro il concorrente Carlo De Benedetti, al quale il gruppo editoriale era stato sottratto nel 1991 grazie alla corruzione di un giudice. Fininvest è infatti la società che detiene la maggioranza delle azioni del club Campione d’Italia, e la cosa, secondo i timori del dirigente rossonero, potrebbe ripercuotersi sugli investimenti futuri della proprietà per la squadra. Queste le sue parole:
“Qualcosa che non fa bene alla Fininvest e che non fa bene al Milan, ma so quanto Berlusconi ami il Milan, quindi sono sicurissimo che farà ogni sforzo per mantenerlo in cima al mondo dove lo ha portato. E’ certamente qualcosa che colpisce in maniera fortissima la proprietà del Milan che è appunto Fininvest. Il futuro del Milan? Sono riflessioni che farà il presidente Berlusconi. Quello che è successo oggi è veramente gravissimo. Non credo che spetti a me dirlo, ma è veramente pazzesco. E’ un problema per la Fininvest perchè non ci sono i 560 milioni di euro per il risarcimento danni e non è mai accaduto in Europa”.
Galliani ha comunque cercato di rassicurare i tifosi, aggiungendo:
“Ho parlato con il presidente stamani è reattivo, una persona fantastica. Sarà presente il 12 luglio al raduno di Milanello, lui ama tantissimo il Milan, è una sua creatura, presa in un’aula di tribunale nel 1986 e che ha portato a tanti successi. Il Milan è una squadra assolutamente al completo. Vediamo cosa succederà ma pensiamo di essere ultracompetitivi anche così.”

Il Corriere della Sera riporta i retroscena degli incontri che avvenivano ad Arcore tra Silvio Berlusconi e i capi ultras del Milan. “Ho conosciuto il presidente Berlusconi nell’ 86 e tante volte lo abbiamo incontrato in via Turati, nella sede del Milan, o allo stadio“, ha detto Carlo Giovanni Capelli.
Lo storico capo delle Brigate rossonere ha testimoniato a Milano al processo nel quale 7 ultrà sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla tentata estorsione nei confronti della società dalla quale e secondo l’ accusa del pm Luca Poniz, il gruppo avrebbe preteso biglietti gratis o a prezzi stracciati pena disordini in occasione di alcune partite:
“Una volta nel 2000 andammo ad Arcore per parlare della campagna acquisti e dell’ ambiente. Noi dicemmo a Berlusconi le nostre idee, che erano diverse dalle sue e infatti non prese i calciatori che avremmo voluto noi. Sono sempre stato presente alle feste della squadra, per il campionato, per lo scudetto o a Natale. Ho frequentato tutti nella squadra e nella dirigenza, conoscevo molti calciatori e con alcuni, ad esempio Carlo Ancelotti, ho avuto rapporti di amicizia personale, e ci siamo frequentati sia quando è stato giocatore sia quando è stato allenatore. Teoricamente società e ultrà non dovrebbero avere rapporti, ma non vedo perché, visto che gli ultrà sono tifosi come tutti gli altri”.
Il 63enne Capelli (conosciuto anche come “il Barone”), che è stato assolto dalle accuse, risponde ad una precisa domanda dell’ avvocato Luca Ricci, difensore di Giancarlo Lombardi Sandokan, che gli chiede particolari sui biglietti: “Li pagavamo“, puntualizza, anche se qualche facilitazione su pagamenti e restituzione degli invenduti dice che c’ era, così come “un pass gratuito con cui i capi andavano ovunque nello stadio“. Sui biglietti veniva applicato un sovrapprezzo di 2/3 euro “per le coreografie e le necessità organizzative“. Nacquero attriti con una frangia della tifoseria.
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Il calciomercato del Milan: eccovi la rubrica del 1 giugno con tutte le notizie, notiziuole, voci, indiscrezioni e aggiornamenti sulle trattative di trattative di mercato del Milan. Tutte le notizie di oggi, con relativa fonte.
Marek Hamsik
Berlusconi promise ai napoletani, prima del ballottaggio, che il Milan non avrebbe comprato Hamsik…e adesso? Secondo Giulio Mola de “Il Giorno”
“il Club più titolato al mondo tenterà di acquisire il giocatore. Il prossimo fine settimana è in programma un meeting tra il presidente De Laurentiis e il procuratore Mino Raiola, consulente di mercato dei rossoneri e promesso procuratore del talento in forza al Napoli. I due si incontreranno a Sorrento, in occasione dell’evento Golden Goal. Naturalmente si discuterà di valutazioni economiche e dell’inserimento di possibili contropartite tecniche”
Antonio Cassano
Secondo il Corriere dello Sport il fantasista di Bari Vecchia sarebbe prossimo all’abbandono del Milan. La sua voglia di essere protagonista in nazionale potrebbe portarlo lontano da Milanello. Tuttavia il procuratore di Cassano, Beppe Bozzo, in una intervista a “Radio Crc” ci tiene a precisare che il suo assistito non lascerà il Milan, avendo già parlato di questo con Adriano Galliani e fidandosi lui delle parole dell’Amministratore Delegato.
Alberto Paloschi
Stesso discorso per Paloschi che difficilmente farà parte della rosa del Milan. Per lui ha parlato Tassotti ai microfoni di Milan Channel:
“Paloschi? Paloschino per noi è sempre stato visto come un ragazzo d’oro, si è sacrificato e impegnato tantissimo in questi anni, è facile da allenare, peccato per i suoi infortuni ma il giocatore ha potenzialità importanti. Vedremo se resterà o andrà ancora a fare esperienze ma per ora lo ritrovo con piacere. Non è un caso che all’esordio uno entra e segna un gol importante a San Siro, ha tante qualità purtroppo è stato frenato da alcuni infortuni muscolari ma è ancora giovanissimo e ha già fatto grandi esperienze in B e A”.
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Silvio Berlusconi si dice favorevole ad un ritorno del brasiliano Kakà al Milan. Intervenuto ad una trasmissione dell’emittente radiofonica napoletana Kiss Kiss, il presidente rossonero ha infatti dichiarato, dopo aver escluso l’interessamento della sua squadra per il centrocampista slovacco del Napoli, Marek Hamsik:
“Ad Allegri piace Hamsik? Non credo che De Laurentiis sia intenzionato a cedere una star, anche e soprattutto per i futuri, impegnativi traguardi, che il club vuole raggiungere. Escludo, dunque, questa possibilità. Dò garanzie ai napoletani, in tal senso. Kakà potrebbe essere il regalo costoso promesso ai tifosi del Milan? È un uomo straordinario, qualora intendesse di tornare al Milan, lo accoglieremmo senz’altro a braccia aperte.”
Berlusconi, visto anche il periodo di campagna elettorale, ne approfitta poi per tessere le lodi del Napoli, protagonista nonostante il calo nella fase finale di un campionato al di là di ogni più rosea aspettativa:
“Il Napoli? De Laurentiis è stato bravissimo, capace e motivato, permettendo ad un grande club come il Napoli di tornare ai fasti di un tempo. La Champions è un’occasione di rilancio per Napoli ed i napoletani: la città merita una squadra ai massimi livelli, per i tifosi, passionali ed entusiasti, è un traguardo meritatissimo. A Napoli ed ai napoletani faccio molti auguri. La vicenda Mazzarri? Non entro nelle decisioni degli altri, li rispetto in maniera totale.”
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Il presidente nerazzurro Massimo Moratti replica alle parole di Silvio Berlusconi, che ieri aveva cercato di “consolare” il rivale esortandolo a vedere il lato positivo del trionfo milanista, rappresentato dal fatto che lo scudetto sarebbe rimasto nella città di Milano. Il patron dell’Inter si è detto solo “moderatamente infastidito” dai caroselli dei tifosi rossoneri, commentando in questo modo:
“Ho immaginato il fastidio che hanno provato loro negli ultimi cinque anni. Sono un milanese illuminato, il Milan ha meritato di vincere perchè ha avuto continuità, ha evitato ingenuità e inoltre si è rinforzato molto quest’anno: insomma, è un successo giusto. Uno scudetto a testa? Beh, veramente siamo 5-1.”
Frecciatina anche nei cofronti del tecnico della nazionale inglese Fabio Capello, che in un’intervista rilasciata questa mattina aveva definito il titolo vinto dalla sua ex squadra l’unico conquistato veramente sul campo nell’epoca post-Calciopoli:
“Mi sembra che Capello sia stato l’allenatore della Juventus proprio in quegli anni. Questo mette tutti al loro posto. Capello conferma quali erano le formazioni prima di Calciopoli e dopo Calciopoli.”
Grande soddisfazione da parte del presidente rossonero, Silvio Berlusconi, arrivato con il successo di questa sera all’ottavo scudetto della sua era, che, come dichiarato da lui stesso alcuni giorni fa, gli piacerebbe celebrare con l’intitolazione di uno stadio nella città di Milano. Il Presidente del Consiglio ha così commentato nelle interviste di rito al termine della sfida terminata a reti bianche contro la Roma, la conquista del diciottesimo titolo da parte dei suoi:
“Finalmente è arrivato questo scudetto: abbiamo fatto tanto per arrivare in alto e ci siamo riusciti. Il merito è di tutto il gruppo è meritato e tutte le scelte sono state azzeccate: abbiamo trovato un allenatore come Allegri che si è calato subito nello stile Milan e anche i nuovi acquisti, tra cui Ibrahimovic, Boateng e Van Bommel, sono stati decisivi.”
Il patron dei neo Campioni d’Italia si rivolge poi al suo omologo nerazzurro Massimo Moratti, costretto ad abdicare dopo cinque titoli consecutivi, compreso quello assegnato a tavolino in seguito alla vicenda di Calciopoli. Berlusconi chiede inoltre ai suoi di fare un ultimo sforzo per portare a casa anche la Coppa Italia, trofeo che manca nella bacheca dei milanesi dal 2003:
“Un pensiero per Moratti e per l’Inter a cui abbiamo tolto lo scudetto? Una volta per uno non fa male a nessuno: alla fine parliamo sempre di Milano. Ora dobbiamo cercare di vincere anche la Coppa Italia, che è un trofeo che manca nella nostra bacheca da qualche anno e magari a quel punto, per quanto riguarda i regali ad Allegri, si potrebbe essere particolarmente generosi.”
Promosso a pieni voti il tecnico Massimiliano Allegri, del quale il presidente, che ad un certo punto della stagione era sembrato non credere molto in lui, ha detto:
“Un ottimo voto al primo anno, è in grado di continuare la serie dei grandi allenatori del Milan. Io con lui ho un rapporto molto franco, ci telefoniamo molto spesso prima e dopo le partite. Ogni tanto mi permetto di dargli dei suggerimenti, lui è sempre molto attento ai miei consigli e molto spesso li applica con ottimi risultati. Ha un carattere socievole, trasmette sicurezza ai giocatori, ha un’ottima capacità comunicativa. E’ davvero un allenatore da Milan.”





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Adriano Galliani e Gennaro Gattuso sono raggianti a fine partita. Il Milan ha conquistato il 18esimo scudetto della sua storia grazie al punto guadagnato in casa della Roma e le reazioni non possono che essere pregne di gioia. Le parole del dirigente rossonero pronunciate nel corso del programma “Serie A Live” di Premium Calcio: “Abbiamo stradominato dall’inizio alla fine, è stato un campionato fantastico e la svolta è stata il derby di ritorno: lì abbiamo vinto lo scudetto. Come ho vissuto questi sette anni senza scudetti? Ora me li sono dimenticati. Allegri e il gruppo sono stati fantastici, ma questo scudetto è del presidente Berlusconi: ha fatto tantissimo per questa squadra, con importanti sforzi economici e finché sarà il presidente del Milan questo club rimarrà al top.”
Gattuso elogia la rinascita della squadra: “Siamo stati in vantaggio tutto l’anno: ce lo siamo meritati questo scudetto, anzi vale di più di uno scudetto perché abbiamo battuto la grande rivale Inter. Dicevano tutti che eravamo morti e invece siamo qui a festeggiare. Poi per me è una grandissima vittoria personale: l’anno scorso dicevano che ero vecchio e che non valevo più niente, ma Dio mi ha dato la forza di andare avanti“.




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In un’intervista rilasciata a Porta a Porta e trascritta parzialmente dal Corriere dello Sport Silvio Berlusconi ha parlato dell’ormai imminente scudetto milanista, senza lesinare autoincensamenti per il lavoro svolto in questi decenni alla presidenza del Milan:
“Si parla di scudetto solo quando lo si è già cucito sulla maglia della squadra. In questo caso per il Milan si tratterebbe del ventisettesimo grande trofeo che il Milan si cucirebbe sulla maglia ed i 26 trofei che già si è cuciti con la mia gestione hanno fatto del Milan la squadra più titolata al mondo e hanno fatto di me il presidente che nella storia del calcio ha vinto di più”.
Berlusconi vorrebbe uno stadio intitolato: “Dopo di me il presidente che ha vinto di più è il grande Bernabeu del Real Madrid e gli spagnoli riconoscenti gli hanno intitolato uno stadio“. Infine una digressione politica: “Lo scudetto ci porterà voti? Non lo so. L’altra volta avemmo una diminuzione del voto, così si disse, perché ci fu la partenza, che non fu tanto tempestiva, di Kakà. E quindi io mi auguro che se arriverà questo scudetto, e lo dico incrociando le dita, questo potrebbe spingere magari qualche nostro tifoso, che non era così convinto di andare a votare, a farlo, e a darci il suo sostegno“.

Clarence Seedorf ha ricevuto la massima onorificenza per un cittadino olandese: è stato nominato, dall’ambasciatore olandese, Alphonsus Stoelinga, a Roma, Cavaliere dell’Ordine di Orange-Nassau, decorazione militare e civile olandese che venne creata per la prima volta il 4 aprile 1892 dalla Regina reggente dei Paesi Bassi, Emma, per conto della figlia minorenne Guglielmina. Alla cerimonia era presente anche Silvio Berlusconi che si è lasciato scappare una previsione sullo scudetto (”Ormai è fatta, è nostro“), prima di incensare Seedorf:
“Seedorf giocherà con noi fino a 52 anni. è un leader in campo, negli spogliatoi e anche fuori dal campo. Garantisce sempre tre o quattro giocate miracolose e queste valgono il prezzo della partita. Voi non sapete però una cosa che adesso vi dirò: la famiglia Seedorf produce industrialmente campioni di calcio: giocano anche due suoi fratelli e un cugino. E quando sarà allenatore del Milan avrà un occhio di riguardo per la sua famiglia. Noi, come scrivono i giornali, siamo familisti e clientelari e quindi questa cosa la favoriremo…”
Da parte sua Seedorf ha ricambiato i complimenti del presidente: “Se ho intenzione di smettere? Nel mio mestiere sono importanti le motivazioni e le condizioni fisiche, finché ci saranno queste non mi pongo limiti. Con Berlusconi non ho un rapporto politico, ho avuto la fortuna di conoscerlo bene e con lui la sua famiglia. E’ un grandissimo uomo, intelligente e di gran cuore. Da fuori si dicono tante cose non vere su di lui e io non ho parole negative da spendere per il mio presidente. Vincere già domenica lo scudetto? Dopo sette anni speriamo arrivi il prima possibile, dobbiamo dare l’ultima botta per mandare tutti ko e prenderci il titolo“.
(fonte Gazzetta.it)