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Roma, Burdisso crac con l'Argentina: rotto il crociato, stagione finita?

pubblicato da vieni_127


La vittoria dell’Argentina in Colombia, partita valida per le qualificazioni ai prossimi mondiali brasiliani, è stata tanto importante per la Selecion quanto infausta per uno dei giocatori dell’albiceleste, il difensore della Roma Nicolas Burdisso. Il centrale ha subito un gravissimo infortunio al ginocchio sinistro, una torsione innaturale occorsa al minuto 32 del primo tempo nel tentativo di fermare il giocatore del Porto e della Nazionale colombiana James Rodriguez: piantatosi con il piede a terra, il suo ginocchio “si è girato” facendo saltare i legamenti crociati. Fin da subito la situazione è apparsa grave, tante sono state le grida del giocatore che poi è uscito in barella tra le lacrime.

Forse anche questo triste episodio ha dato la scossa ai giocatori di Sabella, che dopo il ko del difensore avevano anche subito il vantaggio cafetero; nella ripresa poi il ribaltamento del risultato coi gol di Messi e Aguero. Ma ritornando a Burdisso, tra l’altro anche ammonito nella circostanza in cui aveva tentato di fermare Rodriguez, si pronostica un rientro in campo non prima di 6-7 mesi, la stagione a questo punto pare praticamente compromessa; brutta tegola per Luis Enrique che con Juan e Kjaer a mezzo servizio, non può che contare su Heinze per il reparto arretrato (contro il Lecce nel posticipo di domenica sera giocherà verosimilmente insieme al danese). Dunque sosta per niente felice per i giallorossi in nazionale: Pjanic fuori dagli Europei, Stekelenburg impallinato dal laziale Klose, De Rossi e Osvaldo ko con l’Italia: al rientro a Trigoria, Enrique dovrà lavorare anche sul lato psicologico.

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Kjaer: "Due giorni duri" - Intanto Dias ha chiesto la maglia ad Osvaldo

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Simon Kjaer, dai microfoni di Sky Sport 24 è tornato sugli attimi che hanno facilitato il compito alla Lazio, nel derby giocato domenica sera.

Il danese, autore del fallo su Brocchi che è costato un calcio di rigore e la conseguente espulsione, non nega di aver sentito il peso di due giorni difficili, di essersi sentito il maggior responsabile della sconfitta giallorossa:

“Il fallo ci può stare, non è un gran fallo ma ho allungato il braccio sinistro, e lui è stato bravo, appena ha sentito il contatto sul suo braccio sinistro però si è buttato verso destra, ma l’arbitro ha fischiato il rigore e mi ha dato il cartellino rosso che di fatto ha chiuso la partita. Non è stato bello per me, sono stati due giorni duri. Per fortuna c’è la mia famiglia qui che mi ha aiutato. Mi è dispiaciuto tantissimo soprattutto per i tifosi che ci tenevano tanto a questa partita importantissima, ma ora sto meglio. In tanti mi sono venuti a rincuorare, a dire che devo guardare avanti e che non ci devo pensare e che è solo una partita nonostante sia una gara molto importante per i tifosi. Ora dobbiamo guardare avanti e vincere contro il Palermo. Poi c’è un’altra partita molto importante per me, il prossimo derby, lo voglio vincere per tutti i tifosi romanisti”.

Foto sfottò del giorno dopo in rete | Lazio-Roma 2-1

Foto sfottò del giorno dopo in rete | Lazio-Roma 2-1Foto sfottò del giorno dopo in rete | Lazio-Roma 2-1Foto sfottò del giorno dopo in rete | Lazio-Roma 2-1Foto sfottò del giorno dopo in rete | Lazio-Roma 2-1

Lazio-Roma 2-1 | Foto della partita, gli striscioni, gli sfottò

Lazio-Roma 2-1 | Foto della partita, gli striscioni, gli sfottòLazio-Roma 2-1 | Foto della partita, gli striscioni, gli sfottòLazio-Roma 2-1 | Foto della partita, gli striscioni, gli sfottòLazio-Roma 2-1 | Foto della partita, gli striscioni, gli sfottò

Le Foto di Lazio-Roma 2-1

Le Foto di Lazio-Roma 2-1Le Foto di Lazio-Roma 2-1Le Foto di Lazio-Roma 2-1Le Foto di Lazio-Roma 2-1

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Serie A, il Giudice Sportivo è severo: 4 turni a Kaladze, 3 a Mutu

pubblicato da vieni_127


Gianpaolo Tosel, infaticabile Giudice Sportivo ormai da anni, ieri si è trovato ad esaminare due spinose questioni che ha voluto dirimere con la più classica delle mano pesanti: obbligato a giudicare le posizioni di Kakhaber Kaladze e Adrian Mutu, Tosel alla fine ha deciso per la linea di condotta decisamente dura infliggendo ben 4 turni di stop forzato al georgiano del Genoa e 3 al rumeno del Cesena. Il difensore rossoblu, in particolare, era stato espulso domenica scorsa nel corso di Genoa - Lecce, espulsione derivante da pesanti proteste del giocatore nei confronti dell’arbitro Gava; tanto è vero che nelle motivazioni della sentenza si legge: “Squalifica per doppia ammonizione per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara, per avere inoltre, al 35′ del secondo tempo, all’atto dell’espulsione, assunto un atteggiamento intimidatorio nei confronti dell’Arbitro, rivolgendogli un epiteto ingiurioso e proferendo un’espressione blasfema“.

Enrico Preziosi e il suo staff hanno già deciso di far ricorso non appena otterranno i referti dell’arbitro veneto, certo è che se la squalifica dovesse essere confermata sarà una tegola non da poco per la retroguardia di Malesani dal momento che le prossime quattro partite dei liguri sono contro Juve, Roma, Fiorentina e Inter. Ma anche il Cesena ha poco di che rallegrarsi, con la sua stella Mutu costretto ai box per tre turni “per avere, al 28′ del secondo tempo, nel corso di un’azione di giuoco, colpito un avversario con un pugno al volto“. Anche per l’attaccante dei romagnoli è pronto un ricorso, fatto sta che nella delicatissima quanto campale trasferta di Siena di domenica prossima l’ex viola non ci sarà, e chissà contro Cagliari e Parma. Gli altri squalificati, ma solo per un turno, sono Simon Kjaer della Roma e Giampiero Pinzi dell’Udinese, entrambi espulsi nel corso delle partite domenicali.

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Lazio - Roma 2-1, Reja: "Finalmente!", Luis Enrique: "Più concentrazione..."

pubblicato da vieni_127


Edy Reja, 66 anni da 6 giorni e non sentirli: il tecnico friulano durante il vibrantissimo derby vinto dalla sua Lazio per 2-1 sui cugini della Roma non sta nella pelle; d’altra parte è facile mettersi nei suoi panni, lui a cui veniva contestato dai tifosi biancocelesti di aver sempre “cannato” la stracittadina e che fino al 93° non riusciva ad esultare nonostante il buon forcing laziale e l’uomo in più. Alla fine il gol di Klose, la corsa liberatoria verso il tedesco per abbracciarlo insieme a tutti quanti vicino alla bandierina, anche l’espulsione di Tagliavento per la veemenza dell’esultanza. Ma era un Reja che voleva fortemente questi tre punti e ora se li gode:

“Ci voleva. Pensavo che non si riuscisse a vincere, abbiamo preso due legni e sembrava che sta palla non volesse entrare. Poi a pochi secondi dalla fine è entrata, è una vittoria importante anche per i tifosi che ci hanno seguito e aiutato. Il pubblico laziale è stato vicino alla squadra, mi auguro che ci si possa un pò riappacificare. Siamo secondi, abbiamo vinto il derby, andiamo avanti con convinzione nei nostri mezzi. Siamo partiti male, abbiamo subito il gol di Osvaldo ed è strano, perchè queste situazioni qua le abbiamo preparate tutta la settimana. Siamo poi riusciti a fare buone cose, buone trame di gioco. Abbiamo dimostrato carattere, per fortuna Brocchi ha fatto penetrazione centrale, è uscito il rigore ed è stato più facile. Comunque è stata una grande Roma”.

Di contro un Luis Enrique amareggiato: ottimi i giallorossi nella prima parte di tempo, in vantaggio con Osvaldo e bravi a mostrare trame eleganti ed efficaci. Poi il rigore, con espulsione, di Kjaer su Brocchi, il pari laziale con conseguente ritorno dei biancocelesti. E dopo i legni di Klose e Cissé proprio il tedesco ha gelato lo spagnolo a cui il pareggio poteva in fin dei conti andare bene:

“Mamma mia che finale. Peccato per noi: tutta la partita comunque è stata sfortunata. Complimenti alla Lazio: dispiace aver preso il gol decisivo negli ultimi secondi di gioco. All’inizio abbiamo giocato bene e dovevamo essere più bravi ad approfittare, nel primo tempo, degli spazi concessi dalla Lazio. Dobbiamo lavorare molto su questo aspetto tattico; noi dobbiamo giocare per tutta la partita con la stessa intensità, la stessa mentalità e gli stessi ritmi dei primi 15 minuti. Non è semplice; certo, ma dobbiamo migliorare anche sul piano fisico e su quello psicologico. Kjaer titolare? Burdisso veniva da un viaggio intercontinentale molto lungo. Era stanco e ho preferito schierare Simon”.

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Calciomercato, ultima giornata: Zarate all'Inter, Pjanic alla Roma

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Mauro Zarate passa all’Inter nell’ultimo giorno di mercato. La dirigenza nerazzurra e’ riuscita a convincere Lotito mettendo sul piatto della bilancia 3 milioni per il prestito e 15 milioni per il riscatto. Secondo voci non ancora confermate Zarate si ridurra sensibilmente l’ingaggio. L’attaccante argentino, prima di accettare l’Inter, aveva rifiutato una proposta del Genoa.

La Roma, dopo i tentennamenti dell’ultima settimana, piazza tre colpi di mercato: Miralem Pjanic (accordo raggiunto con il Lione sulla base di 11 milioni) e Fernando Gago vestiranno la maglia giallorossa, mentre e’ stata finalmente risolta la trattativa per il difensore Simon Kjaer (il Wolfsburg chiedeva maggiori garanzie economicche). Infine Marco Borriello: dopo essere stato al centro di molte voci di mercato l’attaccante napoletano restera’ nella capitale anche per la prossima stagione.

Calciomercato Roma: si complica il trasferimento di Kjaer, l'affare rischia di saltare

pubblicato da Skalka

simon kjaer

Sembrava tutto fatto per Simon Kjaer alla Roma, all’ultimo momento invece la trattativa per riportare il difensore danese in Italia si è interrotta e l’affare potrebbe saltare. Il giocatore aveva ottenuto dal Wolfsburg un permesso di cinque giorni per potersi recare nella capitale per negoziare il suo nuovo contratto, nel frattempo ha anche sostenuto le visite mediche a Trigoria. Quando tutto lasciava pensare che ormai fosse questione di ore per la presentazione del nuovo acquisto tutto è saltato e il club tedesco ha richiamato il suo tesserato.

A quanto pare le due società non sono riuscite a mettersi d’accordo sulla formula del trasferimento. I giallorossi premevano per un prestito oneroso con diritto di riscatto, i tedeschi invece volevano che il diritto di riscatto si trasformasse in obbligo. Ora, a pochi giorni dalla chiusura del mercato, l’affare rischia seriamente di saltare, non fosse altro per i tempi che sono sempre più stretti. Il permesso di cinque giorni concesso dal Wolfsburg era stato pensato proprio per accelerare i tempi del trasferimento, pensando in particolare al nulla osta che deve rilasciare la Fifa attraverso il nuovo sistema ribattezzato “Transfer matching system”.

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Mercato, ora si scatenano le aste per gli assi della Germania

pubblicato da vieni_127


Ieri la Germania è uscita sconfitta nella seconda semifinale dei Mondiali, una inzuccata poderosa di Carles Puyol ha estromesso la banda terribile guidata da Joaquim Löw, un nugolo di frizzanti giovanotti estenuato a Durban dal possesso palla sfinente della Spagna, capace di imbrigliare la preda per poi colpirla sugli sviluppi di un calcio da fermo. Tant’è, anche il ct tedesco ha ammesso che gli avversari hanno meritato il successo, rimane l’amarezza e un campionato giocato comunque a livelli più che buoni, con alcune stelline che si sono messe in vetrina ammaliando allenatori e dirigenti di mezza Europa.

Ma siamo sicuri che le sirene tentatrici proveniente da Spagna, Inghilterra e Italia faranno davvero gola? Eh già, perché i 23 teutonici della spedizione sudafricana provengono tutti dalla Bundesliga, un campionato in netta ascesa, con stadi moderni e stracolmi, livello tattico e tecnico sempre maggiore e stress ridotto al lumicino. Quanto converrebbe alle nuove star del pallone mondiale accecarsi coi riflettori dell’ansia che una stagione in Liga o in Serie A saprebbero accendere? Magari per soldi, o per fare nuove esperienze, di certo è controtendente la scelta di Simon Kjaer, o forse è quella giusta.



Le Foto di Germania - Spagna 0-1
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Mondiali 2010 - La scheda della Danimarca

pubblicato da vieni_127


Signore e signori una delle possibili sorprese di questi Mondiali sudafricani: qualificatasi dopo 6 anni di assenza da manifestazioni internazionali, la Danimarca ha vinto il proprio girone per accedere alla fase finale del torneo e col decano ct Morten Olsen vuole ricucirsi un ruolo importante tra le 32 presenti nel continente nero. D’altra parte sono alla quarta apparizione in un mondiale, ma hanno sempre superato il primo turno e proprio qualche giorno fa l’attaccante dell’Arsenal Nicklas Bendtner ha asserito solenne: “Andiamo in Sudafrica per vincere“.

Gli exploit sono nel dna di questa stramba selezione: nel ‘92 addirittura vinsero un Europeo, tre anni dopo la Confederations Cup. Poi tutto ad un tratto non si qualificano nè per i Mondiali né per gli Europei (assenti nel 2006 in Germania e due anni dopo in Austria e Svizzera), con un unico filo conduttore, il già citato ct Morten Olsen: bandiera da giocatore e da dieci anni selezionatore, ha di recente allungato il contratto con la DBU, la federazione calcistica danese, fino al 2014. E’ la sua esperienza, mista a quelli di alcuni uomini chiave della rosa danese, a poter regalare emozioni ai tifosi scandinavi che hanno già potuto appurare lo stato di forma dei giocatori: di recente 2-0 secco al Senegal in amichevole ad Aalborg.

Gli uomini importanti all’interno dei 23 non sono pochi: sia contro il Senegal ma anche in match clou delle qualificazioni, lo juventino Christian Poulsen è riuscito a segnare con buona regolarità dando quantità al centrocampo e gol preziosi con ottimi inserimenti. Ci sono gli ex “italianiJorgensen e Tomasson, quest’ultimo ora capitano; e poi due difensori che invece ancora giocano nel nostro Paese: Kjaer, uscito malconcio dall’amichevole testé citata ma comunque inserito perché in grado di recuperare, e il fiorentino Kroldrup. Poi vecchie volpi come Rommedhal e Gronkjaer, Agger del Liverpool e Bendtner dell’Arsenal, insieme a un nugolo di giocatori meno conosciuti ma di ottimo livello: uno su tutti, Eriksen (classe ‘92), centrocampista coi fiocchi dell’Ajax.

Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in SudafricaLe Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica

Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale
Soccer City, Johannesburg (capienza 94.700 persone)Ellis Park Stadium, Johannesburg (capienza 61.000 persone)Kings Park Stadium, Durban (capienza 70.000 persone)Greenpoint Stadium, Città del Capo (capienza 70.000 persone)

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Video Danimarca-Senegal 2-0, Sud Africa-Colombia 2-1 e Bielorussia-Honduras 2-2 del 27 maggio 2010 (Amichevoli pre Mondiali) - Highlights HD

pubblicato da Antonio D'Avanzo


DANIMARCA-SENEGAL 2-0
27′ Poulsen, 92′ Enevoldsen

Da segnalare l’infortunio (probabilmente grave) occorso a Simon Kjaer, difensore del Palermo, che al 79′ è stato costretto a lasciare il terreno di gioco in barella per un problema al ginocchio destro dopo uno scontro con un avversario. Per il centrale rosanero della Danimarca si parla di possibile rottura dei legamenti ed il suo Mondiale è ormai compromesso. In preallarme Kroldrup per un post da titolare che dice: “Se penso già all’idea di giocare da titolare? Assolutamente no. Sto pensando solo a che peccato sarebbe per Simon non fare la Coppa del Mondo. Sarebbe incredibilmente amaro. Sarebbe anche un peccato per la squadra perderlo, è un elemento molto importante per noi. In un primo momento non ho pensato che fosse una cosa grave. Ma quando lui era sdraiato, tutti quanti abbiamo capito che non poteva non essere qualcosa di grave. Non c´è molto altro da fare se non sperare il meglio per lui”.

Il Sudafrica ha battuto 2-1 la Colombia in un’amichevole di preparazione ai Mondiali di calcio, che è stata anche la prima apparizione dei Bafana Bafana nel nuovo stadio da 90mila posti costruito a Johannesburg (esauriti i 75mila biglietti messi in vendita). La squadra del ct Carlos Alberto Parreira ha vinto senza brillare, segnando entrambe le reti su rigore, con Modise al 18′ pt e con Mphela al 13′ st. Su penalty anche il gol dei colombiani, con Moreno al 21′ pt. Da sottolineare il comportamento del pubblico che, come aveva chiesto il presidente del comitato organizzatore Danny Jordaan, durante gli inni nazionali ha evitato di suonare le ‘vuvuzelas’. Non lo ha fatto però in occasione degli annunci di sicurezza e questo potrebbe essere un problema, tale da indurre ad una nuova richiesta di divieto nei confronti di questi ’strumenti’ molto rumorosi utilizzati in Sudafrica durante le partite di calcio.(Spr)

Amichevoli del 27 maggio: le Foto
Le Foto delle Amichevoli pre Mondiali del 27 maggioLe Foto delle Amichevoli pre Mondiali del 27 maggioLe Foto delle Amichevoli pre Mondiali del 27 maggioLe Foto delle Amichevoli pre Mondiali del 27 maggio

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Juve, futuro nebuloso e voglia di certezze: ultimatum a Benitez e rivoluzione della rosa

pubblicato da vieni_127


Calcolatrice in mano, telefoni roventi, dubbi (tanti) e certezze (poche), l’ultimo obiettivo stagionale andato in fumo, l’incubo settimo posto e la prima partita ufficiale che si giocherebbe a fine luglio (e neanche la possibilità, ormai, di arrivare ottavi): non c’è mai fine al peggio e la stagione della Juve si chiude con un manipolo di paure e incertezze, da fugare al più presto con almeno il nome del prossimo allenatore. Il sesto condottiero bianconero in quattro anni ha da più giorni generalità spagnole, ma Rafa Benitez pare non scomporsi e ritualmente ripete che ha ancora un contratto col Liverpool e intende rispettarlo; 22 milioni in tre anni più bonus, assistenti al seguito e voce importante sul capitolo mercato, le lusinghe delle sirene bianconere fanno vacillare l’esperto allenatore che però prende tempo, facendo spazientire la proprietà bianconera. E allora ecco l’ennesimo ultimatum: o dentro o fuori, con Prandelli e Spalletti difficili, ma valide, alternative.

La trattativa va avanti, ma ora stiamo valutando anche altre ipotesi” ha detto a un tabloid inglese un anonimo dirigente juventino, con lo spogliatoio del Liverpool che da più parti presenta crepe e sembra ormai rassegnato all’addio del proprio capo dello spogliatoio. Il nome del nuovo allenatore bianconero sarà la base di cemento armato per programmare il futuro, con Beppe Marotta, attuale ds della Sampdoria, già in rampa di lancio per assumere il comando delle operazioni di mercato. Dicevamo delle calcolatrici in mano: già, sono giorni di calcoli e conti vari per aggiungere al tesoretto stanziato dalla proprietà altri liquidi da investire sul mercato. Una plus-valenza tira l’altra, cessioni mirate, ingaggi onerosi di cui liberarsi e l’agenda degli osservatori zeppa di nomi e appunti. A partire dal portiere, il lifting della Vecchia Signora sarà radicale.

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