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La storia di Simone Barone, svincolato e in cerca di squadra

pubblicato da vieni_127


Di appendere le scarpette al chiodo proprio non ne vuole sapere, d’altra parte a 33 anni compiuti si sente ancora un giocatore a tutti gli effetti: dei 23 campioni del Mondo, a parte il ritirato Peruzzi, Simone Barone è sicuramente colui il quale quattro anni dopo il trionfo di Berlino è caduto più frettolosamente nel dimenticatoio. Dopo l’exploit palermitano e la spedizione esaltante tedesca, Torino, quindi la scorsa stagione il Cagliari con 568 minuti in campo e solo 4 partite intere; a fine anno l’intransigente Cellino ha accordato col giocatore una buonuscita con rescissione di contratto, così Barone si è ritrovato svincolato insieme al capitano Diego Lopez e al mediano Andrea Parola.

Ora si allena con una squadra di Seconda Divisione, alla prima avventura tra i professionisti: la parmigiana Crociati Noceto, dove in porta stazione la vecchia volpe ex Napoli e Vicenza Luca Mondini; a centrocampo un 33enne che si chiama Roberto Magnani, che ha fatto da tramite per far allenare il suo vecchio amico, già alle prese con esercizi e flessioni durante l’estate, da solo, per non perdere la forma: “Un anno come l’ultimo non mi era mai capitato, da quando gioco. Mi sono impegnato sempre, come è nel mio dna. Se sono arrivato a traguardi prestigiosi lo devo alla mia testardaggine, al voler arrivare sino in fondo” assicura il mediano nato a Nocera Inferiore (SA), ma vissuto e cresciuto a Parma.

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Inter - Cagliari 3-0: troppo forti i nerazzurri, i sardi si piegano al Meazza

pubblicato da vieni_127


Niente da fare, neanche il Cagliari della Panchina d’Oro Massimiliano Allegri è riuscito a fermare la corazzata Inter, ormai a un passo dal quinto scudetto consecutivo: muscolare e tecnica, la squadra nerazzurra anche oggi si è confermata completissima, seppur senza Sneijder. Ma quel tridente con Pandev poco dietro a Milito e Eto’o è da mettere i brividi a chiunque e la difesa dei sardi, organizzata ma vittima di una certa inesperienza, non è riuscita a reggere l’urto. Ancora in gol Pandev, poi raddoppio di Samuel, chiude i gioco il Principe: è un’Inter formato Champions, anche se il Cagliari recrimina per un gol annullato a Matri ingiustamente. Poteva cambiare qualcosa (gli ospiti perdevano 2-0), ma molto probabilmente non sarebbe andata diversamente da così: tre punti, gli ennesimi, a José Mourinho (Il Tabellino di Inter - Cagliari 3-0 - Le Foto di Inter - Cagliari 3-0 - Il Video di Inter - Cagliari 3-0).

Alla vigilia ci si aspettava una bella gara, effettivamente sin dall’inizio l’intensità del match ha deliziato i tanti spettatori presenti al Meazza; importante l’assenza di Cossu per il Cagliari, apparentemente anche quella dello squalificato Sneijder per l’Inter, anche se i nerazzurri hanno sopperito alla mancanza dell’olandese con la solita cinica solidità. Muscoli e classe, il primo gol arriva anche grazie alla fortuna: discesa straripante di Zanetti sulla destra, palla al centro e carambola con lo sfortunato Canini che dà l’assist a Pandev, freddo a battere l’esordiente Agazzi a tu per tu (terzo gol in cinque gare per il macedone). Il 2-0 è tutto argentino: angolo battuto da Cambiasso, svetta su tutti Samuel che raddoppia. Gli ospiti non si demoralizzano, anzi sono vivi: prima Julio Cesar è strepitoso sui vari tentativi di Conti e Nené, poi ci si mette l’arbitro.


Le migliori foto di Inter-Cagliari 3-0



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Cagliari, ora Cellino lo vuole fare grande: incedibili Nené e Matri, oggi presentato Nainggolan

pubblicato da vieni_127


Si respira aria frizzante in Sardegna. Il Cagliari dopodomani ospiterà la Fiorentina per uno scontro d’alta classifica, i problemi di formazione di mister Allegri sono semplicemente un diversivo, quasi un toccasana per vedere all’opera anche altri elementi della rosa rossoblu. Oggi la presentazione dell’ultimo arrivato: punto fermo della nazionale under 21 belga e del Piacenza la scorsa stagione, Radja Nainggolan non vede l’ora di cominciare la sua esperienza in Serie A. Se ne va in Emilia Mikhail Sivakov, bielorusso che aveva impressionato contro la Juve in Champions League (giocava col Bate Borisov) ma che nell’armonico undici cagliaritano non ha trovato spazio. Non è colpa sua, non ci sta riuscendo neanche un campione del mondo, al secolo Simone Barone.

Il presidente di questa scoppiettante macchina da gol si chiama Massimo Cellino; due settimane fa ha dichiarato al mondo calcistico che possiede un bel gruzzoletto, voleva comprare il West Ham ma non ci è riuscito per poco chiari motivi. Tant’è, l’imprenditore di Sanluri non si è fasciato la testa e ha pensato alla sua creatura, l’amato Cagliari, quale giocattolo in cui versare passione e denaro, più di prima. Il Milan di Galliani bussa alla porta per Nené? Cellino dice no grazie, i miei giocatori non sono in vendita. Ieri ci ha provato Corvino, che voleva portare Matri alla Fiorentina. Ancora picche. E se poi ci si mette anche Joan Laporta, numero uno del Barcellona, che ieri ha dichiarato di apprezzare molti giocatori che sono in Italia “come ad esempio nell’Inter o nel Cagliari“, allora pavoneggiarsi un po’ non è un’eresia.

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Mercato, gli affari del giorno: Barone al Cagliari, Goian al Palermo, Loviso al Torino

pubblicato da vieni_127


Giornata frizzante in chiave calciomercato, tante le operazioni concluse, alcune attese da tempo, altre chiaramente a sorpresa. Per esempio l’acquisto del Cagliari è di quelli di cui non se n’era parlato: la società sarda ha prelevato Simone Barone a titolo definitivo e domani lo presenterà ai tifosi. “Voglio salutare i miei nuovi tifosi. Sono contento, inizio quest’avventura carico con tanti stimoli. Spero di ritagliarmi uno spazio importante così come è avvenuto in passato. Sono uno che preferisce i fatti alle parole, ma mi sento di promettere massimo impegno, serietà e professionalità che mi hanno sempre contraddistinto in carriera” le parole dell’ex torinista campione del Mondo.

Il Torino si consola con Massimo Loviso, centrocampista del Livorno che giunge in Piemonte in compartecipazione. Buon colpo del Catania che preleva dal Rimini il fantasista Adrian Ricchiuti, costato 400mila euro e che rimarrà alle pendici dell’Etna per tre anni. Rimanendo in Sicilia sponda Palermo, ecco Dorin Goian, esperto difensore rumeno della Steaua Bucarest voluto da Walter Zenga: due milioni di euro il costo del suo cartellino, per il giocatore pronto un pluriennale da 550mila euro netti all’anno. Il Crotone finalmente annuncia il giovane juventino di origini somale Ayub Daud: l’attaccante 19enne arriva in terra pitagorica con la formula del prestito con diritto di riscatto.

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Tanti auguri a... Simone Barone

pubblicato da vieni_127


Chissà perché ma Simone Barone, indiscutibilmente, s’è perso: a Parma prima e a Palermo poi era diventato uno dei centrocampisti più tignosi d’Italia, poi un lento declino cominciato, paradossalmente, con la conquista del Mondiale in Germania. Oggi compie 31 anni ed insieme alla sua squadra, il Torino, è impegnato nella dura lotta per la salvezza: ci vorrebbe il Barone dei bei tempi per far fare un sostanzioso salto di qualità ai granata, ma chissà se questo mediano riuscirà a mettere la quarta ora che il gioco si fa maledettamente serio.

Nato a Nocera Inferiore ma trapiantato a Parma fin dall’adolescenza, Barone è cresciuto nella società ducale: con i crociati esordì in Serie A ormai 12 anni fa, ma dopo quella fugace apparizione andò a farsi le ossa nelle serie minori. Buone le prestazioni al Padova e all’Alzano Virescit, in B, quindi la chiamata del Chievo Verona: vinse il campionato cadetto coi clivensi da protagonista, in A fu riconfermato e continuò a mostrare ottime qualità, unite a un discreto fiuto per il gol (4 gol nella città scaligera). Quindi il ritorno al Parma, stagione 2002/03.

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Video: Bologna - Torino 5-2

pubblicato da Gabriele Capasso

Video: Bologna - Torino 5-2

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Bologna-Torino 5-2: un Di Vaio strepitoso stende il Toro

pubblicato da Skalka



Prima di questa partita il Bologna non aveva certo una classifica confortante, la lunga serie di pareggi e la consapevolezza di essere ancora imbattuti durante la gestione Mihajlovic però dava ai rossoblu una certa tranquillità. Lo stesso discorso non si poteva fare per il derelitto Torino, soltanto un punto in più rispetto ai felsinei e una crisi nera arrivata al suo culmine con l’esonero di De Biasi e il ritorno di Novellino. Per questo forse le motivazioni granata erano certamente maggiori, i piemontesi nonostante un abbozzo di reazione sono però capitolati, mattatore assoluto della serata è stato Marco Di Vaio. (Video)

Vedendo scendere le formazioni in campo si nota subito che tra le fila granata manca il pezzo più pregiato, Alessandro Rosina non è della partita, è restato a Torino a causa della febbre. Parte invece dal primo minuto Barone che prende il posto di Saumel, si rivede anche Bianchi al fianco di Amoruso. Nel Bologna da segnalare la presenza di Marazzina che fa coppia in attacco con Marco Di Vaio. Le squadra si fronteggiano con uno speculare 4-4-2.

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Juve-Torino 1-0: un lampo di Amauri, il derby ai bianconeri

pubblicato da vieni_127


Va in archivio con un lampo del brasiliano Amauri il derby della Mole numero 179, vinto dalla Juventus con uno stretto quanto prezioso 1-0. Non una partita esaltante, ma comunque carica di significati sia per la situazione di classifica di entrambe le formazioni che per il significato della stracittadina in sé: il Torino non ha mollato mai la presa ma alla lunga si è inchinato alla stanca superiorità dei bianconeri, ormai a un passo dall’essere definitivamente fuori dalla crisi benché ancora falcidiati dagli infortuni. (Video)

A corto di fiato ma non di idee, gli undici di Ranieri partono subito forte con la speranza di indirizzare subito il match; Giovinco ancora in panchina, a sinistra De Ceglie corre bene mentre al centro Nedved e Sissoko recuperano più palloni possibili. Bravo Marchionni che svaria per tutto il campo, mentre Legrottaglie al centro della difesa dà sicurezza a tutto il reparto, compreso un Molinaro che si è ritrovato insieme alla Juve. Il Torino tutto italiano, con Bianchi e Rosina in avanti e il rientrante Barone al centro del campo, la mette sull’intensità, soffrendo un po’ in difesa.

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