
Fu uno scudetto a dir poco romanzesco quello conquistato dalla Lazio il 14 maggio 2000, all’ultima giornata di campionato. Tanti gli elementi inimmaginabili che hanno arricchito il secondo titolo vinto dalla squadra romana, 26 anni dopo quello del 1974: la rincorsa infinita alla Juventus (il 19 marzo, a otto giornate dalla fine del campionato, dopo la sconfitta (1-0) con il Verona di Cesare Prandelli e Adrian Mutu, la Lazio aveva nove punti di distacco dalla Juventus), la vittoria in casa della stessa Juventus con goal di Simeone, l’alluvione scrosciante di Perugia, il gol di Calori ai bianconeri. La Lazio vinse il campionato dopo nove anni di dominio Juve-Milan (l’anno successivo venne imitata dalla Roma): l’ultima squadra a vincere il tricolore prima delle due grandi strisciate fu la Sampdoria nel 1991.



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Non c’è pace in casa Lazio, l’arrivo in biancoceleste di Sergio Floccari non ha ridonato il sorriso all’allenatore Davide Ballardini preoccupato per la sfida salvezza dei suoi contro il Livorno domani all’Olimpico e per niente a suo agio quando si parla di calciomercato. Nella conferenza stampa alla vigilia del delicato match di domani pomeriggio, l’ex trainer di Cagliari e Palermo è stato “interrogato” circa le parole piccanti di Pandev, che una volta all’Inter (ma anche dopo aver vinto al Collegio Arbitrale) si è tolto un bel po’ di sassolini dalla scarpa nei confronti della società capitolina; ma anche sulle voci che vorrebbero il serbo Kolarov attirato dalle sirene spagnole del Real Madrid e da quelle milanesi dell’Inter e del parco attaccanti della rosa laziale, con una frecciatina rivolta a Cruz.
Insomma, tanta carne al fuoco condita dalle piccanti parole del trainer ravennate. Iniziamo dalla risposta al macedone, attuale numero 27 dell’Inter di Mourinho, che aveva parlato di esser stato messo in una gabbia per 4 mesi senza assistenza medica: “Si deve essere chiari, il ragazzo non aveva più voglia di rimanere alla Lazio e prima lui si liberava della Lazio e prima iniziava a guadagnare cifre più importanti da un’altra parte. Posso capire anche che uno voglia andar via o voglia andare a guadagnare da altra parte, ma non ci sta che dica cose del genere. Il giocatore è stato sempre rispettato, ma soprattutto si devono rispettare i ruoli e le persone più anziane. Io in aula ho solo detto che il giocatore si allenava con la squadra per tutta la settimana fino alla vigilia della partita. Probabilmente chi dice cose non sempre vere è perché ha degli interessi particolari, mancando di etica e professionalità“.

E dopo il meglio degli ultimi dieci anni di calcio internazionale, dedichiamo la giusta attenzione al pallone nostrano: dalla delusione per la finale persa agli Europei del 2000 all’ultimo secondo contro la Francia alle speranze per i prossimi Mondiali sudafricani, gli Anni Zero del calcio tricolore sono stati densi di avvenimenti e di sorprese, di storie da raccontare e di protagonisti di assoluto valore. Come abbiamo fatto nel precedente articolo, proseguiremo per categorie e ci scusiamo sin da subito se tralasceremo qualche cosa; d’altra parte non è facile condensare in un post un decennio di calcio e passione. Allora buona lettura… e votate nel Sondaggio in fondo!
L’anno: nessun dubbio, il 2006. Ma come potrebbe essere altrimenti? E’ stato forse l’anno zero del calcio italiano, ricchissimo di colpi di scena e di immagini indelebili. Calciopoli è stato il terremoto, dall’inferno al paradiso dei Mondali tedeschi con l’Italia addirittura sul tetto del Mondo dopo memorabili notti che ognuno di noi è destinato a portarsi nel cuore per sempre. E poi la Juve in Serie B per la prima volta nella sua storia, mercato al veleno, penalizzazioni e diaspora all’estero di alcuni campioni. Come l’11 settembre per il mondo occidentale, da quell’estate del 2006 nulla è stato più lo stesso per l’italiano appassionato di calcio…
La squadra di club: sbeffeggiata per anni, incapace di dare soddisfazioni ai propri tifosi, regina del mercato in estate, aveva iniziato il millennio nei peggiori dei modi; prima le Coppe Italia per riassaporare il gusto della vittoria, quindi l’agognato scudetto. Fa niente se il primo della serie è giunto a tavolino e se il secondo senza la rivale di sempre, la Juve; quel che conta è che al giorno d’oggi se c’è una squadra da battere nei confini italiani, quella è l’Inter. Muscolare e cinica, non sempre bella ma sempre rigorosamente internazionale, con Mancini o con Mourinho, con Ibrahimovic o senza lo svedese, cambia poco: si avvia al quinto scudetto di fila, scusate se è poco!
Il calciatore: dopo 24 benedetti anni, rialzare la Coppa del Mondo al cielo di Berlino è stata un’emozione per 56 milioni di italiani. Vi immaginate allora cosa ha provato colui che per primo, fisicamente e da capitano, l’ha sollevata in nome di tutti noi appassionati cronici di una sfera e un rettangolo verde? E’ Fabio Cannavaro il giocatore simbolo di questo decennio verde-bianco-e-rosso, difensore arcigno che ha cambiato quattro maglie e che ha vinto il Pallone d’Oro: dopo Baggio e la sua classe, la grinta del napoletano stopper di fiducia. Inter e Juve, Parma e Real Madrid, una carriera consacratasi negli Anni Zero e che solo ora si accinge a tramontare.




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L’ultimo posto in classifica, sebbene in coabitazione con la Reggina prossima avversaria al Granillo, non fa dormire sonni tranquilli alla dirigenza del Chievo; la società veneta così sta sondando il mercato per puntellare la squadra e per offrire al tecnico Di Carlo una più ampia possibilità di scelta. Molte le voci, ma anche notizie ufficiali: tra ieri e oggi si sono definite una cessione, quella di Antimo Iunco, e un acquisto, quello di Stephen Makinwa. L’attaccante 24enne s’accasa a Salerno con la formula del prestito, mentre il nigeriano giunge al Bentegodi in comproprietà libera con la Lazio: praticamente Campedelli e Lotito a fine stagione decideranno il suo futuro.
Così l’agente di Makinwa sull’operazione: “Il ragazzo è molto contento, va a giocare e senza dubbio prenderà questa occasione al volo per ripresentarsi come quel giocatore che aveva fatto bene prima dell’esperienza alla Lazio. Si è trovato in rotta di collisione con giocatori che hanno avuto un’esplosione formidabile. Oltre a Rocchi e Pandev è arrivato anche Zarate, dunque Makinwa è costretto a cercare il suo spazio altrove. Tengo a precisare che lui non ha avuto alcun problema con la Lazio, nè con l’allenatore, nè con la società nè con i tifosi“. Ma tanti i nomi di giocatori che vengono accostati ai clivensi e che nei prossimi giorni potranno arrivare in Veneto.
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Un mese fa pareva un’isola felice: la Lazio si coccolava il suo bomber Zarate e viaggiava spedita nelle primissime zone della classifica. Nelle ultime tre giornate la miseria di un solo punto, un attacco anemico e in più beghe da tribunale. Eh sì, perché Massimo Mutarelli ha infatti vinto la causa davanti alla Lega contro la società biancoceleste, rea di averlo messo ai margini della società da un bel pezzo: il centrocampista ha chiesto e ottenuto lo svincolamento dal club, più un indennizzo di 180mila euro, il 20% del suo stipendio annuale. Benché Claudio Lotito ha annunciato il ricorso al Tribunale di Milano (”La sentenza del Collegio non rappresenta un epilogo della vicenda, è soltanto una prima tappa“), Mutarelli appare nettamente soddisfatto.
“Il giudice ha capito benissimo la situazione in cui ci eravamo trovati (lui e Stendardo ndr), una situazione non favorevole a noi, trattati in una maniera brutta. Siamo stati gli unici a portare fino in fondo questa battaglia perché con queste sentenze siamo tutelati come calciatori. Penso che i giocatori vadano trattati come professionisti e persone. Non mi aspettavo nulla di tutto quello che è successo, messi fuori rosa ad allenarsi come capitava e in situazioni dove non avevi niente. Mi hanno fatto allenare ma niente di più, hanno cercato di fare vedere tramite gli allenamenti che ero stato reintegrato ma non ero mai stato preso in considerazione dall’allenatore: ero lì e mi doveva allenare..”
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Nel primo anticipo della Sesta Giornata di Serie A, in campo all’Olimpico di Roma, la Lazio, sorprendente capolista e il Lecce del sapiente Beretta. Deblace del Meazza a parte, quando i capitolini furono travolti dalla voglia di rivalsa del Milan, i biancocelesti hanno dato prova di meritare il primato in classifica fino ad oggi, e niente lasciava presagire che il Lecce avrebbe rappresentato un ostacolo quasi insormontabile. (Video)
Copione prevedibile, con i padroni di casa a condurre il gioco, facendo però una fatica incredibile a trovare spazi nella muraglia eretta dal tecnico ospite. Un catenaccio costruttivo quello dei giallorossi pugliesi che, oltre sopprimere sul nascere ogni iniziativa avversaria, non disdegnano di punzecchiare la non certo impenetrabile difesa laziale.
La svolta al minuto 27: Tiribocchi, lasciato inspiegabilmente solo, raccoglie un cross di Polenghi e, di testa, schiaccia la palla a terra e segna il primo goal in trasferta del Lecce in questo campionato: 0-1 a sorpresa e stadio ammutolito. Per la capolista è il primo goal subito in casa in queste prime sei giornate.
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Maurizio Mosca le va dietro da un anno ormai, ma questo non fa testo: la bella Laura Barriales, modella spagnola di 26 anni, ha scelto Giorgio Chiellini o almeno così pare viste le fughe di notizie che negli ultimi giorni si hanno circa il volto femminile di Controcampo Diritto di Replica. La longilinea moretta non ha mai lesinato parole circa i belli del nostro calcio e solo qualche mese fa diede i voti a qualche calciatore: il suo preferito era Cannavaro (”Passerei una notte di sesso con lui“), ma non disdegnava neanche Ronaldo (il brasiliano) e Nesta, bocciando invece Totti e Beckham.
Dalle parole ai fatti. Il primo pare sia stato Fabio Galante, ma qui rimaniamo nell’ambito delle indiscrezioni, quindi Simone Inzaghi: avvistati a Milano dal settimanale Chi, nonostante le confessioni di amicizia della modella nei confronti dell’atalantino, i due parevano più intimi di due semplici amici. Ma questa love-story che pareva sul nascere e che comunque non faceva accapponare nessuno (ricordiamo che Inzaghino vanta relazioni con la Marcuzzi e la Salvalaggio), pare sia già acqua passata perché è di fine maggio un nuovo avvistamento: quello di Laura con Giorgio Chiellini (Fotogallery della modella).
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Chi aveva strabuzzato gli occhi quando aveva visto mano nella mano la bella Canalis col modesto Reginaldo, questa volta non ci ha rimuginato molto su: la nuova coppia che vede uniti il centrocampista dell’Inter Vitor Hugo Gomes Passos, anche detto Pelé, con la showgirl Deborah Salvalaggio è qualcosa di strambo ma non di trascendentale. D’altra parte la ragazza di Latina ci aveva già abituato a storiuncole con giocatori del nostro campionato: è partita dalla difesa con Matteo Ferrari (ora unito a Ayda Yespica da cui presto avrà un figlio), quindi è balzata in attacco con Simone Inzaghi, ora si è stabilita al centro del campo col portoghese Pelé.
Nato ad Oporto nel 1987, il giovane lusitano è stato comprato dalla squadra di via Durini dal Vitória Guimarães, etichettato come centrocampista di belle speranze. Effettivamente Pelé ha ben figurato, soprattutto in Coppa Italia, e quasi sicuramente sarà riconfermato anche in vista dell’arrivo del connazionale Mourinho sulla panchina nerazzurra. Il suo flirt con la ragazza laziale all’inizio non aveva avuto conferme, anche per la nota relazione della Salvalaggio con l’imprenditore Niccolò Oddi (Fotogallery della showgirl).
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L’Atlalanta Bergamasca Calcio ha reso noto, per voce del suo allenatore Gigi Del Neri, la decisione del club di mettere fuori rosa l’attaccante Riccardo Zampagna per imprecisati motivi disciplinari.
In una giornata intensa per la società lombarda, che attendeva con impazienza e apprensione la decisione del Giudice Sportivo per i fatti di Atalanta-Milan, è arrivata questa notizia inaspettata e clamorosa.
Nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo dello 0-3 a tavolino ed ecco che, un’altra bomba scuote l’ambiente atalantino. Non si hanno notizie sulle motivazioni che hanno portato la società orobica a prendere una simile decisione ma, quel che è certo, è che nulla hanno a che fare con i fatti di settimana scorsa.
Negli ultimi tempi si è parlato di Simone Inzaghi più per i flirt con la Salvalaggio, fra non molto tra i naufraghi dell’Isola dei Famosi, che per qualche notizia d’attinenza calcistica. Ebbene, dopo anni alla Lazio, ultimi dei quali a scaldare soprattutto la panchina, il fratello di Super Pippo ci riprova: ripartirà da Bergamo, in quell’Atalanta che lanciò l’attuale attaccante del Milan, dove la Lazio lo ha ceduto in prestito liberandosi per gran parte di un ingaggio abbastanza oneroso (950mila euro).
Sarà presentato domani mattina a Zingonia, alle ore 10 e 30, dopodiché si metterà subito a disposizione di mister Del Neri. I tifosi della Dea, così come gli appasionati di calcio, si interrogano quanto potrà ancora dare questo giocatore, non fosse altro per la sua lunga assenza dai campi di gioco in modo continuo. Se dovesse tornare il Simone Inzaghi di qualche anno fa, beh, Ruggeri avrà fatto un buon colpo di mercato!