
E sono 25: tante le partite consecutive ufficiali che la Juve ha giocato senza perdere, 24 in questa stagione più la gara col Napoli all’ultima giornata della scorsa. I bianconeri si impongono per la seconda volta quest’anno al Meazza dopo la vittoria a domicilio dell’Inter, questa volta in Coppa Italia e contro il Milan; una vittoria meritata sbocciata al termine di 90 minuti appassionanti e ben giocati da entrambe le parti, decisa da una doppietta dal Pelado, quel Martin Caceres appena arrivato da Siviglia che ha ritrovato la maglia della Vecchia Signora come meglio non poteva immaginare. A fine gara, nel rito delle interviste condotto da Rai Sport, Antonio Conte preferisce rimanere coi piedi per terra nonostante l’ipoteca della finale di Coppa e si concentra sui complimenti ai suoi ragazzi:
“La cosa che più mi è piaciuta è stata la risposta che hanno dato i ragazzi, parlo dei nuovi e di chi è stato chiamato in causa in una partita importante come quella di oggi, in una semifinale di Coppa Italia in casa del Milan. Ha dato risposte importanti tutta la squadra, ma in particolare quei giocatori che non sono stati impiegati in maniera costante come altri, avevano già fatto bene contro la Roma e, al di là del risultato, è una tappa importante per il nostro processo di crescita. Bene Caceres, Padoin e Borriello anche se c’è ancora tanto da lavorare. Penso che la partita di oggi testimoni quello che stiamo facendo da inizio anno, dimostra che dietro questa squadra c’è tanto lavoro. Rispetto alla gara con il Siena di domenica abbiamo cambiato di otto undicesimi la formazione e non si può fare un turnover così ampio se non c’è tanto lavoro e determinazione”.
I soliti leit-motiv contiani, insomma. Così come è solito Massimiliano Allegri non fasciarsi la testa e guardare avanti col solito inguaribile ottimismo; per il tecnico livornese il discorso non è chiuso e i novanta minuti del prossimo 21 marzo nello Juventus Stadium vedranno un Diavolo tutt’altro che rassegnato:
“Bisogna accettare la sconfitta, coscienti che niente è compromesso. Abbiamo preso il secondo gol in modo ingenuo, e dispiace in una partita del genere. Sono errori che vanno evitati, ma restiamo sereni. Abbiamo tanti fuori per infortunio. Conosco la forza della mia squadra, ne verremo fuori, in campionato siamo a un punto dalla Juve. Pirlo? È un campione che non si discute, è in una squadra che ne esalta le sue qualità”.
Milan - Juventus 1-2: le foto della vittoria bianconera




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Incassato il no (momentaneo) per Radja Nainggolan, assodate le difficoltà per arrivare a David Pizarro e lasciato andare Fredy Guarin per prendere Martin Caceres, la Juve in serata ha deciso di puntare sull’affidabile Simone Padoin per dare a Conte quell’alternativa a centrocampo che il trainer salentino cercava da tempo. Domani chiuderà ufficialmente il mercato di riparazione e i bianconeri di sicuro faranno ancora parlare di sé per il mercato in uscita, ma con l’ormai certo arrivo di Padoin per quanto riguarda le transazioni in entrata si può tranquillamente asserire che la parola fine è stata messa. Per l’arrivo dell’ormai ex atalantino la trattativa è stata veloce: il giocatore ha subito dato il suo assenso a trasferirsi a Torino, la sua duttilità ha convinto tutti in Corso Galileo Ferraris e le cifre messe sul piatto da Marotta hanno allettato Percassi e Marino.
Il centrocampista friulano può giocare sia sulla fascia, di desta ma all’occorrenza anche di sinistra, non essendo male anche quando impiegato come interno avendo, per di più, fatto anche il terzino in alcune partite con la Dea. Carriera, quella di Padoin, molto facile da ricapitolare: a 15 anni si è trasferito a Bergamo dove ha fatto tutta la trafila delle giovanili con l’Atalanta, quindi nel 2003 il trasferimento al Vicenza in B in cui è rimasto per 4 stagioni (133 partite tra campionato e Coppa Italia e 6 gol); tornato a Bergamo nel 2007, in 4 stagioni e mezzo ha disputato 159 partite condite con 12 gol). Nell’estate del 2010 ha indossato per due volte proprio la maglia nella Juve nella tournée nordamericana (contro New York Red Bulls e Fiorentina) agli ordini di Zaccheroni. Passerà in bianconero per circa 4 milioni e mezzo di euro più bonus. L’ufficialità a breve.
Foto | © TMNews
Ieri, In amichevole, l’Atalanta ha sconfitto per 1-0 la Sampdoria. I blucerchiati hanno retto fino all’88′, quando Simone Padoin ha superato il portiere ed ha messo la palla in rete su assist di Marilungo. La Sampdoria ha poi sprecato l’occasione per pareggiare allo scadere, con il neoacquisto Piovaccari.
Il tabellino
Atalanta-Sampdoria 1-0
Marcatore: 88′ Padoin
Atalanta: Consigli (80′ Frezzolini); A. Masiello (56′ Ferri), Capelli (56′ Manfredini), Lucchini, Peluso (74′ Raimondi); Schelotto (56′ Pettinari; 78′ Kone), Minotti (66′ Caserta), Padoin, Bonaventura; Moralez (56′ Marilungo); Gabbiadini (56′ Ardemagni). All.: S. Colantuono.
Sampdoria: Da Costa (83′ Padelli); Rossini (70′ Obiang), Volta (56′ Costa), Accardi; Padalino (56′ Rispoli), Palombo (46′ Tissone), Dessena (56′ Sammarco), Castellini (46′ Laczko); Semioli (56′ Poli), Pozzi (46′ Bertani), Maccarone (56′ Piovaccari). All.: G. Atzori.
L’Inter vince la Coppa Campioni e la Juve prende tre sberle dai newyorkesi della Red Bulls. Tanto per dire, ovvio, però anche in questa mini tournee di fine stagione i bianconeri riescono ad uscire dal campo con un ko, nonostante le ovvie differenze tecniche in campo e l’undici scelto dal coach degli statunitensi, non proprio formato dai titolari. Insomma, grande festa a Harrison e entusiasmo per Del Piero e soci (a proposito, Pinturicchio nel 2011 potrebbe trasferirsi proprio nella Grande Mela), ma alla fine a vincere sono i padroni di casa.
Squadra stramba quella messa su da Zaccheroni nel primo tempo, eppure vivace; sarà che i vari Brandao e Padoin (in foto) ci tenevano a fare bene col bianconero juventino addosso, ma seppur con 22 gradi e un tasso di umidità molto alto la partita nella prima frazione la fanno gli italiani. Bravino Diego, traversa di Del Piero, applausi anche per Manninger su tiro di Chinn. Nella ripresa sostituzioni e capitombolo: prima Hall e poi Chinn, in 10 minuti è notte fonda. L’ex Aston Villa Angel chiude il match alla mezz’ora, inutile il gol sulla sirena di Amauri.




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La stagione per la Juve è ufficialmente terminata ma, a parte i giocatori convocati dalle Nazionali per il Mondiale, gran parte della truppa bianconera è ancora al lavoro in quel di Vinovo: alle porte una tournee in Nord America, la riproposizione di ciò che fu anche l’anno scorso (ma dodici mesi fa la metà fu l’Estremo Oriente) per racimolare un po’ di soldini. Venerdì prossimo, cioè fra due giorni, la partenza verso il JFK di New York, poi da domenica tutti in campo per la prima di due amichevoli.
Il 23 maggio infatti andrà in scena una inedita Juve - New York Red Bulls, poi trasferimento in Canada, nell’Ontario per la precisione, dove i bianconeri disputeranno la seconda e ultima partita di questa mini spedizione: avversaria la Fiorentina di Prandelli, teatro della gara lo stadio di Toronto. Oggi sono state diramate le convocazioni, come di consueto con alcuni elementi non juventini: quest’anno i fortunati sono Brandao del Siena, Padoin dell’Atalanta, Bardi e Bernardini del Livorno, oltre a Ekdal che comunque è a fine prestito dal Siena. Presenti anche gli epurati di Lippi, cioè Grosso e Candreva.
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Nonostante la possibile “distrazione” per l’imminente impegno di Champions League di mercoledì prossimo contro il Barcellona, i nerazzurri battono una buona Atalanta e tornano in testa alla classifica. Nell’Inter non si è sentita la mancanza di Mario Balotelli che non è stato convocato per questa partita dopo il litigio con i tifosi al termine delle semifinale d’andata contro i blaugrana. Inizio shock per l’Inter che va sotto dopo appena 5 minuti di gioco con Tiribocchi che ha sfruttato un errore della difesa nerazzurra per battere Julio Cesar. Al settimo minuto sempre Tiribocchi ha sulla testa la palla buona per lo 0-2 ma da ottima posizione non riesce ad inquadrare la porta.
L’Inter fatica a trovare le misure per contrastare al meglio i bergamaschi ma trova ugualmente il gol del pari al 24′ con il solito Milito che sfrutta al meglio un’ingenuità di Bianco ed insacca il pallone con un pallonetto sul quale Coppola non può arrivare. Al 35′ i padroni di casa completano la rimonta con Mariga che ben sfrutta un cross rasoterra di Eto’o e di piatto in mischia gonfia la rete. Per lui si tratta del primo gol in nerazzurro. Grandi proteste a fine primo tempo per un brutto intervento non sanzionato di Eto’o su Padoin; l’arbitro non fischia ma l’entrata del camerunense è da cartellino rosso.
Le Foto di Inter - Atalanta 3-1
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Un sussulto in una assolata domenica pomeriggio, la Juve torna al successo non giocando la miglior partita stagionale contro una tignosa Atalanta, ma comunque offrendo una prova sostanzialmente diversa rispetto alle ultime, seppur infarcita dai soliti errori e da una condizione fisica non eccelsa. In vantaggio col nono gol stagionale di Del Piero, il primo su calcio di punizione, la Vecchia Signora ha accusato il solito calo di concentrazione sulla sirena della prima frazione e ha consentito ad Amoruso di portare il risultato in parità. Poi la ripresa, con gli uomini di Mutti desiderosi di mettere alle corde gli avversari che alla distanza escono fuori con orgoglio e col brio di Giovinco, fino a trovare il gol della vittoria col contestato Felipe Melo. Boccata d’ossigeno per i bianconeri, gli orobici accusano un brutto stop (Tabellino - Pagelle - Foto - Video).
Questa Juve ha abituato i suoi tifosi a partenze in quinta, non va così però oggi perché gli ospiti sono ben messi in campo e determinati a non concedere molto spazio agli avanti bianconeri; Tiribocchi e Amoruso sono mobili, ma la vera spina nel fianco per i ragazzi di Zac si chiama Jaime Valdes: il cileno salta sistematicamente Zebina e mette scompiglio nella non sempre impeccabile retroguardia avversaria. Il primo tempo non è bellissimo, ravvivato da una gemma di Del Piero dopo un paio di occasioni con Tiribocchi e Trezeguet; ma è il capitano juventino a far davvero sul serio con una punizione stratosferica dai trenta metri su cui non può nulla Consigli. Padoin, Peluso e Valdes cercano di scuotere i nerazzurri, ma è al 46° che si concretizza la rimonta orobica: dorme Grosso sul lancio di Padoin, Amoruso raccoglie e deposita in rete.
Le migliori immagini di Juventus - Atalanta 2-1




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Per il Milan c’è soltanto un risultato utile: la vittoria. Se la squadra di Leonardo vuole continuare a coltivare i propri sogni scudetto non deve commettere nessun passo falso. Così anche una partita casalinga contro l’Atalanta può diventare un potenziale ostacolo, per fortuna dei rossoneri anche questo pomeriggio in campo c’è un Ronaldinho in vena di magie. Il brasiliano mette lo zampino in entrambi i gol del connazionale Pato che significano doppio vantaggio. Nella ripresa Valdez accorcia le distanze, ma i rossoneri chiudono definitivamente la partita con Borriello, l’attaccante è abile a ribadire in rete il pallone dopo che sempre Ronaldinho si era fatto parare un calcio di rigore da Consigli (Il tabellino di Milan - Atalanta 3-1).
L’Atalanta interpreta bene l’incontro, la squadra di Mutti è su ogni pallone, i raddoppi di marcatura sono costanti e immediati. I nerazzurri in avvio in pratica schiacciano i rossoneri nella loro metà campo, la squadra di Leonardo attende e paradossalmente si deve affidare ai contropiedi. Ronaldinho è in giornata e lo dimostra al 23′ quando in area trova una spettacolare rovesciata, la sua conclusione è però centrale e non crea problemi a Consigli. Alla mezz’ora il Milan passa, Dinho di tacco libera sulla sinistra Ambrosini che crossa in area, Pato si fa trovare pronto e con una girata al volo mette la palla in rete. Il raddoppio arriva dopo dieci minuti, ancora Ronaldinho a inventare, il suo cross è perfetto per il Papero che evita il fuorigioco, il giovane brasiliano però è fortunato quando segna grazie alla palla che gli rimbalza addosso sul tentativo di Manfredini di impedirgli il secondo gol.
Video: Sintesi, Youtube Atalanta - Inter 1-1 del 13 dicembre Serie A 16° Giornata





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Giornata stramba questa sedicesima di campionato, risultati sui generis a cui non può non aggiungersi questo pari tra Atalanta e Inter, un 1-1 tutto sommato meritato per gli uomini di Antonio Conte che con tenacia, grinta e intelligenza tattica hanno saputo contenere i campionissimi interisti e alla fine sono stati premiati con un punto che fa classifica. Gara non bellissima ma interessante, senza gli allenatori in panchina (entrambi squalificati, Mourinho non ha perso il suo aplomb mentre Conte ha praticamente fatto lo show nel box dov’era relegato), match a un certo punto condizionato dall’espulsione di Wesley Sneijder, a metà ripresa (Tabellino Atalanta - Inter 1-1 - Foto Atalanta - Inter 1-1 - Video Atalanta - Inter 1-1).
Dopo un avvio sprint dei padroni di casa, è bastato un lampo del Principe, al secolo Diego Milito, per mettere a tacere i vivi animi atalantini: è il quindicesimo quando l’ex genoano fa praticamente tutto da solo (aiutato anche da un paio di rimpalli fortunati) e batte Coppola con un preciso tiro sul primo palo. Il cuore della Dea serve a collezionare calci d’angolo, Ceravolo e la sua verve costringono i difensori interisti a non abbassare mai la guardia, quando la buona sorte sembra sorridere ai bergamaschi ci pensa Julio Cesar a sventare i pericolo per l’undici milanese (grande parata su deviazione di Cambiasso nella propria porta). Prima del riposo Balotelli prima e Senijder poi sfiorano il raddoppio.



