La Cronaca della partita. Le Foto della partita.
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Dieci gol: tanti se ne sono visti nell’anticipo serale del dodicesimo turno di Serie A, una spumeggiante Atalanta-Juve che nel secondo tempo ha fatto divertite tifosi e spettatori imparziali (Fotogallery). Sette le reti regolari, tre quelle annullate, alla fine il risultato è di 2-5 per la Juve che espugna l’Azzurri d’Italia con una partita bella e senza fronzoli, giocata a viso aperto e in cui i nerazzurri di casa, a dire il vero, non hanno lesinato impegno e coraggio. Primo tempo abbastanza soporifero rinvigorito dai due lampi juventini, o meglio “Camoranesiani“: doppietta dell’oriundo e tutti negli spogliatoi. Nella ripresa valzer del gol: da Ceravolo a Melo, da Valdes a Diego, fino a Trezeguet. Tre punti per la Juve, ottimo calcio in quel di Bergamo.
Ferrara ripropone il solito schema trapezoidale, Giovinco è recuperato, Trezeguet unica punta (a tutti gli effetti), in difesa c’è Caceres a destra, per il resto solito undici con Poulsen necessariamente titolare (ma il danese sta guadagnandosi il posto) nel centro del campo. Conte sfodera uno schema aggressivo, col solo Guarante vero combattente e disturbatore del centrocampo; per il resto Tiribocchi e Doni avanzati, il resto della parte mediana del campo affidata ai vari Ceravolo, Valdes e Padoin, non proprio gente di contenimento. La partita non è bella, benché intensa, nei primi 20 minuti la sola emozione la regala Tiribocchi con un sinistro di poco fuori. La Juve amministra e soffre il pressing avversario, gli orobici sono aggressivi e pare abbiano la partita in mano. Ma dopo il gol annullato, giustamente, a Trezeguet, i nerazzurri capitolano.
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Cinque maggio duemilaotto: Doni e Ferreira Pinto fanno affondare la barca Livorno, prima che Rossini e Pavan aggiustano le cose in extremis. Ma Padoin non ci sente: a un minuto dalla fine batte Amelia e regala la vittoria all’Atalanta, 3-2 e tutti a casa. Più o meno, perché nel sottopassaggio (ma anche sul terreno di gioco) i vari Grandoni, Balleri, i gemelli Filippini si accaniscono contro l’attaccante bergamasco, che Del Neri riferirà aver visto in lacrime negli spogliatoi. Che successe quella domenica di inizio maggio? Una combine andata male?
E’ quanto crede il procuratore federale Stefano Palazzi, che oggi si espresso in maniera molto dura circa quella partita, ma anche quella d’andata: ha chiesto alla Giustizia Sportiva pene severe per i due club e per alcuni dei loro esponenti, il tutto come ovvio per illecito sportivo. Innanzitutto sei punti di penalizzazione ad entrambe le società, quindi una mega-squalifica per i due capitani, Balleri e Bellini: per entrambi sono stati chiesti poco più di tre anni lontani dai campi di calcio.
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E’ costata carissimo al Livorno la baruffa al termine dell’incontro con l’Atalanta terminato 3-2 per gli orobici. A scatenare il nervosismo di molti giocatori amaranto è stato quasi certamente il gran goal di Simone Padoin nel finale, reo secondo i livornesi di aver violato quel patto non scritto che nelle ultime giornate di campionato contemplerebbe scarso impegno da parte della squadra che non ha più nulla da chiedere. Insomma, il solito impiccetto all’italiana del si fa ma non si dice. Stavolta non è andata così e l’Atalanta, come è giusto che sia, ha onorato l’impegno.
E’ un episodio che ricorda molto la disavventura del brasiliano Tuta, ex Venezia, con l’unica differenza che nel 1999 ad accerchiare il “colpevole” del goal al Bari furono anche i suoi stessi compagni. Il giudice sportivo, in seguito ai fatti di Bergamo, ha condannato sei giocatori del Livorno. Grandoni ed Emanuele Filippini, i più scalmanati, sono stati squalificati rispettivamente per cinque e tre giornate. Due giornate per Pasquale, una per Balleri (più 5000 euro di multa), Antonio Filippini e Pavan.
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