
Impazza il toto-allenatore in quel di Milano, sponda nerazzurra: dopo l’addio, inatteso quanto immediato, di Leonardo (ormai a un passo dalla scrivania del Paris Saint Germain), Massimo Moratti è sceso in campo in prima persona per trovare un sostituto, il terzo tecnico del dopo Mourinho. Nomi, nomi, nomi, nel calderone delle ipotesi sono finiti praticamente tutti: persino gli “inglesi” Ancelotti (che dicono avrebbe rifiutato, evenienza smentita dal petroliere) e Capello (il quale a Sky ha riferito di non saperne nulla perché a Marbella, dove è in vacanza, si sta dedicando esclusivamente ai nipotini che tra l’altro monopolizzano la tv). E poi Gasperini, Delio Rossi, Villas Boas, Van Gaal, Guardiola, persino Dunga. Ne manca qualcuno?
Certo che sì! E’ Sinisa Mihajlovic, che fino a pochi giorni fa se ne stavo bel bello a pensare alla sua seconda stagione sulla panchina della Fiorentina. Poi stamani il titolone in prima pagina del Corriere dello Sport: “Inter, preso Mihajlovic!“. Caratteri cubitali, come a dire: è fatta, non ci sono dubbi. Il quotidiano romano, che più di una volta è arrivato prima degli altri, non lesina dettagli: la società nerazzurra entro 48 ore (domenica 19 giugno?) lo annuncerà, in viola andrà Delio Rossi e nell’operazione che dovrebbe portare il serbo alla Pinetina potrebbe rientrare Goran Pandev, che dunque si sposterà qualche chilometro a sud, sulle rive dell’Arno (ma questa è una indiscrezione di tuttomercatoweb). Quanto c’è di vero sulla notizia sensazionalistica del Corsport?
Difficile dirlo, fatto sta che Moratti non ha aspettato molto tempo per le smentite di rito: “Mihajlovic? Fa parte di un’altra squadra, per il momento non mi muovo con quelli sotto contratto“. Fino a che ci rimangono, sotto contratto. Perché Sinisa e Andrea Della Valle non si sono mai davvero amati e l’annata appena finita non verrà certo ricordata a Firenze come quella più memorabile degli ultimi tempi, come risultati ma anche come gioco. L’ipotesi Delio Rossi, poi, affascina la proprietà viola; e lo stesso trainer romagnolo non ha lesinato parole al miele verso i toscani:
“Queste sono situazioni che m’inorgogliscono perché vuol dire che ciò che ho seminato raccoglie gradimenti anche al di fuori delle piazze dove ho lavorato. Contatti? Assolutamente no. Né con la società viola, né con altre. Reputo Corvino uno dei migliori direttori sportivi d’Italia. Con lui a Lecce abbiamo creato un sodalizio che ha portato sia ottimi risultati che un bel gioco. Firenze è una piazza competente e calda: due cose che mi piacciono molto. Se avessi voluto una realtà più tranquilla e stimolante avrei già trovato una sistemazione”.
Si attendono (succulenti) sviluppi.

Alessio Cerci è stato l’assoluto protagonista del finale di stagione della Fiorentina, l’ala cresciuta nelle giovanili della Roma ha concluso la stagione con all’attivo sette reti in campionato, sei segnate in cinque gare nella parte conclusiva del campionato. Prima di questo exploit le sue prestazioni non erano state per niente convincenti, Sinisa Mihajlovic lo ha sempre sostenuto, i tifosi invece non hanno avuto la stessa lungimiranza o almeno la stessa pazienza, e più volte lo hanno fischiato dagli spalti. A volte la contestazione nei suoi confronti è andata anche altro, il giocatore è stato infatti vittima di pesanti insulti anche per le strade di Firenze.
Questi episodi hanno lasciato il segno, tanto che ora, a bocce ferme, Cerci ha deciso di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Il giocatore ha rilasciato un’intervista molto dura nella quale ha criticato i suoi tifosi facendo capire che difficilmente perdonerà il loro atteggiamento dei mesi passati. Sulle pagine di Sportweek, l’inserto settimanale in edicola oggi con la Gazzetta dello Sport, l’attaccante viola ha dichiarato:
“Negli ultimi mesi sono arrivati i gol e le belle giocate. E anche i titoli sui giornali e i cori dei tifosi, gli stessi che m’insultavano con la mia ragazza quando m’incontravano per strada. Non mi considero uno scemo, so cosa posso dare nel calcio, e per questo non dimentico quello che mi è stato detto. Non arrivavano i risultati, la squadra andava male, ma io sembravo l’unico colpevole. Ero il capro espiatorio forse perché giovane, forse perché sono di Roma e qui i romani non li possono vedere”.
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Dopo tre vittorie consecutive la Juve si ferma a Firenze e perde di nuovo terreno nei confronti della Lazio nella corsa al quarto posto. Adesso i bianconeri sono a otto punti dai capitolini, il distacco però non sembra scoraggiare Gigi Delneri che crede ancora nelle possibilità della sua squadra: “Diceva giusto Reja, con i 3 punti ci sono possibilità per tutti. Poi, gli scontri diretti sono molto importanti, perché penso che l’Inter non vada a Roma a passeggiare, come noi non andremo a Roma a passeggiare. Noi crediamo di fare partita dopo partita per ottenere il massimo. Vedremo a fine maggio cosa succederà. Noi vogliamo vincere tutte le partite, poi, capita di fare risultato, accettiamo e andiamo avnti per la nostra strada”.
Il tecnico di Aquileia alla fine della partita contro la Fiorentina si è detto soddisfatto della prova fornita dai suoi ragazzi nonostante il risultato, una pareggio, che serve poco ai fini della classifica: “Abbiamo incontrato una squadra che ha lottato per 90 minuti, cercando di portarci via l’intera posta. Noi, abbiamo la nostra partita, rischiando il giusto, avendo delle situazioni importanti, che non abbiamo sfruttato. Ma non è che la Juventus non si sia impegnata, non abbia avuto grinta, non abbia corso. Quello di Firenze, è un campo abbastanza difficile, ma la squadra ha fatto il suo dovere. Nel primo tempo abbiamo giocato alla pari con loro, soffrendo un po’, ma non concedergli niente, è stato buono, ma nella ripresa la squadra ha avuto diverse situazioni da gol importanti. Mi sembra che la Juventus ha fatto quello che doveva fare”.
Per l’ennesima volta Delneri è stato interrogato sul suo futuro, ad ogni passo falso l’allenatore juventino viene messo in discussione e iniziano a circolare decine di nomi circa il suo erede, l’ex della Sampdoria non sembra preoccuparsene più di tanto e va avanti per la sua strada e sembra pensare soltanto al futuro più prossimo: “Il contratto scade il prossimo anno, per adesso portiamo avanti il discorso nostro, che è quello di riuscire a finire nel modo migliore, che non ci sono limiti in questo momento, andiamo avanti per la nostra strada. La società decide quello che deve fare l’allenatore. Per adesso, mi sembra che io sono l’allenatore ancora per il prossimo anno, poi, vediamo cosa succede. Nel calcio può cambiare tutto da qui a domenica, però, mi sembra che in questo momento il nostro dialogo sia molto chiaro”. La sensazione è che senza quarto posto difficilmente non si assisterà ad un avvicendamento.
Le immagini di Fiorentina - Juve 0-0




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Per Firenze la sfida contro i “gobbi” di Torino ha sempre un valore particolare, la rivalità tra viola e bianconeri non è nemmeno vecchissima ma di sicuro non ha nulla da invidiare a quella che caratterizza le stracittadine. Sinisa Mihajlovic lo sa benissimo e non esita a definire la partita di domani come una specie di derby, il serbo sa che i tre punti conquistati contro la Juve avrebbero una valore superiore agli altri, non fosse altro che per il morale, in una stagione che per la Fiorentina è stata abbastanza deludente.
L’allenatore in conferenza stampa ha sottolineato l’importanza del match, evidenziando anche le difficoltà che possono derivare dall’affrontare la squadra di Delneri che in questa fase della stagione, seppur non brillantissima, appare sicuramente più cattiva nell’approccio alle gare: “Daremo tutto, ci metteremo il cuore, per Firenze questa partita è come un derby, conta più degli altri, ma il calendario conta tanto in gare così: i momenti di forma influiscono su singoli risultati e stagioni intere. Loro ritrovano Buffon e Del Piero, gente che è in grado di fare la differenza nonostante l’età”.
In settimana Mihajlovic aveva dichiarato di voler vincere per evitare “rotture di balle”, oggi ha spiegato il significato di quella sua espressione colorita: “Non mi riferivo ai tifosi, loro possono fare tutto,io mi esprimo sempre così, ma mi riferivo alla squadra: abbiamo sempre fatto bene finora ma non riusciamo a vincere con le grandi. Talvolta qualche giornalista ci fa notare che ci riescono anche squadre più piccole di noi, ma la Fiorentina no, e questo frustra noi per primi. I tifosi non c’entrano”. La sua schiettezza è apparsa particolarmente apprezzata da Mutu, il serbo ha incassato con soddisfazione i complimenti del suo giocatore: “Mi fa piacere io sono così, diretto e sincero. Se non vi piaccio, posso cominciare a fare conferenze stampa piatte, senza esprimere commenti diretti né i miei veri pensieri”.
Proprio il ritorno dalla squalifica dell’attaccante romeno è la buona notizia in vista della Juve, Mutu come al solito sarà schierato in avanti al fianco di Gilardino. In settimana a rovinare i piani viola è arrivato l’infortunio di Santana, al suo posto dal primo minuto partirà Cerci, come confermato dallo stesso tecnico, che però ha aggiunto che lo schiererà in una posizione diversa rispetto a quella abitualmente riservata all’argentino, cioè dietro le punte. Purtroppo Santana dovrà restare fermo ai box per due o tre settimane, questo significa che tornerà a disposizione soltanto per le ultime due partite della stagione.

Domenica sera a Firenze arriva il Milan, la squadra di Allegri, ringalluzzita dalla vittoria nel derby, proverà a conquistare altri tre punti per tenere a debita distanza le più dirette inseguitrici. Sulla sua strada però trova una Fiorentina che sembra finalmente aver imparato le lezioni di Sinisa Mihajlovic, una squadra che non perde dal 30 gennaio, quando dovette arrendersi alla Lazio in trasferta. Contro i rossoneri ci sarà ovviamente Alberto Gilardino, un ex che farà di tutto per rendere difficile la vita ai rossoneri.
Il giocatore, ospite in un istituto tecnico fiorentino per partecipare ad un convegno organizzato degli studenti, si è concesso ai microfoni dei cronisti per parlare un po’ di calcio. Ovviamente la prima domanda è stata proprio sulla partita che si giocherà domenica al Franchi, l’attaccante viola ha messo in guardia il Milan promettendo il massimo impegno da parte sua e dei suoi compagni: “Domenica sera incontriamo la squadra più forte d’Italia, quella che fino ad oggi ha espresso il calcio migliore. In casa abbiamo dimostrato di poter giocare contro qualsiasi avversaria e faremo di tutto per metterli in difficoltà”.
Ma si è parlato anche di Inter e in particolare del difficile momento dei nerazzurri che avuto il suo culmine con l’umiliante sconfitta subita per mano dello Schalke 04: “La sconfitta nel derby può aver pesato sulla prestazione della squadra di Leonardo martedì in Champions League, con cinque gol presi dallo Schalke, evidentemente perché risentivano ancora del duro colpo per la sconfitta nel derby di pochi giorni prima. Alcune volte le sconfitte pesanti e importanti possono lasciare strascichi e il fatto che la sfida di Champions sia arrivata pochi giorni dopo la partita persa con il Milan non ha consentito ai nerazzurri di rifiatare fisicamente e mentalmente”.
La punta di Biella ha poi affrontato l’argomento doping, mettendo in guardia i ragazzi presenti in platea dal rischio derivante da comportamenti non corretti e svelando il segreto di una carriera ricca di soddisfazioni come la sua: “In undici anni di carriera non ho mai fatto uso di sostanze dopanti, né ho visto un mio compagno usare prodotti per migliorare la propria condizione fisica. Fra i segreti della mia carriera c’è quello di aver fatto una vita tranquilla. Ho fatto delle rinunce ma perché ho sempre pensato alla mia carriera”. Nel pomeriggio il Gila è tornato agli ordini di Sinisa Mihajlovic, per preparare la sfida contro la capolista, da buon ex non gli dispiacerebbe provare a mettere lo sgambetto al Diavolo.

Il pareggio contro il Bari ha fatto esaurire la pazienza dei tifosi della Fiorentina, stanchi evidentemente dei risultati tutt’altro che esaltanti di questa stagione hanno deciso di manifestare il loro malcontento. Lo hanno fatto in maniera civile, con uno striscione ironico, quasi goliardico, ma allo stesso tempo duro contro la proprietà, più in particolare contro il presidente Della Valle. Il lenzuolo bianco della lunghezza di circa cinque metri recitava in spray rosso: “Si è esiliato Dante, poeta Divino, figuriamoci te, illustre ciabattino”.
La firma è del club viola Settebello, il più antico gruppo di tifosi della Fiesole, ma anche il più importante se pensiamo che fra i suoi iscritti c’è anche un tifoso viola doc, nonché ex allenatore, come Emiliano Mondonico. Il panno è stato esposto ieri al di fuori della curva Fiesole, di fronte al Bar Marisa, altro luogo storico del tifo fiorentino. Il messaggio è chiaro, i sostenitori della Fiorentina non sono contenti dell’andamento della stagione, ci mancherebbe, soprattutto però criticano l’apparente disinteresse dei Della Valle.
Appare plausibile quindi che più che chiedere il loro allontanamento, non sarebbe una valida soluzione e rappresenterebbe anche una mancanza di riconoscimento per quanto fatto fin ad oggi, i fiorentini vorrebbero un rinnovato impegno nel progetto lanciato anni fa, per riportare la squadra a combattere per obbiettivi più consoni della salvezza. Non è la prima volta che i tifosi contestano squadra e società, segnali di malcontento si erano già avuti nei mesi passati così come alla fine della partita del San Nicola.
Il prossimo impegno dei toscani potrebbe quindi essere un punto di non ritorno, l’impegno con il Catania assume un’importanza enorme per il prosieguo della stagione. Sinisa Mihajlovic lo sa e ha strigliato i suoi ragazzi facendogli capire che ormai non ci sono più occasioni per sbagliare e che anche l’alibi degli infortuni non regge più, il serbo ha fatto capire che da oggi in poi giocherà soltanto chi dimostra impegno e dedizione alla causa, non esistono più gerarchie né intoccabili. Adrian Mutu è uno degli imputati numero uno, dopo il suo reintegro in rosa non ha dato quanto ci si aspettava, un ennesima prova grigia contro i siciliani potrebbe costargli l’esclusione per il resto della stagione.

Si chiude il caso Mutu a Firenze, il giocatore da oggi è di nuovo parte della rosa viola e sarà a disposizione di Mihajlovic. La notizia, nell’aria già da qualche giorno, è stata data dalla stessa società che l’ha diffusa attraverso un comunicato stampa pubblicato poco prima di pranzo: “L’ACF Fiorentina comunica che il calciatore Adrian Mutu, domani venerdì 4 febbraio, sarà reintegrato nella Rosa della Prima Squadra e risulterà, pertanto, a disposizione del tecnico Sinisa Mihajlovic”.
Il caso era scoppiato lo scorso 7 gennaio quando l’attaccante aveva lasciato l’allenamento senza autorizzazione alla vigilia del derby dell’Appennino con il Bologna. Da quel giorno i rapporti tra giocatore e società sono diventati sempre più tesi, tanto da portare Mutu a chiedere la cessione a titolo gratuito nel corsa della finestra di mercato invernale con destinazione Cesena. La Fiorentina ha risposto picche e il suo tesserato è rimasto in Toscana. Nel frattempo il giocatore aveva fatto anche provato a ricucire il rapporto con i Della Valle.
Attraverso una conferenza stampa il romeno aveva chiesto scusa alla società, ai compagni di squadra e ai tifosi. Sembrava che questo passo indietro non dovesse portare a niente, oggi invece è arrivata la svolta. Vuoi la difficile condizione di classifica dei gigliati, vuoi la volontà di dare un’altra chance all’attaccante, oggi è arrivata la notizia del suo reintegro in rosa. Domenica la Fiorentina sarà impegnata nell’ostica trasferta di Parma, Mihajlovic potrebbe già decidere di schierarlo, dell’importanza di Mutu nell’economia viola non c’è neanche bisogno di parlare.

I suoi agenti, i pazienti (almeno con lui) cugini Becali (per la cronaca Victor e Ioan) hanno sentito la necessità di precisare: Adrian Mutu non si muove da Firenze almeno fino a giugno. Per cui le voci, neanche tanto insistenti, che volevano il rumeno o a Napoli o addirittura a Londra da Briatore (già, al Queens Park Rangers) sembra siano infondate, niente di buono per la Fiorentina. Sì, perché i Della Valle ormai sono stufi del loro giocatore e anche Mihajlovic, che pure lo ha difeso in tutti questi mesi, non potrà fare altro che adeguarsi; Mutu è, in parole povere, una patata bollente, da vendere, e a oggi non vale più di 5 milioni di euro.
Una miseria viste le sue qualità tecniche, un’enormità considerato invece lo spessore umano di un giocatore che si è buttato via tante, troppe volte. La cocaina al Chelsea, poi il caso sibutramina un anno fa a Firenze, con tanto di intemperanze extra-calcistiche al Full-Up, locale fiorentino ormai noto per le scazzottate di Mutu. Infine, last but not least, il piccolo caso che è trapelato negli ultimi giorni, con molti dei suoi compagni che ormai hanno rotto con lui, ciliegina sulla torta (o meglio, goccia che ha fatto traboccare il vaso) il suo comportamento giovedì 16 dicembre al’Otel, altro locale cittadino dove la Fiorentina si salutava per il Natale.
Rosa al gran completo, con tanto di Mihajlovic capobanda, assente ingiustificato proprio Mutu che ha fatto giusto un salto di cortesia insieme ad alcuni amici rumeni; un atteggiamento che ha indispettito non poco molti personaggi dell’ambiente viola. E poi, il giorno dopo, un sms (ma la cosa è da confermare) col quale il giocatore informava di preferire il sole di Santo Domingo al freddo fiorentino, per cui non avrebbe partecipato all’ultimo allenamento dell’anno. Peccato per lui che la fitta nevicata in Toscana lo abbia costretto a partire solo domenica, benché a Campo di Marte non si sia comunque presentato. Ordunque quale, se ancora ne ha, il suo futuro?

Se il 2009 era stato un anno da ricordare per i colori viola, i dodici mesi che stanno per andare in archivio non saranno certo i più memorabili per la Fiorentina: da un quarto posto di forza e addirittura la vittoria nel girone di Champions (con storico successo ad Anfield Road contro il Liverpool), a 19 miseri punti in campionato, senza Europa e ora anche senza Coppa Italia, dopo il ko al Tardini di martedì scorso contro il Parma. Non gira bene alla banda di Mihajlovic che è già in vacanza vista la posticipazione del match contro l’Inter a fine gennaio; dunque è il momento di tracciare alcuni bilanci.
In città l’aria è elettrica: il pubblico fiorentino è sì paziente, ma anche esigente, soprattutto quando la società si mostra immobile, quasi stanca, come se gli annosi problemi misti a dinieghi inerenti la Cittadella Viola propugnata dai Delle Valle avesse fiaccato le velleità della dirigenza. Pur tuttavia Pantaleo Corvino, lui più che Mihajlovic, è tipo tenace e allora lavora senza sosta, corroborato da quell’orgoglio salentino che lo porta a non mollare mai; anche lui è sul banco degli imputati, la campagna acquisti estiva non ha dato i frutti sperati, la squadra gira come gira e non è solo colpa del mister.
Corvino lo ammette, ma ci tiene a sottolineare anche alcuni suoi meriti: “Ammetto che il 2010 è stato un anno difficile e che non sono esente da errori, ma solo chi non lavora non sbaglia. Boruc l’ho preso perché Frey non era in perfette condizioni, Cerci è l’alternativa a Santana, Vargas e Merchionni, non cercavamo un Krasic. Gilardino in questi mesi ha concesso solo 100′ a Babacar, non è facile trovare un giocatore che voglia venire a Firenze sapendo che giocherà pochissimo. In passato ho preso Castillo, Bonazzoli, Keirrison, Vieri e Cacia anche perché erano il tipo di giocatori che rientravano nel nostro monte ingaggi. Crespo? L’avevo preso ma poi ha cambiato le sue pretese economiche“.
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Bella partita al Tardini di Parma dove ieri sera i padroni di casa allenati da Marino hanno affrontato la Fiorentina di Mihajlovic, gara secca degli ottavi di finale di Coppa Italia, l’unica delle otto sfide in programma disputatasi nel 2010. Ebbene, dopo 90 minuti intensi e con non poche occasioni, ci vogliono i tempi supplementari per decretare il vincitore con l’apparente messa in ghiaccio del match ad opera di Santana, in gol al 112°.
Partita finita? Neanche per sogno, perché Crespo è giocatore tosto e ultimamente è pure in grande forma; Valdanito prima pareggia i conti (erano passati appena 3 minuti) sfruttando al meglio un assist al bacio di Lucarelli, poi porta in vantaggio i ducali al 118° con un tap-in letale su corta respinta di Avramov. E’ un momento d’oro per l’argentino che nell’ultimo mese ha segnato a raffica e ha regalato punti pesanti alla sua squadra del cuore.
Eppure la Fiorentina non aveva demeritato, anzi forse ai punti i toscani avrebbero vinto. A parte un primo tempo grigio in cui comunque Giovinco da una parte e Babacar dall’altro avevano colpito i legni, nella ripresa si è erto a protagonista Pavarini che ha negato il gol in più di una occasione ai vari Marchionni, Cerci e Babacar. Poi è entrato Crespo al posto di Bojinov, reti bianche al 90° e tempi supplementari; gol argentini, con l’illusione viola e la gioia crociata. Ai quarti il Parma affronterà una tra Chievo e Palermo.
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