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Manchester United, Paul Scholes torna sui suoi passi: di nuovo in campo a sette mesi dal ritiro

pubblicato da Skalka

paul scholes

Quando lo hanno visto negli spogliatoi dello Etihad Stadium nemmeno i suoi compagni volevano crederci, ma era proprio vero: Paul Scholes era di nuovo tra i convocati del Manchester United, in occasione della sfida di FA Cup con i cugini del City. A sette mesi dal suo addio al calcio, arrivato dopo la finale di Champions League persa contro il Barcellona, la leggenda dei Red Devils torna a indossare gli scarpini da calcio e la maglia rossa che lo ha reso famoso. Il rosso centrocampista è entrato in campo al 14′ minuto della ripresa al posto di Nani, ha giocato molti palloni come al suo solito, un suo passaggio sbagliato ha dato il via all’azione che ha portato al gol di Aguero, ma poco importa e non solo perché l’episodio non ha inciso sul 3-2 finale.

La notizia era apparsa ieri sul sito ufficiale del club di Manchester, con poche righe si comunicava che Scholes tornava ad essere un calciatore dello United con effetto immediato e fino alla fine della stagione, immaginare che tale immediatezza fosse da interpretare letteralmente era però difficile. Lo conferma lo stesso Wayne Rooney a fine partita: “Sono rimasto sorpreso. Non sapevamo niente fino a quando non siamo entrati negli spogliatoi e abbiamo visto che si stava cambiando”. Tanta era la nostalgia del rettangolo verde, alla fine il giocatore si è convinto di aver commesso un errore a ritirarsi ed è tornato sui suoi passi, come lui stesso ha spiegato:

“Mi è stato chiaro fin da quando ho smesso che mi mancava il calcio. Sono contentissimo che l’allenatore pensi che possa ancora essere utile alla squadra e mi impegnerò a fare la mia parte nel tentare di portare altri successi a questo grande club”.

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Newcastle - Manchester United 3-0 | Video Gol e Highlights Premier League

pubblicato da Panda

Newcastle - Manchester United 3-0 | Video Gol Premier League

4 Dicembre 2011 - Seconda sconfitta consecutiva per il Manchester United di Sir Alex Ferguson in Premier League. Il 31 dicembre scorso i red devils si sono arresi in casa davanti ad un sorprendente Blackburn, mentre questa volta la sconfitta è arrivata al St. James’ Park contro il Newcastle. I campioni d’Inghilterra non sono mai riusciti ad entrare in partita contro i magpies che per la prima volta dopo ben 10 anni hanno potuto riassaporare la gioia di battere i rossi di Manchester. Questo risultato ha fatto certamente piacere al City di Mancini che ieri ha battuto 3-0 il Liverpool portandosi a +3 punti sui concittadini, ma anche al Tottenham che sempre nella giornata di ieri si è imposto sul West Bromwich Albion accorciando a -3 punti dallo United avendo disputato una partita in meno.

Difficile capire cosa sia successo a Rooney e compagni che al 14′ minuto sul punteggio di 0-0 erano anche andati vicini al gol con un palo colpito da Dimitar Berbatov. La rete del vantaggio bianconero è arrivata al 33′ minuto ed è stata siglata dal senegalese Demba Ba che ha approfittato di una incertezza difensiva della retroguardia avversaria ed ha beffato Lindegaard con una conclusione improvvisa sul secondo palo; per la punta africana si tratta del 15esimo centro in 19 partite, numeri decisamente importanti alla sua seconda stagione in Premier. Il raddoppio è stato firmato da Cabaye al 47′ con un perfetto calcio di punizione, mentre al 90′ il giovane Philip Jones ha pensato bene di rendere il punteggio ancora più rotondo spedendo molto goffamente la palla nella propria rete.

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Nuove tensione tra Ferguson e Rooney: i retroscena dietro l'esclusione dell'attaccante contro il Blackburn

pubblicato da Skalka

alex ferguson, wayne rooney

L’ultimo turno di Premier League si è rivelato letteralmente catastrofico per le due di Manchester, due sconfitte inattese che rinviano ogni tentativo di fuga. A fare più rumore è stato di sicuro il tonfo del Manchester United che ha perso in casa contro il Blackburn, ancora a secco di vittorie lontano da Ewood Park e ultimo in classifica, proprio nel giorno dei 70 anni di Sir Alex Ferguson. Tra i protagonisti della disfatta non c’è Wayne Rooney: il giocatore simbolo dei Red Devils era in tribuna, ufficialmente a causa di alcuni allenamenti saltati in settimana per vari problemi fisici non meglio specificati.

Questa è almeno la spiegazione data dall’allenatore il giorno prima della partita in conferenza stampa. I giornali inglesi hanno però voluto vederci chiaro e hanno scoperto che dietro c’è qualcosa di più e chissà che l’addio di Wayne allo United non diventi un tormentone di nuovo. Dietro l’esclusione di Rooney c’è infatti una sanzione disciplinare che ha colpito lui e i compagni Jonny Evans e Darron Gibson, i tre sono colpevoli di aver organizzato una cena nel centro di Manchester la sera del 26 dicembre. Non c’è stata nessuna esagerazione, i tre non hanno abusato di cibo o alcool e si sono presentati regolarmente all’allenamento il mattino successivo.

Sir Alex Ferguson aveva però vietato qualsiasi tipo di uscita serale nei cinque giorni compresi tra la partita contro il Wigan, vinta per 5-0, e quella contro il Blackburn. Per questo ha deciso di usare il pugno duro e sospendere i tre per una gara, inoltre tutti sono stati punti con una multa pari a una settimana di stipendio, nel caso di Rooney più di 200 mila sterline, e con una seduta di allenamento supplementare. Francamente pare che l’allenatore dello United abbia usato troppa severità contro i tre che in fondo avevano soltanto deciso di passare una serata in famiglia, comprensibile dal momento che in Premier League si gioca continuamente anche durante le vacanze natalizie.

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Manchester United - Blackburn 2-3 | Video Gol e Highlights Premier League

pubblicato da vieni_127

Clamoroso in Premier League: nella partita dell’ora di pranzo, il Manchester United ha sorprendentemente perso contro il fanalino di coda Blackburn, che già il giorno di Santo Stefano aveva strappato un punto al Liverpool. Quel che succede all’Old Trafford ha dell’incredibile. Nel giorno del 70esimo compleanno di Sir Alex Ferguson, i Red Devils hanno lisciato l’appuntamento sulla carta abbordabile compromettendo già nel primo tempo la partita col vantaggio degli ospiti firmato Yakubu (su calcio di rigore), il nigeriano poi si ripete a inizio ripresa infilando una seconda volta De Gea. La reazione dello United c’è e si vede, è Dimitar Berbatov a suonare la carica e a realizzare la doppietta che riporta la gara in parità. E mentre pareva che i Red Devils dovessero da un momento all’altro completare l’opera di sorpasso, la doccia fredda: corner per il Blackburn, De Gea esce malissimo su Grant Hanley (difensore scozzese classe ‘91) che prima lo anticipa, poi ribadisce sempre di testa in rete. Secondo stop casalingo per Ferguson e la sua squadra (il primo fu nel derby contro il City), il Blackburn vince per la prima volta fuori e abbandona l’ultimo posto in graduatoria.

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Darren Fletcher si prende una lunga pausa dal calcio: il Manchester United fa luce sulla sua salute

pubblicato da Skalka

darren fletcher

Darren Fletcher si prende un lungo periodo di vacanza dal calcio, l’annuncio lo ha dato il suo stesso club di appartenenza, il Manchester United, con una nota pubblicata sul sito ufficiale. Il centrocampista negli ultimi mesi spesso è stato costretto alla lontananza dal campo, la sua squadra ha sempre spiegato queste defezioni con delle presunte infezioni virali, ora però, anche per mettere fine alle speculazioni sul suo stato di salute, il giocatore e i Red Devils ha deciso di mettere fine a tutte le illazioni e di raccontare come stanno realmente le cose. Lo scozzese soffre da mesi di colite ulcerosa, una malattia cronica infiammatoria dell’intestino, e l’attività agonistica continuata non ha fatto altro che peggiorare le sue condizioni.

Nell’ultimo periodo per il giocatore era diventato sempre più difficile contenere i sintomi e continuare a giocare a calcio sarebbe potuto diventare estremamente pericoloso per la sua salute, ascoltando i consigli dei medici ha così deciso di prendersi un periodo di riposo per potersi sottoporre con tranquillità alle cure necessarie. Il Manchester United con la sua nota ha fatto luce sui dettagli della vicenda:

“Lo scorso anno Fletcher è stato spesso assente per lunghi periodi che noi abbiamo attribuito ad una malattia virale per rispettare il suo diritto alla privacy. Darren da un po’ di tempo a questa parte soffre di colite ulcerosa (una condizione di infiammazione cronica dell’intestino). Pur essendo in passato riuscito a controllarne i sintomi per un lungo periodo, di recente era diventato più difficile e il suo costante desiderio di giocare unito alla lealtà nei confronti del club e della nazionale hanno probabilmente compromesso le possibilità di ottimizzare la sua salute e il suo stato di forma”.

Da queste considerazioni nasce quindi la necessità di un periodo di riposo più lungo. Soltanto quando sarà completamente guarito potrà tornare agli ordini di Sir Alex Ferguson, nel frattempo club e giocatore chiedono che sia rispettata la sua esigenza di riservatezza e che non si parli più di questa storia:

“Per questo ha accettato il consiglio dei medici di prendersi una pausa prolungata da allenamenti e partite, per avere la maggior possibilità possibile di raggiungere una perfetta guarigione. Chiediamo che la sua privacy venga rispettata e speriamo che lo stress addizionale associato alle speculazioni riguardo la sua salute non più presente sia anch’esso d’aiuto per la sua guarigione”.

Al momento non è possibile fare nessun tipo di calcolo circa lo stop che dovrà osservare Fletcher anche se sembra abbastanza plausibile ipotizzare che ormai lo rivedremo nella prossima stagioen, per il momento la sua annata si ferma a 10 presenze e 2 gol: uno è stato quello della bandiera contro il Manchester City, un’altro invece lo ha messo a segno Champions League contro il Benfica.

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Premier League, domenica c'è il derby di Manchester: le parole di Mancini

pubblicato da vieni_127


Domenica 23 ottobre, alle 14.30, all’Old Trafford di Manchester andrà in scena il 161esimo derby tra United e City, il 145esimo in campionato: in generale i Red Devils sono in vantaggio in quanto a vittorie, 67 a 43 rispetto ai Citizens, con 50 pareggi. L’ultima stracittadina mancuniana si è giocata in estate per la Community Shield, 3-2 per la squadra di Sir Alex Ferguson, mentre in campionato l’ultimo match risale al 12 febbraio 2011 con la splendida rovesciata di Wayne Rooney a regalare il successo allo United. Il City non vince contro i cuginastri dalla gara di Fa Cup del 16 aprile scorso (2-1), mentre in campionato l’ultimo successo risale addirittura a 3 anni e mezzo fa quando l’Old Trafford fu espugnato coi gol di Darius Vassell e Benjani Mwaruwari.

Questa volta il sentito derby arriva in un periodo della stagione particolare: nona giornata, con le due squadre di Manchester assolute protagoniste di questo primo quarto di campionato. Per di più a essere in testa è il City che ne ha vinte 7 e pareggiate solo 1, mentre lo United è distanziato di due punti al secondo posto della graduatoria. Dunque grandissima partita, e sfida a distanza tra i due allenatore Alex Ferguson e lo jesino Roberto Mancini; quest’ultimo è carico e ottimista in vista del big-match che di certo verrà seguito in tutto il mondo:

“Se finisse in parità sarebbe un buon risultato, ma non è nella nostra mentalità giocare per il pari. Tutti i derby sono partite differenti, ma questo lo sarà ancora di più perché per la prima volta ci troviamo ai primi due posti. Sarà una partita durissima perchè lo United soprattutto in casa è fortissimo, ma non deciderà la corsa al titolo”.

Immancabili le domande su Mario Balotelli, reduce da un super gol in rovesciata contro l’Aston Villa, e l’avversario in panca, ossia quel Ferguson che non ha lesinato complimenti al collega per come ha gestito il caso Tevez:

“Ferguson non posso che ringraziarlo, per me è un maestro e lo ammiro tantissimo per l’entusiasmo e la voglia di vincere che ha ancora alla sua età. Balotelli? Si sta comportando bene ultimamente, sia in campo che fuori. Ma con Mario non puoi mai sapere, può succedere di tutto in ogni momento”.

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Marchisio, il magic-moment del "sosia" di Tardelli

pubblicato da vieni_127


Claudio Marchisio è in stato di grazia: solo splendida forma temporanea o la consacrazione di un giocatore ormai maturo a 25 anni e pronto a rappresentare il calcio italiano in questo decennio? Difficile dare una risposta, di certo il centrocampista della Juve è all’apice della sua carriera, fin qui già comunque più che brillante: 3 gol in 5 partite di campionato coi bianconeri, primo gol in azzurro alla sedicesima presenza, corsa e senso tattico, interdizione commista a tecnica sopraffina, inserimenti e ripiegamenti, Marchisio ha cambiato negli ultimi 3-4 anni tanti ruoli ma solo ora finalmente ha trovato la quadratura del cerchio.

Grazie a Conte, grazie a Prandelli, lui deve giocare a centrocampo con licenza di offendere, avendo a fianco un ragioniere alla Pirlo; gli scettici estivi che non riuscivano a vedere il Principino juventino accanto al guru bresciano, hanno dovuto ricredersi perché è proprio l’unione dei due, e del loro modo di intendere il calcio visto dalla mediana, che rende il centrocampo della Juve e dell’Italia una diga capace sì di arginare, ma anche di rilanciare l’offensiva. E il ct azzurro non può non parlare di lui, all’indomani dell’ottimo pari a Belgrado con Marchisio protagonista:

“Marchisio mi ricorda Tardelli, senza dubbio. Claudio ha grandi doti di corsa, si è definito come ruolo e posizione, e in più ha una dote importante per un centrocampista: sente l’area di rigore. Come avevo detto, ha scollinato; l’unica differenza è che Marco aveva scollinato prima”.

Sir Alex Ferguson ha riempito il taccuino di appunti su di lui e farebbe carte false per averlo nel suo Manchester United, lui che litigava col twitter e con facebook quando non si riusciva a definire il giusto contratto con la Signora, che temeva Sissoko, Melo e Aquilani, che aveva poi dovuto accettare Vidal, Pirlo e pure Pazienza. Ma alla fine Claudio Marchisio da Chieri, sposato e papà di Davide (2 anni), ha saputo sbrogliare tutte le matasse: correndo come un matto, non sbagliando un passaggio, standosene buono e in silenzio ma bravo nel ruggire in campo. E poi facendo gol inserendosi nelle aree di rigore con caparbia e intelligenza: col Parma, col Milan, con la Serbia. E’ Marchisio il nuovo volto, magari duraturo, di un calcio italiano passato un po’ di moda?

Le foto più belle di Claudio Marchisio
Le foto più belle di Claudio MarchisioLe foto più belle di Claudio MarchisioLe foto più belle di Claudio MarchisioLe foto più belle di Claudio Marchisio

Dopo il City anche il Manchester United nel mirino degli arabi

pubblicato da Skalka

manchester united

Una nuova pioggia di soldi arabi sta per cadere su Manchester, dopo il Manchester City anche lo United è finito nel mirino degli sceicchi che, secondo alcune indiscrezioni, sono pronti a mettere sul piatto un bel po’ di sterline per rilevare la proprietà del club più importante d’Inghilterra. Attualmente di proprietà dell’americano Malcolm Glazer, personaggio mai troppo gradito dai tifosi, la società potrebbe cambiare proprietario a fronte di un’offerta irrinunciabile. Secondo le voci che circolano al di là della Manica sarebbero pronti ben 1,6 miliardi di sterline (quasi due miliardi di euro), una cifra che sicuramente convincerebbe lo yankee a vendere.

Glazer aveva messo le mani sullo United nel 2005 sborsando 750 milioni di sterline, soldi provenienti interamente da prestiti per i quali paga ancora oggi 45 milioni all’anno di interessi. L’ostilità dei tifosi, manifestata anche da iniziative clamorose come la fondazione di una nuova squadra (lo United of Manchester) o il ripristino dei colori giallo e verde, quelli storici del club, sugli spalti dell’Old Trafford, unita alla bontà dell’offerta araba potrebbero essere la chiave di volta per convincere l’americano a fare le valigie.

Se il City è finito in mano agli sceicchi di Abu Dhabi, lo United potrebbe diventare proprietà di quelli del vicino Qatar. L’interesse per il calcio del paese arabo è evidente, lo stesso emirato ha ottenuto l’organizzazione dei mondiali del 2022, per questo sarebbe interessato a contare sempre di più nello scacchiere del calcio mondiale: quale migliore occasione dunque se non quella di prendere quello che forse è il club più famoso al mondo? Sempre qatariote sono le proprietà di Malaga e Paris Saint Germain, è chiaro però che con i Red Devils il blasone del piccolo paese crescerebbe a dismisura.

Staremo a vedere se questo affare andrà effettivamente in porto, indiscrezioni parlano dello sbarco degli investitori del Qatar a Manchester già all’inizio della settimana prossima, questo racconta il Daily Mirror. I giornali inglesi sono convinti che Glazer sia sempre stato disposto a vendere e il suo temporeggiare era dovuto soltanto all’attesa dell’offerta giusta, quella araba sembra avere tutte le caratteristiche per esserlo.

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Ferguson parla del calcio italiano: "Ho adorato Maldini e Zola"

pubblicato da vieni_127


Ieri Sir Alex Ferguson, ventennale allenatore pluricampione del Manchester United, era a Roma a ricevere il premio “Etica nello sport” all’Università Tor Vergata; all’uscità dall’ateneo capitolino il Sir scozzese non ha potuto esimersi dal rispondere ad alcune delle domande rivoltegli dai cronisti e come riporta il Corriere dello Sport il tecnico dei Red Devils ha rilasciato dichiarazioni molto interessanti. “Il football internazionale va avanti a cicli. Il Milan di Sacchi e quello di Capello e la Juve di Lippi sono stati momenti importanti per il calcio italiano. Ora questo ciclo è cambiato con l’ascesa delle grandi squadre spagnole. Il calcio inglese? Sta comunque attraversando un buon momento e spero che prosegua” ha esordito Ferguson che poi si è concentrato sullo specifico:

“Quale calciatore italiano ho ammirato di più e quale avrei voluto portare a Manchester? Una volta feci una richiesta al padre di Mal­dini, Cesare: mi guardò come se fossi stato un pazzo e quella risposta mi è bastata a capire che era un ‘no’. Ho amato molto Zola: giocava sempre con il sorriso e con il giusto spirito sportivo. Quale degli allenatori del nostro Paese ha lasciato il segno nella storia del calcio? Sacchi ha cambiato il calcio italiano, ha aboli­to il catenaccio proponendo il pressing alto, con un Maldini che spinge sulla fascia. E’ stato un cambio di mentalità, vale lo stesso nelle squa­dre di Capello. La mentalità italiana era attaccare ma in sicurezza, con cautela. All’improv­viso, niente catenaccio ma difesa a quattro, con una squadra propositiva in attacco che non aspettava il contropiede. Un grande cambia­mento”.

Trovandosi a Roma non ha potuto evitare domande su Francesco Totti:

“Come ci si comporta con giocatori che, come Totti, affrontano una fase delicata della loro carriera? Tutta l’evidenza è sul campo. Per me Giggs ha fatto per ventuno anni avanti e indietro in cam­po ( mima la corsa fischiettando, ndr). Scholes è stato un giocatore differente, ma ha fatto il suo per venti anni. Totti è un’altra cosa, è il simbolo della Roma non vorrebbe mai lascia­re questa squadra come Giggs e Scholes non hanno mai voluto lasciare lo United. Totti va tenuto sempre a un certo livello nella Roma, come ho fatto io: Giggs magari non lo faccio giocare tutte le settimane ma la sua presenza è sempre lì, potrebbe essere lo stesso anche per Totti”.

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Il Manchester United perde anche Paul Scholes, il centrocampista si ritira

pubblicato da Skalka

paul scholes

A pochi giorni dal ritiro di Gary Neville, il Manchester United deve dare l’addio ad un’altra bandiera: Paul Scholes ha deciso che la sua carriera finisce con la finale di Wembley, a 36 anni lascia il calcio giocato. Il centrocampista ha vestito la maglia dei Red Devils per 18 lunghe stagioni in cui non sono mancati i momenti esaltanti. Nella sua ricca bacheca fanno bella mostra di sé ben dieci campionati inglesi, due Champions League, tre FA Cup, una Coppa Intercontinentale e due Mondiali per club. Scholes ha collezionato 673 presenze con lo United, andando in gol ben 150 volte, a questi numeri vanno aggiunte le 66 presenze con l’Inghilterra condite da 14 marcature, numeri che descrivono alla perfezione la strabiliante carriera di questo giocatore.

Sir Alex Ferguson ha provato fino all’ultimo a convincerlo a rinnovare di un altro anno il suo contratto, alla fine si è dovuto arrendere e dovrà accontentarsi di averlo, dalla prossima stagione, nel suo staff tecnico. Le parole dello scozzese sono il giusto tributo per questo grande centrocampista:

“Cos’altro posso di dire di Paul Scholes che non ho ancora detto… Sentiremo la mancanza di un giocatore davvero incredibile. Paul ha sempre dato tutto per questo club e sono lieto che a partire dalla prossima stagione farà parte dello staff tecnico”.

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