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Real Madrid, ora parla Pellegrini: "Un club dove l'allenatore non è rispettato"

pubblicato da vieni_127


Seppur Mourinho parli già da allenatore del Real Madrid, la fredda cronaca di informa che la trattativa per portare nella capitale spagnola lo Special One non è propriamente linearissima e le formalità sbandierate ieri da Florentino Perez sono, probabilmente, qualcosa di più (e ci mancherebbe, visto che si parla di milioni e milioni di euro). L’unica vera certezza è che Manuel Pellegrini non è più l’allenatore delle merengues; così oggi il tecnico cileno si è sfogato in una lunga intervista a Cadena Ser dove lancia frecciatine alla dirigenza madridista, con ovviamente Perez in testa, non lesinando anche qualche bordata al suo quasi certo successore, il già citato José Mourinho.

Sono venuto qui con grandi speranze e con grande orgoglio per guidare questa squadra. Purtroppo, non sono riuscito a fare quello che volevo e ho avuto problemi sin dall’inizio della stagione. Ci sono state molte discussioni all’interno del club. Ho chiesto che Sneijder e Robben fossero trattenuti, perché li consideravo giocatori molto importanti. Ma non mi è stato consentito di dire la mia sulle istanze tecniche. Come ha detto Vicente Del Bosque (ex tecnico del Real, ndr) questo club non mostra rispetto per il ruolo dell’allenatore e non gli dà autorità né all’interno né all’esterno. Il progetto di Florentino Perez è straordinario ma io penso che stia facendo le mosse sbagliate” l’attacco frontale dell’ex Villarreal, che ha anche dichiarato di non vedere il suo Presidente da agosto.

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E' già vigilia di Inter - Bayern, Mourinho è un fiume in piena: "Non so se resto, ma non conta il risultato della finale"

pubblicato da vieni_127


Parole, quelle che accompagneranno giorno dopo giorno l’avvicinamento al grande evento, fissato per sabato sera in quel di Madrid, stadio Santiago Bernabeu. Il cammino verso il Santiago, come qualche abile paroliere l’ha ribattezzato, passa per dichiarazioni, provocazioni e insinuazioni, il pepe giusto per arrivare al fischio di inizio di Inter - Bayern Monaco (per i profani capitati su questa pagina per caso, la finale di Champions League) con l’adrenalina a mille. Louis Van Gaal ha già cominciato la sua campagna destabilizzatrice, mettendo sul piatto ipotetici favori arbitrali capitati ai nerazzurri per arrivare sino in fondo, oggi hanno parlato un nugolo di interisti con José Mourinho capo fila. Partiamo dalle parole del tecnico lusitano che ha esaminato la situazione sua (e del suo futuro) e dei ragazzi che allena, senza dimenticare di punzecchiare gli avversari del 22 maggio.

Riguardo ai favori arbitrali, gli italiani si ricordano la partita del Bayern con la Fiorentina e gli inglesi si ricordano il rosso a Rafael. Io difensivo? Abbiamo giocato due partite, quella di Londra e quella col Barcellona alla grande, sempre all’attacco. Al ritorno abbiamo parcheggiato l’aereo davanti alla porta, ma perché eravamo in dieci e perché li avevamo distrutti in casa. E comunque ho sempre mantenuto in campo gli stessi uomini. Lo stesso Van Gaal col Lione quando Ribery è stato espulso ha cambiato Olic con Tymoschuk” la chiosa dello Special One riguardo ai presunti aiutini delle giacchette nere alla sua squadra. Poi è un Mourinho sincero e chiacchierone quando si tratta di parlare di sé, del suo presunto trasferimento al Real Madrid e della faticaccia nel rimanere al timone della squadra “più odiata” d’Italia in un Paese che non lo ha mai amato.

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Kakà: "Mourinho è un grande allenatore"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Continuano ad arrivare dalla Spagna, e in particolar modo dall’opulento Real Madrid di Florentino Perez, gli apprezzamenti per Josè Mourinho. Il tecnico nerazzurro si era già espresso nella giornata di ieri, confermando sobriamente l’ormai noto gradimento per un’eventuale destinazione sulla panchina madrilena, la prossima stagione. Ma c’è l’Inter di mezzo, c’è una stagione che potrebbe diventare trionfale per i milanesi e c’è anche Massimo Moratti che non ha alcuna intenzione di privarsi dello special one.

Quindi per Josè c’è da aspettare, riflettere e pazientare. Così, a pigiare ancora il tasto sull’acceleratore dell’aereo che potrebbe trasferire Mourinho sulla panchina del Santiago Bernabeu ci pensa Ricardo Kakà, ex rossonero che quest’anno con la maglia delle merengues, non ha reso come fece negli anni d’oro del Milan. Il brasiliano si è espresso a margine della presentazione di un prodotto di uno dei suoi sponsor: “Mourinho è un grande. I risultati parlano per lui. In tutte le squadre che ha allenato è riuscito a vincere. Lui al Real? Dipende dalla società…Pellegrini quest’anno ha fatto un grandissimo campionato…”

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Stasera Roma-Inter, finale di Coppa Italia: i tifosi giallorossi disturbano la notte interista

pubblicato da vieni_127


Ancora una volta Roma contro Inter: non bastasse l’accesa lotta per conquistare il tricolore, questa sera le due squadre si contenderanno la Coppa Italia, trofeo sempre bistrattato dalla maggior parte dei club ma mai da queste due compagini. Negli ultimi anni tra Coppa Italia e Supercoppa Italia, giallorossi e nerazzurri hanno regalato ai tifosi una infinità di finali, compresi alcuni sprint (come quello di quest’anno) per la lotta scudetto; dicevamo, questa competizione è abbastanza ambita da entrambe le contendenti: la Roma che così arriverebbe a quota dieci, unica in doppia cifra del calcio italiano, l’Inter, che cerca il triple e che col cannibale Mourinho non vuole lasciare nessuna briciola per strada. Ma la rivalità delle ultime stagioni potrebbe rendere il match molto, molto a rischio.

Ormai è guerra tra i tifosi (con compartecipazione dei laziali, odiati dai cugini e ben voluti dai meneghini), ma negli ultimi tempi piccate anche le frecciate lanciate vicendevolmente dagli allenatori (con Mou sempre più sfacciato del pur pacato don Claudio) e le bordate, fisiche e verbali, tra i protagonisti in campo. Tanti ingredienti per una vigilia in ogni modo ad alta tensione, in cui Ranieri, come testé riportato, si è limitato ad analizzare la partita sottolineando il fatto che non ci siano favoriti, mentre lo Special One ha cosparso di pepe le ventiquattro ore antecedenti l’evento. “Non abbiamo paura di notti insonni, le abbiamo già vissute a Barcellona” aveva assicurato il lusitano, riferendosi al rumore dei tifosi catalani sotto l’albergo dell’Inter nella notte prime della sfida di Champions.

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Maradona: "Mourinho è il miglior tecnico del mondo"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Il Pibe de Oro incorona lo Special One. Due appellativi altisonanti per due personaggi tanto distanti tra di loro, quanto influenti nel mondo del calcio. Per Maradona, selezionatore dell’Argentina, non ci sono dubbi: è Josè Mourinho il miglior allenatore in circolazione: “Il migliore del mondo? José Mourinho. E’ completo, è il boss e per questo lo scelgo” - ha sottolineato il Pibe, che poi ha aggiunto - “Mi piace molto anche Guardiola, che negli ultimi tornei ha vinto tutto ed ha dei meriti enormi“. Con queste frasi, parte di un’intervista rilasciata all’emittente di Buenos Aires ‘Radio Metro’, Maradona ha messo al primo e al secondo posto il tecnico dell’Inter e quello del Barcellona.

E Messi, re indiscusso dei quarti di finale di Champions League? Dopo la straordinaria prestazione della Pulce contro l’Arsenal più di qualcuno è volato con la mente e con i ricordi alle prodezze del Pibe de Oro. Paragone un po’ troppo azzardato e prematuro? Nemmeno per sogno, dice Diego: “Leo è il migliore del mondo, il simbolo del Barcellona, non so se è il più forte di tutti i tempi . Queste cose si possono valutare a carriera finita, sicuramente è nella strada giusta per diventare il migliore di sempre. Io sarei il più felice di tutti se Leo quest’estate vincesse il Mondiale e poi diventasse il numero 1 in assoluto nella storia del calcio“.

Le Foto più Belle di Maradona
Le foto più belle di Diego Armando MaradonaLe foto più belle di Diego Armando MaradonaLe foto più belle di Diego Armando MaradonaLe foto più belle di Diego Armando Maradona

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Balotelli e Mourinho pace fatta, Super Mario potrebbe tornare già contro il Bologna

pubblicato da Skalka

mario balotelli, josé mourinho

Alla fine Mario Balotelli e José Mourinho hanno messo da parte i rancori di queste ultime settimane e hanno fatto pace, sebbene oggi sia il primo giorno di Aprile, questa notizia non è uno scherzo. Il contatto tra i due è avvenuto questa mattina ad Appiano Gentile, a coronamento del lungo lavoro diplomatico svolto da Marco Branca, al quale Massimo Moratti aveva chiesto di risolvere questa spinosa questione. Importante anche il lavoro del nuovo procuratore dell’attaccante, Mino Raiola ha sicuramente avuto un ruolo importante in questa faccenda.

Giocatore e allenatore si sono confrontati questa mattina, con Lele Oriali a fare da moderatore. Ma la pace di oggis è solo l’ultimo passo di un percorso iniziato nei giorni scorsi e già ieri sera, quando l’Inter era impegnato contro il CSKA Mosca, si erano visti sei gesti di distensione. Super Mario era a San Siro a seguire i suoi compagni ed è passato anche a salutarli negli spogliatoi. Ora l’Under 21 dovrà parlare con la squadra e scusarsi con i suoi compagni, in fondo Mourinho ha sempre sostenuto che i problemi di Balotelli con i compagni fossero di gran lunga più importanti di quelli con lui.

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Real Madrid alla ricerca di un nuovo tecnico. L'ex Schuster: "Mourinho non arriverà, vuole comandare"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Florentino Perez ha aperto ufficialmente la caccia al nuovo tecnico che il prossimo anno allenerà il Real Madrid. La precoce e traumatizzante eliminazione dalla Champions League ha accelerato i tempi per il nuovo corso madrileno e la fiducia per l’attuale tecnico, Pellegrini, è ai minimi storici. A nulla servirà riuscire a vincere la Liga perché Perez vuole un allenatore di grido e i nomi sono sempre gli stessi: Capello, Mourinho, Ancelotti, Benitez. In pole sembrano esserci proprio Don Fabio e Josè Mourinho. Per il tecnico friulano si tratterebbe di un ritorno di fiamma nella “sua” Madrid e i ricordi indelebili lasciati nella capitale spagnola rappresentano un invidibile bigliettino da visita.

Più difficile l’ipotesi Mourinho. Al curriculum del portoghese manca solamente una importante partecipazione nel campionato spagnolo, dopo aver vinto in quello inglese e nella serie A. “Il mio futuro consiste nel fare del mio meglio fino al termine della stagione, poi si vedrà. Il mio contratto è semplice, ho altri tre anni con una clausola che mi consente di andare via quando voglio“, ha rivelato il portoghese al termine di Chelsea-Inter. Una sorta di avviso a Florentino Perez: Mourinho affermò, qualche mese fa, che chi allena il Real Madrid è l’uomo più felice del mondo.

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Ancora scintille sull'asse Napoli-Milano: De Laurentiis e la controrisposta a Mourinho, l'agente del portoghese dà dell'asino a Mazzarri

pubblicato da vieni_127


Alla vigilia del delicatissimo match di Champions League tra Inter e Chelsea in Via Durini, Milano, c’è fermento: non il massimo per preparare questa cruciale gara, coi londinesi di Ancelotti che invece oggi sono arrivati nel capoluogo lombardo col morale a mille e i nervi saldi. Sarà interessante all’inverosimile vedere la sfida di domani, anche perché in Italia si sta sfiorando la guerra “Mourinho contro tutti“. L’irriverenza dello Special One per molti ha travalicato i limiti, per il Giudice Sportivo Tosel vale tre giornate di squalifica, per i pennivendoli è la solita ghiotta opportunità di consumare fiumi di inchiostro a favore del tintinnio del registratore di cassa. E se Moratti impone dunque il silenzio stampa, ci pensa il portavoce del lusitano a rinfocolare le polemiche.

Da Bari al derby, primi segnali di “complottinho” per la banda nerazzurra; poi le ingiustificate lamentele post-Napoli col botta e risposta col presidente dei partenopei Aurelio De Laurentiis: “Neanche se me lo regalassero prenderei Mourinho” la bordata del magnate cinematografico, “In realtà dice così perché non ha i soldi per pagarmi” la replica del tecnico portoghese. Che poi si è sorbito anche le punzecchiature di Mazzarri: “A conti fatti ho vinto più io, se commisurato alle disponibilità economiche di cui ho disposto nei club in cui ho allenato“. Ieri a margine della squalifica per tre turni a Mourinho, nuovo ginepraio di dichiarazioni. Ancora benzina sul fuoco: contro-replica di De Laurentiis, quindi interviene il portavoce di Mourinho.

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Inter, parla Mourinho alla vigilia della gara con la Samp: ne ha per Napoli, Roma e Juve

pubblicato da vieni_127


Domani torna il campionato dopo la sbornia europea: dove l’avevamo lasciato? Ah sì, certo, a quel posticipo con finale piccante e punzecchiature sull’asse De Laurentiis - Mourinho. Cinque giorni dopo il copione non manca, anche perché i giornalisti istigano il lusitano nella conferenza stampa pre-partita. Si ritorna su vecchie polemiche, pensieri circa gli avversari e le solite piccole provocazioni verbali; ma guai a parlare del Chelsea, per lo Special One esiste, ad oggi, solo la Samp, squadra che tra l’altro riuscì a battere i nerazzurri durante la partita d’andata: “E’ una squadra che sta bene, hanno vinto le ultime 4 partite. Però anche se fosse un avversario in difficoltà per me non cambierebbe nulla. E’ la partita più importante che abbiamo e io non cambio niente, niente turnover, niente pensieri al Chelsea, conta solo la Samp“.

Con o senza Cassano, per il tecnico dell’Inter non ha importanza, rispetta i blucerchiati e schiererà tutti i giocatori migliori (anche se non ha convocato Balotelli e Santon, i “bambini” unici italiani, a sua detta “non stanno bene“): “Tante squadre quando arriva l’Inter cambiano modulo, atteggiamento, tutto. E la Samp ne è stato un esempio, come all’andata quando giocò col rombo che poi non ha più usato. Altre squadre giocano partite che sembrano amichevoli e poi contro di noi sembrano giocare la finale di Coppa del Mondo. Non è una critica, è la realtà e quindi conta restare concentrati sulla Samp. Più o meno facile giocarci contro con o senza Cassano? Non lo so. La cosa che conta è che loro stanno bene, a prescindere dal rendimento a sbalzi che hanno avuto. Hanno un’ottima classifica e questo è quello che conta“. Poi le riflessioni su affari di casa altrui.

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Stasera Inter-Fiorentina in Coppa Italia: Mourinho vuole la finale, Prandelli non ha nulla da perdere

pubblicato da vieni_127


Giocare le semifinali di una competizione vuol dire avere l’opportunità di arrivare in finale. Una volta che si ha la bicicletta, tanto vale pedalare. Insomma, stasera Inter-Fiorentina, semifinali d’andata della Coppa Italia, non è una partita da prendere sottogamba, non lo è per i due allenatori che a questo punto vogliono arrivare a Roma. Ieri conferenze stampa di presentazione, con un occhio al mercato di gennaio. Iniziamo con Mourinho, trainer dei nerazzurri che da cannibale vuole tutto, Coppa di Lega compresa. L’anno scorso fu bloccato dalla Sampdoria, che in casa strapazzò i meneghini con un perentorio 3-0: “Se si gioca una semifinale è normale voler arrivare in finale, anche se non sarà facile perché incontriamo la Fiorentina ma soprattutto perché il ritorno si gioca ad aprile, e chissà allora quali saranno le condizioni delle due squadre. È come giocare il primo tempo e tornare due mesi dopo per la ripresa. Non so neanche quale risultato per domani sera è da considerare buono. Potrebbe persino non bastare il 3-0 così come potrebbe non essere drammatico dover recuperare tra due mesi uno 0-1.

L’anno passato fu la stessa cosa, andata due mesi prima e ritorno ad aprile. Ma il lusitano se n’è già dimenticato. Poi focus sulla gara: “Farò il turnover possibile ma qualcuno dovrà giocarle tutte, le tre gare che ci aspettano in una settimana. Per quanto riguarda i convocati sono tutti quelli a disposizione. Mariga? È un’opzione in più che avevamo perso con l’uscita di Vieira; è un giocatore che mi fa piacere avere, è giovane e ha spazi di crescita. Probabilmente comunque Mariga partirà dalla panchina. In campo andranno sicuramente Toldo, Lucio e Sneijder, che sono squalificati in campionato“. Lo Special One informa, poi, che Eto’o non sarà del match anche se non ha nulla di serio e si concede una battuta sulla Panchina d’Oro, riconoscimento degli allenatori conferito ad Allegri: “Nessun problema“. E ci mancherebbe altro. A poche centinaia di chilometri di distanza parla Cesare Prandelli, condottiero di una Fiorentina che nell’ultimo periodo si è un po’ fermata: “L’aspetto psicologico è quello che mi preoccupa di più; ma non abbiamo nulla da perdere, giocheremo la nostra partita con lo scopo di continuare a crescere sotto molti punti di vista“.

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