
Sotto la pioggia battente di Milano, l’Inter non riesce ad avere la meglio della Sampdoria, squadra che pian pianino sta diventando la bestia nera dei nerazzurri. Imbattibilità interna (che in campionato dura praticamente da una vita) mantenuta grazie al solito, immenso Samuel Eto’o che a dieci minuti dalla fine ha pareggiato il gol del vantaggio per gli ospiti firmato da Stefano Guberti, sempre nella ripresa. Partita intensa e sicuramente godibile, con i padroni di casa più intraprendenti grazie anche a un sorprendente Coutinho, questa sera davvero in palla, ma coi blucerchiati che hanno risposto colpo su colpo alle sfuriate degli avversari rischiando, se avessero avuto un pizzico di fortuna in più, di raccogliere addirittura l’intera posta in palio.
Buone le trame dei nerazzurri, altrettanto organizzata la retroguardia sampdoriana e Curci, l’ultimo baluardo del reparto arretrato dei liguri, che sembra ormai un portiere completo sotto tutti i punti di vista. Ma nella prima frazione sugli scudi anche l’altro portiere, Julio Cesar, bravo e fortunato a parare su un tiro di Pazzini, ancora a quota zero in campionato, da distanza ravvicinata. Come detto, però, le occasioni migliori sono forse capitate all’Inter, da Lucio a Maicon (salvataggio sulla linea di Zauri), da Coutinho ad Eto’o. I gol: Samp avanti con Guberti, tiro al volo da centro area su assist di Cassano (azione viziata però da un fallo di Fantantonio su Chivu); pari Inter con una zampata di Eto’o su assist di Coutinho (e con Da Costa in porta per l’infortunio a Curci).
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“Hernanes ha firmato per 5 anni con la Lazio”. Con un comunicato sul proprio sito ufficiale il San Paolo annuncia il trasferimento del centrocampista brasiliano nella capitale. L’eliminazione nelle semifinali della coppa Libertadores della formazione paulista ha accelerato i tempi per l’ufficialità della cessione. Hernanes, nel 2007 e nel 2008 si è aggiudicato la Bola de Prata, premio assegnato dalla rivista Placar ai migliori undici giocatori per ruolo del campionato brasiliano. Con la Lazio ha siglato un contratto quinquennale a 1,6 milioni (più bonus e premi) a stagione e, prima di sbarcare in Italia, parteciperà all’amichevole della nazionale verdeoro contro gli Stati Uniti, il 10 agosto.
Il club di Lotito ha sborsato una cifra pari a circa 11/12 milioni di euro per l’acquisto del giocatore. Sul fronte Sampdoria “torna” Stefano Guberti. Il sito doriano comunica che i blucerchiati hanno acquisito, a titolo di compartecipazione, dall’Associazione Sportiva Roma, i diritti sportivi del calciatore Stefano Guberti (nato a Sesto San Giovanni, Milano, il 6 novembre 1984). L’esterno sinistro, che ha preso la maglia numero 8, ha raggiunto il gruppo blucerchiato in partenza per Colonia ed è già a disposizione del tecnico Di Carlo.

Da questa sera a mezzanotte la Roma si ritroverà a Trigoria per dare il via ufficiale alla stagione sportiva 2010/2011: sarà il 17esimo ritiro dell’era Sensi, probabilmente l’ultimo, il primo per il tecnico testaccino Claudio Ranieri che l’anno scorso aveva preso la squadra in corsa, dopo 180 minuti. Tre giorni nel Lazio, con la presentazione delle maglie ufficiali martedì, quindi giovedì partenza per Riscone di Brunico dove si comincerà a fare davvero sul serio, sospinti da numeri tifosi giallorossi attesi in Trentino. Quattro i Nazionali che raggiungeranno i compagni a fine mese, più eventualmente Nicolas Burdisso che ad oggi è ancora un giocatore interista: si tratta di Alexander Doni, Juan, Julio Baptista e Daniele De Rossi.
C’è da dire che il centrocampista azzurro ha chiesto a Ranieri di potersi aggregare al gruppo sin da domani (due settimane e mezzo di vacanze fatte, in più è fresco di divorzio dalla moglie), ma l’allenatore gli ha consigliato di ricaricare ben bene le pile e di “farsi vedere” più in là. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i convocati: per la porta quattro estremi difensori, dal titolare Julio Sergio ai rumeni Bogdan Lobont e Alex Daniel Pena, con Doni che come detto arriverà più tardi. Ad Arthur è scaduto il contratto e non gli è stato rinnovato. In difesa, oltre agli assenti giustificati Juan e (forse) Burdisso, otto calciatori, alcuni dei quali che potrebbero comunque cambiare maglia.
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Dopo 24 risultati utili consecutivi si blocca nel momento meno opportuno il cammino verso lo Scudetto della Roma targata Claudio Ranieri, una doccia ghiacciata quella rifilatagli dalla mai doma Sampdoria, che espugna l’Olimpico e che continua ad accarezzare il sogno Champions League. Partita intensissima quella andata in scena all’Olimpico con i giallorossi che nel primo tempo hanno dominato in lungo e in largo, trovando il vantaggio con Francesco Totti; troppo poco vista la mole di azioni da gol creata, e infatti il calcio ha dato la sua ennesima lezione agli ingordi di occasioni. Nella ripresa Delneri effettua un paio di cambi decisivi e subito trova il pari con Gianpaolo Pazzini; forcing disperato e a tratti disordinato della Roma, a cinque minuti dal termine la seconda rete del Pazzo. Ride l’Inter e la Samp, piangono Roma, Palermo e Juve.
L’avvio di gara riserva una breve fase di studio fra le due formazioni, poi i padroni di casa azionano il turbo e per l’undici blucerchiato è notte fonda; le occasioni si sprecano con Storari che deve fare gli straordinari. Nei primi minuti Menez e Juan illudono il numeroso pubblico di fede romanista presente sugli spalti, poi tocca a Vucinic e Perrotta ma la palla non ne vuole sapere di entrare. Fino a quando il montenegrino pesca Totti in area, il capitano di prima intenzione scarica verso la porta e infila Storari alla sua sinistra. Non si placa l’onda giallorossa che sfiora il raddoppio ancora con Totti in due occasioni (girata fuori, palo), poi è Vucinic a provare un paio di conclusioni, una delle quali è miracolosamente deviata fuori (ma Damato non concede il corner) dall’imbattibile portiere ospite. La Samp si vede col fischiatissimo Cassano, para Julio Sergio, e con Pazzini, salva Burdisso.
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I gemelli del gol Cassano e Pazzini fanno volare la Sampdoria, i blucerchiati sono quarti in classifica e hanno staccato anche il Palermo bloccato a Cagliari sul pareggio. Il Milan ancora una volta ha dimostrato di non avere la fibra giusta per questa volata finale, i rossoneri sono passati in vantaggio grazie ad un gol di testa di Marco Borriello. Nella ripresa però hanno subito il pareggio di rigore di Cassano e contemporaneamente sono rimasti in dieci per l’espulsione di Bonera. I ragazzi di Del Neri hanno visto premiato il loro sforzo nel finale quando un imperioso Pazzini ha infilato per la seconda volta l’incolpevole Dida (Tabellino - Video).
Delneri come al suo solito ordina ai suoi di sfruttare le fasce per attaccare l’avversario, nei primi minuti della gara i doriani mettono molta pressione alla difesa rossonera pur non riuscendo a creare pericoli. Un po’ a sorpresa gli ospiti riescono a sbloccare il risultato al primo tentativo, è sontuoso il colpo di testa di Marco Borriello pescato bene da Mancini da tiro d’angolo. Il gol carica la squadra di Leonardo che potrebbe raddoppiare in un paio di occasione, ma sia Mancini che Seedorf sbagliano clamorosamente. L’assedio dei blucerchiati non ottiene risultati, Dida para tutto e si va negli spogliatoi sul risultato di 0-1.
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Nel giorno della 250esima presenza in Serie A, Antonio Cassano sigla il pesantissimo gol della vittoria nel derby di Genova, 1-0 della Samp ai danni di un falloso e fumoso Genoa. E’ il quarto gol nelle ultime cinque gare per il genio di Bari, una rete insolita perché siglata di testa sovrastando addirittura Moretti, mestiere difensore e più di un centimetro più del collega avversario; serata storica dunque per Fantantonio, che mai aveva segnato nel derby della Lanterna e che col suo centro da tre punti ha riscattato le tre sconfitte di fila dei blucerchiati nelle stracittadine, con vendetta più prossima nei confronti dello 0-3 dell’andata. Insomma, di nuovo quarto posto per la Samp che non molla il sogno Champions, il Genoa si conferma squadra discontinua in questa stramba stagione (Tabellino Samp - Genoa 1-0).
Confermate le formazioni della vigilia, anche se nel Genoa c’è Scarpi a difendere la porta e in attacco manca una vera prima punta, con Gasperini che si affida alla fantasia dei vari Palladino, Palacio e Sculli. Ritardato di 15 minuti per tafferugli nel pomeriggio tra ultras doriani e Polizia (con ritardo delle squadre nel raggiungere Marassi), il derby ha al fischio di inizio la solita cornice molto suggestiva di uno stadio gremito a stragrande maggioranza di fede blucerchiata. E come al solito è subito grande agonismo, col Grifone che parte aggressivo martoriando le caviglie di Cassano; tanti falli (alla fine il Genoa ne commetterà il doppio degli avversari) ma poche emozioni, anche se Guberti al primo tiro nello specchio impegna seriamente Scarpi.
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C’è già una mezza aria di bilanci in casa Juventus dopo il ko di Genova, l’ennesimo di una stagione che rischia di diventare catastrofica più che fallimentare. Il quarto posto, a questo punto, resta l’obiettivo minimo, ma la sconfitta contro una diretta concorrente, giunta a pochi giorni dalla debacle di Londra in Europa League, rischia di deprimere definitivamente l’ambiente bianconero. Zaccheroni ne è consapevole ed è pronto ad assumersi le proprie respnsabilità:
“Se non riesco ad arrivare al quarto posto vuol dire che ho fallito la mia missione. Questa è una squadra che deve ritrovare le forze che non ha avuto a disposizione fino ad ora. Credo che siamo ancora in corsa per il quarto posto. Il gol di Cassano? L’episodio che ha deciso la partita. Chimenti aveva un problema ad una gamba, non era certamente al meglio; stava andando indietro, Cassano è stato svelto e ha fatto un gran bel gol che ha deciso una partita. A me è sembrata una discreta Juventus finché le energie fisiche sono rimaste, soprattutto nel primo tempo la squadra è stata padrona del centrocampo e ha cercato di vincere la partita, poi nella ripresa siamo calati. Gli imepgni europei si sono fatti sentire, d’altronde tutte le squadre impegnate in Europa hanno perso o pareggiato”.



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Ci sarà mai fine alla vergogna per questa Juve ormai allo sbando, malandata e infreddolita? Sì, quando questa stagione finirà. Con Europa o senza, è ormai chiaro che i bianconeri non sono una squadra, forse non lo sono mai stati quest’anno e così gli ultimi tabù “storici” sono stati sfatati: Delneri batte la Vecchia Signora per la prima volta in carriera, piemontesi di nuovo sconfitti al Ferraris sponda blucerchiata dopo ben 15 anni. Decide una prodezza di Antonio Cassano al 32° del secondo tempo: parabola velenosa con un tiro dai 30 metri, topica di Chimenti che finisce in porta con tutto il pallone. Partita fondamentalmente noiosa, con la Juve che non ha mai impegnato Storari; di contro una Samp ordinata ma non propriamente ficcante, capace comunque di collezionare le sue occasioni. Per i liguri è quarto posto, sebbene in coabitazione col Palermo (Tabellino e pagelle di Samp - Juve 1-0 - Foto di Samp - Juve 1-0).
Che non sia la partita che passerà alla storia come la più entusiasmante di sempre si intuisce sin da subito; non che le due squadre non cerchino di tessere trame degne di nota, ma alla fine non c’è velocità sufficiente per rendere vivace il match. La Juve è viva, non abbastanza però: Diego non salta l’uomo, Iaquinta suggerisce la profondità ma si scontra con l’ottima retroguardia doriana, Del Piero è volenteroso ma gli manca il guizzo. Così gli uomini di Delneri si organizzano alla meglio e ripartono con Pazzini e Cassano, molto vicini in attacco. Di occasioni da spargersi il capo d’adrenalina ben poche; la prima capita dopo più di 20 minuti sui piedi di Iaquinta, la punta calabrese addomestica bene il pallone ma strozza il tiro. Poi due acuti di Cassano, questa volta due vere “palle gol”: la prima è un colpo di testa salvato sulla linea da Marchisio, la seconda un tiro del barese a tu per tu con Chimenti “in bocca” alla Zucchina juventina.
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“L’U.C. Sampdoria S.p.a. comunica di aver acquisito a titolo temporaneo, dall’A.S. Roma, i diritti sportivi del calciatore Stefano Guberti (nato a Sesto San Giovanni, Milano, il 6 novembre 1984). Il centrocampista, che ha scelto la maglia numero 18, si metterà a disposizione di mister Del Neri già nel pomeriggio di domani (oggi, ndr), martedì, alla ripresa degli allenamenti al “Mugnaini” di Bogliasco”, recita il comunicato del sito ufficiale sandoriano. (Schede Biografiche)
“La cessione di tale diritto, si legge nella nota, è avvenuta a fronte di un corrispettivo di 0,25 milioni di euro, oltre Iva, da incassarsi nella stagione sportiva in corso, tramite Lnp”, afferma invece il sito della Roma. Guberti ha voglia di riscatto:
“Ho deciso di venire qui perché la Samp s’è rivelata la società con maggiore interesse per me, dimostrando di volermi con più insistenza. Avevo già sentito il direttore Marotta e Del Neri un mese fa ed entrambi mi avevano consigliato di venire. E poi ho scelto questa piazza proprio per il mister e per il suo gioco che punta molto sulle corsie laterali. proprio l’anno scorso a Bari. Ho soltanto venticinque anni e il mio obbiettivo è dimostrare di essere un calciatore di Serie A: farlo alla Sampdoria, in una piazza calda e di fronte ad una tifoseria simile sarebbe davvero fantastico”.
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Sotto l’albero la Champions? Se a Claudio Ranieri quando accettò l’incarico di guidare la Roma a settembre, dopo i chiari di luna di Spalletti e una squadra in crisi di identità, gioco e risultati, gli avessero detto che a Natale i capitolini sarebbero stati in zona Champions lui probabilmente avrebbe sorriso stentandoci a credere. Domenica prossima all’Olimpico arriva il Parma, se la Roma dei 14 punti in 6 partite dovesse battere gli emiliani li raggiungerebbe in classifica, andando al riposo natalizio con un quarto posto. Ma attenti anche alla Samp, anch’essa quinta a quota 25, che dopo due 3-0 di fila continua a non segnare, ma questa volta Castellazzi può andare a dormire soddisfatto: l’atteso posticipo tra blucerchiati e giallorossi finisce 0-0, un pari a reti bianche che tradisce il più che accettabile spettacolo offerto dai 22 in campo (Tabellino - Foto - Video).
Cassano contro Totti, i due non si erano mai incontrati (se non per pochi minuti in un Roma-Samp sospesa per nubifragio) da avversari: questo il tema principale della partita che inizia come meglio non potevano sperare i 28mila del Ferraris. Ritmo, corsa, passaggi di prima, inserimenti e palla a terra: entrambe le squadre non si risparmiano, col Pibe de Bari che pare ispirato e dall’altra parte un Taddei ritrovato e un Perrotta stantuffo instancabile tra le linee. Le occasioni migliori nella prima frazione capitano ai padroni di casa: Cassano e Palombo, Stankevicius (palo) e Pazzini, c’è lavoro per Julio Sergio Bertagnoli che quando non ci arriva con le dita viene assistito dalla fortuna (il tiro di Mannini al volo esce davvero di pochi centimetri). Gli ospiti non stanno a guardare, tanto possesso ma solo Taddei mette i brividi a Castellazzi.




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