Tutti gli articoli con tag stella rossa

Processo Calciopoli - Zeman: "Ero uno dei più forti d'Europa, poi arrivò Moggi..."

pubblicato da Gabriele Capasso in: Personaggi Notizie Opinioni Storie di calcio Calciopoli Lecce Salernitana


Zdenek Zeman protagonista al Processo di Napoli su Calciopoli. Partiamo dalla parte meno interessante, quella per la quale era stato invitato dai Pm a testimoniare: Zeman non porta nessun elemento concreto a sostegno della tesi accusatoria contro Moggi e la Cupola. L’ex allenatore parla genericamente di “partite strane” a fine stagione, di quel famoso Lecce - Parma (arbitro De Santis) nel quale lui si mise “spalle al campo” per non guardare quello spettacolo e di un Lecce - Milan in cui Adriano Galliani si dovette alzare dalla tribuna d’onore per evitare reazioni del pubblico imbufalito con l’arbitro. Tutto qua? Su questo versante sì.

In realtà l’interrogatorio del boemo è un atto d’accusa nei confronti di Luciano Moggi, colpevole di aver stroncato la sua carriera da allenatore. Le prove? Tutto ruota attorno all’ingaggio da parte del Napoli nel 2000. Zeman si siede sulla panchina della società allora diretta da Ferlaino e vi resta per 6 giornate. Raccoglie solo 2 punti e viene esonerato, un film già visto e che ritornerà spesso nella carriera di Zeman.

Dietro a questo ingaggio ci sarebbe però una sorta di “trappola moggiana“, il mefistofelico direttore generale della Juventus aveva indicato a Ferlaino proprio Zeman per costringere l’allenatore a firmare un ricco contratto con una squadra inadeguata dalla quale sarebbe stato inevitabilmente esonerato decretando così la fine della sua carriera da tecnico. Quando gli avvocati di Moggi gli fanno notare che per fare questo aveva incassato 2.5 mld di lire (percepiti fino al suo passaggio alla Salernitana) la risposta di Zeman è semplicemente meravigliosa: “Sono sempre troppo pochi per la mia bravura, io in quegli anni ero uno dei più forti allenatori d’Europa. Eppure in Italia smisi di allenare“.

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Gol dalla panchina: succede in Giappone, lo realizza l'allenatore ex Verona Stojkovic

pubblicato da vieni_127 in: Personaggi Tutto il Calcio Estero Video


I piedi buoni li ha sempre avuti: Dragan Stojkovic gli appassionati di calcio non possono non ricordarlo. Una vita spesa alla Stella Rossa di Belgrado, quindi il Marsiglia con cui vinse la Champions ai danni del Milan; durante l’esperienza nel midì francese, la parentesi italiana al Verona: stagione 1991/92, 19 presenze e un gol. Poca roba, ma comunque la classe, quella si percepì anche al Bentegodi. Dopo l’Olympique, ecco il Giappone col Nagoya Grampus Eight, formazione della J-League all’epoca allenata da Arsene Wenger. Più di 50 gol, diverse stagioni sempre con la stessa maglia, quindi il ritiro a 36 anni nel 2001. Il Sol Levante evidentemente gli rimase nel cuore, dato che proprio nel gennaio 2008 ha affrontato la prima esperienza da allenatore.

Proprio col Nagoya Grampus Eight. E proprio con questa squadra si è reso protagonista di un episodio incredibile: altro che Stankovic o Mascara, il buon Stojkovic ha segnato un gol spettacolare dalla propria panchina. Gioco fermo, la palla arriva spiovendo nei pressi della sua panchina, lui si alza e tira al volo. Gol. Bellissimo, applausi del pubblico e braccia aperte dello slavo; ma l’arbitro non apprezza e lo espelle: “Peccato, non volevo offendere nessuno, ma è stato un gol molto bello…” le parole dell’ex fantasista, tra l’altro, della nazionale yugoslava. Di seguito il video incredibile: mettetevi comodi e godetevi questo super gol.

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I derby più accesi del mondo, la top ten della CNN: Lazio-Roma al secondo posto

pubblicato da Antonio D'Avanzo in: Notizie Roma Lazio


E’ sicuramente un esercizio difficile stilare una graduatoria dei derby più sentiti al mondo. Non esistono parametri matematici, se si escludono i dati sugli spettatori: lo “studio” verte quasi esclusivamente su fenomeni sociali, culturali, religiosi o politici di una rivalità. Per impelagarsi in questo tipo di classifica bisognerebbe quantomeno aver visto dal vivo i derby più popolari del pianeta e accesi del pianeta (non sono pochi) dopo aver conosciuto, tastato e analizzato l’atmosfera delle tifoserie e della città nei giorni che precedono la stracittadina. Una full immersion di almeno una settimana consentirebbe di captare al meglio il clima che avvolge ogni derby. (Top Ten)

Dubitiamo che la CNN lo abbia fatto, anche se la top ten stilata, a parte qualche stranezza come il derby egiziano, è abbastanza condivisibile. Al primo posto figura l’Old Firm, il derby di Glasgow tra Celtic e Rangers: una partita che racchiude una miriade di significati religiosi e politici. Al secondo posto troviamo il derby di Roma, l’unico match italiano presente nella top ten. Meritava, per pathos e tifo, una menzione nella classifica anche il derby di Genova. Al terzo posto c’è il derby di Buenos Aires, al quarto un derby egiziano. Seguono quelli di Istanbul, Atene, Belgrado, Casablanca, San Paolo e Montevideo.

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Tutti i Capocannonieri europei del 2009: Diego Forlan sogna la Scarpa d'Oro

pubblicato da Gabriele Capasso in: Personaggi Notizie


Anche nella stagione calcistica 2008/2009 non sono mancate le emozioni con nuovi calciatori che sono venuti alla ribalta dopo una stagione esaltante. Questo è il caso per esempio di André-Pierre Gignac calciatore del Tolosa che nella sua seconda stagione in riva al fiume Garonna, ha messo a segno 24 gol sui 45 complessivi della sua squadra ed ha a disposizione ancora una giornata di Ligue 1 per migliorare il suo bottino ed aiutare il suo club a difendere il posto in Europa League. (La Gallery Fotografica di tutti i capocannonieri europei del 2009)

Anche in Germania la coppia d’attacco del Wolfsburg formata dal brasiliano Grafite, capocannoniere della bundesliga, e dal bosniaco Edin Džeko è stata determinante nella conquista del Meisterschale realizzando rispettivamente 28 e 26 gol sugli 80 complessivi dalla squadra di Felix Magath. In Spagna per ora a trionfare nella classifica del Pichici è Diego Forlan dell’Atletico Madrid con 31 gol davanti a Samuel Eto’o del Barcellona (29 gol) e David Villa (26 gol) del Valencia.

L’Uruguaiano, con un passato anche nel Manchester Utd, sogna di bissare il successo nella classifica della Scarpa d’Oro dopo quello del 2005 a pari merito con Thierry Henry allora all’Arsenal. Questa volta però è insidiato da Marc Janko (39 gol) del Salisburgo che spera ancora di superare il Sudamericano nella classifica sfruttando l’ultima partita della Bundesliga austriaca; con una tripletta contro l’ultima in classifica Altach infatti supererebbe di mezzo punto il suo rivale.

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La Stella Rossa di Belgrado è sull'orlo del fallimento, i tesserati preparano la fuga

pubblicato da Skalka in: Tutto il Calcio Estero Serbia Tifosi


La sconfitta interna nell’ultimo derby contro il Partizan in altre circostanze sarebbe stata una catastrofe per la Stella Rossa, oggi però i problemi della più gloriosa società serba sono ben altri. Il trionfo nella Coppa dei Campioni del 1991 sembra lontano secoli e di quel blasone oggi resta ben poco, l’unica squadra della Serbia ad aver vinto un trofeo europeo è sull’orlo della bancarotta e presto potrebbe addirittura scomparire. La società non paga da mesi gli stipendi ai propri tesserati e il debito stimato ha raggiunto cifre ormai stratosferiche.

Potrebbe sembrare un banale caso di cattiva gestione, magari lo è, ma la situazione a Belgrado è molto grave. Lo sloveno Mirnes Sisic racconta di essere stato sfrattato a causa dei mancati pagamenti da parte della società del suo affitto, questo però è solo uno dei disagi a cui stanno andando incontro i calciatori, il centrocampista racconta delle difficoltà economiche dei più giovani della rosa che addirittura hanno difficoltà a compare il cibo. Intanto i due nuovi acquisti di gennaio, l’attaccante sudafricano Bernard Parker e il centrocampista ghanese Mohammed Awal-Issah, hanno provato a lasciare Belgrado ma sono stati fermati all’aeroporto e convinti a restare con l’assicurazione che gli arretrati gli sarebbero stati versati entro la fine di aprile.

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Flop-Zeman: è disastro anche alla Stella Rossa

pubblicato da vieni_127 in: Personaggi Calcio Estero


Zdenek Zeman, praghese di nascita ma siciliano di adozione, avrà da qui all’eternità sempre un nugolo di estimatori convinti che siano tifosi (chiedere a foggiani e leccesi), calciatori (da Rambaudi fino a Bojinov) o allenatori (vero Delio Rossi?). Zemanlandia è ormai una parola che fa parte del vocabolario calcistico e sulla sua pagina di wikipedia c’è un’immagine che raffigura il 4-3-3, suo marchio di fabbrica degno del copyright. Tra passato più o meno glorioso, pseudo-battaglie anti-doping e panchine di mezza Italia, c’è poi il presente, amaro presente, di uno Zeman che non solo non può più fumare in panchina, ma che deve pure assistere a puntuali debacle delle squadre che allena.

Detiene infatti il record per essere stato cacciato da tutte le squadre in cui ha allenato negli ultimi 15 anni, e spesso l’esonero è avvenuto a stagione in corso: anche il Lecce lo esonerò mentre lui se ne stava bel bello in vacanza a Praga, stessa sorte gli capitò con la Lazio (giusto per chi non lo ricordasse). E quest’anno rischia grosso a Belgrado, dove la “suaStella Rossa ha iniziato in maniera a dir poco disastrosa. Sceltosi come vice la meteora del calcio italiano per eccellenza, Aleksandar Kristic (cliccare per saperne di più), e voluto l’ex torinista Nikola Lazetic, aveva da superare innanzitutto li preliminare per accedere in UEFA, contro i ciprioti dell’Apoel Nicosia.

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Supercoppa Uefa: c'è Manchester Utd - Zenit St. Pietroburgo

pubblicato da Mdf in: Tutte le Coppe Europee

Supercoppa Europea

Non solo sorteggi. In questi due giorni, il piccolo ma ricco Principato di Monaco, è l’ombelico, se non del mondo, d’Europa, per quanto riguarda il mondo del pallone. Dopo i sorteggi di Champions League e quelli imminenti di Coppa Uefa, in programma alle 13.00, Montecarlo farà da cornice all’assegnazione del primo trofeo continentale della stagione: la Supercoppa Uefa 2008.

La sfida, che mette di fronte i Campioni d’Europa in carica e i detentori della Coppa Uefa, quest’anno sarà combattuta da Manchester United e Zenit St. Pietroburgo, vincitori a sorpresa della coppa “minore”. Per gli inglesi non è la prima apparizione: nel 1991 alzarono la Coppa al cielo, in un’edizione giocata in partita unica per motivi politici: la formazione di Ferguson, allora detentrice della Coppa delle Coppe superò per 2-1 i Campioni d’Europa della Stella Rossa di Belgrado.

Altra apparizione, questa volta con esito negativo, nel 1999 quando, da detentori della Champions League, i Reds furono sconfitti 1-0 dalla Lazio detentrice della Coppa delle Coppe, allo stadio Louis II, grazie ad un goal del cileno Marcelo Salas. Prima assoluta invece per i russi.

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Coppa Uefa: Tutti i risultati

pubblicato da Mdf in: Coppa Uefa 2008/09

Coppa Uefa: Secondo Turno Preliminare

Insieme al Napoli che ha travolto gli albanesi del Vllaznia per 5-0, si sono qualificate al Tabellone principale di Coppa Uefa anche altre “nobili” quali Deportivo La Coruna, Manchester City, Hertha Berlino e Stoccarda. Queste raggiungeranno Milan, Sampdoria e Udinese nel formare il quadro delle Big (in attesa della caduta delle “grandi” dalla Champions) che prenderanno parte al sorteggio previsto oggi a Montecarlo alle 13.00.

Questo il quadro completo del Secondo Turno Preliminare:

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Zdenek Zeman: nuova avventura alla Stella Rossa

pubblicato da captainfe in: Personaggi Notizie Calcio Estero


Zdenek Zeman torna ad allenare e questa volta è la panchina della Stella Rossa di Belgrado quella dove siederà il sessantunenne di Praga. Il tecnico che tanta fama ma fortuna alterna ha avuto in Italia approda in Serbia dopo che la Stella Rossa si è prestamente disfatta dopo soli sette mesi dell’ormai ex allenatore Aleksandar Jankovic.

La dirigenza pare convinta della scelta riguardo la nuova guida della compagine di Belgrado ricaduta su Zeman, le intenzioni sono quelle di tornare a grandi livelli, in Europa prima di tutto, e cercare di bissare o quanto meno avvicinarsi a ripetere quel magico periodo che vide i biancorossi serbi sul tetto d’Europa con la conquista della Coppa dei Campioni nel lontano 1991. All’epoca nella Stella Rossa, team facente parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, militavano fior di campioni che di lì a poco avrebbero fatto fortuna nel campionato italiano e in quelli dell’Europa occidentale: Vladimir Jugovic, Sinisa Mihajlovic, Dejan Savicevic su tutti.

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Il bidone della settimana - Darko Pancev (Skopje, Macedonia, 7 settembre 1965)

pubblicato da Antonio D'Avanzo in: Inter Personaggi Amarcord

L’Inter è stato il mio più grande errore della mia vita, giocava un calcio difensivo non adatto alle mie caratteristiche e mi offriva al massimo due occasioni a partita. Nel 1991 Milan, Barcellona, Manchester United e Real Madrid mi volevano, ero l’attaccante più ricercato del momento, ma finii all’Inter. Voi mi definite “bidone” ma pensateci bene, anche Shevchenko al Chelsea sta incontrando delle difficoltà al Chelsea, una squadra che bada a difendersi.

Si espresse così Darko Pancev più o meno un anno fa, in un intervista alla Gazzetta. Il macedone arrivò secondo in un sondaggio online sulle “sole” straniere in Italia, preceduto da un altro interista di nome Vampeta. Fu acquistato dal presidente Pellegrini nell’estate del 1992 e in quella stagione totalizzò 12 presenze ed un goal. L’anno successivo fu mandato in prestito per sei mesi al Lipsia ma non andò meglio: 10 presenze e sole due reti. Tornò all’Inter nel 1994 quando ormai i tifosi nerazzurri avevano perso tutte le speranze di ammirare il giocatore che con la Stella Rossa conquistò coppa campioni e intercontinentale.

E infatti di un exploit non ci fu nemmeno l’ombra: l’ultimo anno si congedò da Milano con due miseri golletti. Il 1994 fu l’anno peggiore della storia interista, quintultima a pari merito con la Reggiana ad un punto dalla zona retrocessione, ma i nerazzurri, tanto per confermare la fama di squadra pazza, quell’anno conquistarono la coppa Uefa ai danni del Casino Salisburgo. Ma non certo per le prodezze di Pancev. Darko era il “Cobra“, soprannome affibbiatogli ai tempi della Stella Rossa e divenne ben presto il “Ramarro Marrone” per la gioia della Gialappa’s e della speciale classifica del “Pippero”.

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