Nell’andata del terzo turno preliminare di Europa League, vittoria agevole per l’unica italiana scesa in campo, la Juventus, che passa per 2-0 a Dublino contro lo Shamrock Rovers, grazie ad una doppietta di Amauri. Stesso risultato per il Liverpool, vittorioso in Macedonia sul Rabotnicki con due gol di Ngog. Sugli altri campi, da segnalare la netta vittoria dell’Az Alkmaar sul Goteborg, quella dello Stoccarda a Molde e il colpaccio dello Slovan Bratislava sul campo della Stella Rossa. Vincono anche Olympiacos Pireo, Montpellier, Sporting Lisbona, Borendby e Dinamo Bucarest. I portoghesi del Maritimo segnano addirittura otto reti; solo un pari invece per le turche Galatasaray e Besiktas.
Nuovi rinforzi per il Real Madrid di José Mourinho: sono infatti in dirittura d’arrivo le trattative per il passaggio nella capitale spagnola dell’esterno destro del Getafe, il ventiquattrenne Pedro Leon e del centrocampista dello Stoccarda e della nazionale tedesca, Sami Khedira, messosi in luce nel mondiale sudafricano appena conclusisi, nel quale i teutonici hanno chiuso al terzo posto. Per entrambi i giocatori, i trasferimenti dei quali devono comunque ancora essere ufficializzati, l’accordo sarebbe stato trovato per una cifra vicina ai dieci milioni di euro.
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Cristian Molinaro è ufficialmente un giocatore dello Stoccarda. La squadra tedesca lo ha riscattato sfruttando il diritto che Jean Claude Blanc e Alessio Secco gli avevano concesso al momento del prestito del gennaio scorso. La Juventus andrà ad incassare appena 4 milioni di euro per un calciatore maltrattato da tifosi miopi (complici dei disastri sul mercato bianconero degli ultimi anni) e dall’allenatore Ferrara che gli preferiva Grosso.
Molinaro in Germania si è fatto valere conquistando immediatamente il posto da titolare e rendendosi protagonista di una seconda parte di stagione da record: divenuto beniamino dei tifosi in tempi rapidi ha avuto la soddisfazione di essere inserito nella top 11 della Bundesliga come miglior terzino sinistro.
Nella nuova Juventus di Delneri e Marotta, che puntano molto sulle fasce, sarebbe stato il giocatore perfetto, ma la concessione del diritto di riscatto firmata dall’ex Alessio Secco e da Jean Claude Blanc costringeranno ad investimento ulteriore per andare a coprire quel ruolo mentre Molinaro ha firmato un contratto di quattro anni con la squadre tedesca.
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Far scorrere fiumi di birra in occasione di ogni festa scudetto è un rito tedesco che coinvolge non solo i tifosi, ma anche giocatori, allenatori e staff tecnico della squadra vincitrice del titolo. Non mancano ovviamente scherzi e gavettoni e stavolta, a farne le spese, è stato Louis Van Gaal. L’allenatore del Bayern Monaco è stato preso di mira dai suoi giocatori che gli hanno versato litri di birra in testa davanti al pubblico in visibilio. Nel secondo video Van Gaal si improvvisa oratore da un palco e, barcollando leggermente, pronuncia frasi in tedesco lasciando trasparire un tono di voce…leggermente alticcio.



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Era solo una formalità, e lo sapevano tutti: il Bayern Monaco, dopo il regalo del Werder Brema che era andato a vincere a Gelsenkirchen la settimana scorsa, aveva tre punti di vantaggio sullo Schalke. Ok, matematicamente ancora nulla di deciso, se non fosse che la differenza reti, il parametro che in Germania conta in caso di arrivo a pari punti, era +39 per i bavaresi contro un +22 della squadra di Magath. Come a dire, il Bayern doveva perdere 10-0 a Berlino e stesso risultato doveva fare lo Schalke a Magonza; alla fine 1-3 di Van Bommel e soci all’Olympiastadion di Berlino, e 0-0 dei blu della Westfalia allo Stadion am Bruchweg. Sotto gli occhi di Mourinho, i biancorossi hanno alla fine dominato il match: in vantaggio col solito Olic, aveva pareggiato per i già retrocessi capitolini Adrian Ramos. Poi due volte Robben, in splendida forma, ha chiuso trionfalmente i giochi (Le Foto del trionfo del Bayern Monaco in Bundesliga).
Un trionfo, quello dei bavaresi, che in pochi avrebbero creduto possibile a fine novembre, quando la vetta distava ben sette lunghezze, quando la Champions pareva ormai perduta dopo la doppia sconfitta col Bordeaux e quando, insomma, lo stesso Louis Van Gaal iniziava a vacillare insieme alla sua panchina. Poi però è accaduto qualcosa: metti una Juve all’inizio di una epocale crisi che si lascia trafiggere 4 volte in casa e che da morale alla truppa tedesca, metti una lenta risalita in Bundesliga complici battute d’arresto delle compagini rivali, e poi un Robben che lascia alle spalle i problemi fisici e trascina i suoi tanto in Germania quanto in Europa, un paio di aiuti arbitrali, la fioritura completa di gente come Muller, Badstuber, Olic e la sorpresa Butt tra i pali, insomma questo e tanto altro per metter su una stagione da ricordare con Meisterschale numero ventidue in bacheca.
Le foto del trionfo in Bundesliga del Bayern Monaco




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E’ arrivato in punta di piedi in un freddo pomeriggio di gennaio, l’incognita di un’avventura nelle lande della Mercedes, l’unica cosa che Cristian Molinaro conosceva di Stoccarda, città tedesca la cui squadra di calcio dopo la prima metà di stagione navigava in acque basse (Champions a parte, col turno a gironi superato). Insomma tanti punti interrogativi per l’esterno campano prima di metter piede per la prima volta alla Mercedes Benz Arena, dopo tre mesi si è ambientato benissimo ed è già un idolo. Merito del suo impegno, delle sue qualità, della straordinaria serie di risultati ottenuti dalla squadra (in campionato una sconfitta, un pareggio e tutte vittorie, compresa una prestigiosa all’Allianz Arena di Monaco di Baviera) e di molto altro.
Per cui l’anno prossimo il terzino di Pellare rimarrà in biancorosso. Nelle casse della Juve quattro milioni di euro, al club tedesco un giocatore solido e ormai ambientatissimo nell’organico allenato da Christian Gross. Il tecnico svizzero parla italiano ed ha da subito dato fiducia a Molinaro, i compagni hanno socializzato in men che non si dica e anche lui ha fatto passi da gigante col tedesco: “Non credo ci siano più dubbi. Lo Stoccarda si è già espresso. Ho parlato con i tedeschi, la loro volontà è quella di riscattarlo e Cristian è entusiasta di questa esperienza. L’allenatore Gross lo venera e viceversa, lo svizzero è una persona trasparente e solare” ha detto Pasquale Gallo, agente del giocatore. L’ormai ex juventino si è anche ben disimpegnato in Europa nel doppio confronto contro il Barcellona, unico triste Arthur Boka, fino a gennaio titolare della corsia mancina degli Swabian.

Non sono più le frequenze, a volte disturbate, dell’implacabile e chiacchierona radiomercato; che urga una rifondazione a casa Juve ormai lo sanno tutti e così fare pronostici, nomi e supposizioni non è più un gioco, quanto una necessità che coinvolge in primis la proprietà bianconera. Per altro alcune certezze ci sono già e da quelle possono intuirsi mosse e contromosse. Punto primo: Zaccheroni non verrà riconfermato. Dopo alcune buone partite era balenata in mente l’idea di ripartire col tecnico romagnolo, l’ultima settimana orribile ha fugato ogni dubbio. Certezza numero due: il progetto Lippi è naufragato, con lui i suoi fedelissimi Cannavaro, Grosso e Amauri. Per i primi due la riconferma è quasi un’utopia (al napoletano scade il contratto annuale, il laterale potrebbe rescindere).
Ma anche a Zebina potrebbe essere proposta la rescissione, mentre si cerca una misera plus-valenza per Grygera, arrivato a parametro zero dall’Ajax e ormai al capolinea dell’avventura torinese. Di certo sul mercato verrà messo Felipe Melo che creerà sì una minus-valenza, ma che comunque libererà la società dall’imbarazzo vuoi per i pessimi rapporti che ormai ha finanche con la tifoseria, vuoi per l’ennesimo ingaggio importante. E saranno da valutare attentamente le posizioni di Legrottaglie e Trezeguet, due senatori di cui questa Juve non pare voglia contare (a torto, secondo il mio modesto parere). Addirittura Buffon è sulla lista “gialla“, quella di coloro in bilico: in caso di offerta irresistibile, anche il portierone azzurro potrebbe fare le valigie.
Paiono risolte le situazioni “a metà” di Tiago e Molinaro: l’Atletico Madrid riscatterà il primo per 8 milioni di euro, lo Stoccarda il terzino cilentano per 4 milioni e mezzo. Senza gli ingaggi di alcuni “ricconi“, coi soldi delle cessioni, con qualche immissione di liquidi da parte della proprietà e con, sperano in Corso Ferraris, i soldi della Champions, ecco che può pianificarsi la prossima stagione con un bel gruzzoletto e senza commettere ormai reiterati errori. Vediamo reparto per reparto chi è sicuro di restare e chi potrebbe arrivare.
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La scintilla del malumore è scoccata mercoledì scorso, durante la trionfale vittoria del Barcellona in Champions ai danni del malcapitato Stoccarda: Zlatan Ibrahimovic in panca per 65 minuti, a lui preferiti sia Pedro che Henry. Ingresso in campo al 20° della ripresa a risultato acquisito, con tanto di assist a Bojan, una magra consolazione per un giocatore che vuole sentirsi sempre protagonista e che di certo in Italia per cinque anni lo è stato. Ma come fare se si gioca nel club attualmente più forte del mondo, con l’allenatore più bravo, col futuro Pallone d’Oro e in generale fenomeni in ogni comparto del campo? Indubbio che si debba accettare la parte di “uno dei tanti“, pur essendo lo svedese un top-class di livello mondiale. Come i compagni.
Niente, Mino Raiola non vuole sentire storie e ieri ha rilasciato dichiarazioni neanche tanto sibilline circa il momento del suo assistito che, ricordiamolo, ha finora disputato 21 partite in Liga e 7 in Champions, realizzando rispettivamente sette e due gol. Così il procuratore della punta blaugrana: “Zlatan è molto deluso per la panchina di mercoledì. Ci siamo sentiti dopo la gara e ha cominciato a parlare in sei lingue diverse, era davvero arrabbiato. Con se stesso o con il club? Diciamo un mix delle due cose, è inquieto per la situazione che sta vivendo. Rapporto col club già al capolinea? Giocherà dove vuole lui, non dove dicono gli altri: oggi Zlatan vuole giocare per il Barça, se in estate vorrà andare via me lo dirà e ci lavoreremo”
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Video Champions League: Barcellona - Stoccarda 4-0 del 17 Marzo 2010

Le migliori foto dei due incontri di stasera
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Nessun problema per i campioni in carica del Barcellona, che si confermano la squadra da battere in questa Champions League, strapazzando al Camp Nou i tedeschi dello Stoccarda: 4-0 il risultato finale per Messi e compagni, in un incontro già chiuso dopo poco più di venti minuti grazie alle reti dello stesso fuoriclasse argentino e di Pedro. Gli altri due gol nella ripresa ancora con il Pallone d’Oro e con Krcic; solo venticinque minuti per Ibrahimovic, partito dalla panchina. Nell’altro incontro della serata, sofferta vittoria per il Bordeaux, nel quale ha brillato come sempre l’ex milanista Gourcuff. I francesi non entusiasmano, ma riescono comunque ad avere la meglio dell’Olympiacos Pireo con un gol di Chamakh a due minuti dal termine.