
Le infernali trombette sudafricane sono state le protagoniste indiscusse di quest’estate, simbolo del mondiale sudafricano hanno impiegato poco a diffondersi anche nel vecchio continente. Il ronzio permanente che ha accompagnato ogni partita del torneo rischiava però di diventare un’abitudine anche ora che il Sudafrica è solo un ricordo, per questa la Uefa ha deciso di correre ai ripari vietandone espressamente l’uso durante le competizioni da lei patrocinate, Champions League e Europa League.
Pur riconoscendo il tocco di folclore aggiunto al mondiale appena disputatosi, l’organismo continentale non è disposto ad accettare che anche in Europa si diffondano in nome della difesa delle tradizioni e del modo di vivere il calcio da queste parti:
“La magia del calcio consiste nel continuo scambio di emozioni tra campo e tribune, da dove il pubblico può trasmettere una vasta gamma di sentimenti ai giocatori. Secondo il punto di vista della Uefa, però, le vuvuzela cambierebbero totalmente l’atmosfera, affogando le emozioni dei tifosi e distogliendo le attenzioni dalla partita.
Per evitare rischi di effetti negativi negli stadi dove si giocano gare di competizioni Uefa e per proteggere la cultura e la tradizione del calcio europeo – canzoni, cori,etc. – la Uefa ha deciso con effetto immediato che le vuvuzela non potranno essere portate all’interno degli stadi dove si giocano gare di competizioni Uefa”.
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Nella lotta per il Pallone d’oro dei Mondiali sembrava certa la vittoria di uno tra Sneijder e Villa, e invece alla fine, come dice il proverbio, “tra i due litiganti il terzo gode“. Il terzo in questo caso è l’attaccante dell’Uruguay Diego Forlan che ha vinto il sondaggio tra i giornalisti accreditati in Sudafrica con il 23,4% dei voti. Il sudamericano ha preceduto in classifica di poco l’olandese Wesley Sneijder che ha totalizzato il 21,8% dei voti, mentre lo spagnolo David Villa si è fermato “appena” al 16,9%.
Un importante riconoscimento è comunque arrivato invece per un altro spagnolo; Iker Casillas infatti è stato eletto miglior portiere del Mondiale, e gli verrà consegnato il premio intitolato al leggendario portiere dell’Unione Sovietica Lev Yashin. Nonostante la Germania sia arrivata “solo terza”, ci sono grandi soddisfazioni anche per il tedesco Thomas Muller che ha vinto la classica capocannonieri della competizione ed è stato eletto miglior giovane del torneo.








90′+4 E’ Finita. Il Paraguay batte la Slovacchia 2-0. Paraguayni in testa al girono con 4 punti. Deludenti gli slovacchi di Hamsik
90′+2 Gran tiro di Vittek. Devia in angolo il portiere paraguayano.
90′ Saranno 4 i minuti di recupero.
87′ Cambio nel Paraguay. Dentro Barreto e fuori Vera.
84′ Gran bel tiro di Riverso dal limite dell’area. Mucha battuto.




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Era una partita da seguire con grande attenzione per chi ha a cuore le sorti della nazionale italiana. Da queste due squadre, infatti, potrebbe uscire la sfidante dell’Italia agli ottavi di finale (in caso di arrivo al primo posto degli azzurri), visto che l’Olanda, già qualificata, sembra ormai destinata a concludere in testa il girone. Il Camerun, dopo questa sconfitta, dice addio ai mondiali, mentre la Danimarca raggiunge il Giappone a 3 punti e si giocherà tutto proprio contro i nipponici alla terza giornata.
Nel primo tempo il Camerun è entrato in campo con il piglio giusto mettendo subito sotto pressione i danesi. Passa infatti poco meno di un minuto e Assou-Ekotto prova a sorprendere gli avversari con un tiro di prima intenzione stoppato da Kjaer. Al 10′ minuto il Camerun passa in vantaggio con Samuel Eto’o; Christian Poulsen sbaglia un disimpegno al limite dell’area che favorisce l’intervento di Enoh, che a sua volta serve l’attaccante dell’Inter che ha vita facile nel battere Sorensen in uscita.




90+2′ E’ finita. L’Argentina batte la Corea del Sud 4-1. Grande protagonista el pipita Gonzalo Higuain autore di una tripletta.
90+1′ L’Argentina tiene palla, si aspetta solo il fischio finale.
90 Saranno 2 i minuti di recupero.
86′ Grande slalom di Aguero palla al piede. Sul più bello viene stoppato dalla difesa coreana.
85′ Gli argentini adesso gestiscono il vantaggio.









E’ tutto pronto per l’inizio della diciannovesima edizione dei Mondiali di Calcio. E’ una rassegna iridata che passerà sicuramente alla storia perché per la prima volta nella storia sbarca nel continente africano. Molti i dubbi sorti per la scelta del paese ospitante, qualche intoppo dell’organizzazione (non solo per colpa dei sudafricani), timori per possibili falle della sicurezza e per la gestione dell’ordine pubblico. Ma l’Africa dei tanti ottimi giocatori “prestati” all’Europa calcistica merita finalmente un’occasione del genere e il Sudafrica in particolare, nonostante inevitabili difficoltà organizzative e logistiche, rappresenta sicuramente il paese africano “migliore” per far fronte ad un evento di tale portata.
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L’Italia, detentrice dell’ambitissimo trofeo, sarà accompagnata al Mondiale da molti dubbi e poche certezze. L’arte di arrangiarsi potrebbe non bastare questa volta perché la nazionale di Lippi, leit motiv sugli “assenti” e sulla “mancanza di fantasia” a parte, sembra carente proprio nel reparto su cui ha costruito i suoi successi: la difesa. “Le critiche ci rafforzano” dicono in coro gli azzurri. Saremmo felici di essere smentiti e di rimangiarcele…Un’occhiata a gironi, tabellone e ai possibili accoppiamenti: il girone più incerto sembra quello del Sudafrica che inaugurerà tra poche ore la manifestazione contro il Messico che ha battuto l’Italia in amichevole. Qualche ora dopo toccherà alla Francia esordire contro un Uruguay che appare ostico. Insomma, già da domani si potrebbe delineare il quadro del gruppo A.











Nella prima conferenza stampa dal Sudafrica, Marcello Lippi ha voluto rispondere alle polemiche dei politici, che hanno preceduto la partenza per il Mondiale, sui compensi dei calciatori: «Stavolta sul carro dei vincitori non faccio salire nessuno. A Malpensa la gente normale, i tifosi, sono venuti in un migliaio a darci l’in bocca al lupo. state tranquilli, rivivremo una serata come quella di quattro anni fa in Germania. Di fuoriclasse che potevano cambiarci le prospettive in Italia non è rimasto nessuno».
«Noi siamo un giusto mix: 9 elementi del 2006, meno del 50 per cento della rosa. Nessuno con il titolo vinto si è mai presentato con 23 giocatori diversi la volta seguente. Abbiamo degli anziani, ma non hanno garretti consumati. Hanno carisma ed esperienza. Certo sono d’accordo con Abete, sono d’accordo su tutto con lui dal primo giorno che l’ho conosciuto. Favorita l’Italia non lo è, ma non lo è mai stata neanche in passato, poi ha vinto quattro titoli e ne ha perso uno ai rigori a Pasadena. Favorite quest’anno sono Brasile e Spagna. Poi vengono Inghilterra, Francia, Germania, Italia, Olanda e Argentina: sono squadre che non vanno al mondiale per giocare, vanno per vincere».






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Il Mondiale di calcio in Sudafrica è ormai alle porte e come tutti saprete la nazionale svedese, purtroppo, non è riuscita a qualificarsi alla fase a gironi. Senza la Svezia al Mondiale, sfuma l’occasione di poter ammirare nuovamente le bellissime tifose al seguito della squadra. Ragazze talmente belle e stravaganti, che ci hanno fatto capire perché la qualità della vita nei paesi Scandinavi sia così alta.
Purtroppo quest’anno per colpa di Ibrahimovic e compagni non avremo questa opportunità. Nella speranza che non falliscano anche le prossime qualificazioni agli Europei di Polonia ed Ucraina 2012, eccovi una bella carrellata di foto dal passato.




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57 giorni ci separano dall’inizio del mondiale in Sudafrica e la Panini, come consuetudine vuole, pubblica in anticipo su licenza Fifa, l’album composto da un buon numero di quelli che saranno i calciatori protagonisti. Per l’azienda modenese si tratta dell’undicesima edizione visto che la prima uscita arrivò in concomitanza coi Campionati del 1970. L’album è in vendita in tutte le edicole al prezzo di 2 euro, mentre una bustina contenente 5 figurine costa 0,60 euro. La collezione “2010 FIFA World Cup South Africa™” è articolata in ben 640 figurine adesive, di cui 40 stampate su speciale materiale olografico, da raccogliere in un album da 72 pagine. Ad ognuna delle 32 nazionali partecipanti ai Mondiali FIFA è riservata una doppia pagina con le figurine singole di 17 calciatori, oltre alla squadra schierata e al logo; per ogni rappresentativa è inoltre riportato il cammino che l’ha portata alla fase finale, così come il programma delle 3 partite della fase a gironi. (Foto dell’Album - Foto Stadi Sudafrica - Elenco Giocatori Italiani Convocati dalla Panini)
La prima pagina dell’album è invece dedicata alla storia dei Mondiali FIFA, con l’albo d’oro delle squadre finaliste e le vincitrici delle 18 edizioni sin qui disputate; qui trovano spazio le figurine del trofeo, del pallone e dei loghi ufficiali dell’evento; in seconda di copertina, spazio alla legenda multilingua – per la prima volta in ben 8 lingue: inglese, tedesco, francese, italiano, olandese, spagnolo, portoghese e turco – e alle 2 figurine speciali 00 e 000 dedicate rispettivamente all’immagine del francobollo celebrativo di Panini emesso dalle Poste Italiane e al logo FIFA Fair Play. Vi è poi la sezione dedicata ai 10 stadi: vi trovano spazio le doppie figurine sugli impianti e quelle relative al manifesto e allo slogan ufficiale, oltre che alla mascotte Zakumi. L’album si chiude infine con il programma dettagliato della manifestazione.
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L’allenatore della Nazionale Italiana intervistato da Fifa.com, ha ammesso che la sua nazionale arriverà in Sudafrica con un’età media molto alta, ma ha anche dichiarato che la cosa non lo spaventa affatto: “Dobbiamo disputare sette partite in trenta giorni, non abbiamo bisogno di una Nazionale di 24enni. Se dovessi schierare questa squadra per un’intera stagione, probabilmente farei scelte diverse. Ma per un mese, non c’è problema. Entusiasmo, esperienza, carisma, capacità di giudizio: tutto fa parte della valutazione. La qualità di un giocatore non si giudica solo in base all’età o alle qualità tecniche“.
Marcello+Lippi dunque andrà avanti così, senza farsi condizionare dall’opinione pubblica, l’unico a scegliere i giocatori sarà lui: “Se fossi stato costretto a tener conto dell’opinione pubblica, 4 anni fa avrei dovuto lasciare a casa giocatori come Cannavaro e Buffon. E avrei dovuto rassegnare le dimissioni. Da quando ho cominciato ad allenare, sia a livello di club che in nazionale, le mie decisioni sono state dettate da un principio: non mi sono mai fatti condizionare da campagne esterne. Se sono convinto che qualcosa vada fatto, tiro dritto fino alla fine“.
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