
Il Milan non è ancora morto e la notizia del pareggio del Lecce a Torino non poteva che essere accolta con un boato dal pubblico presente a San Siro. Un punto separa ora i rossoneri dalla Juventus che resta, ovviamente, favorita per la conquista del titolo. A due giornate dalla fine, però, tutto è ancora in gioco anche se il calendario agevola, almeno sulla carta, i bianconeri che dovranno affrontare il Cagliari già salvo al Sant’Elia e l’Atalanta all’ultima giornata, mentre il Milan tra tre giorni è atteso dall’Inter nel derby prima dell’ultima partita contro il Novara, in casa. Le parole di Allegri alla fine del match vinto 2-0 contro l’Atalanta:
“A cinque minuti dalla fine praticamente lo Scudetto era chiuso. L’unica possibilità che avevamo era che il Lecce facesse il risultato, soprattutto nell’ultimo quarto d’ora eravamo come a teatro in attesa del finale di un’opera. Vedendo giocare la Juventus, soprattutto nelle ultime otto partite, era difficile pensare che potesse fallire in casa, ma il calcio è bello per questo. Non è successo niente, hanno ancora un punto di vantaggio e in questo momento lo Scudetto è nelle mani della Juventus. L’importante è che domenica prossima dobbiamo essere pronti a giocare un gran derby, sarà una bella serata, una serata in cui fortunatamente sarò in panchina con il Milan, quindi me la dovrò gustare tutta fino in fondo. Poi, se saremo bravi e la Juventus farà un altro passo falso, a quel punto penso che le cose possano essere ribaltate. Il derby? È normale che il derby a maggior ragione carica la partita perché giochiamo contro l’Inter che sta lottando per il terzo posto e noi lottiamo per il campionato”.
Milan-Atalanta 2-0 (Muntari, Robinho) | Le Foto




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La Juventus si trova di fronte al terzultimo ostacolo prima del traguardo finale, un Lecce che ha un disperato bisogno di punti per evitare la retrocessione. Antonio Conte ha risposto alle domande dei giornalisti presenti a Vinovo durante la consueta conferenza stampa alla vigilia della partita. Gli argomenti all’ordine del giorno erano tanti, ma anche in questa occasione, come capita sempre da molte settimane, una citazione a parte l’ha meritata l’ormai famigerato gol di Muntari. Su un eventuale rinnovo contrattuale per Del Piero, Conte ha preferito glissare: “Alex è un giocatore straordinario sotto tutti i punti di vista. Pensiamo però al presente che è più importante del resto“. Per Borriello il discorso è lo stesso:
“Rispondo come per Del Piero, pensiamo al presente. Anche perché se dovessimo vincere penso che questo sia uno scudetto paragonabile a quello del Verona. Non dimentichiamoci da dove arriviamo, cerchiamo di fare qualcosa di “super” straordinario come fece la squadra di Bagnoli (nel 1984-85 ndr). Non perdiamo di vista l’obiettivo che era insperato ad inizio campionato. Tutte le altre cose sono secondarie, le affronteremo nel momento giusto”.
Il Lecce soffiò uno scudetto alla Roma negli anni ‘80. Conte non si fida per nulla: “In quella partita il Lecce era già retrocesso e mancava solo una partita. Come vedete c’è la storia a farci tenere le antenne dritte perché nessuna partita è scontata“. E infine la risposta ad Allegri che parla ancora del gol di Muntari:
“Problemi di Allegri se ne parla ancora. Parlerò delle differenze tra Juve e Milan a fine campionato, tirando fuori qualche chicca. Una chicchetta posso darvela ora: dopo il confronto diretto siamo arrivati a giocarci le partite a meno sette dal Milan, non ci siamo messi a frenare la corsa dei rossoneri. Avevano sette punti di vantaggio, sono loro che si sono fermati”.
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Settanta presenze e sette gol, l’avventura di Sulley Muntari all’Inter ha vissuto momenti di esaltazione e altri di depressione, a volte osannato altre ultra-criticato; di sicuro gli ultimi mesi, quelli prima della Coppa d’Africa e del passaggio al Milan (nove presenze e due gol, tre considerato quello non assegnatogli contro la Juve), sono stati i più duri tra quelli passati alla Pinetina. Muntari oggi si sfoga dalle colonne del Corriere della Sera non mandandole a dire; il centrocampista ex Udinese ce l’ha soprattutto con Marco Branca, a cui sono rivolte le accuse più significative:
“Non so cosa non è andato alla fine. Io mi allenavo molto seriamente, facendo di tutto per farmi trovare pronto. Non so però cosa avessero loro (i dirigenti nerazzurri, ndr) in testa. Facevano tutto loro, ma io davo il massimo. Non ci si comporta così tra esseri umani e loro ne hanno fatte di tutti i colori. Chi? Mi riferisco a Marco Branca. Io sono uno che rispetta sia il bambino e sia l’anziano, ma Branca quando entrava nello spogliatoio voleva che mi ‘inchinassi’, quasi come se fosse il mio Dio. Io gli ho detto: ‘Amico, siamo tutti e due dipendenti di Moratti. A me lo stipendio lo paga lui’. Nessuno in squadra lo sopportava. Lui è un falso. Diceva che io ero una brutta persona che faceva casino. Dopo tre anni non ce la facevo più, quindi ho detto a quello che sta sempre affianco a lui, Ausilio, di riferire a Branca che la mia pazienza era giunta al capolinea e che non doveva permettersi più di sparlare. Sa perché ha cacciato Lele Oriali? Perché è una persona per bene. Lui ha capito che se fosse rimasto avrebbe fatto il bene per la società”.
L’ultima bordatina alla sua ex squadra la lancia quando dichiara che “qui al Milan non ci sono gruppi separati, stiamo tutti insieme” concludendo il suo sfogo contro i nerazzurri asserendo di rispettare “soltanto tre persone: il presidente, il cuoco e il team manager, oltre ai miei ex compagni e a tutti i tifosi“. Altra musica quando si parla di Milan, a Muntari gli si accendono gli occhi, anche se non riesce a mettere da parte il livore per il malcapitato Branca:
“Le persone vere si notano subito. Branca non mi è piaciuto dalla prima volta, loro (quelli rossoneri) sono gente per bene. Con loro sono me stesso, rido e scherzo. Non indossano abiti eleganti alla James Bond per venire in allenamento, come invece fa qualcuno. E’ facile giocare in questo gruppo di campioni, oltre ad essere divertenti”.
Parole abbastanza dure, probabilmente arriverà una piccata replica da parte di Marco Branca.
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Non deve essergli andata proprio giù la rete col quale Sulley Muntari ha fatto vincere la partita al Milan ai danni del “suo” Chievo Verona: un giovanissimo raccattapalle dei clivensi, infatti, a fine partita si è visto recapitare (senza averla chiesta) la maglia proprio dal ghanese che, sfilatasela, l’ha porta al bambino credendo di fargli piacere. Niente affatto, perché il ragazzino, che di fatto se l’è ritrovata in mano, ha tentato in tutti i modi di restituirla al legittimo proprietario il quale, confuso, alla fine è andato via. Episodio molto curioso che ce ne ha fatti venire in mente altri due simili (i relativi video dopo il salto): quello fittizio (era uno spot Pepsi) del giovanotto che “frega” David Beckham e quello reale del piccolissimo tifoso del Chelsea che nel tunnel degli spogliatoi si prende gioco di Steven Gerrard del Liverpool. Buona visione.

Il Milan si scrolla di dosso un po’ di paura nonostante la partita non certo impeccabile disputata a Verona. Il momento non è dei migliori in casa rossonera e questa vittoria striminzita ottenuta in casa del Chievo con le unghie e con i denti potrebbe costituire un buon viatico per il rush finale in campionato. Ora la squadra di Allegri è momentaneamente prima in classifica con due punti di vantaggio e deve attendere l’esito della sfida tra Juventus e Lazio per conoscere il piazzamento alla fine di questo turno di campionato Il tecnico livornese, ai microfoni di Sky, ricorda l’importanza di questa vittoria e ricorda, ancora una volta amaramente, il gol di Muntari non dato contro la Juventus:
“Era una partita di importanza fondamentale, in caso di mancata vittoria saremmo potuti uscire definitivamente dalla lotta scudetto. Non abbiamo giocato bene, abbiamo però fatto una partita di cuore e di voglia. E’ stato bello vincere ed è bello essere di nuovo in testa alla classifica. Ciò dimostra che questo gruppo ha grandi qualità. Non voglio accampare scusanti, però oggi le assenze erano veramente tante, abbiamo fatto giocare De Sciglio e Gattuso e Strasser che non giocava da tanto tempo. Ripeto, comunque andranno le cose, visto anche che abbiamo giocato più partite della Juventus, c’è solo da applaudire questo gruppo. Il goal di Muntari ricorda quello contro la Juventus? Io non ho dimenticato quello passato…”.
Poi si passa a respingere le critiche che volevano già morto il Milan prima di precisare che il rapporto con Berlusconi resta ottimo:
“Le critiche che ci sono state mosse sono state in parte giuste ed in parte eccessive. Per la gioia di tanti siamo caduti, ma oggi per la gioia di altri ci siamo rialzati ed abbiamo intenzione di continuare a combattere. Anche quando avevamo 4 punti di vantaggio c’è stata una campagna mediatica in attesa della nostra sconfitta. Dopo la partita persa contro la Fiorentina sono cominciati i funerali ed i processi, ma per fare il funerale al Milan ci vuole ancora un po’ di tempo. Berlusconi? L’ho sentito anche oggi il presidente, ripeto che con lui non c’è nessun problema. Ogni volta si cerca sempre di ricavare qualcosa, ma con la società ed il presidente il rapporto è idilliaco. Tutti credono nello scudetto. Nello spogliatoio sia quando si vince che quando si perde può capitare che ci sia uno scambio di idee: quando si arriva in fondo alla stagione e ti devi sfuggire l’obiettivo di mano ci può essere un po’ di preoccupazione”.
Chievo-Milan 0-1 | Le Foto | 10/04/2012




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Highlights Chievo - Milan 0-1 | Video Gol Serie A
10 Aprile 2012 - Vittoria fondamentale del Milan mai così incerottato ed imbottito di assenti fra infortuni e squalifiche a Verona. I rossoneri conquistano tre punti d’oro che gli consentono di riportarsi in testa alla classifica in attesa dell’impegno della Juventus di domani contro la Lazio a Torino. Il successo è ancora più importante perché dal punto di vista del gioco decisamente immeritato: il Milan si difende di fronte ad un Chievo che onora l’impegno e trova difficoltà soltanto quando deve scontrarsi contro la linea difensiva composta da Nesta-Yepes-Zambrotta e dal giovane De Sciglio.
La rete decisiva la segna l’uomo nelle migliori condizioni fisiche: l’ex Inter Sulley Muntari che indosserà pure i parastinchi nerazzurri ma corre e gioca da rossonero vero. Dopo 8 minuti la sua bomba dai 30 metri sorprende Sorrentino. Per il resto non si segnalano tiri nello specchio di Ibrahimovic e compagni mentre il Chievo, specialmente nel primo tempo, si dà da fare moltissimo pur concludendo poco. I clivensi un gol l’avrebbero fatto, ma l’ex Paloschi parte in linea con Zambrotta e il guardalinee chiama un offside se non giusto in senso assoluto più che condivisibile per la dinamica. Nella ripresa il Milan è bravo ad abbassare il ritmo e ad approfittare del calo fisico dei veronesi. Bella la parata di Abbiati su un tiro al volo di Pellissier in apertura di ripresa, poi succede poco altro sotto rete.
Nella disastrosa giornata del Milan, sconfitto clamorosamente in casa della Fiorentina, spunta una curiosa immagine, un fotogramma pescato dalle telecamere di Sky Sport prima del match tra i rossoneri e i viola. Il 31 gennaio 2012, ultimo giorno della sessione invernale di calciomercato, Sulley Muntari è passato in prestito dall’Inter al Milan e il calciatore ghanese si aggrega ai rossoneri al termine della Coppa d’Africa. Esordisce con la maglia rossonera il 19 febbraio 2012 nella partita valevole per la 24ª giornata di campionato vinta per 3-1 in casa del Cesena, gara nella quale segna anche il suo primo gol con la maglia del Milan.
Ma evidentemente l’armadio del ghanese non è ancora privo del tutto (comprensibilmente) di materiale nerazzurro e la foto in questione è la prova che Muntari preferisce ancora un parastinco (o un calzettone?) dell’Inter ad uno del Milan. Tuttavia è alquanto inspiegabile la leggerezza del Milan o dello stesso Muntari che ha scelto lo stemma dei rivali cittadini, pur coprendolo maldestramente con i calzettoni ufficiali rossoneri.

Dopo la sosta forzata per tre giornate inflittagli dal giudice sportivo, Zlatan Ibrahimovic è pronto a tornare in campo (in realtà aveva giocato anche in Coppa Italia contro la Juve) anche se prima della trasferta di Palermo del suo Milan, difenderà i colori gialloblu della Svezia impegnata in amichevole contro la Croazia. E proprio da Zagabria Ibra non può esimersi dal rispondere ad alcune domande dei giornalisti sul big-match di sabato scorso tra i rossoneri e la Juve, con tanto di polemiche per il gol-fantasma non assegnato al compagno di squadra Sulley Muntari. Lo svedese, forse un po’ catastroficamente, ha asserito:
“Il gol di Muntari non visto dal guardalinee è una tragedia per il calcio. Più che arrabbiato ero dispiaciuto dopo la partita. Tutti hanno visto che era gol. E allora non dare quel gol in quella situazione… Per un fuorigioco si può sbagliare, ma non per una rete così”.
Inevitabili poi le domande sulla sua squalifica, con annessa recidività dato che Zlatan non è nuovo a questo tipo di gesti (l’ultimo in ordine di tempo, come sapete, è lo schiaffo dato a Salvatore Aronica del Napoli) oltre che, come ovvio, a questo tipo di pene combinategli da Gianpaolo Tosel:
“Gli avversari faranno sempre di tutto per fermarmi. Dai tuoi errori impari e cerchi di non ripeterli. Però non so dire se farei ancora una cosa del genere in futuro. In campo c’è sempre molta tensione”.
Al Renzo Barbera, campo divenuto negli ultimi anni un tabù per il Diavolo (non espugna Palermo dal 2005/06), Ibra potrà riscattarsi sia personalmente dopo lo stop forzato che insieme ai suoi compagni sette giorni dopo l’amaro in bocca lasciato dalla sfida contro la Juve: appuntamento in Sicilia sabato prossimo alle ore 18.
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Il Milan risponde con autorità alla Juventus battendo un Cesena piuttosto carente e ancora frastornato dalla rimonta subita contro la Lazio, e si riporta in testa alla classifica. I rossoneri scoprono una gradita sorpresa dal cilindro del calciomercato di gennaio e il suo nome è Sulley Muntari. Il ghanese è stato uno dei migliori in campo al Manuzzi ed ha trovato anche un gol, di rapina, con il quale il Milan si è portato in vantaggio. A fine partita, dai microfoni di Sky Sport, Allegri ringrazia pubblicamente la società per l’acquisto e si augura di avere a disposizione Ibrahimovic nella sfida-scudetto contro la Juve:
“Emanuelson è un buon giocatore, con grandi doti tecniche. Oggi ha fatto la sua migliore prestazione, ma siccome non da nell’occhio viene un po’ bistrattato dalla critica. Muntari? La società ha fatto un ottimo acquisto. Abbiamo colto l’opportunità visto che all’Inter non lo tenevano in considerazione. Sapevamo che poteva farci comodo per la sua forza e la sua determinazione. Meglio che Ibra giochi, ma aspetto con serenità la decisione del giudice sportivo. Sarà la sfida che varrà il campionato e spero di giocarmela con più giocatori possibili a disposizione”.”.
Difficile la situazione del Cesena, ma Arrigoni non si tira indietro. Il tecnico dei romagnoli pronostica il Milan vincente a fine campionato:
“Abbiamo giocato due tempi diversi: nel primo siamo stati sempre in balia del Milan, hanno avuto molte occasioni e non siamo riusciti ad arginarli. Nel secondo la gara è stata diversa, ma recuperare il distacco a una squadra come i rossoneri è molto difficile. Rimanere a -7 dopo le ultime partite era importante, non lo è stato per merito nostro ma per le altre gare, ma adesso abbiamo partite più alla nostra portata. Classifica pesa sul piano psicologico? Mi vien da ridere, siamo stati ultimi per 19 giornate, ci siamo abituati, dobbiamo pensare a gara dopo gara. Lo dico da inizio campionato e lo ripeto ora: per me il Milan vincerà il campionato: hanno un tasso tecnico superiore a tutte le altre, Juve compresa. Sono semplicemente più forti”.
Cesena-Milan 1-3 | Le Foto | 19/02/2012




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Udinese, Portsmouth, Inter (parentesi al Sunderland) e infine Milan: secondo Sulley Muntari, di recente passato dall’altro lato dei Navigli, si tratta di un escalation. Che i tifosi dell’Inter non l’abbiano mai amato è cosa nota; eppure il ghanese qualcosina ha fatto per la causa nerazzurra: gol subito all’esordio in Supercoppa Italiana contro la Roma, quindi gol qua e là con dei picchi nella stagione 2008/09 (sua la rete che consentì al Biscione di battere la Juve per 1-0 a San Siro). Eppure, come detto, quando nel settembre scorso rilevò Forlan contro la Roma all’81° minuto fu sommerso dai fischi dei propri tifosi, che nel marzo del 2010 arrivarono quasi a detestarlo quando in quel di Catania, appena entrato in campo, si fece espellere e procurò il rigore del 2-1 per gli etnei.
Insomma, poco amore e tanto odio nella storia a tinte nerazzurre tra Muntari e l’Inter, tanto che ora il centrocampista, appena tornato dalla Coppa d’Africa cui ha partecipato con il Ghana, ha mostrato tutto il suo entusiasmo per il trasloco dalla Pinetina a Milanello. E a Sky Sport ha definito questo passaggio un salto di qualità:
“Sono molto emozionato di essere passato dall’Inter al Milan, è incredibile, è un salto importante per la mia carriera. Questa squadra è unica, è quella che ha vinto di più al mondo. Arrivo con molto entusiasmo per fare bene e vincere. Faccio il mio lavoro e il mister poi deciderà dove farmi giocare, ma io sono completamente a disposizione. Se sono nella squadra più forte d’Italia? No, sono nella squadra più forte del mondo”.
Parole che ben si abbinano al noto ego milanista. Ma al contempo tendono a sminuire l’Inter che inferiore ai cugini rossoneri proprio non si sente. Tra sassolini da cacciare via dalle scarpe e necessità di strappare un prolungamento al club di Via Turati (il giocatore è in prestito secco fino a giugno), Muntari ha scelto le parole migliori. Però ora c’è il campo: per fortuna il calcio, alla fine, si gioca.
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