
Non se la passa bene il Leicester City, squadra abbastanza famosa attualmente in Football Championship (seconda serie inglese) con ambizioni che vanno ben oltre l’attuale 13esimo posto in graduatoria. Passati in mano al ricco tailandese Vichai Raksriaksorn nell’estate del 2010, i Foxes non hanno ingranato per niente la marcia: l’anno passato avvio disastroso, ultimo posto in classifica e stagione raddrizzata in corso con l’arrivo del provvidenziale Sven Goran Eriksson che, grazie anche all’opera di convincimento su alcuni calciatori nel mercato invernale (arrivarono nel favoloso King Power Stadium Kyle Naughton e l’attaccante Yakubu in prestito rispettivamente dal Tottenham e dall’Everton), portò il Leicester fino al decimo posto.
Quest’anno campagna acquisti faraonica, sempre seguendo i dettami dell’ex ct della Nazionale Inglese: nel cuore centrale dell’Inghilterra si sono accasati giocatori del calibro di Gelson Fernandes (l’anno passato al Chievo), Kasper Schmeichel (figlio dell’ex portiere dello United, già allenato da Eriksson al Manchester City), John Paintsil (ai mondiali col sorprendente Ghana), Paul Konchesky (Fulham, Liverpool, West Ham), e ancora Matt Mills dal Reading per 5 milioni di sterline, Sean St Ledger (bandiera del Preston e anche nazionale irlandese) e David Nugent, centravanti noto per aver segnato anche un gol con la maglia dei Tre Leoni nella sua unica presenza sotto la guida McClaren. Insomma, grande spesa, troppo ingente per giustificare la 13esima piazza dopo 13 partite, con 19 punti e già 3 sconfitte in casa.
L’ultima è stata fatale al manager-allenatore del team, Sven Goran Eriksson, sollevato dall’incarico nella serata di ieri con una nota esplicativa sul sito ufficiale della società: “Il Leicester City vuole ringraziare Sven e Derek (Fazackerly, il coach ufficiale, ndr) per il contributo che hanno dato alla squadra durante i loro 13 mesi di permanenza al King Power Stadium. L’ultimo 0-3 casalingo contro il Millwall (ultimo in classifica, ndr) sabato scorso è stato davvero insoddisfacente. La proprietà ha aspirazioni ben maggiori e in quest’ultimo anno con Eriksson ha speso più di 20 milioni di sterline: il lavoro suo e di Derek non ha dato i frutti sperati, deficitando di esperienza a questi livelli nonostante lo svedese fosse un’eminenza a livello internazionale. Il nome del prossimo allenatore sarà comunicato nei prossimi giorni, fino ai quali il club non rilascerà ulteriori commenti in merito“.
Per il momento la squadra è affidata a Jon Rudkin, Mike Stowell e Steve Beaglehole del settore giovanile, ma già si fa il nome del più che probabile sostituto di Eriksson e Fazackerly: si tratta di Martin O’Neill, noto ai più per aver allenato Celtic e Aston Villa, ma molto famoso anche nelle Est Midlands avendo guidato le volpi dal ‘95 al 2000 mettendo in saccoccia addirittura 2 Coppe di Lega, nel ‘97 e proprio ad inizio del nuovo millennio. Ma come ha reagito Eriksson all’esonero? Non ha commentato, mentre Curtis Davies (ora al Birmingham ma l’anno passato voluto dallo svedese a Leicester) ha spiegato che “molti giocatori sono lì perché li ha voluti Sven e sono sicuro che loro credevano in lui; io ad esempio devo molto a lui“. Andatelo a dire ai tailandesi, anche se effettivamente la classifica piange.

Terminata con un fallimento l’esperienza sulla panchina dell’Argentina, Diego Armando Maradona si è subito messo alla ricerca di una nuova avventura da intraprendere. In questi mesi spesso si sono rincorse voci che lo volevano su una panchina in Premier League piuttosto che da qualche parte in giro per il mondo. Per il momento però si è trattato soltanto di rumors che non hanno trovato conferma nella realtà, il Pibe de Oro è ancora disoccupato, sogna il ritorno tra le braccia della sua Albiceleste, non disdegnando nel frattempo soluzioni diverse.
L’argentino più di una volta ha strizzato l’occhio al calcio inglese, il suo sogno potrebbe avverarsi se si riveleranno fondate le voci che giungono in queste ore proprio dalla terra d’Albione. Sulle sue tracce pare infatti esserci il Blackburn Rovers, fresco di cambio di proprietà. Come sappiamo la squadra, poco più di un mese fa, è passata in mano al gruppo indiano Venkateshwara Hatcheries, proprietario, tra le altre cose, della catena di fast food Venky’s. I nuovi padroni sono molto ambiziosi e sono alla ricerca di un nome affascinante da porre alla guida della squadra che ora staziona nella seconda metà della classifica del massimo campionato inglese.
In questi giorni è stato esonerato il tecnico Sam Allardyce, al suo posto è stato insediato provvisoriamente Steve Keane, ma è abbastanza chiara l’intenzione di trovare una soluzione più prestigiosa. A confermare l’ipotesi Diego è stato un uomo vicino al gruppo dei fratelli Rao che ha confermato come il nome di Maradona sia tenuto in grande considerazione dalla nuova proprietà del Blackburn, precisando però che a lui potrebbe essere affidato anche un ruolo diverso da quello del manager come quello di direttore tecnico o direttore generale.
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Sven Goran Eriksson torna a fare l’allenatore, o meglio il manager, dopo aver guidato la Costa d’Avorio agli ultimi mondiali come commissario tecnico. Lo fa scegliendo il Leicester City, squadra inglese che milita in Championship, il secondo livello del calcio d’oltremanica. Lo svedese sostituisce l’ex juventino Paulo Sousa esonerato due giorni a causa della serie di risultati negativi che ha fatto precipitare la squadra all’ultimo posto in classifica, dopo che i propositi d’inizio stagione erano di tutt’altro tipo.
L’ultima esperienza in Inghilterra Eriksson l’aveva fatta rivestendo il ruolo di Direttore Generale nel Notts County, società acerrima nemica proprio del Leicester City. Ovviamente c’è grande soddisfazione nella società che da qualche anno è di proprietà di un gruppo thailandese molto ambizioso, la speranza è quella che un uomo carico di esperienza come l’ex ct dell’Inghilterra possa dare una scossa alla squadra che le permetta di tornare a lottare per gli obbiettivi programmati ad inizio stagione.
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La Costa d’Avorio si sbarazza facilmente della Corea del Nord, i tre gol con cui gli Elefanti hanno conquistato la prima vittoria in questo mondiale non bastano però a passare il turno. La situazione era già disperata, gli africani avrebbero dovuto vincere con un largo vantaggio e sperare in una discreta batosta del Portogallo impegnato contro il Brasile, non è arrivata così come non è arrivato il passaggio del turno. Passati in vantaggio dopo un quarto d’ora di gioco con Yaya Touré, gli ivoriani hanno trovato il raddoppio dopo cinque minuti con Romaric. Il terzo gol, arrivato al 82′, porta invece la firma di Salomon Kalou e fissa il risultato sul definitivo 3-0, a secco Didier Drogba che in questo mondiale ha segnato un solo gol contro i brasiliani.
La squadra allenata dallo svedese Sven Goran Eirksson parte a spron battuto, consapevole di dover provare ad eguagliare se non migliorare il risultato dei portoghesi contro i coreani. I primi minuti di gioco sono un continuo fioccare di occasioni, Keita potrebbe sbloccare il risultato dopo appena un minuti, ma in generale la partita assume subito in contorni dell’assedio. Drogba va in gol ma l’arbitro annulla giustamente per fuorigioco, al 14′ però Yaya Touré indovina il destro a giro angolato e sblocca il risultato. La Costa d’Avorio non si ferma, sa che deve segnare il più possibile e così continua a bombardare il povero portiere avversario, al 19′ il raddoppio con Romaric che di testa ribadisce in rete un pallone che era rimbalzato in area piccola dopo che Drogba aveva colpito la traversa.
Le foto di Corea del Nord - Costa d’Avorio 0-3




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La Costa d’Avorio si presenta per la seconda volta nella sua storia ai mondiali. La prima apparizione risale all’edizione di quattro anni fa in Germania, gli africani in quel caso finirono in un girone infernale con Argentina, Olanda e Serbia e Montenegro, persero per 2-1 contro sudamericani e olandesi, ma riuscirono a centrare la loro prima vittoria in un mondiale nell’ultima partita contro gli ex iugoslavi rimontando l’iniziale svantaggio per 2-0 e vincendo per 3-2. Anche in questa circostanza non sono stati fortunati con i sorteggi, il loro girone in Sudafrica è uno dei più difficili e sulla loro strada troveranno come avversari il Brasile e il Portogallo.
A guidare quella che è ritenuta una delle potenze del calcio africano c’è Sven Goran Eriksson, un allenatore esperto e abile nel gestire giocatori di prima grandezza, anche se i precedenti dello svedese come commissario tecnico non sono eccelsi, fallimentari sono stati infatti i suoi anni alla guida di Inghilterra e Messico. Il destino della Costa d’Avorio dipenderà dalla presenza di Didier Drogba, la stella del Chelsea è una sorta di eroe nazionale nel suo paese, che ha rimediato una frattura all’avambraccio in amichevole. Purtroppo la sua presenza è a rischio anche se per il momento si è scelto di aspettare prima di sostituirlo, il giocatore è stato già sottoposto ad un intervento e spera di riuscire a recuperare in tempo per l’esordio del 15 giugno contro i lusitani, se non dovesse farcela è pronto a sostituirlo Bakari Koné.
Ma gli Elefanti non sono solo Drogba, sono molti i giocatori che militano in Europa, alcuni dei quali sono vere e proprie stelle. Nel Chelsea gioca anche Salomon Kalou che con il suo compagno di squadra forma un reparto offensivo di tutto rispetto. Il centrocampo invece è composto da due giocatori che vengono dalla Liga, Yaya Touré e Didier Zokora sono una coppia molto solida e anche in questo caso non manca certo l’esperienza. Ma la Costa d’Avorio può vantare anche una delle difese più forti del continente africano, Arthur Boka, Emmanuel Eboué e Kolo Touré costituiscono una garanzia. L’unico punto debole è forse il portiere, Boubacar Barry gioca in Belgio con il Lokeren ma non è considerato uno dei più affidabili nel suo ruolo.
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica




Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale




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Pesantissima tegola, non solo sui diretti interessati, ma anche sulle loro squadre e sull’economia del Mondiale tutta: non faranno parte di Sudafrica 2010 due grandissimi giocatori come Didier Drogba e Rio Ferdinand, due capitani per di più, il primo della Costa d’Avorio il secondo dell’Inghilterra. Partiamo dall’ivoriano che ieri a Sion stava disputando una soleggiata amichevole contro il Giappone quando in uno scontro di gioco col nippo-brasiliano Tanaka è andato a sbattere con l’avambraccio destro sul ginocchio dell’avversario; uscito dolorante, gli accertamenti all’ospedale della cittadina svizzera hanno confermato le paure del ct degli africani, Sven Goran Eriksson.
Frattura di radio e ulna, lo stesso attaccante del Chelsea all’uscita dal nosocomio ha laconicamente informato i cronisti che non potrà disputare i campionati del mondo; è curioso come anche altri due top-player dei Blues di Ancelotti sono risultati indisponibili: non saranno in Sudafrica, come molti sanno, neanche Michael Ballack e Michael Essien. Brutta notizia, in ogni modo, per Eriksson che puntava se non tutto almeno molto su Drogba, l’anima di una Costa d’Avorio che ora ha richiamato il grande escluso tra i 23, cioè l’attaccante dell’Olympique Marsiglia Bakari Koné. E ora spostiamoci in Inghilterra, dove Fabio Capello ha dovuto fronteggiare l’ennesimo grattacapo dovuto agli infortuni.
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Fu uno scudetto a dir poco romanzesco quello conquistato dalla Lazio il 14 maggio 2000, all’ultima giornata di campionato. Tanti gli elementi inimmaginabili che hanno arricchito il secondo titolo vinto dalla squadra romana, 26 anni dopo quello del 1974: la rincorsa infinita alla Juventus (il 19 marzo, a otto giornate dalla fine del campionato, dopo la sconfitta (1-0) con il Verona di Cesare Prandelli e Adrian Mutu, la Lazio aveva nove punti di distacco dalla Juventus), la vittoria in casa della stessa Juventus con goal di Simeone, l’alluvione scrosciante di Perugia, il gol di Calori ai bianconeri. La Lazio vinse il campionato dopo nove anni di dominio Juve-Milan (l’anno successivo venne imitata dalla Roma): l’ultima squadra a vincere il tricolore prima delle due grandi strisciate fu la Sampdoria nel 1991.



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La Federation Ivorienne de Football ha annunciato, attraverso il canale televisivo di stato e il suo sito ufficiale, chi guiderà la nazionale degli Elefanti ai prossimi Mondiali: si tratta dello svedese Sven Goran Eriksson. La scelta è stata effettuata dopo aver valutato numerosi nomi, erano tre i principali parametri da soddisfare: oltre all’aspetto economico, la federazione cercava un commissario tecnico con una buona esperienza ai Mondiali e con un curriculum da allenatore di alto livello. L’ex allenatore di Roma, Fiorentina, Sampdoria e Lazio alla fine l’ha spuntata su una nutrita serie di candidati.
Sicuramente lo svedese non manca d’esperienza, tanto in ambito di club, quanto in quello delle nazionali, ricordiamo che ha già ricoperto il ruolo di commissario tecnico in Inghilterra e in Messico. La federazione ivoriana ha chiesto al nuovo ct una “partecipazione onorevole”, conscia della difficoltà che l’attenderanno in Sudafrica. Drogba e compagni nel girone dovranno incrociarsi con il favorito Brasile, con il Portogallo di Cristiano Ronaldo e con la Corea del Nord. Non sarà facile ma ad Eriksson non manca l’esperienza per riuscire a ottenere buoni risultati.
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“It’s business, not pleasure” scrive Neil Custis sulle pagine del The Sun. L’articolo da lui firmato sul tabloid inglese parla di una intervista rilasciata da Wayne Rooney circa il suo rapporto con Fabio Capello, dichiarazioni che lasciano trasparire un profondo rispetto dell’attaccante del Manchester United nei confronti del suo ct. Anzi, quasi paura; perché il “sergente di Pieris” è tipo senza fronzoli, ben più duro e poco malleabile di Sir Alex Ferguson, allenatore del numero 10 coi Red Devils che pure non ha la fama di intrattenitore di inarrivabile simpatia. Nessun divertimento, si lavora e basta.
“Quando ci ritroviamo per allenarci con la Nazionale, noi siamo lì per lavorare e basta, non per parlare di arte o delle nostre vite private. Noi non chiediamo niente a lui e il tecnico non chiede niente a noi. E alla fine dell’allenamento, ognuno va a casa propria” ha dichiarato Rooney, sabato scorso promosso capitano dall’italiano nell’amichevole a Doha contro il Brasile. La soggezione nei confronti di Capello è così spiegata: “Si tratta di piccole cose, come quando ti cammina accanto nel corridoio e sembra che nemmeno ti veda o il modo in cui si muove o come ti guarda. Tu sai che è un uomo duro, ma ha anche quell’aura che lo accompagna e che ti intimidisce tantissimo“.
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Durante tutta l’estate, dopo l’ultima partita giocata con la maglia della Juve da Pavel Nedved, si sono rincorse le voci circa il suo destino. Si è parlato di un ritorno alla Lazio, poi di un’avventura a Parma prima e a Bari poi. Ad un certo punto c’è anche stata la clamorosa ipotesi di una chiamata nell’Inter di Massimo Moratti e José Mourinho che ha fatto tremare non poco i tifosi juventini.
Più di recente sembrava che il suo futuro dovesse essere in un qualche campionato estero di minore importanza dal punto di vista sportivo in grado però di offrire al ceco un contratto milionario. Dopo l’ipotesi americana e quella inglese con Eriksson al Notts County, sembrava quasi sicuro un suo accasamento nel club arabo dell’Al Ahly. Il suo nome era stato suggerito alla dirigenza dall’ex tecnico Ivan Hasek che attualmente ricopre il ruolo di allenatore e commissario tecnico della Repubblica Ceca e che avrebbe voluto Pavel in nazionale ai prossimi mondiali. Il ceco ha però fatto sapere oggi attraverso il suo sito ufficiale di aver deciso di ritirarsi definitivamente e questa volta non ci saranno ripensamenti.
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