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Bruno Gentili prende il posto di Civoli in Rai: "Per me è un onore"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Tra le molte novità che riguarderanno la nuova stagione televisiva della Rai e di Mediaset c’è anche un importante avvicendamento per ciò che concerne le telecronache della nazionale italiana. Sarà infatti Bruno Gentili, che ha esordito alla radio nel ‘78 come spalla di Ameri e Ciotti, diventando poi vice-direttore responsabile di Raisport nel 2007, a commentare gli incontri della nazionale azzurra fin dal prossimo impegno. Dall’11 agosto 2010 prenderà il posto di Marco Civoli, diventerà voce ufficiale degli azzurri per la Rai, e narrerà le gare della nuova nazionale di Prandelli. Firenzeviola.it ha intervistato Gentili che si è detto onorato per questa nuova avventura:

Prima di tutto, ci permetta di farle i nostri complimenti.
“E’ una grande responsabilità, si tratta di un’eredità difficile ma credo sia nel mio destino. Prima con Ciotti, poi con Civoli e tutti colori che mi hanno preceduto. Sarà un onore raccontare l’Italia”.

Via, dunque. Che Nazionale si aspetta?
“Un’Italia coraggiosa, figlia della filosofia di Prandelli. Coraggio nelle scelte e nel gioco, freschezza, gioventù ed intraprendenza, così come ha dipinto negli anni la sua Fiorentina. Ha sempre anteposto il gioco al risultato; per questo forse non è riuscito a mettere niente in bacheca ma sono molto fiducioso”.


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Europei 2008: la Rai li ha raccontati decisamente male

pubblicato da vieni_127

La nostra “amata” televisione pubblica un passettino in avanti rispetto a due anni fa lo aveva fatto: acquistare i diritti per tutte e 31 le partite degli Europei austro-elvetici faceva ben sperare i calciofili estivi, in barba ai Mondiali del 2006 quando Sky s’era aggiudicata tutto il cucuzzaro lasciando le briciole a mamma Rai. Ma oggi, 30 giugno, all’indomani della finale vinta dalla Spagna è tempo di fare bilanci anche per quanto riguarda la qualità del servizio offertoci: trasmissioni quotidiane, approfondimenti e, immancabile, la partita serale hanno offerto spunti per constatare che in fondo i geniacci delle prime tre reti non ci sanno fare più di tanto.

Si salvano solo gli autori delle clip e gli addetti al montaggio: chi ci ha messo la faccia o la voce, invece, non se l’è cavata alla grandissima, forse non per demeriti propri quanto per questioni anagrafiche, scolastiche e di dizione. Sorvolando circa la copertura da Casa Azzurri dove Bisteccone Galeazzi si spaparanzava su una sedia che a fatica lo conteneva dopo la succulenta cena e Varriale esprimeva la sua napoletanità con quell’accento da scugnizzo, spostiamoci negli studi italiani dove ha catalizzato la scena un baffuto sentenziatore, quel Marino Bartoletti al limite del sopportabile che ha intriso di saccenza stucchevole ogni suo intervento. I Lauro e le Ferraris di turno lo facevano “andare” come se fosse il depositario di tutta l’ironia e la competenza del mondo: gli spettatori di casa hanno imparato a cambiare canale.

Grandi anche i moviolisti: l’imbalsamato e vetusto Carlo Longhi ha offerto la sua esperienza per conciliarci pisolini inattesi (anche perché di moviole il tifoso italiano ne ha le tasche piene), il buon Tombolini si è inventato il semaforo facendoci finalmente capire la regola del fuorigioco. E la sera c’era poi l’immancabile appuntamento con Notti Europee in cui il suddetto ex arbitro belloccio e brizzolato duettava con Teo Teocoli come se stessero nel salotto di casa propria, con un Jacopo Volpi talmente a suo agio da apparire poco professionale e per niente contagioso. Qualche sorrisino, però, il caro Teocoli ce l’ha regalato: almeno questo.

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