
Un inferno dantesco con la pista di atletica intorno. Così il Mirror ha definito il San Paolo, teatro della sconfitta del Manchester City che ha pregiudicato pesantemente agli inglesi la qualificazione al turno successivo. I tabloid d’oltremanica hanno descritto il San Paolo come una bolgia infernale paragonabile in Europa solo all’Anfield Road di Liverpool o al Velodrome di Marsiglia. “In Europa è tutto fumo e niente arrosto” e “non bastano i soldi per garantirti il successo“, commenta il Daily Mail. – Video Napoli - Manchester City 2-1 –
“Una squadra ordinaria rispetto alla versione scintillante della Premier League“, titola il Daily Telegraph riferendosi alla doppia faccia del City. “Cavani spinge il Manchester City verso l’eliminazione dalla Champions League“, è il titolo del più autorevole Guardian, che sottolinea come ci siano stati “solo sprazzi di brillantezza da parte del City, incapace di reggere una sfida assordante, pirotecnica”.
L’unica nota stonata nella magica notte del Napoli è l’accoltellamento, in maniera non grave, di un tifoso 19enne inglese. Il giovane stava uscendo con altri amici dalla Stazione Marittima quando, all’altezza del Varco Pisacane, è stato aggredito da un gruppo di giovani con il volto coperto da sciarpe e a bordo di scooter. Il 19enne è stato colpito all’anca sinistra: soccorso immediatamente da agenti di polizia che sono arrivati sul posto subito dopo l’aggressione, è stato trasportato all’ospedale Loreto Mare. Se la caverà con una prognosi di cinque giorni.
Le Foto di Napoli - Manchester City 2-1




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Dopo l’ultima Balotellata, qualche giorno prima del trionfante derby stravinto dal City all’Old Trafford, Balotelli è stato scelto come testimonial per una campagna di sicurezza sui fuochi d’artificio. Altri tipi di fuochi d’artificio, di certo meno pericolosi, Balotelli li sta facendo scoppiare tra i media britannici e per la sua tifoseria. In Inghilterra l’attaccante italiano sta spopolando dopo la doppietta realizzata ai Red Devils.
I tabloid ed i quotidiani britannici si sono sbizzarriti: per il Sun Balotelli è diventato l’uomo missile (ricordando la ragazzata dei fuochi d’artificio). Il tabloid incensa Balotelli: “I vicini non sono piu’ rumorosi, ma spaccano le finestre e abbattono le porte d’ingresso. Lo United, 19 volte campione, esce completamente umiliato, è il punto più basso dei 25 anni in panchina di Fergie”.
Il Guardian non vuole essere da meno e titola “Balotelli incendia il Manchester United”, così come il Daily Mail che apre con “L’uomo missile incendia il derby con una doppietta che umilia lo United”. E i tifosi del City? Per loro è ormai un idolo e dopo avergli dedicato un coro personalizzato la scorsa stagione, hanno già fatto fatto stampare delle magliette con la frase mostrata dopo i gol segnati allo United, impressa sulla t-shirt.








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Il gioiellino dell’Udinese Alexis Sanchez è ad un passo dal Chelsea, lo ha rivelato questa mattina il tabloid britannico The Sun. Il quotidiano da per certa la vicina conclusione della trattativa tra i friulani e il club di Roman Abramovich. A dare conforto a questa ipotesi anche il patron Giampaolo Pozzo che avrebbe rivelato: “Con il club abbiamo parlato di 25 milioni di sterline o forse qualcosa in più. E’ vero, c’è anche l’interessamento dell’Inter che per ora abbiamo deciso di accantonare”. I londinesi sarebbero quindi in pole position rispetto ai nerazzurri di Massimo Moratti.
In Italia però le voci circa il prossimo trasferimento non sono così certe, Sky Sport 24 questa mattina ha raccontato al contrario di un raffreddamento delle contrattazioni a causa delle esose pretese dell’Udinese. La società chiede una cifra compresa tra i 25 e i 30 milioni di euro, questo avrebbe scoraggiato Abramovich tanto da convincerlo a mettere da parte, almeno per ora, la trattativa che porta al cileno. Tutto questo, è chiaro, gioca a favore dell’Inter che invece avrebbe scelto di rimandare l’assalto alla prossima stagione.
Cade a pennello quindi la trasferta nerazzurra in Friuli di domenica prossima, in quell’occasione i dirigenti milanesi con in testa Marco Banca potranno provare a sondare nuovamente il terreno con la famiglia Pozzo. Molto a questo punto dipende dagli “umori” del presidente del Chelsea, se deciderà o meno di investire sul cileno assecondando le richieste udinesi o meno. Se l’affare non dovesse andare in porto allora l’Inter sarebbe favoritissima a giugno, anche considerando che Sanchez avrebbe espresso il desiderio di restare in Italia. Vedremo come si evolverà questa vicenda nei prossimi giorni.

Tempi duri per Roberto Mancini, allenatore del Manchester City. La sconfitta contro il Wolverhampton ha incoraggiato la pungente stampa britannica, mai troppo tenera con il Mancio. La classifica, in realtà, non sembra così drammatica: il City è quarto con 17 punti a 8 punti dall’inarrestabile Chelsea, ma a soli 3 dall’Arsenal e dal Manchester United.
(Risultati, Video e Classifica Premier League). Ma evidentemente gli abbondanti investimenti fatti dal club di Manchester avevano illuso più di qualcuno. Il Sun ci è andatto giù duro con un gioco di parole inquietante. Un passaggio dell’articolo sul tabloid britannico:
“È difficile trovare un solo giocatore all’interno dello spogliatoio che vada d’accordo con Mancini. È un gran casino. Certe volte lui cerca di fare anche il duro, ma nessuno lo prende sul serio. Lo spirito di gruppo non c’è più perchè non c’è rispetto per il tecnico e ci sono giocatori che scommettono su quando se ne andrà. Non sanno chi potrà arrivare ma sanno che vogliono Mancini via. Ai giocatori non piacciono i suoi modi. E poi sono perplessi su alcune scelte tattiche. Per esempio non capiscono perchè ha messo dentro un difensore, Pablo Zabaletta, per un attaccante come Emmanuel Adebayor”.
Continua a leggere: Per il Sun Mancini è un morto che cammina

Edgar Davids è sempre stato un personaggio dal carattere abbastanza irascibile, nel corso della sua carriera non sono stati pochi i momenti di black out che lo hanno portato a perdere la pazienza e rimediare eventualmente un cartellino rosso. Ora il suo temperamento è noto anche ai suoi compagni del Crystal Palace, la sua attuale squadra, in particolare ne ha avuto dimostrazione pratica Julian Bennett che un paio di settimane fa ha addirittura sfiorato la colluttazione con l’olandese.
La notizia è stata diffusa dal Sun, il tabloid inglese abile come al solito a raccogliere le indiscrezioni che filtrano dagli spogliatoi delle squadre di calcio. Tutto è avvenuto quando il Crystal Palace stava sostenendo una normalissima sessione di allenamento, secondo un testimone ad un certo punto Bennett ha richiamato con decisione il centrocampista ex Juventus e Milan per una palla persa. Davids non ha digerito il rimprovero e si è scagliato contro il compagno con veemenza, iniziando a urlargli contro.
Continua a leggere: Edgar Davids litiga con un compagno in allenamento, rissa sfiorata

Le convocazioni diramate da Stuart Pearce in vista dei prossimi impegni della nazionale inglese Under 21 hanno fatto scatenare una vera e propria tempesta su Fabio Capello. L’italiano, pur non avendo ancora scelto gli uomini con i quali affronterà i prossimi due impegni di qualificazione per gli Europei, è stato attaccato duramente dalla stampa inglese, particolarmente duro il tabloid Sun che lo raffigura con due orecchie da asino. Il motivo è presto spiegato: nella lista di Pearce figurano Jack Wilshere dell’Arsenal e Andy Carrol del Newcastle, il che equivale a dire che non sono stati presi in considerazione dal ct di Pieris.
Il primo è un diciottenne di belle speranze, ha esordito in nazionale maggiore contro l’Ungheria nell’ultima amichevole disputata dai Tre Leoni e ha fatto vedere ottime cose anche in occasione delle prime due gare di campionato dei Gunners. L’altro è un attaccante di 21 anni balzato agli onori della cronaca per la tripletta realizzata nell’ultimo turno di campionato contro l’Aston Villa, secondo tifosi e stampa potrebbe essere stata utile la sua presenza per rimpiazzare Jermain Defoe che, dovendosi sottoporre ad una semplice operazione all’inguine, sarà costretto a saltare le sfide contro Bulgaria e Svizzera.
Continua a leggere: Fabio Capello sotto attacco, per il Sun è un asino

Risale alla scorsa settimana l’ultimo assalto del Chelsea a Fernando Torres, la società di Roman Abramovich ha messo sul piatto 40 milioni di sterline per l’attaccante spagnolo, il Liverpool ha rispedito l’offerta al mittente e ha ribadito per l’ennesima volta che i pezzi pregiati non si muovono da Anfield Road. A Londra però non sembrano volersi arrendere e molto probabilmente nei prossimi giorni rilanceranno, convinti che prima o poi riusciranno a convincere i Reds a privarsi del loro attaccante.
Secondo una fonte interna alla società londinese, racconta il Sun, prima o poi il Liverpool sarà costretto ad accettare: nei prossimi giorni sulla scrivania di Christian Purslow, direttore sportivo dei Reds, arriverà un offerta di 50 milioni che di sicuro lo porterà a vacillare. In particolare pare che i Blues vogliano fare leva sulla precaria situazione finanziaria del club che soltanto quest’anno ha fatto registrare un deficit di oltre 50 milioni di sterline, perdite che hanno portato ad un debito complessivo di circa 350 milioni. Appare abbastanza chiaro quindi che di fronte ad offerte importanti potrebbero essere costretti a cedere.
Continua a leggere: Il Liverpool dichiara Torres incedibile, ma il Chelsea non si arrende

Tutta la Spagna si ubriacherà titolava qualche giorno fa Marca. E così è stato, perché la festa collettiva ha coinvolto tutti ed ha unito la Spagna. Il goal di Iniesta (giocatore del Barcellona nato in Castiglia e non catalano, come qualche commentatore lo ha erroneamente definito) ha liberato la gioia degli spagnoli che attendevano da sempre una vittoria del genere, mai arrivata in 80 anni di storia della Federazione. Il blocco vincente del Barcellona farà forse dimenticare, per qualche periodo, le ataviche divisioni interne del paese. La tipica inclinazione degli spagnoli alla fiesta, alla movida, si abbina alla perfezione alla gioia estemporanea e incontrollata per la conquista della Coppa del Mondo. Un delirio collettivo che probabilmente durerà ancora per molti giorni.









E arrivò l’ora della Spagna. Come successe per l’Italia nel 2006 quasi tutte le agenzie di stampa del mondo dedicano l’home page alla nazionale iberica, al suo primo trionfo nella competizione mondiale. Apoteosi incontenibile nelle redazioni spagnole: Marca titola con un gigantesco ¡¡¡Campeones, campeones!!!, As è sulla stessa linea con un semplice ¡¡Campeones, El Pais con España en la luna, ABC sceglie il classico Campeones del mundo, El Mundo con un onirico Campeones… y no es un sueño e poi con España, España, España!. Qui la ricca fotogallery con quasi 60 scatti di titoli delle redazioni di tutto il mondo.






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“Arrogante e sopravvalutato“. Gli aggettivi più in voga sui tabloid inglesi indirizzati a Fabio Capello, subito dopo la pesantissima sconfitta contro la Germania, sono questi. Sembra (almeno per il momento) terminata la luna di miele tra il tecnico friulano e l’Inghilterra calcistica. Troppo pesante il passivo nei confronti dei rivali storici di sempre, troppo evidente il gap, soprattutto tattico, mostrato dall’undici allenato da Capello. La grottesca svista arbitrale della terna uruguaiana (l’arbitro Larronda, secondo alcuni giornalisti, avrebbe esclamato “Oh mio Dio” subito dopo aver visto le immagini) che ha privato di fatto gli inglesi del pareggio, serve solo a spostare appena un po’ l’attenzione dall’uomo ritenuto il maggior colpevole della disfatta dalla stampa inglese.
Adesso gran parte degli inglesi vorrebbero la testa di Capello. “L’uomo dalle 6 milioni di sterline che non ne vale nemmeno una”, titola il Mirror, mentre il Daily Mail preme affinché “un uomo d’onore come Capello si dimetta”. In realtà Capello, dopo aver sottolineato l’errore ha già fatto sapere che non ha alcuna intenzione di mollare la barca: “E’ assurdo che nell’epoca della tecnologia, in un mondiale, non si possa avere non dico la moviola, ma almeno un arbitro dietro la porta per evitare che accadano certe cose. Dimissioni? Parlerò con i dirigenti, ma a dimettermi non ci penso proprio”. 





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