
“Arrogante e sopravvalutato“. Gli aggettivi più in voga sui tabloid inglesi indirizzati a Fabio Capello, subito dopo la pesantissima sconfitta contro la Germania, sono questi. Sembra (almeno per il momento) terminata la luna di miele tra il tecnico friulano e l’Inghilterra calcistica. Troppo pesante il passivo nei confronti dei rivali storici di sempre, troppo evidente il gap, soprattutto tattico, mostrato dall’undici allenato da Capello. La grottesca svista arbitrale della terna uruguaiana (l’arbitro Larronda, secondo alcuni giornalisti, avrebbe esclamato “Oh mio Dio” subito dopo aver visto le immagini) che ha privato di fatto gli inglesi del pareggio, serve solo a spostare appena un po’ l’attenzione dall’uomo ritenuto il maggior colpevole della disfatta dalla stampa inglese.
Adesso gran parte degli inglesi vorrebbero la testa di Capello. “L’uomo dalle 6 milioni di sterline che non ne vale nemmeno una”, titola il Mirror, mentre il Daily Mail preme affinché “un uomo d’onore come Capello si dimetta”. In realtà Capello, dopo aver sottolineato l’errore ha già fatto sapere che non ha alcuna intenzione di mollare la barca: “E’ assurdo che nell’epoca della tecnologia, in un mondiale, non si possa avere non dico la moviola, ma almeno un arbitro dietro la porta per evitare che accadano certe cose. Dimissioni? Parlerò con i dirigenti, ma a dimettermi non ci penso proprio”. 





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Nel giorno più amaro è giusto farsi del male fino in fondo e dare uno sguardo ai titoli delle più importanti testate giornalistiche straniere. Dopo aver toccato uno dei punti più bassi della storia della nazionale italiana arriva il comprensibile mare di titoli giustamente sarcastici e beffardi da oltreconfine. Si va dal classico “Arrivederci Italia!”, al “Tutti a casa di Mamma” (alcuni tedeschi, come al solito, non riescono proprio ad evitare stupidi riferimenti extracalcistici), al “Ciao Azzurri”, al liberatorio “Italia? Raus!”. Il titolo del giorno spetta sicuramente al L’Equipe che non può gioire più di tanto per l’uscita degli azzurri e sceglie di mettere saggiamente nel calderone anche la nazionale francese: “L’Italia, l’altro fiasco“. Sembrano lontanissimi i tempi in cui italiani e francesi si prendevano in giro e si contendevano le finali del calcio continentale e mondiale…










Continua a leggere: Stampa straniera: "Arrivederci ridicola Italia, è fiasco!"

Possibilità remota, ma esiste. Nel caso in cui Italia e Nuova Zelanda dovessero pareggiare con lo stesso risultato i rispettivi ultimi incontri contro Slovacchia e Paraguay, per stabilire quale delle due formazioni passerà alla fase ad eliminazione diretta si ricorrerà al sorteggio. Le due nazionali sono appaiate a pari punti in classifica e hanno il medesimo numero di goal segnati e subiti avendo pareggiato per 1-1 entrambe le partite. Esiste un precedente favorevole: la semifinale del Campionato Europeo 1968, quando il 5 giugno, negli spogliatoi del San Paolo di Napoli, l’arbitro tedesco Tschenscher chiama i capitani dell’Italia, Facchetti, e dell’Urss, Scesternev, al termine dalla gara finita 0-0 dopo i supplementari. In quel caso la sorte arrise ai nostri.
I 6 criteri in caso di arrivo a pari punti - Scarica il Calendario del Mondiale
E’ senz’altro una situazione e un girone “da Italia” che ha qualche analogia con il mondiale del 1994, quando gli azzurri di Sacchi si qualificarono solamente come sedicesima squadra agli ottavi (migliore terza per goal segnati: tutte e 4 le squadre chiusero alla pari con quattro punti) in un gruppo abbordabile composto da Norvegia, Messico ed Eire. Con le regole del mondiale attualmente in corso quell’Italia che arrivò in finale non si sarebbe qualificata. Ma si trattava sicuramente di un’altra nazionale a cui i campioni non mancavano, a cominciare da Roberto Baggio. Oppure, tornando indietro nel tempo, come non ricordare i famigerati e contestatissimi tre pareggi del 1982 prima del trionfo: anche in quell’occasione gli azzurri di Bearzot si qualificarono solo grazie alla differenza reti. Altri tempi e soprattutto…altre Italie.





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Nella miriade di caratteri cubitali manca un titolo che ci poteva stare: “New Zealand…Old Italy”. A scrivere in italiano ci pensa invece il sito del tabloid tedesco Bild con un “Mamma mia, Italien!” che sintetizza in pieno lo stato d’animo dei tifosi italiani e della critica sportiva. Ci si aspettava titoli ben peggiori dopo aver visto all’opera l’Italia. Forse anche la stampa straniera (e non solo quella italiana) è ormai consapevole del livello mediocre di questa nazionale e non piccona più di tanto gli azzurri. “I campioni vacillano” titola Marca che pone l’accento sul fatto che l’Italia vista quest’oggi è solamente una caricatura di quella che quattro anni fa vinse il mondiale. “Per l’Italia è All Black” è il titolo dell’argentino Ole che scherza con l’appellativo dei calciatori neozelandesi (All Whites).
“L’Italia, piano piano…” si consolano i francesi di France Football (e ne avrebbero un gran bisogno). “Il dolce odore del successo” (The sweet smeltz of success) scrive The Sun non rinunciando al solito gioco di parole (smell in inglese significa odore, Smeltz è l’autore del goal neozelandese). I quotidiani neozelandesi esaltano il risultato storico dei kiwi concedendo, per una volta, spazio al calcio. Ma senza esagerare perché il test match della nazionale di rugby neozelandese stravinto contro il Galles è ancora al centro dei dibattiti sportivi e quella calcistica rappresenta solo una dolce, insperata, ma breve parentesi.




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Il titolo più acido spetta sicuramente ad As (”L’Italia resta favorita senza un perché”). A parte la fallacia della frase (l’Italia non è mai la favorita assoluta nemmeno per gli italiani), dopo aver ormai appurato negli anni la frequenza degli attacchi della stampa iberica al calcio italiano, verrebbe da dire che alcuni spagnoli nel calcio si sentono presuntuosi senza un “perché storico”… Altri giornali spagnoli come Marca ed El Pais rimarcano invece la consuetudine della nazionale italiana di esordire soffrendo al mondiale.
(Video Italia-Paraguay 1-1)
Analogie tra mondiali a parte (ma nel 2006 l’Italia battè il Ghana all’esordio e fu anche convincente), la nazionale allenata da Marcello Lippi anche all’estero è apparsa tatticamente disciplinata, ma pericolosamente priva di creatività in fase offensiva. Beffardo il titolo dell’argentino Ole (”Forza Paraguay”) che viaggia sulla sottile linea della simpatia per la nazionale sudamericana e dello stuzzicare i campioni del mondo in carica. France Football parla di paura dell’Italia, mentre i quotidiani inglesi pongono l’accento su De Rossi che è riuscito a salvare gli azzurri dal baratro. Tranne uno, il solito Sun, sempre fantasioso e originale con i titoli ed i giochi di parole: apre con “Escape from Alcaraz”, in riferimento al giocatore che ha portato in vantaggio il Paraguay e al famigerato film “Fuga da Alcatraz”.





Per il pacchiano errore in cui è incappato il povero Robert Green, che ha permesso agli USA di pareggiare contro l’Inghilterra, non poteva mancare la motivazione sentimental-gossip nella patria dei tabloid e dei pettegolezzi. La stampa inglese si è buttata a capofitto sulla storia finita male del portiere inglese con la bella modella canadese Elizabeth Minnett (cornuto e mazziato, troppo scontata la battuta). Il Daily Mirror parla di un Green “apparentemente devastato” per la rottura con la fidanzata Elizabeth Minett, lasciata alla vigilia della partenza per il Sudafrica dopo 20 mesi di relazione.
Ma per l’agente del giocatore, Andy Evans, la storia non regge per niente: “La rottura con la fidanzata non ha avuto alcuna ripercussione sulla concentrazione di Robert, anche perché la loro storia era finita molti mesi fa”. Dal canto suo Green non ha cercato facili giustificazioni derivanti da problemi personali e palloni Fifa imprevedibili: “La palla non ha alcuna responsabilità – ha detto Green – perché avrei dovuto stopparla e basta. E’ stato un autentico errore, un orribile errore e ora io devo affrontarlo. E’ facile avere fiducia quando le cose vanno bene, ma è quando la faccenda si mette male che occorre essere mentalmente forti e io lo sono“.





“Hand of clod”, ovvero mano di argilla. E’ uno dei soprannomi affibbiati dalla stampa inglese al povero Robert Green all’indomani della papera che ha regalato agli Stati Uniti un pareggio inatteso contro l’Inghilterra. E non è nemmeno il più cattivo. “Un portiere di merda rovina un esordio da sogno“…Sulla graticola, inevitabilmente, ci è finito anche Fabio Capello, reo secondo i tabloid di aver dato fiducia a Green e di non aver saputo imprimere un marchio di gioco alla squadra. “La federazione paga Capello 6 milioni di sterline all’anno per avere da lui qualità nelle scelte e nel gioco. Ebbene, l’allenatore ha detto di aver deciso di puntare su Green dopo l’amichevole contro il Messico a Wembley, 19 giorni fa. Ma quella sera a Wembley eravamo in 90000, e tutti ci accorgemmo che Green non dava la sensazione di sicurezza che si chiede a un portiere. Il prescelto doveva essere James, reduce da una fantastica annata col Portsmouth“, scrive il Daily Mail.
Green è distrutto e non lo nega: “E’ stato un grave errore, non ho scusanti. Nella vita di un portiere possono accadere cose simili, infatti per giocare in questo ruolo bisogna avere spalle forti. So bene che da stasera almeno 50 milioni di inglesi ce l’avranno con me, e non posso dar loro torto. Ma ora è necessario rialzarsi” . Sul fronte Italia-Paraguay comincia a scaldarsi l’atmosfera. Santa Cruz non ha dubbi e secondo lui l’Italia non ha speranze:




Ci ha pensato il The Sun, tabloid inglese che non disdegna mai un pizzico di ironia, a soprannominarlo così: aggiungete una “a” al suo cognome e voilà, nel mondo del calcio è atterrato il Messia. Lionel Messi ieri ha fornito una delle prestazioni individuali più eclatanti di tutta la storia di questo sport, siglando ben 4 gol in un quarto di finale di Champions League, gol tutti diversi, tutti belli a loro modo, un exploit difficile non perché non ci avesse già abituato in passato a cose di questo genere, ma perché la Pulce riesce a confermarsi ogni partita, sempre di più. Di solito i giocatori forti, quando usciti allo scoperto, vengono imbrigliati da rudi difese avversarie, asfissiati, rendendo loro la vita più difficile che a chiunque altro atleta in campo.
Ma l’argentino, benché gli allenatori avversari studiano ogni volta come fermarlo, pare giocare da solo, avendo comunque intorno un apparato di primissima qualità. Aggredisce gli spazi, è brevilineo, veloce e con un cambio di passo impressionante, un mancino naturale che di destro se la cava, basso come una pulce ma capace di segnare di testa in una finale di Champions, aggira le linee, è freddo sotto porta, dribbla con facilità, ripiega quando serve e non disdegna assistenze ai compagni. “Perfect 10: Prima c’era Pelè, poi è arrivato Maradona… Ora salutiamo il nuovo re” ha titolato oggi il Mail Online, ma la stampa iberica e inglese si è scatenata tessendo lodi e panegirici all’attuale Pallone d’Oro.
La gallery del trionfo di Messi e compagni
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Il pubblico del Bentegodi ieri ha salutato il fischio finale della partita tra Chievo e Catania con una marea di fischi, l’incontro è stato a dir poco soporifero con le due squadre attente soprattutto a non farsi male. Le uniche emozioni sono concentrate in dieci minuti della ripresa, nell’arco di tempo che va dal gol di Sergio Pellissier al pareggio, grazie ad un generoso rigore concesso da Giannoccaro, di Maxi Lopez. Prima e dopo il nulla, a conferma di quella che era la sensazione circolata in settimana e cioè che le squadre non avrebbero disdegnato l’equa divisione della posta in palio.
Gli allibratori inglesi giovedì avevano sospeso le giocate per questa partita, insospettiti dall’enorme volume di danaro generato da un evento che aveva per protagoniste due compagini non proprio conosciutissime in terra d’Albione. La stessa cosa è accaduta anche in Italia dove non è stato più possibile scommettere su questa partita addirittura a partire da mercoledì. I Monopoli di Stato hanno segnalato l’anomalia alla Federcalcio e alla Lega Calcio, Abete ha confermato tutto e ha fatto sapere che si stanno raccogliendo informazioni in merito, precisando però che nessuna inchiesta al momento è stata aperta.
The day after: i quotidiani inglesi si inchinano allo strapotere interista e celebrano l’uomo venuto dal Portogallo, mai così tanto rimpianto dai sudditi di Sua Maestà. “Perchè l’hai cacciato, Rom?” si chiede il Sun (Rom è Roman Abramovich), che apre con un titolo ad effetto omaggiando la vittoria di Mourinho (”Special Won”). L’autorevole The Guardian sostiene senza mezzi termini che “il Chelsea è stato disintegrato dall’Inter“, complimentandosi con l’Inter per la perfezione tattica mostrata all’Old Trafford. “Sconfitti, e sconfitti male, sopraffatti, brutalizzati, umiliati sul proprio campo”, commenta il Daily Mirror che registra come “un’altra stagione, un altro manager, un altro fallimento in Champions League”.
E sempre il Daily Mirror è ancora più spietato e traccia una lista di “dieci cose imparate guardando Chelsea-Inter”.“L’antitesi del Milan: fisicamente dominante, competitiva, cinica e quando necessario furba e rapida nel contropiede. Tutto quello che era il Chelsea quando questa squadra era di più che la somma delle parti”, recita un titolo del Daily Mail. Per il Times “Ancelotti è ancora ossessionato dai fantasmi del passato”; la stessa testata ammette che “nella notte più deprimente per Ancelotti allo Stamford Bridge, l’Inter ha ricordato che c’è ancora vita in Serie A“.



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