
Addii eccellenti a non finire, giocatori che tossiscono, visite a domicilio di Mancini e dei suoi petroldollari, chi più ne ha più ne metta: Adriano Galliani, non c’è che dire, ha il suo bel da fare per rendere credibile il Milan che verrà, ingarbugliato com’è tra rinnovi, diritti di riscatto, operazioni a costa zero e cessioni senza rimetterci. Guazzabuglio che il factotum rossonero ha sempre dimostrato di dominare con agio e destrezza, anche a costo di essere impopolare; così innanzitutto ha messo a taccuino Bakaye Traorè (centrocampista maliano proveniente dal Nancy di cui si sa fondamentalmente poco), quindi ha salutato senza troppe lacrime i mammasantissima della vecchia guardia, infine ha dovuto ricorrere a scudo ed elmetto per difendersi dagli assalti di numerosi club esteri interessati a Thiago Silva (ufficialmente) e a Zlatan Ibrahimovic (pour parler):
“Ibrahimovic dopo la gara col Novara è venuto a casa mia: ci ho parlato due ore, sento il suo agente ogni giorno e non mi ha mai parlato di mal di pancia. Thiago Silva? L’assedio è solo su di lui, tutti i big spagnoli e inglesi si sono concentrati su di lui. Con Mancini, però, è stata solo una visita di cortesia. Resterà a Milanello, resisteremo a tutte le tentezioni che ci sono e che sono molto forti. Tutta l’Europa lo vuole, ma noi resistiamo. Ci sono club che hanno una grande disponibilità economica, noi faremo di tutto per tenerlo. Lo stesso discorso vale per Ibra, anche lui resterà al Milan. La frase apparsa su Twitter non è vera (Se resto resto, se vado vado, ndr)”.
Così ha parlato oggi Adriano Galliani in una conferenza stampa volta a spiegare come sta muovendosi ufficialmente il Milan in chiave mercato; tanti i nomi e gli argomenti trattati, ma di sicuro ha fatto specie venire a conoscenza che Maxi Lopez e Alberto Aquilani non verranno riscattati, non alle condizioni pattuite con Catania e Liverpool rispettivamente quattro e dieci mesi fa:
“Maxi non verrà riscattato, nonostante sia contento di quello che ha fatto. Anche Aquilani non sarà riscattato, ma dopo il 1° giugno vediamo se riusciamo a trovare un nuovo accordo con il Liverpool”.
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A stagione ormai conclusa Massimiliano Allegri si è intrattenuto con i tifosi abbonati a Milan Channel in una lunga chiacchierata durante la quale sono stati toccati molti tempi. Si è fatto il punto del campionato appena finito, ma non sono mancate le domande sul futuro dei rossoneri, in tal senso l’allenatore ha rassicurato tutti sulla competitività della squadra per la prossima stagione. Riguardo al secondo posto di quest’anno il livornese si è comunque detto soddisfatto, un cammino quello percorso alla pari di quello dell’anno scorso che aveva portato il tricolore, con la sola differenza di aver incontrato sulla strada una Juventus che, soprattutto nel finale, ha corso di più:
“Nessuno l’anno scorso pensava che si potesse vincere lo scudetto: non eravamo partiti bene. Quest’anno, quando sembrava tutto facile, non è andata come speravamo. Avevo detto che ci sarebbero voluti più punti degli 82 della scorsa stagione per vincere lo Scudetto, la Juventus è andata molto forte nel finale mentre noi abbiamo fatto più o meno lo stesso cammino della scorsa annata”.
La preoccupazione dei milanisti riguarda però soprattutto il prossimo anno. Dopo l’addio di molti campioni ormai arrivati alla fine della loro corsa soprattutto per ragioni anagrafiche, c’è la paura che il Milan non riesca a rimanere competitivo, timore alimentato soprattutto dagli spifferi provenienti dal calciomercato, dalle voci che vorrebbero Ibrahimovic e Thiago Silva nella lista dei partenti. Allegri getta acqua sul fuoco e garantisce che i due fuoriclasse resteranno alle sue dipendenze:
“La prossima stagione sarà molto importante per Pato. Credo anche che nella sua evoluzione Boateng potrà diventare una grande mezz’ala. Ibra e Thiago Silva? Il presidente Berlusconi ci tiene molto a tenere i suoi campioni, è per questo che penso che rimarranno con noi. Ibrahimovic è molto contento di rimanere al Milan e io sono ultra-contento che lui rimanga. È un campione e deve rimanere al Milan, anche perchè io preferisco allenare i campioni”.
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Il ct del Brasile, Mano Menezes, ha diramato le convocazioni per le amichevoli che i verdeoro giocheranno con la Danimarca il 26 maggio, ad Amburgo, con gli Stati Uniti il 30 maggio a Washington, con il Messico il 3 giugno a Dallas e contro l’Argentina il 9 giugno a New Jersey. Il Brasile si deve preparare all’Olimpiade di Londra dove sarà guidato dallo stesso Mano Menezes. “La lista può contare su un’ampia base di giocatori under 23“, ha spiegato Menezes. Escluso ancora Kakà, oltre a Julio Cesar e a Ronaldinho, presente Pato.
La lista dei 23 convocati
Neto (Fiorentina), Rafael (Santos), Jefferson (Botafogo); Thiago Silva (Milan), Juan (Inter), David Luiz (Chelsea), Bruno Uvini (Tottenham), Daniel Alves (Barcellona), Danilo (Porto), Marcelo (Real Madrid), Alex Sandro (Porto); Casemiro (San Paolo), Sandro (Tottenham), Rômulo (Vasco da Gama), Ganso (Santos), Oscar (Internacional), Lucas (San Paolo), Giuliano (Dnipro); Pato (Milan), Hulk (Porto), Leandro Damião (Internacional), Neymar (Santos), Wellington Nem (Fluminense).
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Milan - Barcellona, atto terzo in questa stagione: dopo il 2-2 del Camp Nou e il 2-3 di Messi e soci nella casa rossonero, domani sera i blaugrana faranno nuovamente visita alla banda di Allegri per giocarsi il passaggio alle semifinali di Champions League, edizione 2011/2012. Partita da non perdere per gli appassionati di calcio (verrà trasmessa, oltre che su Sky e Mediaset Premium, anche in chiaro su Rai Uno), gara vibrante che di sicuro vedrà incollati allo schermo milioni di tifosi milanisti, oltre ai fortunati che potranno assistere alla partita dal vivo da San Siro. Favorito è il super Barça di Pep Guardiola, ma quando si tratta di Milan nulla è scontato, perché se è vero che alcune defezioni pesano in modo particolare (Thiago Silva su tutti), c’è da dire che con un Zlatan Ibrahimovic come quello visto nell’ultimo periodo (e col dente avvelenato da ex) nulla sarà scontato. Massimiliano Allegri nella conferenza stampa della vigilia appare sereno e al contempo carico:
“Affronteremo la squadra più forte d’Europa, la detentrice del trofeo. Servirà una grande prestazione. Le due partite del girone sono state diverse: l’andata è stata prettamente difensiva da parte nostra, mentre la seconda è stata più aperta, con gol e tante occasioni. Domani servirà una prestazione come quella. Giocando in quel modo ci prendiamo qualche rischio, abbiamo commesso qualche errore che contro una formazione come il Barça devi ridurre. Sul piano tattico oggi abbiamo l’ultimo allenamento e proveremo alcune situazioni. Sul piano delle motivazioni quando affronti una gara del genere non devi caricare molto la squadra. Tutto viene da sé. Certo, servirà coraggio in un doppio confronto come quello che ci attende. Come ho già detto servono gol e incassare meno gol.
Come detto una bella bega sarà rappresentata dall’assenza del difensore centrale Thiago Silva, anche se Allegri non si fascia la testa anche perché per fermare i catalani bisogna proporre gioco, più che cercare di limitare quello degli avversari:
“Thiago è un campione e sicuramente mancherà. Nesta però sta bene e oltre a lui ho altri giocatori a disposizione. Dispiace per le assenze che ci sono e per aver perso Thiago Silva domenica. Mi sarebbe piaciuto affrontare il Barcellona al completo, ma questo non vuol dire che non siamo pronti per affrontare la formazione spagnola. Chiudersi per fermare il Barça? Per i giocatori che ho a disposizione credo sia dura fare una gara come quella dell’Inter di Mourinho al Camp Nou. Quell’Inter era più fisica di noi che invece abbiamo più tecnica. Questa squadra fa fatica a difendersi vicino all’area di rigore. Anche contro la Juventus quando ci siamo abbassati abbiamo incassato gol”.
Accanto al tecnico livornese, c’è anche il grande atteso per la partita di domani, l’ex di turno (non è il solo, c’è anche Gianluca Zambrotta) Ibrahimovic. Lo svedese è più diplomatico del solito:
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Maurizio Zamparini ieri se n’era uscito con un’intervista sulla Gazzetta dello Sport con un poco ottimistico “Mutti resterà anche se perdiamo, e al 95% perderemo” e in effetti vedendo il Palermo di questo pomeriggio contro il Milan c’era poco di che sperare; fin dall’inizio della partita i rosanero si sono mostrati impauriti e col baricentro basso, in balia delle folate di qualità rossonere. E così dopo una fase di studio che è servita più che altro a Zlatan Ibrahimovic per scaldare i motori, il Diavolo ha premuto sull’acceleratore e per il povero Palermo è stata notte fonda (e ora sono 8 gol subiti in due partite, chissà se Mutti potrà dormire davvero sonni tranquilli), nonostante il Barbera aveva prodotto 10 vittorie su 12 gare giocate per i rosanero che, per di più, non perdevano contro il Milan in casa dalla stagione 2005/06. E i microfoni, a fine partita, non si sono accesi che per ascoltare le parole del super protagonista di serata Ibrahimovic:
“Il Milan è forte anche senza Ibra, perché una grande squadra ha tanti giocatori forti e anche senza di me la squadra ha dimostrato di saper giocare bene e vincere. Faccio firmare il pallone a tutti e poi lo do ai miei bimbi per giocare. Messaggio alla Juve? No, è un messaggio per noi. Questa è una vittoria importantissima. Non è facile giocare qui a Palermo ma noi abbiamo fatto bene. Quello che è successo è successo, ma la squadra ha fatto bene anche senza di me, vincendo due partite e pareggiandone una, che tra l’altro meritavano di vincere. Ora l’Arsenal, abbiamo un buon vantaggio, andiamo li per passare il turno”.
Queste le parole dello svedese affidate a Premium Calcio ancora sul prato di gioco. Pochi minuti dopo è toccato a Massimiliano Allegri, via Sky Sport, analizzare la scintillante vittoria, la cui ciliegina sulla torta è stata rappresentata dal gol del poker firmato dall’impeccabile Thiago Silva:
“Oggi abbiamo fatto una grande partita, i ragazzi sono stati molto bravi. Abbiamo iniziato molto bene, Ibrahimovic ha fatto tre gol molto belli. Vincere a Palermo era importante, credo sia una vittoria fondamentale. Robinho? Oggi ha fatto molto bene, ha corso, fatto assist, si è sacrificato molto in copertura. Antonini e Emanuelson come stanno? Antonini ha avuto un risentimento ai flessori. Ad Emanuelson si è girata la caviglia ma non dovrebbe essere niente di grave. Quando si vince così bisognerebbe stare più attenti, cercare di addormentare la partita, perché a volte con giocate di un certo tipo è più facile farsi male. L’Allegri ironico delle ultime settimane? Sono sempre lo stesso Allegri, ora uso l’ironia perché qualcuno non capisce. Faccio una battuta? Dopo stasera ridò a Marotta il permesso di parlare. La Juve stasera? Devo già pensare all’Arsenal…”.
Le foto di Palermo - Milan 0-4




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In mattinata si erano registrate le dichiarazioni di Marcello Nicchi contro le frasi rilasciate da Gianluigi Buffon alla fine di Milan - Juventus, il presidente dell’Aia in particolare aveva criticato il numero uno bianconero ritenendo diseducative le sue parole a maggior ragione perché pronunciate dal capitano della nazionale azzurra. Non si è fatta attende la risposta dell’estremo difensore che dal ritiro dell’Italia a Genova ha confermato tutto e, senza mostrare pentimento, ha confermato quanto espresso a caldo nella sala stampa del San Siro a proposito del gol fantasma non assegnato ai rossoneri e cioè che non avrebbe aiutato l’arbitro se pure si fosse accorto che la palla era entrata:
“Non capisco che tipo di aiuto chieda Nicchi. Sinceramente, mi sembra una retorica avvilente, quasi stucchevole. Allora facciamo arbitrare i giocatori a questo punto. Io Io non devo giustificarmi, la gente scriva quello che pensa, io ripeto che in quella situazione non ho visto nulla. Il rispetto e la stima che hanno i miei compagni mi basta, non mi importa nulla e sono contento di come sono, sono ancora più orgoglioso di essere fatto in questa maniera, sono molto più leale di tanti che si accaniscono su determinate frasi”.
Il portiere ha concluso aggiungendo che dietro tanta retorica vede soltanto un rinnovato timore nei confronti della sua Juventus, un aspetto che non può che fargli piacere. Gigi Buffon può consolarsi con la solidarietà che arriva da dove meno te lo aspetteresti e cioè da uno dei rivali di sabato sera, uno che dall’errore di Tagliavento e Romagnoli è stato danneggiato: parliamo di Thiago Silva che senza troppi problemi ha ammesso di condividere il pensiero del suo collega juventino. Il difensore brasiliano con onestà ammette che avrebbe fatto lo stesso al posto dell’estremo difensore e speriamo che le sue parole possano aiutare a stemperare il clima di estrema tensione che si respira:
“Io avrei fatto lo stesso se avessi salvato un gol oltre la linea. Secondo me è giusto, il suo comportamento l’avrei avuto anche io fosse successo il contrario. Il calcio è la mia vita, è il mio lavoro, io non avrei parlato. In una partita importante come questa è l’arbitro che non può sbagliare. Io l’ho vista entrare quella palla ed ero a centrocampo, mi chiedo come sia possibile che il guardalinee non l’abbia visto, incredibile. Per partite così importanti ci sarebbe bisogno di un aiuto della tecnologia”.
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Fino a questo momento l’Allegri bis sulla panchina del Milan sta andando più che bene: i rossoneri sono in vetta alla classifica, agli ottavi di Champions e giocano un calcio aggressivo, dinamico e prolifico. Eppure a voler essere maligni c’è qualche scricchiolio nella macchina apparentemente ben oliata del Diavolo; più nello specifico non sono passate inosservate le parole di Alexandre Pato, stella offensiva milanista, al Corriere della Sera e a quello dello Sport:
“Vorrei avere un rapporto più diretto con Allegri. Credo che un allenatore dovrebbe sempre fermarsi a spiegare i difetti a un suo giocatore. E’ l’unico modo per migliorare. Io vado a Milanello tutti i giorni per questo, e quindi anche per me sarebbe più semplice se venissero indicate le mie mancanze: se nota qualcosa che non va nel mio gioco, potrebbe venirmelo a dire direttamente e parlarne insieme. Allegri dice che dovrei giocare con più cattiveria? Ancelotti invece veniva direttamente da me e mi spiegava quello che dovevo fare in campo…”.
E’ risaputo quanto il tecnico di Reggiolo fosse affezionato al Papero e viceversa, suona più strano questo affondo comunque morbido nei confronti di mister Allegri che non è di certo famoso per nutrire stima calcistica incondizionata nei confronti del centravanti brasiliano. Una spina fastidiosa questo mini sfogo, niente di più, a cui si aggiungono però parole agrodolci anche nei confronti di due compagni di squadra ossia Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva:
“Com’è la convivenza con Zlatan? Fuori dal campo non ho tanta intimità con lui. So che ha dei figli e una bellissima famiglia. Come compagno d’attacco invece è un grande giocatore, capace di aiutare i compagni a conquistare vittorie e titoli. Thiago Silva capitano? Lui è un amico, quindi non ci sono problemi, ma pensavo che per anzianità al Milan toccasse a me. Sono rimasto un po’ sorpreso”.
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Dopo cinque vittorie consecutive tra campionato e Champions, il Milan è stato bloccato dalla Fiorentina sullo 0-0. Si tratta di un risultato per così dire ‘bugiardo’, dal momento che ai rossoneri è stato annullato un gol regolarissimo a Clarence Seedorf nel primo tempo, ma anche per una trattenuta in area del giovanissimo Nastasić, punibile con il calcio di rigore, su Pato che ha anche colpito un palo negli ultimi 25 minuti di partita che Allegri gli ha fatto giocare. Il tecnico livornese a fine partita ha manifestato tutto il proprio rammarico per non essere riuscito a conquistare i tre punti:
“La squadra ha fatto una buona partita, c’è stato annullato un gol che era regolare, due episodi dubbi, però è inutile star qui, l’arbitro ha visto così e va bene così. Dispiace perché, dopo aver giocato una partita del genere, credo che meritassimo la vittoria, contro una Fiorentina che nel secondo tempo ci ha creato delle difficoltà. Ci siamo fermati dopo cinque vittorie, però era importante fare una buona prestazione”.
Allegri ha fatto anche i complimenti a Pato che è riuscito a dare una scossa in attacco alla sua squadra dopo che nella conferenza stampa prepartita aveva confessato di aspettarsi un contributo molto più grande del Papero rispetto a quello che ha dato finora: “Può essere decisivo perché ha una media gol importante. Credo che abbia fatto 25 minuti fatti bene“. Adesso i rossoneri dovranno dimenticare in fretta questa partita perché mercoledì sera a San Siro arriverà il Barcellona con il quale bisognerà duellare non solo per il prestigio, ma anche per il primo posto nel girone:
“Sarà una partita diversa, pensavo solo a vincere stasera. I ragazzi hanno fatto veramente bene, dispiace perché non siamo riusciti a portare a casa tre punti che ci permettevano di arrivare a sei vittorie consecutive. La squadra ha continuato sulle prestazioni delle ultime sette partite.”




Boateng, Pato, Robinho e Thiago Silva: auguri rap ad Al Jazeera - Video
Kevin Prince Boateng si è dilettato, insieme ai suoi compagni di squadra Pato, Robinho e Thiago Silva a cantare un Happy Birthday in versione particolare, dedicandola all’emittente televisiva Al Jazeera. I quattro milanisti cantano a cappella rendendo omaggio al canale arabo che compie gli anni.
Non è la prima volta che Boateng si cimenta in esibizioni del genere. In occasione del 18esimo scudetto del Milan il ghanese ballò in modo pregevole “Billie Jean” di Michael Jackson durante i festeggiamenti del tricolore.
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Quattro giocatori del campionato italiano sono stati convocati dal ct del Brasile, Mano Menezes, per le amichevoli con Costa Rica e Messico, in programma rispettivamente il 7 e 11 ottobre a San José e Torrein. Si tratta di Hernanes, Julio Cesar, Thiago Silva e Neto. Per Hernanes è un ritorno dopo sette mesi in nazionale: l’ultima apparizione è datata 9 febbraio 2011, quando nell’amichevole contro la Francia il brasiliano fu espulso per un intervento scomposto su Benzema. Fuori dalle convocazioni, oltre a Lucio, gli infortunati Pato e Robinho.
La lista completa dei convocati
Portieri: Julio Cesar (Inter), Neto (Fiorentina) e Jefferson (Botafogo).
Difensori: Daniel Alves (Barcellona), Fabio (Manchester United), Marcelo (Real Madrid), Adriano (Barcellona), Dedè (Vasco), Thiago Silva (Milan), Rever (Atletico Mineiro) e David Luiz (Chelsea).
Centrocampisti: Lucas Leiva (Liverpool), Elias (Sporting) Sandro (Tottenham), Luiz Gustavo (Bayern Monaco), Hernanes (Lazio), Fernandinho (Shakhtar Donetsk), Lucas (San Paolo) e Oscar (Internacional di Porto Alegre).
Attaccanti: Neymar (Santos), Hulk (Porto), Ronaldinho Gaucho (Flamengo), Fred (Fluminense), Kleber (Porto) e Jonas (Valencia).