Highlights Arsenal - Blackburn 7-1 | Video Gol Premier League
4 Febbraio 2012 - L’Arsenal, che in questo 2012 non aveva ancora mai vinto in Premier League, si prende la soddisfazione di rifilare un punteggio più che tennistico al malcapitato Blackburn. Quella dell’Emirates non è una partita, ma una festa per i tifosi dell’Arsenal che vedono andare in gol i propri giocatori per 7 volte con tanto di tripletta di Van Persie e la rete finale di Thierry Henry che marca anche in Premier League al suo ritorno in Inghilterra. La gara si apre subito con il primo gol, appena al secondo minuto, del capitano dell’Arsenal che sfrutta l’assist di Walcott, poi ecco una calma apparente fino al 32′ quando Pedersen pareggia il conto.
L’equilibrio nuovamente conquistato dura appena 6 minuti perché Van Persie riporta i suoi in vantaggio e Chamberlain allunga. Al riposo si va sul 3 a 1, poi Arteta, ancora Chamberlain e il terzo centro personale dell’olandese portano il punteggio sul 6 a 1. “Game, set, match” si direbbe nel tennis, ma non avevano fatto i conti con Henry che al 90′ ruba palla, dialoga con Van Persie e segna ancora nel suo nuovo stadio con l’aiuto di una deviazione. Ora l’Arsenal ha soltanto due punti di ritardo dal quarto posto valido per la Champions che al momento è appannaggio del Chelsea.
Incredibile. Poco altro da aggiungere. Dopo 1786 giorni Thierry Henry torna all’Emirates Stadium e debutta per la seconda volta con la maglia dell’Arsenal: sotto gli occhi di migliaia di tifosi (tra cui un incuriosito David Beckham) il francese regala ai Gunners il passaggio al quarto turno di Fa Cup (dove incontrerà l’Aston Villa) e a se stesso una notte da sogno, il gol dell’1-0, quello decisivo, il 227esimo con la maglia dell’Arsenal, la rete più emozionante. Il tutto contro il generoso Leeds, battuto ma con onore. Ma andiamo con la cronaca del gol. Bastano dieci minuti al francese, subentrato al connazionale Marouane Chamakh, per trafiggere il portiere avversario: tocco dentro di Song, Henry scatta sul filo del fuorigioco e con un diagonale chirurgico batte Lonergan. Standing-ovation di uno stadio impazzito, Titì corre ad abbracciare Arsene Wenger, bacia la maglia, saluta tutti. Una storia di calcio davvero suggestiva.

La Leggenda, così i tifosi dell’Arsenal chiamano Thierry Henry, torna a casa: l’attaccante francese attualmente a New York con i Red Bulls torna in Premier League, giocherà in prestito per due mesi nella squadra che lo ha reso grande e che lui ha reso vincente. Il giocatore si allenava con i suoi vecchi compagni già da novembre, finita la stagione in America era tornato in Europa decidendo di mantenersi in forma con i Gunners. Il tecnico dei londinesi Wenger l’ha osservato e lentamente ha maturato la suggestiva idea di farlo ritornare a vestire i colori che aveva lasciato nel 2007, alla fine è arrivata la proposta. Nel frattempo nel piazzale dell’Emirates Stadium era stata inaugurata una statua di bronzo a lui dedicata, il giusto tributo per un giocatore capace in otto stagioni di realizzare 226 reti, il migliore di sempre.
L’operazione è molto simile a quella che ha portato in passato Beckham a vestire la maglia del Milan, in pratica Henry resterà in Europa soltanto per un paio di mesi, per poi ritornare a giocare nella Major League Soccer. Ancora non c’è l’ufficialità del prestito ma lo stesso Wenger ha fatto sapere che ormai manca poco, il tempo di sistemare alcune questioni relative alle coperture assicurative. Secondo l’allenatore francese questa operazione tornerà molto utile all’Arsenal soprattutto in vista della Coppa d’Africa che priverà l’undici londinese di due giocatori importanti come Gervinho e Marouane Chamakh impegnati con le loro nazionali.
Intanto i tifosi dei Gunners sono già in visibilio, l’attesa per rivedere il loro idolo in campo dovrebbe finire presto: Henry potrebbe scendere in campo con la maglia dell’Arsenal già il prossimo 9 gennaio in occasione della partita di Coppa di Lega contro il Leeds, in tutto dovrebbe giocare sette partite di campionato comprese quelle delicatissime contro Manchester United e Tottenham. L’operazione si dovrebbe rivelare un successo anche da un punto di vista commerciale: la maglia di Thierry Henry andrà sicuramente a ruba, portando molti soldi nelle casse del club. A proposito, chissà che numero sceglierà il francese dal momento che lo storico 14 adesso è sulle spalle di Theo Walcott.
Il bomber francese Thierry Henry, attualmente in forza ai New York Red Bulls, con i quali ha deciso di chiudere la sua gloriosa carriera, avrà una statua nei pressi dell’Emirates Stadium dell’Arsenal, squadra con la quale ha militato tra il 1999 e il 2007. Il giocatore è infatti stato scelto, insieme all’ex capitano e difensore Tony Adams ed all’allenatore Herbert Chapman, che guidò i biancorossi al successo nei campionati 1930/31 e 1932/33 come simbolo dei Gunners, in vista delle celebrazioni per il centoventicinquesimo anniversario del glorioso club londinese, in programma nel prossimo weekend.
Grande soddisfazione e incredulità da parte dell’attaccante, che ha così commentato la notizia ai microfoni della stampa: “Nemmeno nei miei sogni più folli avrei immaginato che un giorno avrebbero eretto una mia statua davanti allo stadio della squadra per cui ho giocato e che amo e sostengo”. Con la casacca biancorossa del club più prestigioso della capitale britannica, Henry ha messo a segno la cifra record di duecentoventisei reti, record assoluto per il team, conquistando due campionati e tre coppe d’Inghilterra e aggiudicandosi anche per due volte la Scarpa d’Oro come miglior marcatore europeo.

Con la seconda giornata di incontri disputatasi oggi all’Emirates Stadium di Londra, si è chiusa l’edizione 2011 del trofeo ospitato dall’Arsenal. Il programma prevedeva due incontri da novanta minuti ieri pomeriggio e altrettanti oggi, oltre ai Gunners padroni di casa quest’anno sono stati invitati Boca Juniors, Paris Saint Germain e New York Red Bulls. A gran sorpresa la vittoria finale è andata proprio ai nordamericani guidati dall’ex Thierry Henry a cui i tifosi di casa hanno dedicato un toccante tributo a fine gara, dimostrazione che dalle parti di Londra il francese ha lasciato un segno profondissimo.
Il torneo si è aperto ieri poco dopo ora di pranzo con la sfida tra New York e Paris Saint Germain. I francesi presentavano fra i pali il nuovo acquisto Sirigu, per il resto hanno optato per un undici abbastanza sperimentale. Ne hanno approfittato gli americani, che pur non avendo Henry in campo, sono riusciti a importi di misura grazie ad un gol di Lindpere nel primo tempo. Nella seconda gara di giornata Arsenal e Boca Juniors hanno pareggiato per 2-2: i Gunners, in vantaggio di due gol (Van Persie e Ramsey i marcatori), si è fatto rimontare nella ripresa dagli argentini che hanno trovato il pari in tre minuti con le reti di Viatri e Mouche.
Ad aprire le danze oggi ci hanno pensato Psg e Boca, con i francesi che a sorpresa hanno strapazzato l’avversario con un netto 3-0. In gol per i parigini Maurice e Hoarau nel corso della prima frazione di gioco, Ceara a dieci minuti dal fischio finale. La sorpresa è arrivata però dal secondo match in programma, quello tra Arsenal e New York Red Bulls. In campo c’era Thierry Henry e i tifosi dei Gunners non potevano non dedicargli un abbraccio calorosissimo. L’ex ha ricambiato propiziando il gol di Bartley che a cinque minuti dalla fine ha pareggiato il vantaggio di Van Persie, regalando la vittoria finale nel torneo proprio ai Red Bulls.
Nella domenica di sport e festa vissuta oggi all’Emirates Stadium c’era anche un pezzettino d’Italia. Prima delle partite l’italianissima Indesit ha presentato la nuova partnership intrapresa con l’Arsenal ma non solo, l’azienda infatti sponsorizzerà anche Paris Saint Germain, Shakhtar Donetsk e Milan. Presente a Londra anche un rappresentante del club rossonero che ha annunciato in anteprima la presenza di quattro calciatori milanisti nelle prossime campagne pubblicitarie del marchio tricolore produttore di elettrodomestici.
Di seguito tutti i gol delle quattro partite di questa Emirates Cup 2011.
Episodio tragicomico di cui si è reso protagonista Thierry Henry, ex attaccante di Arsenal e Barcellona da pochi mesi in forza ai New York Red Bulls. E’ accaduto tutto durante la partita fra i Red Bulls e il Dallas: al goal di Mehdi Ballouchy, Henry, ha cercato di rimettere il pallone in porta seguendo il tipico gesto festoso di molti calciatori dopo un goal della propria squadra, ma ha calciato maldestramente il piede di Kevin Hartman, il portiere avversario. Un incidente che è costato caro ad Hartman: per l’estremo difensore c’è stata la rottura del legamento medio collaterale del ginocchio destro che lo terrà fuori dai campi di gioco per un bel pò di tempo. “E’ stato un incidente - ha dichiarato Henry a fine gara - Mi scuso con Hartman, non volevo proprio colpirlo, volevo solo ricalciare in rete il pallone”.
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Guardate bene questa foto: minuto 24 dell’amichevole tra New York Red Bulls e Tottenham, è il primo gol con la maglia degli statunitensi di Thierry Henry. Ma è anche il primo gol subito da Carlo Cudicini dopo il clamoroso ritorno al calcio giocato, dopo che nelle amichevoli precedenti con Bournemoth e San José era riuscito a tenere la porta inviolata. Trentasette anni da compiere, quel maledetto 12 novembre del 2009 volò sull’asfalto di Londra con la sua motocicletta: si temeva per la sua vita, ma aveva “solo” polsi e bacino fratturati. Lo davano per spacciato, calcisticamente parlando.
“Sono tornato perché volevo ritornare. Mi ha dato un grosso aiuto uno staff medico eccellente, quello del Tottenham, con il fisioterapista Diesel che non mi ha mollato un solo secondo in questi mesi di autentica sofferenza. Ma la voglia di ritornare in campo non mi ha mai abbandonato, il cammino è stato lungo, impossibile raccontare la preparazione fatta 24 ore su 24, ma là in fondo al tunnel intravedevo una luce che diventava sempre più abbagliante” ha spiegato l’ex estremo difensore di Milan e Chelsea. E ora è tornato a pensare da calciatore, e si vuole giocare il posto col brasiliano Gomes.




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Fatevi un salto sul sito ufficiale dei New York Red Bulls e potrete capire l’entusiasmo di questa squadra per l’acquisto di Thierry Henry: è un pullulare di foto, immagini e commenti in merito all’arrivo del fuoriclasse transalpino nella Grande Mela, il primo vero colpo di mercato di questa società da quando è stata acquisita dall’austriaca Red Bull nel 2006. Prima del 9 marzo di quell’anno, infatti, questo club si chiamava New York Metrostars e tra le sue fila avevano militato alcuni campioni del calibro di Youri Djorkaeff, Roberto Donadoni e Lothar Matthaus, senza contare gli statunitensi Tim Howard e Tony Meola.
In qualunque modo si chiamassero, comunque, questa squadra non è mai riuscita a vincere la Major League Soccer e dopo l’ingaggio di Henry, ancora relativamente giovane con 33 primavere e si dice molto motivato, la volontà è quella di provarci sul serio: per il miglior goleador della Nazionale francese ecco un contratto pluriennale. “Questo obiettivo è un nuovo capitolo della mia carriera e della mia vita. È un onore giocare per i New York Red Bulls. Sono perfettamente a conoscenza della storia del club e il mio unico obiettivo durante la mia avventura qui è aiutare la squadra a vincere il suo primo titolo” le prime parole dell’ex Arsenal.
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La nazionale francese continua ad essere una vera e propria polveriera. Dopo l’espulsione di di Nikolas Anelka dal gruppo dei 23 e lo sciopero dei suoi compagni che si sono rifiutati di prendere parte all’allenamento, oggi la vicenda si arricchisce di un’opinione illustre, quella di Zinedine Zidane. Il fuoriclasse franco-algerino negli scorsi giorni è stato accusato dal quotidiano transalpino Liberation di essere il mandante della ribellione di parte dello spogliatoio contro il commissario tecnico, l’ex giocatore di Real Madrid e Juventus da Johannesburg smentisce seccamente un suo coinvolgimento e analizza il delicato momento dei galletti.
Zidane ammette di non essere sempre stato in ottimi rapporti con il ct, allo stesso tempo però sottolinea l’importanza delle gerarchie in una squadra di calcio:
“Non ho mai avuto feeling con Raymond Domenech, ma neanche ho mai avuto dei problemi. Quando ero un giocatore ho sempre rispettato l’allenatore e i suoi ordini. Ho sempre rispettato le regole. Sono stato capitano della Francia, mai ho avuto un comportamento falso. Quanso ero un calciatore non ho mai dato suggerimenti sulla composizione di una squadra. Quattro anni dopo il mio ritiro, pensare che io abbia potuto chiamare dei giocatori per fare pressione sul selezionatore è assolutamente grave”.

Tempo di Mondiali, tempo di chiacchiere: ovvio che su 700 e passa marcantoni che a gruppi di 22 si sfidano in giro per il Sudafrica qualche decina tra questi risulterà decisamente appetibile al gentilsesso. Ecco che allora Parship.com, servizio on line per single in cerca dell’anima gemella, ha chiesto alle proprie utenti femminili di stilare una classifica delle Nazionali più belle: ebbene, i nostri valorosi calciatori azzurri si sono classificati al primo posto della classifica generale, scelti in assoluto come i più carini dalle austriache, irlandesi, italiane, messicane, francesi, belghe e inglesi, mentre le olandesi, le svizzere, le spagnole e le danesi ci hanno consegnato la medaglia d’argento preferendo i calciatori delle rispettive selezioni nazionali. E addirittura terzi secondo le tedesche che in quanto ad aspetto fisico preferiscono i loro connazionali e i brasiliani.
Insomma, fare il calciatore “tira” come confermato anche dall’ironica e brillante battuta di Peter Crouch che alla domanda: “Cosa saresti stato se non avessi fatto il calciatore” ha laconicamente risposto: “Sarei stato… vergine“. Di certo non avrebbe mai avuto di questi problemi Fabio Cannavaro che in un altro sondaggio, sempre per opera di Parship ma del ramo italiano (parship.it), è risultato essere il più bello secondo l’opinione di 653 single intervistate. Seguono a ruota in ordine decrescente De Sanctis, Maggio, Pazzini e Marchisio (ma Lippi ha inficiato il tutto escludendo Borriello). Anche se i più “maschi” ed eccitanti sono altri: primo Zambrotta, quindi Buffon, Camoranesi, poi ancora Cannavaro e infine Gattuso. Insomma, gallina vecchia fa buon brodo: come a dire Marchisio è bellino e ha gli occhi azzurri, va bene, ma per una notte di sesso è preferibile Ringhio Gattuso.
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