Germania-Olanda 3-0 | Video Gol Amichevole - 15 novembre 2011
Miroslav Klose trascina la Germania che schianta l’Olanda in amichevole. I tedeschi si confermano come favoriti assoluti insieme alla Spagna per il prossimo campionato europeo e regalano una bella serata di calcio ai propri tifosi. Il centravanti laziale, capitano e bomber della nazionale da troppi bollato precipitosamente come “giocatore finito” in estate, è il protagonista di tutte e tre le reti dei tedeschi. La 113esima presenza in maglia bianca di Klose è stata onorata con l’assist del vantaggio a Muller dopo 15 minuti di gioco.
Il raddoppio porta al 26′ la firma dell’attaccante di origini polacche che con questo gol si porta a 5 reti (63 contro 68) dal record tedesco di Gerd Mueller. Il terzo gol che ha chiuso la gara al 66′ è di Ozil su assist del solito Klose.
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Video Euro 2012: Germania - Kazakistan 4-0 - Highlights HD
26 Marzo 2011 - Tutto fin troppo facile per la Germania che quattro gol vince la fragile resistenza del Kazakistan. Reti di Klose e doppietta di Muller nel primo tempo, poi a due minuti dal termine ancora Klose (che in nazionale trova sempre la via del gol con incredibile facilità) arrotonda il risultato. La Germania domina il suo girone di qualificazione con 15 punti.
Nervi tesissimi in casa Bayern Monaco, prossimo avversario dell’Inter in Champions League. La vittoria in trasferta, a Brema (3-1), non è servita ad evitare un violento screzio tra Arjen Robben e Thomas Muller. L’olandese, dopo un accesissimo diverbio, ha colpito il compagno con un pugno in pieno volto. Molti compagni di squadra sono subito intervenuti per sedare gli animi; alla base del litigio ci sarebbe un passaggio mancato di Muller a Robben durante una fase di gioco.




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Va in soffitta un anno di calcio, prima però di impacchettarlo e posizionarlo sull’armadietto dei ricordi è bene dargli una lucidata e ricordare, insieme, tutto il meglio (e perché no, il peggio) offertoci da questi dodici mesi appassionanti e non banali. Anno di Mondiali, di protagonisti nel bene e nel male, di litigi e polemiche, triplete e naufragi, bandiere e voltagabbana, insomma il solito calderone di emozioni che ci auguriamo possa regalarci anche il 2011. E pazienza non ci sia una certa competizione internazionale in Sudafrica.
La squadra di club: Se dall’altra parte del globo i vincitori della Libertadores capitombolano contro undici congolesi volenterosi e niente più, se la squadra più “bella” del mondo in undici contro dieci impatta continuamente contro la difesa avversaria, se qualcuno avesse avuto il minimo dubbio che la squadra dell’anno è senza neanche stare a ragionare l’Inter allora tutto diventa relativo. Perché se c’è stato un club davvero protagonista di questo anno solare, allora quello è stato l’Inter di Moratti e Mourinho, del triplete, di Sneijder e di Milito, insomma la squadra capace di battere campioni di Inghilterra, Russia, Spagna, Germania, e poi i trionfi in Italia, e negli Emirati Arabi Uniti… Niente da aggiungere, il 2010 è stato un anno a tinte fortemente nerazzurre.
Il calciatore: L’Inghilterra e il suo campionato non hanno esaltato i calciofili più di tanto, idem per la Bundesliga, in crescita ma ancora non irresistibile, la Spagna ha vinto sì il Mondiale ma i veri protagonisti del suo campionato (quelli da copertina, per intenderci) sono stranieri (portoghesi, argentini, brasiliani, italiani) e per di più spadroneggiano contro difese opinabili (se il Saragozza si affida a Contini e Lanzaro, con tutto il rispetto…), chi insignire allora di calciatore dell’anno? Al diavolo Blatter e France Football, il migliore è stato Diego Milito e il puntero interista si merita questo riconoscimento: è stato lui più di chiunque altro il trascinatore nerazzurro, a Siena, con la Roma, in Champions. E pazienza se all’alba della nuova stagione ha combattuto contro acciacchi di varia natura.
La filosofia di gioco: Il calcio è diventato più fisico rispetto a venti anni fa, ma anche più veloce rispetto a dieci anni fa. Insomma, potenza e movimenti guizzanti, palla a terra e colpi di gran classe, questo cercano gli spettatori. E nell’anno che stiamo per salutare due sono le squadre che hanno combinato gran movimento di palla, pragmatismo e spettacolo: il Barcellona e l’Arsenal. Ma se per i blaugrana non ci si trova più di fronte a una novità, i Gunners giovani e pazzi tirati su da Arsene Wenger sono davvero il nuovo che avanza: gli manca forse quel pizzico di cattiveria, ma d’altra parte c’è tempo. Vedere Nasri, Chamakh, Arshavin, Walcott e Fabregas dialogare, molto spesso, è gioia per gli occhi.
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Non una grande partita, quella disputata all’Allianz Arena dalla Roma di Claudio Ranieri: i giallorossi sono stati ordinati ma poco propositivi, si sono stancati molto e alla fine hanno subito il fulmineo uno-due del Bayern Monaco, che ha dunque incamerato i preziosi tre punti all’esordio. Ma oltre agli autori dei gol bavaresi, i sempre brillanti Muller (ormai un top-player) e Klose (garanzia), il protagonisti della vigilia e dell’imminente post-partita è stato Louis Van Gaal. Già ventiquattro ore prima del match aveva avuto da dire su Totti: “E’ un grande giocatore ma non so quanto può essere determinante per questa squadra“, col capitano giallorosso che sperava di smentirlo sul campo.
Ma è ai microfoni, dopo il fischio finale, che l’allenatore olandese del Bayern ha continuato a punzecchiare avversari e calcio italiano in generale, seppur con una eccezione: “Non abbiamo concesso nulla alla Roma che è una squadra molto forte. Peccato che stasera si sono solo difesi a oltranza. Questo per loro è stato uno svantaggio perché sono stati costretti a inseguirci per 70 minuti stancandosi alla distanza. Questo è il nostro gioco offensivo ma purtroppo il calcio italiano è sempre molto difensivo, infatti la Roma di stasera ha giocato come l’Inter in finale di Champions, ovvero difesa e contropiede. Un calcio che non mi piace“. Ma appunto, c’è una postilla.
Comincia male la campagna europea della Roma, la squadra guidata da Claudio Ranieri perde la prima partita d’esordio contro il Bayern Monaco, finalista dell’ultima Champions League. I giallorossi tengono bene nel primo tempo, costringendo i bavaresi ad uno sterile possesso palla, e provano anche a farsi vedere dalle parti di Butt con Borriello. Nella ripresa la pressione del Bayern aumenta e con il passare dei minuti si capisce che prima o poi riuscirà a trovare il vantaggio. Klose impegna di testa Julio Sergio che si salva con la complicità del palo, ma è solo un preludio al gol che arriverà un minuto dopo dai piedi di Muller. Il raddoppio appena quattro minuti dopo, questa volta Klose non sbaglia e fissa il risultato sul definitivo 2-0.
Ranieri opta per un prudente 4-4-2, la sua squadra ha dimostrato di non essere ancora al top e di fronte non c’è certo un avversario di poco conto, ma i vice campioni d’Europa. L’attacco è in mano a Totti e Borriello, Perrotta e Brighi stazionano eccezionalmente sulle fasce, solo panchina per Menez. Ai bavaresi manca Ribery, ma Van Gaal può contare su due giovani di talento come Kroos e Muller, la stella del mondiale; in campo dal primo minuto anche Diego Armando Contento, giovane classe 1990 di evidenti origini napoletane. Il primo tempo non è ricco di emozioni, gli italiani si limitano a contenere, i padroni di casa non riescono a trovare la verticalizzazione. L’unica vera occasione capita a Borriello, ma il centravanti deve fare i conti con i prontissimi riflessi di Butt.
Le migliori immagini di Bayern Monaco - Roma 2-0




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Bayern Monaco e Wolfsburg, le ultime due squadre a trionfare in Bundesliga, si sono sfidate nella partita d’inaugurazione del campionato 2010/2011. I padroni di casa bavaresi sono riusciti a conquistare i extremis i tre punti grazie ad una zampata in pieno recupero del solito, prezioso, Bastian Schweinsteiger. La squadra di Van Gaal era passata in vantaggio nel primo tempo grazie a Thomas Muller, nella ripresa però gli ospiti hanno pareggiato grazie all’implacabile Edin Dzeko, risultato che è rimasto in bilico fino alla decisiva rete del biondo centrocampista della nazionale tedesca.
Il primo tempo è stato tutto di marca bavarese, i padroni di casa passano dopo appena nove minuti con un meraviglioso gol del giovane Muller, capocannoniere e miglior giovane degli ultimi mondiali: il tedeschino, soltanto anagraficamente, chiede il triangolo al compagno Toni Kroos, stoppa di sinistro e incrocia al volo trafiggendo lo svizzero Benaglio. Il gol carica la squadra che nel corso di tutto il primo tempo crea tantissimo, sfiorando più volte il gol del raddoppio.
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Un Mondiale di grandi soddisfazioni per Thomas Mueller. Il giovanissimo attaccante tedesco, quello accanto al quale Maradona non voleva sedersi appena cinque mesi perché “non lo conosceva”, è stato eletto miglior giovane del torneo e capocannoniere. Nonostante abbia segnato 5 reti esattamente come Villa, Sneijder e Forlan è lui il giocatore più prolifico grazie ai tre assist per i suoi compagni. Gli altri più quotati ne hanno accumulati soltanto uno a testa, così l’attaccante del Bayern Monaco può fregiarsi del prestigioso titolo.
L’Uruguayano Forlan può consolarsi con il pallone d’oro dei Mondiali, Villa con la Coppa del Mondo conquistata, Sneijder è l’unico a rimanere a bocca asciutta nonostante lo straordinario torneo disputato da leader olandese. Non il solo per lui, eletto anche miglior giovane, che può incorniciare la splendida stagione che l’ha visto prima esordire fra i professionisti, poi imporsi nel Bayern di Van Gaal, infine mettersi in luce al Mondiale con la sua nazionale. Un trionfo per lui che ha saltato, per squalifica, proprio la partita che ha condannato la Germania a giocarsi per la seconda volta consecutiva una finale fra terzo e quarto posto invece che la finalissima.









Nella lotta per il Pallone d’oro dei Mondiali sembrava certa la vittoria di uno tra Sneijder e Villa, e invece alla fine, come dice il proverbio, “tra i due litiganti il terzo gode“. Il terzo in questo caso è l’attaccante dell’Uruguay Diego Forlan che ha vinto il sondaggio tra i giornalisti accreditati in Sudafrica con il 23,4% dei voti. Il sudamericano ha preceduto in classifica di poco l’olandese Wesley Sneijder che ha totalizzato il 21,8% dei voti, mentre lo spagnolo David Villa si è fermato “appena” al 16,9%.
Un importante riconoscimento è comunque arrivato invece per un altro spagnolo; Iker Casillas infatti è stato eletto miglior portiere del Mondiale, e gli verrà consegnato il premio intitolato al leggendario portiere dell’Unione Sovietica Lev Yashin. Nonostante la Germania sia arrivata “solo terza”, ci sono grandi soddisfazioni anche per il tedesco Thomas Muller che ha vinto la classica capocannonieri della competizione ed è stato eletto miglior giovane del torneo.









In attesa della super semifinale di mercoledì prossimo tra Spagna e Germania, i tedeschi scrivono fiumi di parole a mezzo stampa e la trepidazione si commista a un ottimismo che pare possa servire, da solo, per arrivare all’agognato quarto titolo a venti anni di distanza. Si snocciolano statistiche come quella che vuole la Germania sempre tra le top-eight dal 1954 a oggi, o anche quella che invece recità così: teutonici in semifinale in 12 delle 17 edizioni dei Mondiali. Un record. Mancherà lo squalificato Thomas Muller, l’unica pecca per un undici che pare perfetto, in grado di infilare tre poker su cinque partite giocate, al suo posto molto probabile l’inserimento di Piotr Trochowski.
“Non sarà della partita l’anima del nuovo calcio tedesco, ma non è un problema perché sono tutti bravi come lui” scrive il Tegespiegel. La Bild sente direttamente l’allenatore Löw, preparatissimo tecnico che da giocatore faceva l’attaccante prevalentemente nel Friburgo e che invece da mister ha vinto qualcosina solo nel calcio austriaco: “La squadra ha dimostrato la volontà di diventare campione del mondo, adesso siamo tra i quattro più bravi del mondo, adesso abbiamo la possibilità di fare ancora qualcosa di grande. La nostra valutazione è chiara: possiamo diventare campioni del mondo soltanto se giochiamo un calcio offensivo e mettere in difficoltà i nostri avversari. Non si può più vincere giocando come l’Italia nel 2006 cioè in modo difensivo, aspettando soltanto un gol decisivo“.