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Nel corso della trasmissione sportiva di Sport Mediaset, Controcampo, un gruppo di tifosi ha fatto irruzione durante la diretta. Nello studio 20 di Cologno Monzese un gruppetto di circa venti persone ha fatto il suo ingresso urlando slogan che avevano come tema i biglietti d’ingresso allo stadio. I tifosi hanno subito specificato di non avere intenzioni violente, il loro intento era solo quello di far sentire la loro voce in maniera civile.
Purtroppo non c’è stato tempo di capire bene quali fossero le loro rivendicazioni poiché la regia ha subito mandato la pubblicità. Al rientro in studio il conduttore, Alberto Brandi, ha spiegato che si trattava di una rappresentanza di milanisti che protestavano contro il caro biglietti e contro il divieto alle trasferte che viene imposto in occasione di alcuni incontri ritenuti particolarmente a rischio. Non è escluso che la contestazione fosse in realtà contro la società rossonera per l’eventuale poca collaborazione con i gruppi organizzati. I più maliziosi potrebbero invece pensare ad una boutade organizzata dalla rete per lanciare bene il blocco pubblicitario.
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Maurizio Zamparini, dopo la sconfitta di Cagliari, ha manifestato ai microfoni dei giornalisti il suo disappunto con parole non tanto gentili nei confronti dell’arbitro Banti. Il fischietto per l’occasione non ha sfoderato la miglior prestazione della carriera: ha convalidato il gol decisivo dell’1-0 del Cagliari con Fini in chiaro fuorigioco, non ha assegnato un rigore al Palermo per atterramento di Miccoli e non espulso Bianco, reo di aver commesso un fallo da ultimo uomo. Come se non bastasse, dopo il fischio finale, ha ritenuto offensive le proteste dell’attaccante salentino che per questo è stato squalificato per due giornate. Per le parole del presidente è arrivato invece il deferimento. La società ha presentato immediatamente ricorso per la squalifica del giocatore.
I tifosi del Palermo hanno perso la pazienza e hanno deciso di schierarsi al fianco di Zamparini, per dargli forza e convincerlo a non pensare di lasciare il calcio. Sono nate molte iniziative sul web e molte altre ne nasceranno ancora fuori dalla rete, nel mondo reale. Su molti portali dei tifosi rosanero fa bella mostra di sé un banner che esprime solidarietà al presidente ed è stata aperta una petizione per cercare di convogliare intorno al movimento più persone possibili. Il banner reca la scritta “Io sto con Zamparini” e recita: “Tutto tace, mentre Zamparini urla da solo. Noi non ci stiamo. L’uomo ha la capacità di unire la propria voce a quella di altri uomini per dire basta“.
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L’ultima avventura di Walter Novellino sulla panchina del Torino non era finita nel migliore dei modi, una delle cose che più fece arrabbiare i tifosi fu la sua decisione di svolgere le sedute di allenamento a porte chiuse. Questa pare essere la soluzione anche in questo momento di difficoltà anche se l’iniziativa questa volta viene dal presidente Urbano Cairo, magari sono stati gli stessi calciatori a chiederglielo.
La seduta di ieri si è svolta di fronte a circa 500 tifosi, ma da oggi a nessuno sarà permesso di assistere, questo per permettere alla squadra di ritrovare la serenità perduta. In questi giorni si era anche parlato di un mini ritiro in vista del prossimo cruciale impegno con il Bologna, l’allenatore non è ne ha visto la necessità poiché, ha spiegato, il suo gruppo è composto da professionisti che non hanno bisogno di punizioni per dare il meglio. Questo però non è bastato a scongiurarne l’ipotesi anche per le settimane a venire.

La Fiorentina scaraventa il Torino in un baratro che più profondo non si può. I granata cominciano subito male subendo lo splendido gol su punizione di Adrian Mutu ma la loro colpa maggiore è quella di non riuscire a lasciar intravedere mai una possibilità di reazione. Al termine di una settimana molto convulsa caratterizzata dalla lettera dei tifosi al presidente Cairo, arriva la terza sconfitta consecutiva, la nona di questo campionato, e ora sono terzultimi in classifica, raggiunti dalla Reggina e a avvicinati dal Bologna che li aspetta al Dall’Ara domenica prossima (Fotogallery della partita - Fotogallery della contestazione - Video).
In partite del genere la cronaca degli eventi strettamente calcistici passa in secondo piano, anche perché, come già detto, i ragazzi di Cesare Prandelli ci hanno messo pochissimo a indirizzare l’incontro sui binari giusti: soltanto tre giri di lancette e il Toro è già sotto di un gol. I viola avrebbero anche le occasioni per affondare il secondo colpo ma l’appuntamento col raddoppio è solo rimandato allo scadere dei primi 45 minuti quando Gilardino è bravo a indirizzare di testa in rete un cross di Felipe Melo. Tra le due rasoiate toscane i granata si vedono pochissimo, Amoruso e Stellone in avanti sono piuttosto inoffensivi e il solo Dzemaili, malgrado la sua buona volontà, non riesce a creare seri grattacapi a Frey che si limita all’ordinaria amministrazione.
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I tifosi del Torino non sono contenti dell’andamento della squadra e per la prima volta contestano apertamente il presidente Urbano Cairo, è la prima volta da quando l’imprenditore rilevò la società salvandola dal fallimento. Lo fanno con una lettera in cui senza mezze misure chiedono una svolta a questa situazione, sono riconoscenti nei suoi confronti per quanto fatto fin ora ma il passato, seppur importante, non può essere un “salvacondotto a vita“.
I mittenti di questa lettera sono le due curve e il Coordinamento Club Toro, i tifosi accusano il presidente di non essere riuscito, in tutti questi anni, a varare un progetto tecnico e a portarlo avanti con coerenza. Gli vengono rimproverati, tra le altre cose, i continui cambi alla guida della squadra e la scarsa tutela che riesce a garantire allo spogliatoio che finisce sempre per cadere vittima di “contorcinamenti devastanti“.
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Ieri sera il Palermo del vulcanico patron Maurizio Zamparini ha giocato forse la miglior partita di questa stagione avendo la meglio su un Milan apparso quasi come una vittima sacrificale di fronte allo strapotere tattico e fisico dei rosanero. I tifosi saranno sicuramente andati in estasi allo stadio Barbera ma la stessa reazione non l’ha avuta il loro presidente. Non che non sia restato contento della prova dei suoi ma forse proprio la prestazione così scintillante lo ha rattristato al pensiero delle occasioni sprecate fin ora.
E’ uno Zamparini quasi abbacchiato quello che stamattina è intervenuto ai microfoni di Radio 1 nel corso della trasmissione “Radio Anch’io Sport” e lui stesso ha spiegato il perché: “E’ stata una bella serata. Sono felice ma è chiaro che bisogna fare queste prestazioni anche contro Cagliari, Atalanta, Bologna. La concentrazione con le grandi è più facile da trovare“. E infatti se guardiamo il cammino della squadra di Ballardini dopo 14 giornate notiamo che mancano punti pensanti come quelli persi a causa dei due pareggi esterni contro Lecce e Bologna o addirittura ai tre punti lasciati a Torino contro i granata.

Così come un mese fa, i tifosi del Napoli non potranno salire fino allo stadio Meazza di Milano: lo ha deciso il Casms, comitato analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive, che eviterà l’esodo e il calore dei supporters campani ma che di sicuro potrà poco o nulla nei confronti dell’ardore dei ragazzi allenati da Edy Reja. Reduci da appena 4 punti nelle ultime 4 partite, i partenopei non si nascondono dietro le difficoltà nell’affrontare un avversario come l’Inter e, seppur cauti, lanciano messaggi impavidi ai mezzi stampa. Tra gli altri hanno presentato la sfida il ds azzurro, Pierpaolo Marino, e il centrocampista Walter Gargano.
Così il direttore sportivo sulla gara di domenica che, ricordiamolo, verrà giocata alle 15 e sarà arbitrata da Rosetti: “Sarei stato più contento se l’Inter avesse vinto 3-0, perchè così avremmo potuto approfittare di una squadra più deconcentrata; in ogni caso bisogna andare per puntare al massimo obiettivo, anche se la cosa più probabile che ci potrà capitare è di perdere la partita. Serve una mentalità vincente. Crisi? No, i tifosi sono dalla nostra parte, la critica si lascia prendere dal momento. Così come era eccessivamente esaltante qualche tempo fa, ora la ritengo eccessivamente deprimente. Il Napoli non è affatto in crisi se non di risultati. Abbiamo perso a Bergamo e Milano su autogol. Stavamo vincendo col Cagliari e abbiamo pareggiato al 95°. Questa critica cosa avrebbe detto se avessimo pareggiato a Bergamo e vinto col Cagliari? Saremmo secondi da soli“.
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Nel mondo dell’economia le fusioni tra più società sono una cosa normalissima, lo stesso non può dirsi per quanto riguarda il micromondo calcistico. Sono un evento raro e non sempre accettato di buon grado da chi il calcio lo segue e lo ama, cioè i tifosi. In Italia abbiamo alcuni esempi, la più recente ha riguardato due società lombarde, l’Albinese e il Leffe, che nel giugno 1998 si unirono in un progetto unico prendendo il nome di Albinoleffe e scegliendo come stadio di casa il Martinelli di Leffe. All’epoca ci furono molti scontenti soprattutto tra i sostenitori del Leffe, oggi però la nuova società è diventata una realtà che ha addirittura sfiorato la Serie A. Tornando indietro negli anni non possiamo dimenticare l’unione tra la Sampierdarenese e l’Andrea Doria, le due società sportive genovesi si fusero nell’attuale Sampdoria dopo la seconda guerra mondiale per far fronte alle difficoltà economiche che avrebbero finito per stroncare entrambe.
L’argomento in questi mesi è di grande attualità in Olanda dove si sta cercando di dar vita ad una grande società che riunisca sotto una sola bandiera tutte le squadre di una regione: il Limburgo. Questa regione ha come capoluogo e città più importante Maastricht e si trova nell’estremo sud-est dei Paesi Bassi. Oltre al MVV Maastricht ci sono altre tre società importanti. La prima e l’unica che gioca in Eredivisie (la prima divisione) è il Roda JC. La squadra giallonera ultimamente non naviga in buone acque sia dal punto di vista sportivo, è in zona retrocessione, che dal punto di vista economico con un seguito di pubblico sulle gradinate del Parkstad Limburg Stadion sempre minore. Il presidente, Nol Hendriks, ha sempre garantito un buon afflusso di liquidità ma pare che ora sia stanco di una gestione perennemente in rosso.
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Sono passati quasi due anni dalla partita contro l’Inter in cui Francesco Flachi fu trovato positivo alla cocaina, era il 28 gennaio 2007. Un mese dopo, il 21 febbraio, l’esito delle analisi che avrebbero condotto il giocatore alla squalifica di 16 mesi, punizione inflitta il 30 maggio. Il 21 giugno, infine, la Commissione Disciplinare aumenta il periodo di sospensione a 24 mesi, quindi fino alla fine di gennaio 2009. In questi due anni il talentuoso attaccante non ha mai smesso di allenarsi aggregandosi al Pietrasanta, squadra di eccellenza con la quale ha continuato mantenersi in forma sognando il ritorno.
Quest’estate Flachi è stato acquistato dall’Empoli che potrà disporne da febbraio 2009, nonostante ciò il giocatore segue sempre la sua nuova squadra, sia in casa che in trasferta, per volere di mister Baldini e non fa eccezione dunque la trasferta dei toscani di stasera in terra ligure per affrontare la Sampdoria in Coppa Italia. Una partita ricca di ricordi e quindi di emozioni per il toscano di Firenze che in maglia blucerchiata ha giocato per otto stagioni, con il numero dieci cucito sulle spalle con il quale è riuscito a collezionare 250 presenze e 107 gol.
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