Udinese - Chievo 2-1 | Video Gol e Highlights Serie A
11 Dicembre 2011 - L’Udinese, complice il contemporaneo pareggio a Bologna del Milan, è prima in classifica da sola con 30 punti conquistati. I friulani confermano il rendimento ottenuto fino ad ora in casa, soltanto vittorie per la squadra di Guidolin, e nemmeno la sfida con l’ex allievo Mimmo Di Carlo è fa eccezione. Contro un ottimo Chievo arrivano ugualmente i tre punti, ancora una volta con il contributo del capitano Antonio Di Natale che arriva a quota 140 gol in Serie A segnando una rete facile soltanto all’apparenza su cross di Isla.
Nella ripresa Di Natale è grande protagonista, ma la difesa dei clivensi è reattiva e fortunata con un paio di respinte su palloni destinati ad entrare in rete. Il primo errore si rivela decisivo perché su un angolo perdono la marcatura di Basta che infila nell’angolino con un colpo di testa incurante del rischio di ricevere una scarpata sullo zigomo da Dramè. Non serve a nulla lo splendido tiro dal limite dell’area di Paloschi messo in campo da Di Carlo per tentare di recuperare quando il punteggio era ancora sull’1 a 0.
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Nonostante l’ottimo campionato disputato l’anno passato, all’inizio di questa stagione in pochi erano convinti che l’Udinese sarebbe riuscita a ripetersi, in modo particolare a fronte delle cessioni di punti di forza come Sanchez ed Inler. Come sempre invece i bianconeri friulani hanno dimostrato di potersi adattare a qualsiasi cambiamento trovando nuove soluzioni a basso costo dal mercato. L’unico che sarebbe veramente troppo difficile da sostituire è il capitano Antonio Di Natale che negli ultimi due anni ha vinto due volte la classifica marcatori e che attualmente è secondo dietro Denis con 9 gol in 12 partite.
Se l’Udinese dovesse realmente riuscire a mantenere questo passo fino al termine della stagione, allora i friulani potrebbero sul serio giocarsi le proprie chance Scudetto negli ultimi due mesi di stagione. Ad ogni modo l’ambiente per adesso è tranquillo anche perché la soglia salvezza è già vicinissima dopo appena 13 partite giocate e con il presidente Pozzo tutto quello che arriva in più è solo una gradita sorpresa. Proprio Di Natale oggi è stato intervistato da Sky Sport 24 ed è stato piuttosto diplomatico quando gli hanno chiesto se crede almeno un po’ alla possibilità di vincere lo Scudetto:
“Scudetto? E’ una parola grossa. Stiamo facendo un grandissimo campionato contro grande squadre. Possiamo arrivare in alto ma sempre con i piedi per terra. Milan o Juve? La Juve direi di più, non ha le coppe, però il Milan sappiamo che è una grandissima squadra. E poi ci siamo anche noi.”
L’Udinese come il Verona nell’84-85′? Difficile, però di sicuro sarebbe una bella novità.
Parma - Udinese 2-0 | Video Gol e Highlights Serie A (Biabiany, Giovinco)
20 Novembre 2011 - Il Parma conquista altri punti pesanti contro una grande. Dopo il successo esterno di qualche settimana fa a Napoli arriva una vittoria anche contro l’Udinese di Guidolin che vincendo avrebbe potuto trovarsi da sola in testa alla classifica. I friulani dopo la lunga sosta non sembrano per nulla in palla e già nel primo tempo rischiano di trovarsi sotto, la fortuna li assiste quando Galloppa con un tiro da fuori centra il palo.
Nella ripresa arriva la svolta: calcio d’angolo, difesa che non tiene l’uomo e Biabiany insacca comodamente di testa dal limite dell’area piccola. Errore imperdonabile. La reazione bianconera è affidata al solito Di Natale, ma Mirante fa buona guardia e il Parma è letale in contropiede. Giovinco fallisce un’incredibile occasione dopo la fuga sulla destra di Biabiany, ma Basta gli concede un tiro dal dischetto commettendo un fallo ingenuo in area di rigore. Il numero 10 spiazza Handanovic e chiude il match.
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Filippo Inzaghi, 38 anni e non sentirli, non è tipo che si accontenta di abbandonare il palcoscenico senza un ultimo glorioso atto: dall’infortunio occorsogli un anno fa, il Super Pippo nazionale non ha mai pensato di appendere le scarpe al chiodo e si è rimesso in sesto per la nuova stagione, l’undicesima con la maglia a strisce rosso e nere del Milan. Tuttavia Massimiliano Allegri lo ha visto poco, senza considerare l’onta dell’esclusione dalla lista Champions, competizione a cui il piacentino tiene tanto; in campionato non è andata meglio con pochi scampoli di partita contro Udinese e Cesena, troppo poco per un attaccante da 312 gol in carriera tra squadre di club e Nazionale, seppur ormai molto in avanti con gli anni.
Insomma, Inzaghi vuole giocare e andando contro gli acciacchi fisici e l’età anagrifica, sarebbe pure disposto ad abbandonare Milanello per fare gol in provincia e fare da chioccia a tanti giovani che sognano di percorrere la stessa gloriosa strada di Super Pippo. I nomi che si fanno per gennaio sono due: quello del Parma e quello dell’Udinese. Con i ducali una stagione quindici anni fa, poche partite per via di acciacchi vari ma il ricordo di due gol in Coppa delle Coppe contro l’Halmstad (rimonta da 0-3, all’andata, a 4-0 per gli emiliani) e di tanta generosità, non è un mistero che Tommaso Ghirardi stimi il giocatore e anche mercoledì sulle tribune di San Siro lo ha avvicinato per ingolosirlo con un trasferimento invernale proprio a Parma.
La cosa si può fare, più difficile invece che trovino riscontro le voci che lo vogliono accostato all’Udinese, almeno a sentire il presidente dei friulani Franco Soldati interpellato da tuttomercatoweb:
“E’ un’operazione molto difficile. Certamente è un giocatore integro, che stimo tantissimo. Però l’Udinese è una piccola società di provincia e cerchiamo di lavorare con molta oculatezza, senza fare il passo più lungo della gamba, cercando il massimo equilibrio tra tutte le componenti. Potremmo pensarci, ma non lo abbiamo ancora fatto e siamo lontani anni luce da un’eventuale operazione, che dovrebbe essere ‘benedetta’ da Gino Pozzo, il nostro regista. Certamente potrebbe essere una guida e fare da chioccia ai giocatori che abbiamo all’interno della nostra società. Però bisognerebbe valutare le conseguenze che comporterebbe un’operazione del genere, che è stata fatta con Nestor Sensini quando è rientrato ad Udine, ma era un nostro giocatore. Per quanto riguarda Inzaghi chissà, però al momento è un’operazione di Fantacalcio”.

Il bomber della capolista Udinese, Antonio Di Natale, capocannoniere della serie A nelle ultime due stagioni, sarà l’unico giocatore a rappresentare il nostro paese nella lista dei 50 candidati al prossimo Pallone d’Oro. L’elenco, ulteriormente scremato a 23 aspiranti, sarà poi reso noto l’1 novembre prossimo, mentre il 5 dicembre saranno ufficializzati i tre finalisti, tra i quali dovrà essere scelto il vincitore, che verrà proclamato a Zurigo il 9 gennaio 2012, nel corso della tradizionale serata di gala organizzata dalla Fifa in seguito alla fusione dell’ambito premio assegnato da France Football con il Fifa World Player.
Addirittura dieci i giocatori del Barcellona presenti: il campione in carica Messi, Iniesta, Xavi, Fabregas, Piquè, Puyol, Villa, Dani Alves, Abidal e Sanchez. Cinque invece quelli del Real Madrid: Casillas, Xabi Alonso, Cristiano Ronaldo, Ozil e Khedira. Candidati anche i giocatori del Bayern Schweinsteiger, Lahm, Gomez, Mueller, Ribery e Robben. Tre i giocatori del campionato italiano: il laziale Klose e gli interisti Sneijder e Forlan. Tra gli altri spiccano i nomi di Samuel Eto’o, Van Persie, Van der Vaart, Aguero, David Silva, Suarez, Hernandez, Rooney e Neymar. Per quanto riguarda le nomination degli allenatori sono presenti nella lista tre italiano: Allegri, Mancini e Capello. Gli altri sono Guardiola, Loew, Villas Boas, Mourinho, Tabarez, Blanc, Hiddink, Ferguson e Del Bosque. L’attaccante napoletano ha così commentato dopo aver appreso la notizia:
“È un onore che mi riempie d’orgoglio. Essere accostato a campioni del calibro di Messi e Cristiano Ronaldo non capita tutti i giorni. Essere l’unico italiano? Fa ancora più piacere, è ovvio. Ma se la Fifa e France Football hanno pensato a me è anche grazie ai compagni e alla Società bianconera senza la quale non avremmo, e non avrei, mai potuto tagliare i traguardi centrati in questi ultimi anni”.
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La tre giorni europea di Coppe ha consegnato al nostro calcio 10 punti su 15 e speranze più che concrete di passare il turno intatte per tutte e 5 le formazioni impegnate a giocare le competizioni continentali; un accesso alla fase a scontri diretti in massa sarebbe una novizia degli ultimi anni, eppure quest’anno pare quello buono affinché le figuracce siano riservate agli altri e non a noi. Quindici giorni prima l’unica a far bottino pieno era stata la sola Udinese, questa volta è stata addirittura en plain in Champions: l’Inter rinvigorita dalla cura Ranieri ha sbancato Mosca, il Napoli sogna dopo i due schiaffi al Villarreal, il Milan si aggrappa ad Ibra e piega il Viktoria.
Ma anche in Europa League non è certo da buttare il pareggio a Glasgow dell’Udinese contro il Celtic (anche se frutto di un rigore, quello siglato allo scadere da Abdi, piuttosto inesistente) con le seconde linee, pari che gli consente di mantenere la prima piazza nel girone; stecca solo la Lazio che, a dirla tutta, aveva cannato anche l’appuntamento all’esordio contro il Vaslui: la sconfitta contro lo Sporting Lisbona tuttavia non pregiudica il passaggio del turno, quantomeno da seconda (il Vaslui, appunto, e lo Zurigo sono lì e ieri hanno pareggiato tra loro). E’ solo un fuoco di paglia o quest’anno potremo dire finalmente la nostra anche in terra europea? Ne sapremo di più fra 3 settimane, ma le premesse lasciano spazio all’ottimismo…
Ultimi incontri del turno preliminare di Champions League. Niente da fare per l’Udinese, che dopo un buon primo tempo, nel corso del quale aveva momentaneamente annullato con Di Natale lo svantaggio subito dall’Arsenal nel match di andata, crolla nella ripresa sotto i colpi di Van Persie e Walcott. Nel pomeriggio il Lione aveva impattato sul terreno del Rubin Kazan, centrando la qualificazione. Vanno alla fase a gironi anche il Bate Borisov, vittorioso in Austria sullo Sturm Graz, i sorprendenti cerchi del Viktoria Plzen e il Benfica, travolgente tra le mura amiche contro il Twente.
Risultati e marcatori del ritorno dei preliminari di Champions League (in grassetto le squadre qualificate):
Rubin Kazan - Lione 1-1 (and. 1-3)
77° Natcho (R), 87° Koné (L)
Viktoria Plzen - Copenhagen 2-1 (and. 3-1)
32° Bolanos (C), 67° Bakos (V), 90°+3 Duris (V)
Sturm Graz - Bate Borisov 0-2 (and. 1-1)
36° Volodko, 70° Simic
Benfica - Twente 3-1 (and. 2-2)
46° Witsel (B), 59° Luisao (B), 66° Witsel (B), 85° Ruiz (T)
Udinese - Arsenal 1-2 (and. 0-1)
39° Di Natale (U), 55° Van Persie (A), 69° Walcott (A)
Anche l’attuale allenatore del Foggia, Zdenek Zeman, dice la sua sulla lotta scudetto, che oltre a Milan e Inter coinvolge a suo parere anche le due grandi sorprese di questo campionato: Napoli e Udinese. Sono proprio queste ultime due squadre quelle che il tecnico boemo considera maggiormente spettacolari dal punto di vista del gioco:
“Il Napoli? Con il suo entusiasmo potrebbe inserirsi. Come gioco preferisco l’Udinese, la squadra di Guidolin esprime il miglior calcio in Italia. Purtroppo i friulani pagano un inizio di campionato deludente. Mazzarri sta facendo molto bene e i risultati gli danno ampiamente ragione. I tre attaccanti del Napoli sono più liberi, scambiano molto le loro posizioni, aggrediscono gli spazi in modo organizzato e ordinato nelle zone di competenza, dando così modo agli altri di inserirsi. Inoltre, i due esterni, Maggio e Dossena, danno un supporto consistente.”
L’ex allenatore di Lazio e Roma torna anche a parlare di Calciopoli e dell’attuale situazione del calcio italiano, nella quale vede ancora una forte influenza da parte dei presunti sistemi di potere da lui denunciati nel corso della sua carriera:
“Calciopoli? Oggi non ci sono quelle situazioni che si vivevano qualche anno fa ma è evidente che c’è ancora tanto da migliorare. Il calcio per me resta un gioco che dovrebbe divertire e avvicinare la gente alla pratica sportiva. Purtroppo ci sono troppe cose che causano l’effetto contrario, cioè allontanare. Perchè sono estraneo al sistema. La mia esperienza da tecnico è iniziata con i ragazzi. Grazie alla gavetta ho sempre chiaro il motivo che mi porta a fare determinate scelte. Non credo si possa dire lo stesso per tecnici come Leonardo, Mancini, Montella e lo stesso Ciro Ferrara.”

Tre sconfitte in tre partite, dodici gol subiti e appena 2 fatti, miscela esplosiva che stava già per far detonare il Palermo: lo 0-7 casalingo di oggi contro l’Udinese è equivalso a un bagno con la benzina per il già incandescente patron dei rosanero. A fine partita Maurizio Zamparini si è scagliato contro il suo allenatore, come per altro già aveva fatto contro la Fiorentina (4 gol presi al Barbera e sconfitta interna): “Rossi ha l’1 per cento di possibilità di restare in rosanero, provate a scommettere. Una squadra distrutta, ha rovinato il mio Palermo. Rossi ha distrutto questa squadra. Avevo detto all’allenatore di sistemare la difesa e non l’ha fatto. Rossi mi ha tolto Munoz che è il migliore della difesa. Non si può giocare così” ha tagliato corto l’imprenditore friulano, anche se c’è da dire che i problemi dei siciliani sono coincisi col forfait patito in Nazionale da Mattia Cassani.
In ogni modo, Delio Rossi non si scompone:
“Stiamo facendo una buona stagione, ne resto convinto. Ovviamente questa è una sconfitta che fa rumore ed è giusto che sia io a prendere tutte le responsabilità di questo 7-0 interno. L’Udinese ha infierito? Non sono d’accordo. E’ giusto che i nostri avversari abbiano proseguito a giocare e tentare di far gol. Alla fine hanno vinto maramaldeggiando ma, ripeto, i miei ragazzi non c’entrano nulla, la colpa è solo mia perché non ho preparato bene la gara. Fra noi e l’Udinese non ci sono sette gol di divario. Se loro sono riusciti a realizzarne così tanti è per colpa esclusivamente mia. Oggi ho sbagliato tutto, non mi sembra giusto dare la colpa ad altri. Io sono a capo di questo gruppo e quindi io sono il responsabile Ora le valutazioni le farà la società. Questo risultato non premia la qualità della mia squadra che finora in campionato ha fatto più che bene. Oggi non era giusto fischiare i giocatori che hanno dato quello che potevano dare. Personalmente sono stato bravo altre volte, oggi non lo sono stato. Dimissioni? Non è una parola che fa parte del mio repertorio. Io non mi dimetto perché sono un combattente. Di solito lascio quando le cose vanno bene e non quando vanno male”.
I giocatori parlano per bocca del loro capitano, Fabrizio Miccoli, che pure oggi non era della partita:
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Colpo di scena nella trattativa tra l’attaccante dell’Udinese, Floro Flores, e la Juventus. Nelle ultime ore infatti il giocatore, per la verità anche poco gradito ai tifosi della Vecchia Signora, sembra allontanarsi sempre di più dal club bianconero avvicinandosi al Genoa, squadra che potrebbe garantirgli con più sicurezza un posto da titolare, che a Torino verrebbe messo a rischio dai rientri di Luca Toni e Vincenzo Iaquinta, in questo momento infortunati.
La conferma è arrivata qualche ora fa dal presidente Giampaolo Pozzo, che ai microfoni di Sky Sport 24 ha dichirato: “Lui scalpita e vuole giocare come è giusto che sia. Cercheremo di capire le sue intenzioni ma eventualmente siamo disposti a cederlo solo in prestito per poi riprendercelo a giugno. C’è l’interesse di Juve e Genoa nei suoi confronti ma al momento non so dire come andrà a finire la vicenda. Sarà lui a decidere dove andare.”
Nella stessa intervista, il patron dei friulani ha parlato anche di altri due giocatori della sua squadra da alcune settimane considerati dei probabili partenti già in questo mercato di gennaio: “C’è stato un interessamento dell’Inter, ma è inutile parlare di qualcosa che non si può fare. Non possiamo smontare il giocattolo a metà campionato e con la Coppa Italia da giocare. Vale 30 milioni? Il Chelsea era su quella linea. E per Inler vale lo stesso discorso.”
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