
Alla fine ha vinto Golia. La battaglia legale intrapresa dal Sion per la riammissione in Europa League porta ad un nulla di fatto per gli svizzeri. Il TAS di Losanna ha dato infatti ragione all’Uefa. Nella sentenza, il TAS afferma: “La richiesta [presentata dalla UEFA] di confermare l’esclusione dalla UEFA Europa League 2011/12 dell’OLA [Olympique des Alpes SA] è ammessa e confermata”.
Inoltre, la sentenza aggiunge che “le misure provvisorie adottate dal Tribunale Cantonale Vallese (Cour Civile) il 5 ottobre 2011 vanno annullate” e che “l’OLA è tenuto a versare 40.000 franchi svizzeri (quarantamila) nelle casse della UEFA a titolo di risarcimento per le spese legali sostenute nel corso del presente arbitrato”. Con questa decisione il TAS conferma che la UEFA ha applicato legittimamente il regolamento FIFA e che gli organi disciplinari UEFA hanno decretato legittimamente perse a tavolino le partite dell’FC Sion in UEFA Europa League.
Inoltre, il TAS, recita una nota dell’Uefa, ha revocato ogni altra misura provvisoria decisa dal Tribunale Cantonale Vallese il 5 ottobre 2011. Queste misure erano state adottate sul merito nell’attesa della decisione. La decisione del TAS sta a significare che l’FC Sion non verrà reinserito nella UEFA Europa League 2011/12.
L’Uefa non ha intenzione di vederci chiaro e non aprirà alcuna inchiesta sul match tra Dinamo Zagabria e Lione, disputato ieri sera e valevole per l’ultima giornata della fase a gironi di Champions League. Il risultato di 1-7, maturato nel secondo tempo, ha qualificato agli ottavi di finale i transalpini che avevano bisogno di una vittoria larghissima per superare il turno. Una partita che ha destato più di qualche sospetto avallato anche dall’occhiolino complice di Vida a Gomis. Non si tratta di una prova di combine, ci mancherebbe, ma forse era lecito aspettarsi qualche attenzione in più sul match da parte del più importante organismo calcistico europeo (nonché organizzatore della competizione), il giorno dopo.
L’Uefa, in un comunicato, ha precisato di non aver individuato alcun flusso anomalo di giocate sulla partita dei francesi: il sistema automatico di rilevazione dei flussi di giocate “non ha registrato movimenti irregolari”. Una serata contraddistinta dalla contemporanea eliminazione dell’Ajax a vantaggio del Lione. Gli olandesi sono caduti pesantemente sotto i colpi del Real Madrid e di un guardalinee troppo distratto.
Particolari anomalie non le ha riscontrate nemmeno l’Autorità garante per i giochi on line (Arjel) dopo aver “effettuato verifiche sul mercato francese delle scommesse sportive“. Nel frattempo il Lione non ci sta e si difende sul proprio sito ufficiale:
“Il club approva totalmente l’azione dell’Arjel, lanciata quando un risultato sportivo è considerato come atipico. E deplora che i commenti su questo incredibile exploit non restino sul piano sportivo sia per l’Olympique Lyonnais sia per il calcio francese”.

Domani, 24 novembre, il Tas si pronuncerà in merito al ricorso presentato dal Sion contro l’esclusione dall’Europa League a vantaggio del Celtic, inserito nel girone I assieme ad Atletico Madrid, Udinese e Rennes. Il club svizzero contravvenne ad una sanzione di Fifa e Uefa che gli imponeva di non impiegare giocatori acquistati nell’ultimo calciomercato estivo e schierò 6 calciatori appena tesserati. A fine settembre il Tribunale Civile del Cantone di Vaud diede ragione al Sion e torto all’Uefa e intimò il reintegro immediato del club svizzero nel girone I di Europa League.
Ma la Corte del Canton Vallese, qualche giorno fa, ha ribaltato la sentenza di primo (3 agosto) e secondo grado (27 settembre) del tribunale civile di Martigny e St.Maurice che permetteva al club elvetico, con effetto immediato, di schierare i sei giocatori tesserati in estate nonostante il divieto della Fifa e che sono all’origine della battaglia legale con la Uefa per l’esclusione dall’Europa League. E’ una prima vittoria per la Fifa e questa sentenza riconosce la validità del divieto di agire sul mercato inflitto al Sion.

Partiamo dal giorno in cui il Sion fu escluso dall’edizione dell’Europa League 2011/2012 per mano dell’Uefa che accolse il ricorso del Celtic Glasgow, club scozzese facente parte del gruppo I dove figurano anche Udinese, Atletico Madrid e Rennes. Sion e Celtic si incontrarono nel preliminare di agosto e la squadra svizzera, contravvenendo ad una sanzione di Fifa e Uefa che le imponeva di non impiegare giocatori acquistati nell’ultimo calciomercato estivo, schierò 6 calciatori appena tesserati. In realtà il Sion credeva di essere nel giusto perché qualche settimana prima si rivolse a un tribunale civile e ottenne una sospensiva atta a far giocare i nuovi arrivati.
Il presidente del Sion, Christian Constantin disse che non sarebbe finita lì. Detto, fatto. Nei primi giorni di ottobre il Tribunale Civile del Cantone di Vaud diede ragione al Sion e torto all’Uefa e intimò il reintegro immediato del club svizzero nel girone I di Europa League. “Le misure adottate dall’Uefa appaiono contrarie ai suoi regolamenti e quindi sono ingiustificate. Le sanzioni pronunciate nei confronti del Sion sono simili a una rappresaglia e sono gravemente inique“, spiegò il giudice nella sua motivazione.
Il tribunale inflisse anche una multa alla Uefa di 1000 franchi per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione dell’ordinanza. A carico dell’Uefa anche le spese legali, che ammontano a 21.400 franchi, e il versamento di 33000 franchi al Sion. Ma per Constantin non è questione di soldi perché vuole far giocare al suo club sul campo la competizione. “Credo che troveremo una soluzione. Preferisco l’odore del “Calderon” a quello dei soldi. Ci siamo qualificati per l’Europa League e vogliamo esserci, giustizia sportiva e civile devono capirsi ma la prima, fin qui, non ha ascoltato la seconda“, afferma Constantin intervistato da As.
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Qualche giorno fa Michel Platini, presidente dell’Uefa, aveva ironizzato sull’esposto della Juventus (preparato dall’avvocato Michele Briamonte e firmato dal presidente Andrea Agnelli) consigliando ad Andrea Agnelli di risparmiare soldi sui francobolli. A distanza di dieci giorni quella del guascone francese sembra più una battuta perché l’Uefa ha chiesto chiarimenti alla Figc in merito alla richiesta della Juventus. Un atto dovuto del massimo organo continentale che prega la Federazione italiana di fare chiarezza e prendere parola sulla vicenda.
La Gazzetta dello Sport ha pubblicato in esclusiva la lettera inviata dall’Uefa a Giancarlo Abete, alla Figc e per conoscenza al presidente della Juventus, Andrea Agnelli. E’ firmata da Pierre Cornu, il consigliere capo per gli affari legali. Ecco il testo integrale:
“Signor presidente e signori della Federazione italiana giuoco calcio, trovate allegato alla presente una copia della corrispondenza che ci ha spedito il 2 settembre 2011 il presidente della Juventus. Come potete constatare, la Juventus si duole che il titolo di campione d’Italia per la stagione 2005-2006 le sia stato tolto, ritiene che l’Internazionale di Milano abbia commesso dei fatti dello stesso genere durante la stessa stagione, protesta perché quest’ultimo club non è stato sanzionato e domanda all’Uefa
1) di pronunciarsi sulle modalità con cui la Figc ha svolto l’inchiesta sui fatti che riguardano la Juventus e - soprattutto - l’Internazionale di Milano;
2) di sanzionare l’Internazionale Milano dichiarando che il club non ha il diritto di partecipare all’Uefa Champions League 2011.12;
3) di informare la Juventus sulle misure che prenderà contro l’Internazionale Milano e la Figc;Continua a leggere: L'Uefa chiede chiarimenti alla Figc per l'esposto della Juve
Due giorni fa la Gazzetta dello Sport ha pubblicato un’intervista esclusiva a Michel Platini. La rosea ha interpellato il presidente dell’Uefa su varie questioni, tra cui l’esposto mandato dalla Juventus al massimo organo calcistico europeo sui fatti di Calciopoli e nel quale si chiede, tra le altre cose, l’esclusione dell’Inter dalla Champions League.
Platini non ha dubbi a riguardo e pensa che la richiesta cadrà nel vuoto: “Beh, Andrea Agnelli avrebbe fatto meglio a risparmiare i soldi del francobollo. Mai Uefa e Fifa diranno una parola sulle questioni interne, non abbiamo niente da dire, nè da fare”.Le Roi ha poi aggiunto: “Conosco Adrea Agnelli, simpatico e semplice. Conosco Domenico, l’autista da 35 anni. Poco altro“.
Secondo la Gazzetta dello Sport, l’ufficio legale dell’Uefa, nei prossimi giorni prenderà una decisione sull’esposto fatto dalla società bianconera. L’Uefa, prima di decidere (o di non decidere), sentirà il parere della FIGC e difficilmente muoverà parole significative in merito perché, come già ha anticipato Platini, si tratta di un problema interno.

Dopo aver fatto le pulci agli introiti dell’Europa League passiamo ad analizzare i guadagni della Champions League per l’edizione 2011/2012 comunicati dall’Uefa. Circa il 75% dei proventi totali per diritti televisivi e contratti commerciali conclusi dalla UEFA (fino a un massimo di 530 milioni di euro) andranno ai club, mentre il restante 25% sarà destinato al calcio europeo e verrà utilizzato dalla UEFA per coprire i costi organizzativi e amministrativi e i pagamenti a titolo di solidarietà per federazioni, club e leghe.
Per quando riguarda la quota di entrate che supera i 530 milioni di euro, l’82% andrà ai club, mentre l’altro 18% verrà destinato al calcio europeo e alla UEFA per le finalità elencate sopra. I proventi per diritti televisivi, stimati a 341,1 milioni di euro, verranno distribuiti secondo il valore proporzionale di ogni mercato rappresentato dalle squadre di UEFA Champions League (dalla fase a gironi in avanti) e verrà ripartito tra le squadre della stessa federazione.
Le squadre che partecipano alla fase a gironi di UEFA Champions League riceveranno un minimo di 7,2 milioni di euro, mentre quella che vincerà il torneo totalizzerà 31,5 milioni di euro senza contare i diritti televisivi. Ciascuna delle 32 squadre della fase a gironi riceverà un bonus di partecipazione di 3,9 milioni di euro e un bonus di € 550.000 per partita disputata, con un ulteriore premio partita di 800.000 euro per vittoria e 400.000 euro per pareggio nella fase a gironi.

Ma quanto guadagnerebbe un club che arriva in fondo all’Europa League? Una competizione spesso bistrattata dai nostri club, a volte addirittura esplicitamente odiata (vedi Zamparini). Diamo un’occhiata alle somme che l’Uefa elargisce alle squadre partecipanti per l’edizione 2011/2012. Iniziamo con un dato complessivo: il fatturato lordo per la UEFA Europa League 2011/12 ammonta a circa 200 milioni di euro e verrà distribuito come segue: circa il 75% del fatturato lordo per diritti televisivi e contratti commerciali sarà destinato ai club che partecipano dalla fase a gironi in avanti, mentre il restante 25% è riservato al calcio europeo e alla UEFA per coprire i costi organizzativi e amministrativi.
La ripartizione per i club: ognuna delle 48 squadre che partecipano alla fase a gironi riceve un bonus di partecipazione di 640.000 euro. I club si aggiudicano un bonus di 60.000 euro per incontro disputato, con un premio partita di 140.000 euro per vittoria e 70.000 euro per pareggio nella fase a gironi.
I guadagni per le squadre che arrivano alla fase ad eliminazione diretta: per la partecipazione ai sedicesimi di finale la somma percepita è di 200.000 euro ciascuna, che salgono a 300.000 euro per gli ottavi, 400.000 euro per i quarti di finale e 700.000 euro per le semifinali. La vincitrice della UEFA Europa League riscuoterà un premio di 3 milioni di euro, mentre la seconda classificata riceverà 2 milioni di euro.
Nella fase a gironi ogni club guadagnerà minimo 1 milione di euro. Un dato su tutti: una squadra può ricevere al massimo 6,44 milioni di euro (quindi in caso di vittoria della competizione), esclusi i diritti televisivi. Poco? Forse. In ogni caso si tratta di un trofeo che dona prestigio internazionale al club che lo vince e punti ranking alla nazione. E l’ultima vittoria italiana risale ormai al 1999. A volte i soldi non sono tutto…

Michel Platini bacchetta Josè Mourinho qualche mese dopo le frasi sull’arbitraggio della semifinale di Champions League> contro il Barcellona che sono costate cinque giornate di squalifica al portoghese. Il francese, presidente dell’Uefa, in un’intervista a Marca, dice di apprezzare sia l’uomo che l’allenatore, ma non i suoi sospetti sugli arbitri:
“Mi piace Mourinho, ma ha detto sciocchezze. Lo apprezzo come uomo e allenatore. Questo non significa che gli organi disciplinari della Uefa non si occuperanno di lui. E ‘un’altra cosa che non ha nulla a che fare con questo. La Commissione disciplinare ha deciso di sanzionarlo, lui ha esercitato il suo diritto di appello e vedremo cosa succederà”.
Platini difende l’organo calcistico più importante del continente:
“La Uefa non parteggia per nessuno, né va contro qualcuno, è neutrale e rispetta tutti, poi ci sono gli organi disciplinari che fanno il loro lavoro. Gli arbitri non favoriscono il Barcellona piuttosto che il Real Madrid, la Juve o il Milan. Sono io che mi chiedo “por que’?” il Real non vinca. E’ difficile costruire una squadra di soli “galacticos”, va bene per lo spettacolo ma non per vincere, per quello servono le stelle, ma anche i gregari e i buoni giocatori. I grandi nomi vendono magliette, ma non vincono le partite”.

Come ogni anno la Uefa ha premiato i tre campionati che maggiormente si sono distinti per il fair-play, quello classico e non quello finanziario di cui ormai è fautore caparbio Michel Platini; la ricompensa è un posto in più nella prossima Europa League e così la stagione che verrà vedrà una squadra in più norvegese, inglese e svedese. Nella classifica infatti i campionati di Norvegia, Inghilterra e Svezia hanno totalizzato lo score più alto, prendendo in esame tutte le partite giocate tra il 1 maggio 2010 e il 30 aprile 2011; un’ulteriore classifica “interna” ha poi incoronato Aalesund per la Norvegia (squadra allenata da Rekdal, ex giocatore avversario dell’Italia a Usa ‘94), l’Hacken (attualmente a metà classifica nell’Allsvenskan svedese) e il Fulham.
Gli inglesi se la sono vista brutta per una venialità di Zoltan Gera, espulso nel derby casalingo contro l’Arsenal di domenica scorsa; alla fine però la Uefa ha comunque premiato i Cottagers, a scapito del Blackpool, fresco di retrocessione (da segnalare che nella prossima Europa League parteciperà il Birmingham City che ha vinto la Curling Cup con un gol di Martins nel finale, squadra che è scesa di categoria e che quindi l’anno venturo sarà in Europa pur giocando in Serie B). I parametri per stabilire i campionati più “sportivi“? Bel gioco, rispetto per gli avversari e l’arbitro, comportamento dei tifosi e dei dirigenti, oltre che sicurezza in campo e sugli spalti. L’Italia? Trentaseiesima e dietro più o meno a tutti (dei grandi campionati solo quello turco e quello greco stanno più giù). C’era da aspettarselo.