Il Barcellona è stato sottoposto ad un nuovo controllo a sorpresa da parte di alcuni medici dell’Uefa. E’ la quarta volta in questa stagione, la terza nel giro di tre mesi. L’ultimo controllo è datato 6 maggio (subito dopo la qualificazione ottenuta ai danni del Real Madrid) il penultimo è stato fatto a marzo e anche in quel caso i giocatori del Barcellona reagirono con sorpresa. In quell’occasione furono sottoposti al controllo delle urine lo stesso Victor Valdes, Piqué, Puyol, Villa, Iniesta, Bojan, Jeffren, Keita, Adriano e Abidal.
Questa volta è toccato ad altri 10 giocatori: Maxwell, Thiago, Busquets, Pedro, Milito, Pinto, Afellay, Abidal, Bojan e Iniesta. “Ancora? Siete già venuti la scorsa settimana”, avrebbe urlato, secondo il “Mundo Deportivo”, il portiere azulgrana Victor Valdes dopo aver visto i medici della Uefa. Il Barcellona, un paio di mesi fa, ha inoltrato querela nei confronti di Cadena Cope, la radio madrilena che citando fonti del Real Madrid aveva sollevato dubbi su possibili pratiche illecite da parte di Barcellona e Valencia.

L’Uefa ha assolto il Barcellona e non ha ammesso la video-denuncia presentata dal Real Madrid per testimoniare il comportamento anti-sportivo dei giocatori del Barcellona durante la semifinale di Champions League di mercoledì scorso. In particolare, l’accusa del club della casa reale era rivolta a Busquets (denunciato anche per le presunte frasi razziste al brasiliano Marcelo), Pedro e Dani Alves.
La decisione di Nyon è stata accolta con delusione a Madrid, tanto che le merengues hanno già deciso di presentare ricorso. Venerdì invece l’Uefa si pronuncerà sui casi Mourinho (incolpato per le sue frasi anti-Barcellona) e Pinto (il portiere blaugrana espulso nell’intervallo del superclasico per una rissa con Chendo). Karanka, che ha parlato al posto di Mourinho, commenta duramente: “Dopo la decisione della Uefa di oggi, la partita passa in secondo piano. Un organismo che fa del rispetto e del fair play i suoi principi e che non prende una decisione dopo che tutto il mondo ha visto quelle immagini fa passare la partita in secondo piano. Una volta di più è stato dimostrato che ci sono due pesi e due misure”.
Il vice non risparmia altre critiche: “Martedì giocano calciatori che non rispettano il fair play e si macchiano di insulti razzisti mentre noi non potremo contare né su Pepe, né su Sergio Ramos che non hanno fatto nulla di questo. Il Real è stato punito per qualcosa che non è specificato nel regolamento, mentre il Barca non viene sanzionato per qualcosa che il regolamento prevede“.

Quella di ieri è stata una giornata che a posteriori verrà ricordata come quella della svolta: il calcio cambia, e tanto. Riunitasi a Ginevra, la FIFA ha deliberato alcune modifiche al regolamento (è l’ultimo mandato di Blatter che vuole lasciare il segno) col placet di Michel Platini, presidente UEFA, e degli altri massimi esponenti delle varie federazioni continentali: queste modifiche, incredibilmente sostanziali, avranno tutto il tempo di essere metabolizzate ma, assicurano i vertici calcistici, saranno operative sicuramente ai Mondiali russi del 2018.
Due le nuove regole destinate per sempre a cambiare la fisionomia di questo sport centenario. Partiamo dalla più succulenta, cioè dal cartellino arancione: verrà usato per falli al limite tra il giallo e il rosso, o al secondo giallo (ma l’arbitro potrà anche passare, come succede già ora, direttamente al rosso), chi se lo vedrà sventolare in faccia resterà in panchina per 10 minuti, salvo poi poter fare rientro in campo. Come gestiranno l’inferiorità numerica a tempo gli allenatori?
E la seconda rivoluzione appare ancora più clamorosa: basta 90 minuti, tempi di recupero e simulazioni, fra pochi anni si giocherà col tempo effettivo con due tempi di 30 minuti l’uno. Roba forte ma che ha già suscitato più di una perplessità, soprattutto quest’ultima innovazione che a detta di molti (l’Inghilterra, l’Olanda e il Sudamerica hanno ufficialmente protestato) snatura profondamente il senso di questo sport. Il dado pare tratto: si proverà nel calcio minore a partire dal 2012/13, poi dopo i Mondiali brasiliani diverrà obbligatorio, gradualmente, per tutti.

La Uefa era stata abbastanza con la federazione della Bosnia-Erzegovina (NFSBiH), lo statuto federale andava cambiato entro la fine di marzo, pena l’esclusione tanto dall’organismo continentale quanto dalla Fifa di Blatter. Il punto della discordia riguardava il numero dei presidenti della stessa NFSBiH, attualmente il regolamento ne prevede tre, un bosniaco, un croato e un serbo, in rappresentanza di tutte le etnie del paese dell’ex Jugoslavia. Per la Uefa sono decisamente troppi, da qui l’imposizione di varare un nuovo statuto che prevedesse la presenza di un solo uomo al vertice.
Si è tenuta ieri a Sarajevo la riunione straordinaria per discutere le modifiche suggerite, per non dire imposte da Michel Platini, ma dopo una regolare votazione non si è riusciti ad arrivare all’attesa fumata bianca. All’incontro erano presenti 54 delegati, 28 dei quali hanno votato contro le modifiche, soltanto 22 si sono detti favorevoli, a cui si aggiungono tre schede bianche e un astenuto. Saranno questi i numeri che probabilmente condanneranno il calcio bosniaco all’espulsione da Uefa e Fifa: la sanzione, se saranno rispettati i termini definiti fino ad ora, dovrà partire dal prossimo primo aprile.
Mircea Sandu, presidente della federazione romena, aveva incontrato i rappresentanti bosniaci alla vigilia della sfida tra le due nazionali, tentando la mediazione e invitandoli ad accettare le modifiche proposte dalla Uefa, così come in passato era toccato alla Romania. L’appello è evidentemente caduto nel vuoto. Per la cronaca, quello che può essere l’ultimo impegno internazionale della Bosnia per lungo tempo, la sfida con la Romania, si è concluso con una vittoria per 2-1. La nazionale allenata da Safet Susic occupa al momento la quarta posizione nel Gruppo D, quello della Francia, ad un solo punto di distanza, e con una partita disputata in meno, dalla coppia composta da Bielorussia e Albania che al momento divide la seconda posizione.

Se nel gennaio 2007 aveva dovuto soffrire, per modo di dire, per avere la meglio di Lennart Johansson (all’epoca presidente uscente) con 27 voti contro 23, questa volta è stato tutto facile per Michel Platini, rieletto alla guida del massimo organismo calcistico europeo prolungando così il suo mandato al vertice del calcio continentale fino al 2015. Quattro anni fa il teatro della vittoria fu Dusseldorf, quest’anno la sua amata Parigi dove a dire il vero Le Roi correva contro se stesso. Nessun candidato avversario, la riconferma dell’ex idolo di Francia e Juve è avvenuta grazie a uno scontato plebiscito in cui i rappresentanti delle 53 federazioni che compongono l’Uefa gli hanno ribadito la fiducia.
Comunque sia, evidente è stata la soddisfazione del 55enne nativo di Jœuf, nord-est della Francia, che ha così commentato la rielezione: “Dopo la mia elezione di quattro anni fa, i miei ringraziamenti erano stati indirizzati soprattutto ai vecchi amici: pieno di emozioni e nostalgia, avevo ringraziato tutti coloro che mi erano stati accanto nelle diverse fasi della mia vita. Oggi, invece, i miei ringraziamenti vanno a tutti i nuovi amici che hanno dimostrato di essere dalla mia parte. Vi ringrazio, amici delle federazioni nazionali. Grazie dal profondo del mio cuore per la fiducia che avete mostrato in me“.
Non solo, Platini ci ha tenuto a ringraziare un po’ tutti i protagonisti del mondo del calcio del Vecchio Continente come “le migliaia di tecnici e volontari del calcio di base di tutta Europa che dedicano la loro passione e il loro amore al calcio. Insegnare ai nostri figli e ai nostri nipoti i valori dello sport significa donare loro una vera e propria scuola di vita e rendere migliore la società“; non solo, menzione anche i primi attori di questo amatissimo sport, i calciatori “fonte di gioia ed emozione per tutti. Senza di loro, il calcio non esisterebbe“. Prossimo, imminente obiettivo: una buona organizzazione degli Europei che si svolgeranno in Ucraina e Polonia fra un anno e mezzo. Platini è pronto.

Il Comitato Esecutivo dell’Uefa si è riunito a Parigi il 20 e il 21 Marzo, in questa due giorni è stato discusso e approvato il format delle prossime qualificazioni ai mondiali che si disputeranno in Brasile nel 2014. Le 53 nazionali partecipanti saranno divise in nove gruppi, otto composti da sei squadre e uno da cinque. Otterranno la qualificazione diretta le prime classificate di ogni raggruppamento, mentre le otto migliori seconde, tutte tranne la peggiore in pratica, si contenderanno l’accesso al tabellone principale del torneo attraverso un doppio spareggio.
Si stabiliranno così le 13 partecipanti europee, numero stabilito dalla Fifa che ha ricevuto la proposta di regolamento dalla Uefa e la ratificherà nei prossimi giorni. Per quanto riguarda la composizione dei nove gironi ci sarà ancora da aspettare la fine del prossimo luglio quando verrà effettuato il sorteggio, per quella data saranno note anche le teste di serie scelte dalla stessa Fifa. Speriamo che l’urna sia favorevole ai nostri Azzurri.

Arsene Wenger contrattacca. Dopo la notizia dell’apertura di un procedimento disciplinare a suo carico, e a carico del giocatore francese Nasri, per alcune dichiarazioni critiche sull’arbitraggio di Massimo Busacca in Barcellona - Arsenal, la sua replica è durissima:
Nego assolutamente qualsiasi accusa, non capisco nemmeno da dove arrivi. Sarebbe meglio per l’Uefa mostrare un po’ di umiltà e scusarsi per quello che è successo anziché accusare persone che non hanno fatto niente di male
Wenger, almeno nella sostanza, ha perfettamente ragione. L’espulsione di Van Persie per doppio giallo ha condizionato la partita ed è oggettivamente un errore di Busacca. Non è ipotizzabile, utilizzando un minimo di buon senso, che l’attaccante olandese stesse provando a perdere tempo calciando via il pallone. Fra il fischio e la conclusione a gioco fermo di Van Persie passa appena un secondo e nella bolgia del Camp Nou è possibile che quel fischio non sia stato udito immediatamente dal giocare dell’Arsenal.
Il provvedimento disciplinare è apparso sproporzionato ed ha alterato la gara, questo senza nulla togliere alla superiorità del Barcellona nella doppia sfida di Champions League, ed in senso assoluto. Tenendo conto dell’errore l’Uefa avrebbe fatto bene ad evitare di aprire un procedimento contro i tesserati del club inglese che non si erano resi protagonisti di insulti, ma avevano fatto soltanto presente di fronte ai microfoni che quell’errore li aveva penalizzati.

La Fifa ha riunito oggi a Newport, in Galles, il suo International Football Association Board (Ifab), l’organismo che si occupa della definizione delle regole del gioco del calcio. Erano due gli argomenti principali della riunione odierna, l’uso di due direttori di gara supplementari, come si vede da un paio d’anni in Europa League, e l’adozione di strumenti tecnologici per la valutazione dei cosiddetti gol fantasma. L’Ifab ha approvato il primo, che continua così la sua fase sperimentale, e rimandato, non bocciato, il secondo.
La soluzione dei cinque arbitri lanciata dalla Uefa sembra aver convinto la Fifa, tanto che ha dato il suo assenso al loro utilizzo nei prossimi Europei che si svolgeranno in Polonia e Ucraina. Stiamo parlando ancora di test, il torneo continentale sarà ancora parte della sperimentazione, se i risultati positivi riscontrati fino ad ora dovessero essere confermati si potrebbe pensare anche ad una definitiva approvazione di questa regola. A tal proposito l’Ifab si riunirà eccezionalmente alla fine del torneo per discutere sulla validità dell’esperimento.
Per vedere invece la tecnologia a supporto dei direttori di gara dobbiamo invece ancora aspettare. La Fifa ha fatto sapere che gli esperimenti condotti a Zurigo tra il 7 e il 13 febbraio scorsi non hanno soddisfatto, le dieci tecnologie per scongiurare i gol fantasma presentate da altrettante aziende non hanno soddisfatto i requisiti minimi richiesti. In particolare il sistema di assistenza deve, per essere accettato, rispettare questi vincoli: deve essere utilizzato solo sulla linea di porta e per segnalare se la palla ha superato o meno la linea, deve fornire il suo verdetto entro un secondo e deve comunicarlo soltanto ai direttori di gara.
La Fifa ha comunque concesso un ulteriore anno di test per dare occasione alle aziende interessate di perfezionare le loro tecnologie. La riunione straordinaria che si terrà dopo gli Europei servirà anche a fare il punto della situazione in questo senso, a verificare se nel frattempo si sia riusciti a trovare una soluzione ottimale al problema.

Aggiornamento: Nessuna conseguenza per Daniele De Rossi, accusato dallo Shakhtar Donetsk di aver colpito con un pugno il difensore Dmytro Chygrynskiy. La Uefa ha deciso di non prendere alcun provvedimento in seguito al ricorso presentato dagli ucraini. Il centrocampista giallorosso sarà regolarmente a disposizione di Vincenzo Montella in occasione dell’impegnativa trasferta della prossima settimana.
In occasione della fondamentale partita contro lo Shakhtar Donetsk, la Roma potrebbe dover fare a meno di uno dei suoi giocatori più importanti, Daniele De Rossi. Il club ucraino ha infatti presentato un ricorso alla Uefa per chiedere la squalifica del centrocampista colpevole, a loro modo di dire, di essersi reso protagonista di condotta violenta in occasione della partita dell’andata. La società ha fornito anche un video che secondo loro proverebbe in maniera inequivocabile la loro teoria.
All’inizio si era parlato di un litigio del romanista con un avversario nel tunnel che conduce agli spogliatoi dell’Olimpico a fine partita, ora invece si sa che l’episodio è avvenuto in campo. L’italiano avrebbe colpito un avversario con violenza nel corso di un’azione di gioco in area, per donare maggiore enfasi al tutto lo Shakhtar ha anche suggerito alla federazione continentale un parallelismo con il caso che ha visto protagonista Gennaro Gattuso. Nonostante ciò la Roma si dice tranquilla, la risposta dalla Uefa dovrebbe arrivare entro lunedì.
La società capitolina ha affidato il caso legale agli avvocati Conte e Crespo, gli stessi che si occuparono del caso Mexes in occasione del suo difficile e controverso trasferimento in giallorosso. Sulla vicenda Conte si è detto moderatamente ottimista, rifiutando poi categoricamente l’accostamento alla vicenda di Gattuso. Ha spiegato che si tratta di un contatto avvenuto in area di rigore in occasione di un calcio d’angolo, qualcosa effettivamente c’è stato, ha confermato il legale, ma non sembrerebbe poi così grave. La Roma ha redatto un memoriale, se la sentenza non dovesse essere favorevole si proverà la strada del ricorso. Il rischio, se la versione dello Shakhtar Donetsk dovesse essere ritenuta convincente, è di una lunga squalifica.

Come ampiamente previsto la Uefa ha avuto la mano pesantissima nei confronti di Gennaro Gattuso, il centrocampista è stato punito con cinque giornate di squalifica. Il milanista paga duramente le intemperanze di cui è stato protagonista nell’ultima partita contro il Tottenham, il giocatore del Milan a fine partita aveva avuto un duro confronto con l’allenatore in seconda degli Spurs Joe Jordan. All’inizio sono volati paroloni poi i due sono entrati a contatto con il capitano rossonero che ha afferrato l’inglese per il collo, poi lo ha anche colpito con una testata.
A nulla sono servite le pubbliche scuse di Gattuso, né la Uefa si è gatta intenerire dalla sua fedina praticamente immacolata in Europa, la sanzione è arrivata ed è, come detto, durissima. Per Allegri non è certamente una buona notizia, questa squalifica equivale in pratica alla fine dell’avventura europea per Ringhio, che potrebbe ritrovare il campo soltanto in caso di approdo del Milan alla finale di Wembley.