Aria di cambiamenti nella curva Nord della Lazio. Lo storico gruppo egemone che da circa 20 anni gestisce in prima linea il tifo del settore più caldo della tifoseria laziale sembra aver deciso di cedere il comando. E’ un passo indietro che era nell’aria, soprattutto alla luce delle pesanti critiche rivolte contro la decisione di lasciare entrare la candidata del centro destra, Renata Polverini (che prima di questa visita passò a salutare Totti a Trigoria…), in curva. Una mossa che contraddiceva in toto l’appello dello stesso gruppo a disertare le urne o quantomeno a non votare centrodestra alle prossime elezioni regionali, per protestare contro l’attuale presidenza, l’odiatissimo Claudio Lotito caldeggiato e sostenuto da Francesco Storace al momento della sua ascesa alla Lazio.
Con gli Irriducibili si aprirono nuove ere in Italia, quelle del merchandising ultras in Italia, della radicalizzazione politica e di nuovi strumenti a uso e consumo dell’ultras, come le radio e le fanzine. La nuova conformazione della curva cambierà a partire dal nome. “Curva Nord Lazio” o “Curva Nord Gabriele Sandri” sarà il nuovo nome e racchiuderà l’intero agglomerato dei gruppi presenti nel settore. “Noi teniamo alla nostra identità, vogliamo che la curva ritorni allo splendore di una volta e per farlo dobbiamo rimetterci in gioco e in discussione […] Non ci faremo strumentalizzare da politicanti di nessun schieramento politico, perché saremo consapevoli che non saranno loro ad avere a cuore le sorti della Lazio”, recita uno stralcio di un comunicato della curva Nord.



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Mauro Zarate domenica era in curva con i tifosi, scortato dagli Irriducibili della Lazio, per sostenere la squadra in una partita (poi persa con il Bari) fondamentale per la salvezza. Insieme a lui anche Renata Polverini, la candidata del Pdl alle regionali, che si è piazzata sulla balaustra per “ricucire” con gli ambienti della destra estrema che legandola a Francesco Storace la ritenevano una “sostenitrice” dell’odiato presidente Lotito.
Un quadretto deprimente e surreale con il calcio al servizio di equilibri politici, un calciatore ed una candidata a caccia di consensi facili fra gli ultras che si lascia cantare il coro “Polverini caccia Lotito“. Sarebbe bastato già soltanto questo, ma oggi ecco spuntare una foto che appare inequivocabile. Zarate con il braccio teso (e un’espressione spenta lontana da quella degli individui normodotati) impegnato nel riprodurre il saluto fascista attorniato da “tifosi” che fanno lo stesso.
Un quadretto incredibile.
Zarate in curva nord con la Polverini e il suo saluto fascista
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Giungono i primi dettagli sugli avvenimenti che hanno portato alla morte di Gabriele Sandri, tifoso della Lazio che si recava a Milano per Inter - Lazio (qui le sue immagini), forniti dalla ricostruzione della Polizia attraverso le parole del Questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe. Questi fatti gettano un’ombra ancora più sinistra sull’operato della Polizia e sul come la notizia sia stata fraintesa e strumentalizzata, scuserete la franchezza, dai quei delinquenti a piede libero che amano definirsi Ultras.
Stando al comunicato della Polizia questa mattina, attorno alle 9.10, due pattuglie della Stradale in servizio per dei controlli di routine nell’Autogrill Badia al Pino che serve la carreggiata a Sud, hanno sentito urla e rumori che facevano intuire fosse in atto una rissa nell’area di servizio opposta. Allo scopo di sedare, seppur a distanza, uno scontro che non era stato identificato come in corso fra gruppi di tifosi o ultras, hanno prima azionato la sirena e poi esploso due colpi di pistola “in aria”.
Ora, anche non volendo esprimere giudizi netti sull’operato dei poliziotti frutto di una ricostruzione ancora frammentaria, appare evidente che qualcosa non torni. I fatti contraddicono il comunicato del Questore. Gabriele Sandri è stato colpito al collo mentre si trovava già nella sua autovettura, in fase di reimmisione nella carreggiata. Come combacia questo con l’ipotesi che i colpi siano stati sparati “per sedare la rissa“?
E ancora come fanno dei colpi esplosi in aria a colpire una persona alla nuca? Le alternative sono solo due: o il colpo che ha ferito mortalmente il tifoso laziale non è stato esploso dalla pistola del poliziotto oppure la pistola non era effettivamente puntata verso l’alto. Qualunque sia la verità, sperando che presto o tardi venga svelata, Gabriele Sandri è la vittima di un tragico e gravissimo errore che non deve passare impunito. La giustizia deve fare il proprio corso, in questo caso si spera nel modo più celere ed irreprensibile possibile.
La vicenda, in ogni caso, interessa relativamente Calcioblog visto che si configura pienamente come un tragico avvenimento “di cronaca” che avrebbe dovuto influire solo “incidentalmente” con il Campionato di Calcio. Giusta, giustissima, appare quindi la decisione della Lega e della Figc di rinviare solo Inter - Lazio per rispetto nei confronti di un tifoso biancoceleste che si recava allo Stadio.
Qui veniamo alla seconda vittima di questa folle domenica: il Calcio Italiano. La reazione messa in scena dai cosiddetti “Ultras“ in alcuni campi della nostra Serie A colpisce ed indigna.
Continua a leggere: Le due vittime: Gabriele Sandri e il Calcio

UPDATE: Le dichiarazioni del Questore di Arezzo, Vincenzo Giacobbe, cominciano a fare chiarezza sulla morte di Gabriele Sandri e gettano un’ombra sinistra sull’operato della Polizia Stradale. Queste le sue parole:
E’ stato un tragico errore. Il nostro agente era intervenuto per evitare che i tafferugli tra due esigui gruppi di persone che non erano stati individuati come tifosi degenerassero con gravi conseguenze per entrambi. Esprimo profondo dolore e sincere condoglianze alla famiglia della vittima
Quindi pare confermato che il Poliziotto della Stradale non era consapevole della natura “calcistica” della rissa che stava avvenendo, il colpo di pistola avrebbe raggiunto Gabriele Sandri quando quest’ultimo era già salito nell’auto. La Scientifica ha sequestrato il video delle telecamere a circuito interno dell’Autogrill di Badia al Pino.
A Milano, dove la partita è stata sospesa, un improvvisato corteo di Ultras di entrambe le squadre sta protestando contro la Polizia e un cameraman del TG4 è stato aggredito dopo averne ripreso alcune immagini. Su tutti gli altri campi, compreso Bergamo, teatro di alcuni incidenti, sembra essere tornata la calma. Si giocherà comunque in clima surreale.
Sono giunte le decisioni delle autorità sportive e dei vertici delle forze dell’ordine dopo la tragica morte dell’Ultras della Lazio Gabriele Sandri (Clicca qui per le immagini), rimasto ucciso a causa di un colpo di pistola partito dall’arma di un poliziotto, nell’autogrill di Badia al Pino sull’A1 dopo una rissa con tifosi della Juventus che si dirigevano a Parma per assistere a Parma - Juventus.
Inter - Lazio, in programma oggi, è stata sospesa e rinviata. Tutte le altre gare dovrebbero essere giocate regolarmente, ma subiranno 15 minuti di ritardo.
Secondo i primi dettagli pare che questa mattina, poco dopo le 9 del mattino, due auto di tifosi della Juventus siano state aggredite a colpi di spranghe da alcuni Ultras della Lazio. I tifosi hanno segnalato alla Polizia l’accaduto, fornendo un numero di targa e un modello di automobile. Il successivo intervento di due pattuglie della Polizia Stradale si sarebbe concluso con una colluttazione nella quale un proiettile, partito accidentalmente, ha colpito Gabriele Sardi ferendolo a morte.

UPDATE 3: Gli ultimi aggiornamenti sono disponibili qui.
UPDATE 2: Repubblica.it ha reso noto il nome della vittima, rettificando la precedente informazione, si tratta di Gabriele Sandri, 26 anni, tifoso della Lazio e noto per la sua attività di DJ. (Clicca qui per le foto di Gabriele Sandri, ultras laziale morto nell’autogrill di Badia al Pino) Questo è il link al Myspace di Gabriele Sandri, nome d’arta Gabbodj e Le Gabriel.
UPDATE: Le nuove informazioni che giungono paiono modificare completamente il quadro dell’accaduto. Gabriele S. (28 anni), questa l’identità della vittima, noto DJ attivo sul litorale romano, sarebbe stato colpito da un colpo di pistola “partito dall’arma di un poliziotto” durante una colluttazione con gli agenti intervenuti dopo la segnalazione di alcuni tifosi juventini in viaggio verso Parma con due auto e “aggrediti con delle spranghe” da ultras della Lazio.
Inter - Lazio non si giocherà, pare sia già stato deciso, ed è allo studio l’ipotesi di una sospensione di tutto il campionato.
Gli ultimi dettagli smentiscono gran parte delle osservazioni contenute in questo post: non saremmo di fronte a scontri premeditati, in verità nemmeno ad effettivi “scontri fra tifosi”, bensì si tratterebbe di un’aggressione di Ultras della Lazio a tifosi della Juve finita in tragedia dopo l’intervento della polizia.
Un ultras della Lazio è rimasto ucciso durante uno “scontro” con tifosi della Juventus avvenuto nell’autogrill di Badia al Pino sulla A1 a circa 60 km da Firenze. Anche se la dinamica della morte del tifoso è ancora incerta la gran parte degli organi di informazione riferiscono che l’uomo sarebbe stato raggiunto da un colpo di pistola.
Non ci sono parole. Secondo Repubblica.it sarebbero in corso colloqui fra il Presidente della Lega Antonio Matarrese, della Figc Abete e il Capo della Polizia Manganelli per discutere l’immediata sospensione del campionato.
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Un’operazione preventiva di Polizia ha fermato la trasferta di 66 ultras della Lazio a Bergamo nella notte fra sabato e domenica. Gli Ultras erano pronti a partire per andare ad assistere alla gara di campionato contro l’Atalanta, ma gli agenti della Digos li hanno bloccati prima della partenza organizzata da Piazza Vescovio procedendo ad una serie di perquisizioni durante le quali sono rinvenuti una quantità notevole di oggetti atti ad offendere e di armi improprie, fra gli altri 5 machete, 4 coltelli, un bastone, un tirapugni, cacciaviti e imbottiture di gommapiuma. (Clicca qui per la gallery fotografica)
Piazza Vescovio, la zona di Roma in questione, è un feudo della tifoseria laziale, in particolare di quella frangia di Ultras con contatti e appartenenze in comune con i movimenti di estrema destra.
Non è ancora chiaro se ci fosse effettivamente l’intenzione di provocare incidenti nella trasferta di Bergamo o se fosse addirittura in atto il tentativo di incrociare gli Ultras del Napoli in viaggio verso Empoli.
Il Ministro Amato ha commentato con soddisfazione l’esito dell’operazione, ma ha lamentato l’impossibilità con gli strumenti legislativi attuali di tenere in carcere anche per un solo minuto i fermati annunciando l’intenzione di varare nuove modifiche ai provvedimenti già presi che inaspriscano le pene. Ad ogni buon conto tutti i 66 soggetti (alcuni sono minorenni) sono stati colpiti dal DASPO, il divieto di assistere a manifestazioni sportive.
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