Marco Righetto, ultrà dei Commandos Tigre, uno dei gruppi organizzati più famosi della curva rossonera, è stato arrestato nel primo pomeriggio dalla Digos di Milano. Il fermo del 35enne è arrivato grazie alla segnalazione di un altro ultras del Milan e il tifoso è stato perquisito prima di entrare allo stadio per assistere al derby (le tifoserie organizzate entrano ore prima della partita per sistemare striscioni e scenografie). A bordo della sua auto sono stati trovati un ordigno artigianale, definito “dal potenziale micidiale” dagli artificieri, quattro coltelli, una mazza da baseball e una bomboletta di spray urticante. Righetto è stato messo in stato di fermo per detenzione di materiale esplodente e violazione della legge sulle armi.
“Mi ha sorpreso molto, non so perché ha fatto una stupidaggine del genere, lui è sempre stato uno tranquillo. Ma non è uno dei capi, è solo un ultrà con tanti anni di militanza nei Commandos Tigre“, commenta Giancarlo Capelli, detto il Barone, leader storico della Curva sud rossonera. Il Barone precisa: “Non c’è alcuna intenzione da parte di nessuno di provocare scontri né di alzare la tensione. Milano ha sempre dato un buon esempio, sono anni che non succede nulla e anche questa volta ci sarà un tifo bello e civile. Non alziamo il livello della tensione, basta quella sportiva. Non capisco come Righetto abbia potuto commettere un’ingenuità del genere. Poi nella vita puoi aspettarti di tutto ma davvero non capisco perché uno della sua esperienza abbia fatto una sciocchezza del genere andando a rovinarsi la vita“.
(Fonte Repubblica)
Nove feriti e più di 60 persone arrestate. E’ questo il bilancio degli incidenti avvenuti a margine della partita amichevole di ieri sera a Kaunas, tra la Lituania padrone di casa e la Polonia, vinta dalla prima per 2-0. Gli incidenti sono scoppiati tra tifosi polacchi e forze dell’ordine lituane.
Un portavoce della federcalcio polacca ha parlato di ‘comportamento inaccettabile’ dei tifosi che hanno seguito la nazionale in trasferta e che hanno causato gli scontri con le forze dell’ordine. Comincia a serpeggiare una certa preoccupazione in vista dei campionati europei del 2012, la cui organizzazione è stata affidata congiuntamente a Polonia e Ucraina.
Tre anni e tre mesi di reclusione. E’ la pena che Ivan Bogdanov dovrà scontare in carcere per gli scontri in occasione della partita tra Italia-Serbia del 12 ottobre scorso, valida per le qualificazioni a Euro 2012 e sospesa proprio per le intemperanze dei tifosi ospiti. Il processo con rito abbreviato ai danni di Ivan e di altri ultra’ serbi era cominciato questa mattina alle 10 presso il Tribunale di Genova.
L’udienza si è svolta davanti al gup (giudice udienza preliminare) Annalisa Giacalone, in aula della Corte d’Assise d’Appello. Oltre a Bogdanov, gli altri imputati sono Nicola Klicovic, Daniel Janjic e Srdan Jovetic, per i quali il pubblico ministero Cristina Camaiori ha chiesto rispettivamente 3 anni, 2 anni e 8 mesi e 2 anni e 6 mesi.
I reati loro contestati, a vario titolo, sono quelli di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Contestati, in base alla legge del 13 dicembre 1989, anche i reati in materia di comportamenti all’interno degli stadi. Ivan Bogdanov era stato ripreso dalla televisione mentre, con il viso coperto da un passamontagna, incitava i suoi connazionali. Dopo l’arresto aveva detto che non era sua intenzione far sospendere la partita e aveva chiesto scusa all’Italia e agli italiani. Il serbo aggiunse anche di preferire l’Italia alla Serbia come luogo del processo.
(Fonte Datasport)







Continua a leggere: Ivan Bogdanov condannato a 3 anni e 3 mesi

Oltre cento ultras indagati, tra i quali l’assessore regionale al Territorio Daniele Belotti: è il bilancio di un’operazione di Polizia sui tifosi dell’Atalanta, tra i più turbolenti d’Italia. Sono state decine le perquisizioni e sequestri a Bergamo e provincia per un’indagine relativa ad alcuni episodi di violenza compresi tra settembre 2009 a agosto 2010, che hanno visto per protagonisti decine di tifosi dell’Atalanta.“Il mio ruolo di mediatore tra le istituzioni e la tifoseria è noto da almeno vent’anni - ha spiegato Belotti -. Di certo non possono attribuirmi atti violenti”.
A Claudio Galimberti, 37 anni, autentico capopopolo e conosciutissimo con il soprannome di “Bocia”, è stato imposto il divieto di dimora a Bergamo e provincia. Mentre altri due ultras di 23 e 25 anni dovranno presentarsi tre volte a settimane presso le forze dell’ordine. A Belotti il pm Carmen Pugliese ha contestato il concorso in associazione a delinquere (accusa respinta dal Gip).
Gli ultras bergamaschi si resero protagonisti di una tentata aggressione ai danni del ministro degli Interni, Roberto Maroni, in occasione della festa della Lega a fine agosto scorso, ad Alzano Lombardo. L’istituzione della tessera del tifoso era ed è ancora il motivo della protesta, ma l’azione contro la Lega Nord dei tifosi orobici rese più difficili i rapporti con alcuni esponenti del partito, tra cui il Belotti.
Continua a leggere: Indagati 104 ultras atalantini tra cui un assessore della Lega Nord
Le accuse sono di resistenza a pubblico ufficiale aggravata e in concorso e violazione della legge sugli stadi. Il questore di Pescara, Paolo Passamonti, ha ricordato in conferenza stampa che l’8 agosto “fu una serata terribile a causa degli incidenti che si sono verificati lontano dallo stadio, prima e dopo l’amichevole Pescara-Roma, e probabilmente sarebbe stato opportuno non giocare quella partita“. Passamonti ha ricordato che subito dopo l’incontro di calcio sono stati emessi 22 provvedimenti di Daspo e oggi, anche se a distanza di mesi, è stato chiuso il cerchio. Tra i diversi feriti anche il dirigente della squadra volante di Pescara, Alessandro Di Blasio, raggiunto da una bottiglia sulla fronte.
(fonte Agi)
Continua a leggere: Video | Amichevole Pescara-Roma di agosto, arrestati 19 ultras
Prima del big-match tra il Besiktas e il Bursaspor campione in carica, si sono verificati degli scontri nei quali sono stati accoltellati tre tifosi. Migliaia di tifosi del Besiktas hanno lanciato sassi e bottiglie per sfondare i cordoni di polizia ed aggredire circa 1.200 supporter del Bursaspor. La partita si è conclusa per 1-0 in favore del Besiktas.
Continua a leggere: Video Scontri | 3 accoltellati prima di Besiktas-Bursaspor

E’ di 4 tifosi fermati e 3 tedeschi feriti (non gravi) il bilancio del prepartita della gara di Champions League Roma-Bayern Monaco. I fermati dalla polizia sono tre tedeschi, trovati in possesso di uno striscione con una scritta in italiano contro la tessera del tifoso, ai quali è stato impedito l’accesso allo stadio e una tifosa della Roma 33enne (tentava di superare i controlli di prefiltraggio nascondendo nella borsa oltre 40 petardi di media grandezza). I feriti invece sono tutti tedeschi.
Pochi minuti prima dell’inizio della partita tra Roma e Bayern due tifosi tedeschi sono stati colpiti con una bottiglia in via Robilant. I due sono stati soccorsi e accompagnati al Pronto Soccorso dell’Ospedale Gemelli. Sono in corso i riscontri della Digos per la ricostruzione della dinamica dei fatti. Un terzo sostenitore del Bayern, nella stessa circostanza, ha invece riportato una leggera ferita a una gamba.




Continua a leggere: Feriti 3 tifosi tedeschi prima di Roma-Bayern Monaco

L’Uefa ha punito la Serbia dopo i fatti di Genova. La gara Italia - Serbia, valida per le qualificazioni ai campionati europei viene assegnata agli azzurri con il punteggio di 3 a 0 a tavolino. La decisione è arrivata poco dopo le 15, ed era ampiamente prevista nonostante i tentativi della federazione serba di coinvolgere la nostra federazione e di ottenere che la partita venisse rigiocata.
La nazionale serba, oltre alla sconfitta, che complica il percorso verso Euro 2012, dovrà anche giocare una gara casalinga a porte chiuse (contro le tre richieste inizialmente) e pagare 120 mila euro di multa. Un prezzo alto, ma proporzionato, per le intemperanze di Ivan Bogdanov e dei suoi colleghi teppisti. Per la FIGC, ritenuta comunque in parte responsabile di non essere stata in grado di garantire la sicurezza e il regolare svolgimento della partita, una multa di 100 mila euro e una gara a porte chiuse con sospensiva. L’Italia dovrà evitare in futuro che, anche se su iniziativa di tifosi di altre nazionalità, si ripetano scontri e incidenti nelle proprie partite casalinghe. Viceversa scatterà la squalifica del campo, senza bisogno di ulteriori approfondimenti.
La delegazione serba presente a Nyon è chiaramente scontenta della decisione e ha già annunciato che presenterà ricorso sperando di potersi risparmiare quantomeno la gara a porte chiuse: praticamente impossibile, senza l’emergere di fatti nuovi, che Italia - Serbia si possa rigiocare.





Prosegue l’inchiesta di Striscia La Notizia sulla sicurezza negli stadi. Dopo il servizio filmato in cui si mostrava quanto sia facile entrare negli impianti italiani con tagliandi acquistati da bagarini, aggirando la norma del biglietto nominale (che tanti problemi crea ai tifosi perbene) e senza venire perquisiti con la possibilità di introdurre nello stadio anche un oggetto potenzialmente pericoloso gli inviati del Tg satirico hanno fatto esperimenti simili negli stadi di mezza Europa, teatro delle gare di Champions League ed Europa League in questi ultimi tre giorni.
Evidenti i mancati controlli al Santiago Bernabéu di Madrid, all’Emirates Stadium di Londra, alla Veltings Arena di Gelsenkirchen e al Meazza di Milano. Per lo stadio inglese si può anche comprendere un certo lassismo, da quelle parti (anche se con modalità sulle quali si potrebbe discutere) il problema degli Ultras è stato risolto dopo i disastri degli anni 80, discorso diverso nel caso degli altri impianti.
Nel servizio, che andrà in onda stasera, sarà protagonista negativo lo Stadio San Paolo di Napoli che ospitava la gara “ad alto rischio” con il Liverpool. Nonostante nella giornata che ha preceduto la partita in città siano state tante le aggressioni ai danni dei tifosi inglesi (o semplicemente di turisti inglesi di passaggio in città) l’inviato di Striscia non è stato perquisito, ma soprattutto è riuscito ad entrare nell’impianto con due biglietti acquistati da un bagarino rivelatisi poi falsi. Alla faccia dei lettori ottici e della tracciabilità degli spettatori.

Brutti episodi ai danni di tifosi del Liverpool giunti a Napoli hanno macchiato l’attesa della partita di Europa League tra la squadra partenopea e il club inglese. 2 feriti di cui uno è il proprietario di un ristorante in via Mezzocannone, nel centro di Napoli. Carmine Tranchese, di 28 anni, proprietario del ristorante «Into o core», era uscito in strada per calmare un gruppo di facinorosi che stavano lanciando pietre e bottiglie all’indirizzo di 15 turisti inglesi intenti a cenare nel suo locale quando è stato aggredito e picchiato. All’ospedale i sanitari gli hanno riscontrato contusioni e ferite all’orecchio e alla mano sinistra guaribili in sette giorni.
L’altro deprecabile raid è avvenuto lungo corso Umberto, intorno all’una di notte, quando una decina di giovani armati di bastoni e almeno un coltello, hanno aggredito e ferito due inglesi. Ian Lee Friar, di 44 anni, guardia carceraria e Alexander Philip Phillips, di 53 anni, sono stati entrambi giudicati guaribili in 10 giorni dai sanitari dell’ospedale Loreto Mare dove sono stati portati dopo l’aggressione. “Stavamo uscendo da un bar dove avevamo appena preso un caffè ma subito ci siamo trovati alle nostre spalle un gruppo di persone con le mazze che ha iniziato a inseguirci“, ha raccontato una delle vittime. Tre degli aggressori sono stati arrestati subito.




Continua a leggere: Agguati ai tifosi del Liverpool a Napoli