Niente da fare, l’Italia Under 20 di Francesco Rocca soccombe ai pari età dell’Ungheria e abbandona così ai quarti di finale il Mondiale di categoria che si sta svolgendo in Egitto: partita ricca di emozioni quella di Suez, nervosa e fisica, 120 minuti intensi che alla fine hanno decretato vincitori i magiari. Peccato, perché gli azzurrini hanno mostrato cuore e grinta, forse troppa dacché alla fine hanno chiuso in 8 uomini e senza il loro ct, anch’egli espulso; un rosso anche per gli avversari, con annesso allenatore allontanato anzitempo. Insomma, è successo di tutto e gli spettatori non si sono certo annoiati, sarebbe stato meglio però raggiungere almeno i calci di rigore, visto anche l’orgoglio dei giovani azzurri, capace di recuperare due volte lo svantaggio e capitolati solo al 117° senza difesa in campo (Le foto di Italia-Ungheria 2-3).
Partita complicata quella dei nostri giocatori, alle prese con una selezione, quella ungherese, veloce e in palla; difficile arginare Nemeth e Koman, il primo in prestito dal Liverpool all’Aek Atene, il secondo al Bari dopo le esperienze alla Samp e ad Avellino. Proprio Nemeth si procura dopo appena 40 secondi di gioco un calcio di rigore, atterrato da Gentili: tiro dal dischetto di Koman, Fiorillo spiazzato per l’1-0 magiaro. L’Italia è frastornata, cerca la reazione, ma ancora Nemeth mette i brividi alla retroguardia azzurra e solo Bini, con un colpo di testa dei suoi, cerca di far paura agli avversari. Fisicamente stanno meglio gli ungheresi, nonostante un giorno in meno di riposo e i 120 minuti giocati agli ottavi, nel secondo tempo Rocca spera cali la condizione fisica degli avversari.

Nella prima parte dell’anteprima delle partite di qualificazione mondiale abbiamo visto la situazione dei quattro gruppi in c’era minore incertezza, compreso quello dell’Italia. Analizziamo ora i restanti cinque raggruppamenti in cui la lotta è ancora molto accesa, ci sono ancora squadre importanti che rischiano di non riuscire ad arrivare ai mondiali, almeno non senza uno spareggio. Tra queste fanno più rumore la Francia e il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Pericolosa anche la situazione della Germania che con la Russia sta dando vita ad un emozionante testa a testa.
Si inizia con il Gruppo 1 in cui la situazione è aperta più che mai con quattro squadre in corsa, la Danimarca (18 punti), la Svezia (15), il Portogallo (13) e l’Ungheria (13). Le prime due si incontreranno domani a Copenhagen, la coppia appaiata al terzo posto si sfiderà invece a Lisbona. Sono davvero pochi i calcoli possibili, Portogallo e Ungheria non possono sbagliare, un pareggio le inguaierebbe entrambe, ma nemmeno le due scandinave possono commettere passi falsi, potrebbero però decidere di non farsi male a vicenda. L’ultima giornata è favorevole ai lusitani che dovranno incontrare Malta (1), facile anche il match casalingo degli svedesi contro l’Albania (7).
Nel Gruppo 2 è abbastanza tranquilla la Svizzera (17) che domani va in trasferta in Lussemburgo (5), i tre punti di vantaggio sulla coppia Grecia (14) e Lettonia (14), che a loro volta si sfideranno in una sorta di spareggio per la piazza d’onore, sono abbastanza per stare tranquilli. Ridotte al lumicino le speranze di Israele (12). La Lettonia deve vincere contro i greci, un pareggio non le servirebbe a molto visto che all’andata hanno perso in casa. Le gare di mercoledì vede loro impegnati con il fanalino di coda Moldova (3) e la Grecia, anche lei in casa, contro il comunque non proibitivo Lussemburgo.
Tutto facile per Danimarca e Ungheria nel gruppo 1 che vincono entrambe per 3-0 contro Albania e Malta. Due vittorie che aggravano ancor di più la situazione del Portogallo: sono 7 ora i punti di distacco dalle due squadre sopracitate. Vittorie di Grecia, Lettonia e Svizzera nel gruppo 2: importante l’affermazione degli ellenici che superano Israele e mantengono la testa del girone. Nel gruppo 3 continua la marcia della sorprendente Irlanda del Nord che supera la Slovenia e conserva il punto di vantaggio sulla Slovacchia, anch’essa vittoriosa. Da record il 10-0 della Polonia al malcapitato San Marino. (Tutti i risultati e le classifiche)
Nel gruppo 4 la Germania vince in Galles e mette quasi in cassaforte la qualificazione (16 punti contro i 12 della Russia). Nel gruppo 5 la Spagna non la ferma più nessuno: 18 punti e vittoria anche in Turchia. Il gruppo 6 è comandato saldamente dall’Inghilterra di Capello che batte l’Ucraina 2-1. Nel gruppo 7 Ribery salva la Francia che ora è a due punti dalla vetta. Nel gruppo 8 , oltre al pareggio tra Italia e Irlanda, c’è da registrare la vittoria della Bulgaria su Cipro. Nel gruppo 9 l’Olanda non ha rivali e vanta un margine di 7 punti sulla Scozia, seconda in classifica.
Nel gruppo sudamericano è stata la giornata della epica umiliazione subita dall’Argentina in Bolivia (1-6). Vince il Venezuela sulla Colombia e finisce in parità il confronto tra Ecuador e Paraguay, così come quello tra Cile e Uruguay. Nei due gruppi asiatici vincono Australia e Corea del Sud e si portano in testa ai rispettivi gironi. Vincono anche gli Stati Uniti che comandano il girone dell’America Centro-Settentrionale, perde nettamente il Messico.

Non arresta la sua corsa la Spagna, a punteggio pieno nel gruppo 5. Gli iberici regolano anche la Turchia (superata in classifica dalla Bosnia vittoriosa in Belgio) con un goal di Pique. Continua la crisi del Portogallo che non va oltre lo 0-0 casalingo contro la Svezia: situazione difficile per i lusitani nel gruppo 1, distanti 4 punti dal duo di testa formato da Danimarca e Ungheria. Nel gruppo 2 la Svizzera approfitta del mezzo passo falso della Grecia in Israele e raggiunge gli ellenici in vetta. Nel gruppo 3 c’è la vera sorpresa di questi gironi: è l’Irlanda del Nord al comando davanti alla Slovacchia.
Nel gruppo 4 la Germania strapazza il Liechtenstein e mantiene la testa del girone davanti alla Russia. Il gruppo 6 ha osservato un turno di riposo; nel frattempo l’Inghilterra di Capello, dominatrice del girone, ha travolto la Slovacchia in amichevole (4-0). Nel gruppo 7 la Serbia vice in Romania e resta al comando, ma la Francia, in crisi dopo le prime giornate, batte a domicilio la Lituania e si avvicina al secondo posto. Nel gruppo dell’Italia (vittoriosa in Montenegro) Cipro si toglie la soddisfazione di battere la Georgia, mentre l’Irlanda non va oltre l’1-1 contro la Bulgaria e perde il primo posto. Nel gruppo 9 l’Olanda vince facilmente contro la Scozia e continua la sua marcia trionfale.
Nel girone sudamericano l’Argentina travolge il malcapitato Venezuela e si avvicina alla vetta occupata dal Paraguay (sconfitto in Uruguay). Vince anche la Colombia (2-0 alla Bolivia) e rimane in lotta per la qualificazione. Sono cominciati anche i gironi eliminatori africani, mentre nei due gruppi asiatici Giappone Corea del Nord comandano i rispettivi gruppi.

Tutti si aspettavano i rigori e invece no, al 119° Sukuta-Pasu ha regalato alla Germania una vittoria insperata: 2-1 sui padroni di casa della Repubblica Ceca proprio sul filo di lana, saranno i tedeschi gli avversari dell’Italia nella finale dell’Europeo Under 19. Gli azzurrini hanno infatti guadagnato l’accesso all’ultima decisiva partita battendo di misura l’Ungheria, al termine di una bella gara giocatasi a Plzen. I magiari, nelle cui file v’era pure il sampdoriano Koman, non hanno sfigurato ma alla fine una zampata di Forestieri ha regalato ai nostri la seconda finale in cinque anni.
Il gioiellino italo-argentino del Siena, infatti, ha sbloccato la partita al 65° capitalizzando al massimo un lancio in verticale del genoano Raggio Garibaldi: Forestieri ha stoppato la palla, s’è bevuto un avversario e con un delizioso tocco di destro ha anticipato il portiere Gulacsi pronto ad uscire. Grande festa per il ct Rocca in panchina che tuttavia ha dovuto soffrire fino alla fine, quando Gosztonyi ha colpito un clamoroso palo a botta pressoché sicura al 93°. Ma bravi in ogni modo gli azzurrini con Fiorillo sicuro tra i pali, gli ottimi Tagliani e Gentili in difesa, il centrocampo in cui ha spiccato il già citato Raggio Garibaldi e Bonaventura, l’attacco molto mobile con Paloschi e Okaka. Oltre a Forestieri, subentrato a Formiconi, e alla fine decisivo.
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Minuti nelle gambe: a questo servono le amichevoli estive. E Juventus e Napoli ne avevano bisogno: di minutaggio nei muscoli pesanti e di partite per rodare schemi e tattiche. Fa niente se alla fine il risultato non è positivo, gli impegni ufficiali non sono poi così lontani, l’importante è mettere fiato e oliare la manovra. Partiamo dai bianconeri che sono incappati in un imprevisto 0-1 in quel di Trento: vittorioso il Piacenza che non ha giocato in maniera eccelsa ma che in fin dei conti non ha mai sofferto dopo il gol del vantaggio. Questo è arrivato a metà della prima frazione, autore della marcatura l’argentino Simon abile a sfruttare una disattenzione di Legrottaglie su cross di Anaclerio.
Nelle file juventine buone le prove degli esterni di centrocampo, Nedved e Marchionni, mentre appannato è risultato l’attacco formato da Amauri e Trezeguet, con Tiago titolare e sostituito dopo 45 minuti. Esordio con la maglia a strisce bianco e nere per Mellberg, da sei in pagella, mentre il Piacenza, che è in ritiro da appena 2 giorni, ha mostrato subito un buon palleggio: l’ex juventino Pioli, allenatore degli emiliani, dovrà senza dubbio puntare alle promozione nella massima serie. Nella ripresa tanti Primavera, con lo svedesino Ekdal di nuovo autore di una discreta prestazione, testa alta e piedi morbidi: ma tant’è, Cassano non subisce gol e Zammuto, difensore scuola Juve, si leva un piccola soddisfazione contro la squadra che l’ha cresciuto.
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Finale col botto per le qualificazioni a Euro 2008. L’Inghilterra, che grazie alla sconfitta della Russia in Israele di sabato sembrava certa della qualificazione, viene clamorosamente sconfitta a Wembley dalla già qualificata Croazia, consentendo proprio agli uomini di Hiddink, che anche oggi hanno confermato il loro momento poco brillante vincendo solo di misura contro la modesta Andorra, di staccare il biglietto per l’Europeo. Inizio choc per gli inglesi, subito sotto di due reti, con la reazione che arriva solo nella ripresa quando in dieci minuti i bianchi riescono ad acciuffare il pari con un rigore di Lampard e un gol di Crouch. Sembra finita, ma la beffa arriva a poco più di dieci minuti dalla fine con un gol di Petric.
Passano anche il Portogallo, che conquista il punto di cui aveva bisogno nello scontro diretto contro la Finlandia, faticando molto e rischiando la clamorosa eliminazione e la Svezia che batte di misura in casa la Lettonia.
Gli azzurri concludono il loro girone al primo posto, con la vittoria contro il fanalino di coda Far Oer, che conclude con onore la sua avventura nonostante gli 0 punti in classifica, riuscendo a segnare anche il gol della bandiera nel finale. Prova d’orgoglio anche per l’Ucraina che ferma sul pari i vicecampioni del mondo della Francia, comunque già qualificati.
I campioni in carica della Grecia passano con autorità anche in Ungheria e chiudono il girone a 31 punti con 10 vittorie 1 pareggio e 1 sconfitta (migliore risultato tra le qualificate) lanciando un forte segnale alle avversarie: in Austria e Svizzera gli uomini di Rehagel non saranno dei semplici comprimari, ma si batteranno per difendere il titolo. Nello stesso girone la Turchia fa il minimo indispensabile per la qualificazione battendo di misura la Bosnia grazie ad un gol di Nihat.
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Brutta figura quella degli azzurri, rimediata ieri al Puskas Ferenc Stadion nell’amichevole contro gli ungheresi. La delusione deriva più dal risultato e dalle tante leggerezze e disattenzioni commesse che non dal gioco che per quanto non esaltante si è attestato comunque si un buon livello.
Durante il primo tempo l’Italia esprime un buon gioco, grazie soprattutto ad un Pirlo illuminato e illuminante che sfiora il gol con una punizione dalla distanza e mette ordine con i suoi passaggi.
L’Italia tiene banco per tutta la prima mezz’ora di gioco esprimendo un buon gioco anche se manca la giusta lucidità in attacco, complice anche la rocciosa difesa ungherese, che anche grazie ad una migliore preparazione mette in campo un pò più di aggressività.
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In vista dell’amichevole del prossimo 22 agosto a Budapest contro l’undici magiaro, il CT Roberto Donadoni ha convocato i seguenti 21 giocatori. Spiccano i nomi di Curci, Aquilani e Palombo, così come l’assenza di Gilardino e la consacrazione di Quagliarella.
Portieri: Amelia (Livorno), Buffon (Juventus), Curci (Roma);
Difensori: Barzagli (Palermo), Cannavaro (Real Madrid), Grosso (Olympique Lione), Materazzi (Inter), Oddo (Milan), Zaccardo (Palermo), Zambrotta (Barcellona);
Nel 2002, in occasione del suo 75° compleanno, il governo ungherese decide di intitolargli il principale stadio di Budapest: il “Nepstadion”, stadio del popolo, si chiamerà “Ferenc Puskas Stadion”. Puskas partecipa alla cerimonia in suo onore, calcia persino il pallone, mentre 75 bambini lo incitano e gli battono le mani.
E lui, Ferenc Puskas, uno dei più grandi giocatori della storia, il vecchio grande colonnello dell’Ungheria e della Spagna, piange commosso.
Luisito Suarez, altro grandissimo del passato, raccontò che una volta Puskas iniziò a mirare ai pali della porta da una ventina di metri, colpendoli diciotto volte su venti tentativi. Altro che Ronaldinho!