
Vittoria 2 a 0 all’Olimpico sotto la pioggia contro il Modena e il meritato ritorno in Serie A del Torino si concretizza. Tre anni di purgatorio, una retrocessione nel 2008/09, poi un ritorno immediato sfiorato con la sconfitta nella finale playoff contro il Brescia, lo scorso anno una stagione mediocre e deludente e in questa stagione finalmente un campionato all’altezza con un girone d’andata stellare. Il Torino sembrava destinato a dominare il campionato cadetto, in realtà il rallentamento della seconda parte dell’anno (complice anche il Pescara arrembante di Zeman e i sorprendenti Sassuolo e Verona) hanno reso più avvincente la corsa alla promozione diretta conclusasi oggi con soltanto una giornata d’anticipo.
Poco male perché per i tifosi è comunque festa grande, specialmente a Torino dove i fedelissimi granata hanno dovuto “sopportare” la gioia degli odiati cugini juventini reduci della festa scudetto di domenica scorsa. Il capoluogo piemontese ha espresso nella stessa annata la vincente del campionato di Serie A e (con tutta probabilità, manca solo un punto alla certezza matematica) anche quella del campionato di Serie B. Dalla prossima stagione tornerà anche il Derby della Mole, andata e ritorno in due stadi diversi, l’Olimpico per il Torino e lo Juventus Stadium per i bianconeri. Una sfida in più che arricchisce una Serie A dalla quale una squadra come quella granata non dovrebbe mancare mai.
A fine gara l’entusiasmo del presidente Urbano Cairo è incontenibile, nonostante la pioggia che disturba i festeggiamenti. L’obiettivo? Iniziare a lavorare da subito per restare in Serie A conquistando la salvezza nella prossima stagione. Per farlo si punterà sugli stessi uomini (fuori dal campo) che hanno centrato la promozione: il tecnico Giampiero Ventura e il direttore sportivo Gianluca Petrachi:
È una vittoria dei nostri tifosi. Lavoreremo da subito per restare in Serie A. Petrachi e Ventura hanno già rinnovato, saranno con noi per guidare la squadra anche nella massima serie. Avevamo già firmato i contratti con ds e tecnico qualche tempo fa una fiducia ripagata sul campo.
La festa del Torino promosso in Serie A




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« Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto “in trasferta”. »
(Indro Montanelli, dal Corriere della sera del 7 maggio 1949)
La città di Torino ha ricordato ieri il Grande Torino nel giorno del 63° anniversario della tragedia aerea di Superga in cui morì l’intera squadra granata. La cerimonia si è svolta stamani a Palazzo Civico, alla presenza del sindaco, Piero Fassino, del presidente del Consiglio comunale, Giovanni Maria Ferraris, del presidente del Torino Fc, Urbano Cairo, e ha preceduto la tradizionale marcia pomeridiana dei tifosi verso il Colle. Per l’occasione è stata istituita “La giornata della memoria granata”, per non smettere di ricordare ‘gli Invincibili’.
Dopo la cerimonia comunale in cinquemila si sono dati appuntamento davanti alla basilica di Superga per la messa, celebrata da don Aldo. Il capitano Rolando Bianchi ha reso omaggio agli invincibili leggendo ad alta voce i loro nomi davanti alla lapide. “Il grande Torino ha ridato agli italiani la speranza, la voglia di rinascita per dimenticare lo scempio della guerra”, ha detto Urbano Cairo. Il presidente dei granata ha aggiunto:
“Ricordare una squadra che ha fatto tanto non solo per i suoi tifosi ma anche per la Nazione è importante e oggi abbiamo l’opportunità di testimoniare il nostro affetto dando impulso al progetto di ricostruzione dello stadio Filadelfia che è stato abbattuto 15 anni fa e che ora deve accelerare nella ricostruzione. Il Torino Calcio è pronto a dare il suo contributo non solo con la presenza della prima squadra e della Primavera che andranno ad allenarsi ma anche con un contributo economico fattivo.”
Link utili
ilgrandetorino.net
toroclub.it
wikipedia.org/wiki/Grande_Torino

È morto qualche ora fa a 75 anni, Francesco Cimminelli, ex proprietario del Torino Calcio. Cimminelli era ricoverato in condizioni disperate in seguito a un’emorragia cerebrale ed è deceduto nel reparto di rianimazione dell’ospedale Cto di Torino. Dal momento del ricovero non ha mai ripreso conoscenza. Calabrese di origne, aveva fondato a Borgaro Torinese la Ergom, fabbrica di materiali plastici che lavorava per l’indotto Fiat. Il nome di Cimminelli è impresso nella storia del Torino perché l’imprenditore ne è stato proprietario dal 1999 al 2005. Il presidente era Attilio Romero.
Nell’ultimo anno di presidenza la promozione in Serie A, giunta dopo aver vinto lo spareggio contro il Perugia, coincise con il fallimento della società. Fu un crack finanziario per il quale Cimminelli aveva patteggiato una condatta a 2 mesi e 8 anni. A Cimminelli subentrò Urbano Cairo il quale, dal sito ufficiale del club piemontese, comunica che insieme a tutto lo staff del Torino Football Club, partecipa sentitamente al dolore della famiglia per la scomparsa di Franco Cimminelli.

Il Torino fallisce nell’impresa di rimontare in 14 minuti (più i due di recupero accordati dal signor Calvarese) lo 0-1 su cui si trovava lo scorso 3 dicembre a Padova, allorché al 76° della ripresa fu sospesa la partita contro i veneti per un black-out all’impianto di illuminazione dello stadio Euganeo. Privi di Bianchi, Ogbonna e Stavanovic (e non potendo impiegare i sostituiti Sgrigna e Antenucci), mister Ventura ha schierato un aggressivo 4-2-4 per cercare di avere la meglio di Perin e compagni. Mischie in area e assalto all’arma bianca verso la porta patavina, in poco più di un quarto d’ora i granata non sono però riusciti a smuovere il risultato che 11 giorni fa diceva Padova 1 - Torino 0, grazie al gol che Ruopolo aveva realizzato ad inizio di secondo tempo.
La sconfitta lascia i piemontesi a 41 punti, comunque in testa alla classifica, mentre lancia i padroni di casa a quota 34 punti che significa quarto posto in graduatoria ai danni del Pescara. Giampiero Ventura al termine della mini-partita la prende con filosofia:
“E’ stato un quarto d’ora molto veloce. In questi casi è difficile parlare di calcio. Onore al Padova, che ha vinto; accettiamo quel che è successo sul campo e ora iniziamo a pensare alla prossima sfida di Modena. Siamo stati chiamati a disputare questo scorcio di partita e lo abbiamo fatto, provando a ottenere qualcosa di buono e mostrando la massima professionalità. Ora non serve rimuginare; in questi mesi abbiamo intrapreso una strada, fatta di lavoro, per creare una squadra in grado di ottenere i risultati preposti e gettare le basi per un importante futuro e vogliamo proseguire il percorso iniziato”.
In ogni modo non pare finita qua. Prima della partita la società di Urbano Cairo ha presentato una “riserva legale” e una scritta, in barba alla sentenza del Giudice Sportivo che ha avevo respinto il ricorso del Toro per un “vizio di forma“. Tuttavia domani verrà presentato un nuovo ricorso alla Giustizia Federale per ottenere lo 0-3 a tavolino: secondo i legali dei granata bisogna insistere sulla responsabilità oggettiva del Padova per quanto concerne il black-out dell’impianto d’illuminazione, dal momento che ad oggi ancora non si è capito con certezza il motivo per cui due sabati fa la gara non poté continuare a causa del buio.

Cosa è successo ieri allo stadio Euganeo di Padova? Difficile da dire, anche nel vertice di stamani in cui erano presenti il direttore generale della squadra Gianluca Sottovia, il vice sindaco cittadino Ivo Rossi, l’assessore allo sport Umberto Zampieri e i tecnici dell’azienda privata che si occupano dell’impianto elettrico dello stadio si sono solo fatte supposizioni: i 4 black-out in mezz’ora di ieri, occorsi a partire dall’inizio del secondo di Padova - Torino e che hanno costretto il signor Calvarese a sospendere la partita, pare siano da imputare a correnti anomale esterne al circuito dell’Euganeo. Fatto sta che la partita è stata interrotta al 31esimo della ripresa quando i veneti conducevano per una rete a zero, un gol siglato da Ruopolo quando la visibilità era compromessa. Ora rimane da giocare un quarto d’ora o poco più di gara, con i patavini che volevano continuare quest’oggi ma che hanno trovato l’opposizione del Toro, fortemente contrariato per quanto accaduto.
Da regolamento quando una partita viene sospesa e bisogna che si giochino i minuti restanti non devono passare più di 15 giorni; questa volta però la questione pare potrebbe andare per le lunghe e gli scenari futuri sono difficilmente ipotizzabili perché la società granata intende adire per le vie legali. Lo conferma il presidente del club Urbano Cairo che oggi era abbastanza seccato:
“Intanto il ricorso lo abbiamo preannunciato con una riserva scritta consegnata all’arbitro. Ora ci consulteremo anche con i nostri avvocati e poi, nei tempi giusti, in assenza di sorprese, lo presenteremo come da intenzioni. D’altra parte se l’abbiamo preannunciato vorrà dir qualcosa, no? Ma ora lasciateci valutare tutto perbene. Con calma. E dopo tutti gli opportuni consulti legali, come dicevo prima. Nel frattempo mi sembra che i fatti siano già oggettivi, indiscutibili. Chiediamo una cosa sola, a questo punto: chiarezza e giustizia. Anzi, è vero, usiamo quell’altro termine: luce. Luce e giustizia”.
Soprattutto però Cairo non ci sta a sentir parlare di speculazioni; se è vero che il Toro stava perdendo, non si può negare che tutto il contorno sembra dar ragione ai piemontesi:
“Non ha senso ragionare così. Punto primo: i fatti. E i fatti dicono che le partite si possono vincere, pareggiare o perdere, ma si devono poter giocare in modo regolare dall’inizio alla fine. Questo non è successo. Non è regolare giocare a intermittenza, con la luce che va e viene. E che poi si spegne definitivamente. Poi, ma lo dico solo come battuta, a un certo punto sembrava pure che i riflettori ce l’avessero in particolare con noi: ricordo un’azione, Verdi stava per entrare in area e zac, tutti al buio. Per non parlare del gol che abbiamo preso, in una situazione di semioscurità. Ma vi sembra normale? Ma vi sembra possibile? No che non è possibile! Ma soprattutto: non è regolare”.
Continua a leggere: Il Toro vuole la vittoria a tavolino: il black-out di Padova fa infuriare Cairo

Non passa giorno senza che dall’indagine della procura di Cremona non escano fuori nuove intercettazioni, nuovi nomi e nuovi coinvolgimenti. Dalle ultime informazioni trapelate spunta fuori il Torino di Cairo, i granata vengono nominati da alcuni uomini chiave dell’inchiesta in corso, come al solito saranno gli interrogatori ai protagonisti di questa storia a chiarire se si tratta soltanto di millanterie o di comportamenti irregolari realmente verificatisi. La squadra piemontese era già stata citata in una conversazione tra Erodiani e Parlato, in particolare si discuteva della possibilità di alterare il risultato della sfida con il Portogruaro grazie alla presenza di uno dei loro uomini nel club:
PARLATO: eh, quel discorso di Toro.
ERODIANI: di Toro, eh.
PARLATO eh, ok.
ERODIANI: ne hanno due o tre dei nostri?
PARLATO: dei vostri, sì sì sì…
ERODIANI: dei miei?
PARLATO: dei tuoi, dei tuoi, al che io ho chiamato subito, oh.
ERODIANI: l’amico tuo!!
PARLATO:…
ERODIANI ah … ah… ah….
PARLATO: il discorso nostro di ieri e c’era il discorso che il mio uomo che è andato li a Porto (Portogruaro) il numero uno…
ERODIANI ah quello mi stavi dicendo?
PARLATO: eh è andato li è andato… settimana prossima c’hanno dentro il Livo (Livorno)…
ERODIANI: sì sì sì…
PARLATO: e tra tre settimane hanno dentro il Toro
Quello che però emerso nelle ultime ore, se fosse provato, complicherebbe però molto di più la posizione del Torino, anche perché nell’intercettazione che vi proporremo viene tirata in ballo direttamente la società, fatto che causerebbe la sicura retrocessione del club. Al telefono questa volta ci sono Parlato e Pirani che discutono sulle possibilità del “gruppo” di poter fare affari con i piemontesi:
PARLATO: Ma noi a Torino siamo completamente scoperti o c’abbiamo modo di arrivare? A livello di società?
PIRANI: Non proprio, non siamo scoperti…
PARLATO: Loro sono in grosse difficoltà, vogliono muoversi, perché hanno bisogno e stanno fuori dai playoff, noi siamo agganciati bene con un determinato numero di persone solo che il canale…
PIRANI: Il canale ce l’ho.

E’ finita nel peggiore del modi la stagione del Torino. I granata oggi contro il Padova all’Olimpico di Torino avevano la possibilità di conquistare l’ultimo posto utile ad accedere ai Play Off ma hanno perso 2-0 permettendo proprio ai veneti di raggiungere il sesto posto in classifica. Un’altra, l’ennesima, stagione fallimentare per il Toro di Urbano Cairo che resterà in Serie B per la terza stagione consecutiva. Il presidente ha anche abbandonato la tribuna prima del fischio finale per evitare incidenti, ma la curva se l’è presa comunque con la squadra.
Al fischio finale dell’arbitro un centinaio di tifosi della Curva Maratona hanno scavalcato le recinzioni e si sono riversati sulla pista d’atletica con l’intento di raggiungere i giocatori. Per fortuna l’invasione di campo è stata fermata dal servizio d’ordine e dalla polizia che hanno bloccato gli ultras dietro i cartelloni pubblicitari impedendo il loro ingresso sul terreno di gioco. E’ stato duramente contestato ed insultato anche il capitano Rolando Bianchi che era uscito dagli spogliatoi per scusarsi e salutare i tifosi.
Quasi certamente Bianchi lascerà il club quest’estate dopo non essere riuscito a conquistare la promozione con il Torino, ed i tifosi hanno pensato bene di insultare anche lui che dopo tre anni in maglia granata ha segnato la bellezza di 56 gol in 105 partite. Chi vorrebbe andarsene è anche il presidente Cairo che dalla fine della stagione scorsa viene contestato giornalmente dai propri tifosi, da tempo la squadra è in vendita ma al momento non si sono ancora fatti avanti acquirenti interessati.

E’ guerra di nervi a Torino, sponda granata (ma non solo…). Urbano Cairo, in balia di se stesso e di una squadra in bambola, quest’oggi assisterà alla sfida con l’Ascoli sperando in un’accelerata in vista dei playoff; tuttavia a far parlare il popolo torinista è lo scambio poco “galante” di battute tra l’editore e il quotidiano sportivo Tuttosport. Tutto è cominciato dopo il derby contro la Juve, la bella amichevole di vecchie glorie per la ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica; il giornalista Marco Bonetto ha intervistato Fabio Galante, difensore non in attività da 9 mesi che all’Olimpico ha sfoderato un’ottima prova (condita anche da un salvataggio miracoloso sulla linea sul tiro di Bobo Vieri). Ebbene, lo stopper toscano aveva rilasciato succulente dichiarazioni:
“Dopo la partita con la Juve il presidente è venuto nel nostro spogliatoio per farci i complimenti e salutarci. E mi ha detto che era rimasto impressionato dalla mia buona prova, dalla mia forma. Dalla mia prontezza, anche se non gioco da giugno. E così, tra il serio e il faceto, io gli ho detto:’presidente, guardi che lei può farcela eccome ad andare in A. Basta fare due cose: vincere ad Ascoli, e secondo me il Toro vincerà ad Ascoli, ed ingaggiarmi, visto che sono libero e ho anche i piedi buoni. La reazione di Cairo? Mi ha detto: ‘Fabio, mi è venuto in mente che, anche volendo, io non potrei ingaggiarti, visto che le rose in B sono bloccate’. Io gli ho ricordato che nel Toro ho giocato dal ‘99 al 2004. Sono un giocatore bandiera, ingaggiabile senza problemi. A quel punto si è illuminato e mi ha dato appuntamento per poco dopo a cena, con Petrachi. C’erano anche Antonelli e Lerda. Tutta questa storia è nata per gioco, ma quando ne abbiamo parlato seriamente, proprio Antonelli ha sposato le mie tesi e ha dato ragione a Cairo che già stava giudicando la cosa più che interessante. I soldi? Gratis. Non chiedo nulla. Ma, per scaramanzia, un contratto per la prossima stagione sì: però solo in caso di promozione. Come feci con Spinelli. Anche a lui portai fortuna nel 2008, quando mi riprese nel Livorno a ottobre, da svincolato. E poi salimmo in A”
Da cui il titolone del quotidiano: Galante potrebbe tornare al Toro per questo finale di stagione. Ma all’improvviso Cairo si è risentito e tramite il sito ufficiale della società ha attaccato duramente Tuttosport:
“Cari tifosi granata, se Tuttosport è arrivato a pubblicare in prima pagina una notizia “burla” quale il ritorno di Fabio Galante al Torino (cosa che non accadrà mai, al di là della simpatia e della stima per un calciatore che ha disputato un’ottima carriera ma che ha smesso di giocare 9 mesi fa), questo vi fa capire la qualità, la credibilità ed il livello delle notizie pubblicate su Tuttosport. In ogni caso non diamo importanza a ciò che leggiamo su questo giornale, ma rimaniamo uniti e concentrati sul nostro importante finale di campionato. Un abbraccio a tutti voi, Urbano Cairo”.
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Due partite, con altrettante sconfitte (Livorno in casa all’esordio e Frosinone fuori, ieri) hanno spinto Urbano Cairo, presidente del Torino, ad esonerare Giuseppe Papadopulo e a richiamare Franco Lerda. “Avevamo ingaggiato Papadopulo affinchè desse motivazioni e carattere alla squadra, sicurezza in difesa - spiega il patron granata - Purtroppo in due settimane, un tempo abbastanza significativo, si è visto poco di tutto ciò. A volte in due settimane vedi qualcosa, vedi iniziare un trend, - ha spiegato Cairo - qui non lo vedevamo. Così avendo a disposizione un allenatore che stimo come Lerda, che ha commesso certamente errori, ma non è poi così male, Petrachi ed io abbiamo deciso di compiere questo passo“.
È mancato il feeling con lo spogliatoio? “Non è questione di feeling, quello che conta sono i risultati e l’energia che circola. Comunque non voglio offendere Papadopulo che è una persona seria, umanamente mi è dispiaciuto“. Cairo annuncia anche di aver intenzione di lasciare la presidenza a fine stagione: “Da qui al 29 maggio metterò l’impegno più straordinario. Dopo sarà anche giusto fare delle considerazioni e trarre delle conclusioni. I playoff? Siamo lì a pochi punti, dipende da noi e dal fatto che ci sia l’energia che circoli“.

Ieri Torino ha vinto il rimonta contro il Pescara, un 3-1 interno prezioso che rilancia i granata in ottica playoff; il terzo gol dei piemontesi lo ha realizzato il capitano e goleador Rolando Bianchi, inizialmente messo in panchina da Lerda: dopo la realizzazione l’attaccante si è rivolto con esplicita rabbia verso il proprio allenatore urlandogli chiaramente: “Devi stare muto“. Nel post-partita i cronisti hanno cercato di vederci chiaro e il giocatore, prima di cucirsi la bocca, ha detto semplicemente: “Di questo mi posso scusare, ma ero in trance“. Dodici gol in stagione e quarto nella classifica marcatore, il simbolo del più recente Torino in realtà vive ormai da separato in casa.
Il fratello Riccardo, anche suo procuratore, a fine partita rende pubblico il pensiero di Rolando. Dichiarazioni che fanno luce su una situazione, quella del Torino di Cairo, che non fa per niente piacere ai tifosi:
“Lerda ha umiliato Rolando in modo ingiusto, ingrato, incomprensibile. Ha punito ed esposto sul banco degli imputati un giocatore senza colpe, da 60 gol in 3 anni, che da sempre si impegna al massimo. Onesto, serio. Rolando mette la faccia nei momenti più brutti, non si nasconde mai, gioca anche quando è infortunato. E risolve i problemi con le sue reti più di chiunque altro. Mio fratello ha fatto di tutto per aiutare anche Lerda e questo è il trattamento. Adesso basta! Rolando è stato ferito, soffre, è stato mortificato senza motivo. Si è rotto qualcosa, temo definitivamente. Sono mesi e mesi che Lerda appena può lo prende di mira: in allenamento, nello spogliatoio, ora anche in partita. Già a settembre gli disse in malo modo: “Chi sei tu? Non sei nessuno, anche se l’anno scorso hai fatto 26 gol: inutili, visto che il Toro è rimasto in B”. Lerda voleva dimostrare che il problema del Toro è Bianchi? Bravo, bravissimo: ma chi gli crede? Ora parlerò con la società, cercheremo di capire. E a giugno si vedrà. Immagino una separazione, a questo punto”.
Riccardo Bianchi però ci tiene a puntualizzare:
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