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Tutti gli articoli con tag valon behrami

Speciale Euro2008: Kuhn spera nei gol di Frei per la sua Svizzera

pubblicato da vieni_127

Jakob Kuhn ha fatto una promessa alla moglie: si dimetterà dall’incarico di commissario tecnico della Svizzera il giorno dopo la fine dell’Europeo. Fino ad allora, però, potrete scommettere che l’allenatore elvetico darà tutto se stesso per condurre gli svizzeri più avanti possibile nel torneo, a maggior ragione perché saranno i padroni di casa. Ct dei rossocrociati dal 2001 li ha condotti brillantemente agli scorsi Europei e ai Mondiali tedeschi dove la Svizzera è stata eliminata ai rigori dall’Ucraina: zero gol subiti in tutta la competizione ma dischetto fatale per Barnetta e soci, buttati fuori agli ottavi dopo aver nutrito sogni di gloria.

Nel 2004 in terra lusitana questa nazionale non andò oltre il primo turno: nonostante lo 0-0 contro la Croazia, fatali furono le sconfitte contro Inghilterra e Francia, benché Vonlanthen siglò quello che è ad oggi il gol del più giovane calciatore in una fase finale dell’Europeo. Come ovvio la partecipazione a questa competizione le spettava di diritto: la Svizzera ha così svolto una serie di brillanti amichevoli come il pareggio contro l’Argentina e la vittoria contro l’Olanda, anche se Kuhn ha dovuto spesso fare i conti con imprevedibili infortuni. Vediamo in dettaglio la rosa dei ventitré (Fotogallery).

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Bufera Lazio: vanno via il seg. gen. Persichetti e il dir. sportivo Sabatini. Incerta la permanenza di Behrami

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Dopo una stagione da dimenticare, la Lazio comincia a sgretolarsi. All’indomani delle dimissioni di Giampaolo Persichetti, segretario generale del club biancoceleste, c’è da registrare un nuovo addio (o quasi). Si tratta del direttore sportivo, Walter Sabatini (già a settembre presentò le dimissioni che furono respinte da Lotito). Queste le motivazioni di Sabatini:

Non ho ancora parlato con Lotito, ma le mie non sono dimissioni. Ho un contratto fino al 30 giugno e ho deciso di non proseguire in questo rapporto. Ma è una decisione irreversibile. Ovviamente comunicherò la mia scelta a Lotito in tempo utile. Lasciare la Lazio è un vero rammarico, ma da parte mia c’è stata una presa di coscienza. Non ho più stimoli sufficienti per ripartire: ho fatto degli errori che hanno influito sulla stagione.

In più la società dovrà fronteggiare la delicata situazione del 23enne Valon Behrami (fotogallery), richiesto da alcuni club. Lo svizzero/kosovaro potrebbe svincolarsi accasandosi ad un club straniero tramite la clausola Fifa che comporta un pagamento alla società di appartenenza di circa 2 milioni di euro.

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Lotito: "Delio Rossi non sarà sostituito". Intanto la Juve vorrebbe confermare Stendardo

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Colantuono, Novellino e Zico. Erano questi i nomi che circolavano da diversi giorni per una eventuale successione sulla panchina della Lazio. Voci che si sono intensificate dopo la figuraccia rimediata dai biancocelesti contro la Juventus che ha fatto imbufalire il presidente Lotito e gran parte della tifoseria. Da tempo c’è chi sostiene che il ciclo Rossi alla Lazio stia volgendo al termine (rumors azzardavano un futuro sulla panchina del Napoli), complice soprattutto la mediocre annata del gruppo laziale. Lotito, intervistato mediagol.it è intervenuto in merito alla questione, confermando la fiducia per il tecnico riminese:

Colantuono?Mi risulta che è l’allenatore del Palermo. Negli ultimi mesi non abbiamo contattato nessun allenatore perché non è nei nostri programmi sostituire Delio Rossi. Qui alla Lazio, tuttavia tutti devono sapere che nessuno ha il posto assicurato, ma le eventuali conferme dovranno arrivare con l’impegno e i risultati, perché non farò mai fatica a stracciare i contratti.

Lotito non ha disdegnato un accenno al mercato. E proprio l’imminenza della sfida contro il Palermo, società “amica” con la Lazio in fatto di trattative, ha solleticato la curiosità dei giornalisti su un interessamento della Lazio per lo juventino Lanzafame, ora in prestito al Bari e seguito anche dal Palermo (verrebbe richiesto al club bianconero in cambio di Amauri):

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Lazio-Roma 3-2. La stoccata finale di Behrami fa scivolare a -7 dall'Inter i giallorossi

pubblicato da Antonio D'Avanzo



Stesso risultato dell’andata ma a parti invertite. Forse i tifosi delle due squadre romane firmerebbero volentieri pur di assistere ogni anno, a due stracittadine di tal livello emotivo, perché anche stavolta come all’andata, il prezzo del biglietto è valso lo spettacolo offerto dalle due squadre. Sembrano lontani i tempi dei derby pareggiati per “troppa paura” o peggio, dei derby mezzi acchittati. Lazio e Roma si sono affrontate a viso aperto e a dispetto delle diverse posizioni in classifica, il match è stato equilibrato e combattuto fino alla fine. (Foto - Video )

Prima dell’inizio Rocchi e Totti hanno deposto un mazzo di fiori sotto lo striscione raffigurante il volto di Gabriele Sandri, appeso sulla vetrata della curva Nord. Partenza tesa delle due formazioni, come era nelle previsioni. Il primo sussulto fa però venire i brividi ai giallorossi: punizione beffarda di Kolarov che Doni devia sulla traversa. I biancocelesti sono ben schierati in campo mentre la Roma stenta in attacco. Ma al 30esimo succede l’inenarrabile: incursione giallorossa sulla sinistra, palla molle che attraversa tutta l’area laziale e va a finire sui piedi di Behrami che rinvia sulla spalla di Taddei.

Pallone che entra beffardo all’angoletto alla destra di Ballotta. E’ l’1-0 per la Roma. Il primo tempo si chiude con il pareggio laziale di Pandev, pronto a ribadire in rete un cross di Kolarov deviato da Doni. Nella ripresa la Roma prova a schiacciare in difesa la Lazio e spesso ci riesce. Ma al 13esimo da un velenoso cross del solito Kolarov diretto a Bianchi, con susseguente atterramento di quest’ultimo ad opera di Juan, nasce il rigore (dubbio) trasformato da Rocchi che porta la Lazio in vantaggio.

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L'indipendenza proclamata dal Kosovo riaccende la tensione nei Balcani. Corsi e ricorsi storici in casa Lazio: Kolarov, Behrami, Pandev e Tare adesso, Stankovic, Mihajlovic e Boksic nel 1999

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Gli albanesi devono morire tutti!” è lo slogan più cruento che riecheggia in questi giorni per le strade di Belgrado. La complicatissima questione balcanica sembrava aver raggiunto un periodo di stasi e calma apparente negli ultimi anni ma, nonostante lo sfaldamento della ex Jugoslavia, la moltitudine di etnie, lingue e religioni in perenne conflitto tra loro preoccupa nuovamente la comunità internazionale. Apparente perché la fresca dichiarazione di indipendenza del Kosovo, provincia autonoma della Serbia a maggioranza albanese ha riacceso antichi dissapori mai sopiti.

Era il 1999 quando dopo un decennio di tensioni la Nato intervenne direttamente contro la Serbia e l’Italia, guidata dal governo D’Alema, mise a disposizione le proprie basi aeree per i caccia bombardieri che partivano direttamente alla volta dei Balcani. “Perché ci tradite anche voi italiani?” si domandava un Mihajlovic dagli occhi lucidi. L’ex difensore laziale, insieme a Stankovic, quel giovanissimo connazionale impaurito e spaesato, andò sotto la curva Nord a deporre un mazzo di fiori in occasione dei primi bombardamenti aerei su Belgrado. Era troppo forte il legame con la patria, tanto che nel 1998 Stankovic si rifiutò di giocare contro Il Partizan Belgrado in Coppa delle Coppe.

C’era anche il croato Boksic in quella Lazio. E furono mesi di polemiche anche per la curva Nord che proprio in quel periodo si rese protagonista dello striscione che mandò su tutte le furie proprio Alen Boksic (e non solo). “Onore alla tigre Arkan” recitava il lenzuolo in curva. Arkan, braccio armato di Milosevic accusato di genocidio , era amico di Mihajlovic. Ma Boksic reagì duramente:

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Lazio - Fiorentina 2-1: un tempo per parte, ma prevalgono i biancocelesti

pubblicato da Antonio D'Avanzo


La Lazio ritrova finalmente la vittoria (è la prima del 2008 che succede a due pareggi contro il Napoli, di cui uno sempre in Coppa Italia e ad una sconfitta in casa contro il Genoa), mentre la Fiorentina conferma il buon momento di forma e, grazie alla bella intuizione di Pazzini, mantiene apertissima la questione qualificazione in vista del ritorno al Franchi tra una settimana. (Foto - Video)

L’avvio non è di quelli che lasciano presagire una gara spettacolare: venti minuti di fraseggi a centrocampo, ritmi abbastanza alti, qualche screzio di troppo subito sedato tra Pandev e Mutu ma squadre bloccate. All’improvviso la bordata di Kolarov che, aiutato da una deviazione, trafigge Lupatelli su punizione dalla lunghissima distanza. Era dai tempi di Mihajlovic che il pubblico laziale non vedeva giocatori segnare da oltre trenta metri.

Palla al centro, il tempo di rubare palla ai viola, lancio lungo della difesa laziale e stop a seguire poco oltre il limite dell’area viola di Behrami che infila Lupatelli. E’ il 2-0, sembra una partita in discesa per i biancocelesti ma la Fiorentina è una squadra organizzata e coriacea e lascia intendere che il quarto posto in campionato non è certo frutto del caso. E infatti i viola comincino a guadagnare metri, la Lazio arretra troppo il baricentro e al 40′ un cross teso e basso di Mutu si trasforma in goal dopo la spizzata vincente di Pazzini che fulmina sullo scatto la marcatura di Cribari.

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