Video Liga Spagnola: Villarreal - Barcellona 0-1 - Highlights HD
2 Aprile 2011 - Svolta nella Liga Spagnola. Il Barcellona vince di misura in trasferta sul campo del Villarreal nonostante le tante assenze (Puyol e Xavi su tutti) con un gol di Piqué e vola a +8 in classifica sfruttando l’incredibile ed inatteso tonfo casalingo del Real Madrid di José Mourinho sconfitto dal suo “grande nemico” Preciado con il piccolo Sporting Gijon che nelle ultime 4 gare con le merengues aveva sempre perso prendendo almeno 3 gol. Anche il Real aveva tantissime assenze, Cristiano Ronaldo e Benzema inclusi, ma non riesce come il Barca a trovare con i sostituti il gol che varrebbe i tre punti per oltre 80 minuti sino a quando Miguel Angel De Las Cuevas non batte Casillas praticamente alla prima occasione per gli ospiti. Il video del Real, con la prima sconfitta in casa dello Special One dopo 9 anni, è disponibile dopo il continua.
Dopo il sorteggio di Champions League, nel quale l’urna di Nyon ha arriso ai campioni in carica dell’Inter, che hanno pescato gli abbordabili tedeschi dello Schalke 04, ecco gli accoppiamenti dei quarti di finale di Europa League. Il Villarreal di Giuseppe Rossi pesca i temibili olandesi del Twente, già avversari proprio dei nerazzurri nella fase a gironi della massima competizione continentale e giustizieri negli ottavi dello Zenit San Pietroburgo giudato in panchina da Luciano Spalletti. Il Porto, principale favorita per il successo finale, trova lo Spartak Mosca, mentre le altre due compagini portoghesi in gara, il Benfica e lo Sporting Braga, affronteranno rispettivamente gli olandesi del Psv Eindhoven e la Dinamo Kiev di Andriy Shevchenko.
Il programma dei quarti di finale di Europa League:
Villarreal - Twente
Porto - Spartak Mosca
Benfica - Psv Eindhoven
Sporting Braga - Dinamo Kiev

Cornice da grandi, grandissime occasioni al San Paolo ma la gente di Fuorigrotta questa volta non ha potuto esultare: niente di male, uno 0-0 casalingo contro l’ostico Villarreal ci può stare, e poi domenica sera arriva il Catania per tentare di acciuffare quel Milan che dopo lo scivolone di due giorni fa pare più vulnerabile che mai. Però, c’è da dirlo, le premesse della vigilia suggerivano ben altro copione, da ambo le parti; non solo finisce a reti bianche, ma la partita non è mai decollata seriamente, con occasioni da rete che in fin dei conti si contano sulle dita di una mano. Tre tiri in porta per il Napoli, due per il sottomarino giallo, agonismo azzurro e palleggio giallo, spade riposte nella fodera per la decisiva battaglia tra sette giorni.
Però Mazzarri può essere soddisfatto: non ha subito gol in casa e con questa per De Sanctis è la quinta partita di fila (in ambito europeo) tra le mura amiche che conclude il match senza subire reti, praticamente lungo tutto il corso di questa Europa League, Elfsborg compreso. E la difesa mancava di Paolo Cannavaro, con un trio che all’apparenza poteva benissimo vacillare contro Cazorla, Rossi e Nilman: parliamo di Aronica (alla fine espulso), Cribari (ammonito) e Campagnaro (solido come di consueto). La novità partenopea è Mascara dal primo minuto, e a sinistra l’ex catanese mostra buoni numeri (ma non è una novità); può così rifiatare Hamsik che nella ripresa rileva proprio il piccolo attaccante siciliano.
Mera cronaca: nella prima frazione sono Nilmar e Cavani ad avere le palle buone per sbloccare la partita, ma non sono abbastanza lesti da calciare verso i portieri avversari con la giusta convinzione. Il pubblico napoletano si scalda quando Dossena effettua un cross che Borja Valero devia in angolo con un braccio, in area di rigore: per Clattenburg il giocatore spagnolo è troppo vicino all’avversario, tocco involontario. Nella ripresa Cavani va in gol, ma la rete è giustamente annullata per fuorigioco sul colpo di testa del Matador. Poi Lavezzi impegna l’estremo difensore Lopez. E l’ultimo acuto degli azzurri, il finale è del Villarreal senza tuttavia fare granché: De Sanctis para su Valero, una punizione dal limite innocua degli ospiti, il rosso ad Aronica. Fine primo round.
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Non solo punte, mediani e fluidificanti offensivi, alla Juve rivoltata e ridisegnata da Marotta, Paratici e Delneri servivano anche difensori e così, osservando il reparto arretrato della Vecchia Signora, era palese che mancavano ancora due (se non tre) pedine: un difensore centrale, il quarto, un terzino sinistro (poche le garanzie di De Ceglie, seppur ottimo ieri sera contro lo Sturm Graz) ed eventualmente uno destro (Motta è il titolare, suo sostituto il non brillantissimo Grygera). Ebbene, dopo le reticenze di Nicolas Burdisso che preferiva (e preferisce) la Roma e Claudio Ranieri, la Juve ha rotto gli indugi e ha scelto il suo quarto stopper.
E’ francese di origine tunisine, il suo nome e Yohan Benalouane: tali Marchal e Monsoreau sono avanti a lui nelle gerarchie difensive del St.Etienne, così questo possente 23enne ha avuto il via libera al trasferimento alla Juve. Al club transalpino un milione di euro più bonus, sconosciuto il tipo di accordo raggiunto invece col giocatore; nella giornata di oggi, o al massimo sabato, l’ufficialità. E anche sul “fronte terzino” le acque sono più che mosse: se per il Villarreal Giuseppe Rossi è categoricamente incedibile, diverso il discorso per Joan Capdevila che secondo i quotidiani spagnoli ha già un accordo con la Juve: sarebbe l’unico campione del Mondo in Serie A che mai è partita, la stagione dopo i mondiali, senza giocatori della squadra campione.

Nella rivelazione Uruguay, giunto dopo tempo immemore tra le prime otto squadre al Mondo, hanno giocato tutti i calciatori presenti in rosa tranne il secondo portiere, il terzo e il fluidificante difensivo (all’occorrenza centrale) Martin Caceres. Eh già, El Pelado che l’anno passatoha indossato la casacca bianconera della Juve, in 360 minuti più recupero della Celeste non ha mai visto il campo, riscaldando la panchina per tutto il tempo. Strano però, perché questo giocatore nella sua parentesi a Torino si è dimostrato un ottimo corridore, piedi buoni, freddezza quanto basta e un’età ancora, per così dire, verde.
Non a caso il Barcellona, detentrice del cartellino pagato più di 15 milioni di euro dal Villarreal, l’anno scorso lo prestò alla Vecchia Signora ma aveva fissato il diritto di riscatto a favore dei piemontesi per la bella cifra di 12 milioni. Un gol alla Lazio, qualche assist e un paio di infortuni muscolari tignosi, in Serie A ha collezionato 15 presenze, abbastanza per mostrare il suo valore e far affezionare i tifosi juventini, non però per far sì che Giuseppe Marotta esercitasse il suddetto diritto di prenderselo per intero. Dodici milioni sono troppi, o si scende un po’ o Caceres non fa più per la Juve.
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Seppur Mourinho parli già da allenatore del Real Madrid, la fredda cronaca di informa che la trattativa per portare nella capitale spagnola lo Special One non è propriamente linearissima e le formalità sbandierate ieri da Florentino Perez sono, probabilmente, qualcosa di più (e ci mancherebbe, visto che si parla di milioni e milioni di euro). L’unica vera certezza è che Manuel Pellegrini non è più l’allenatore delle merengues; così oggi il tecnico cileno si è sfogato in una lunga intervista a Cadena Ser dove lancia frecciatine alla dirigenza madridista, con ovviamente Perez in testa, non lesinando anche qualche bordata al suo quasi certo successore, il già citato José Mourinho.
“Sono venuto qui con grandi speranze e con grande orgoglio per guidare questa squadra. Purtroppo, non sono riuscito a fare quello che volevo e ho avuto problemi sin dall’inizio della stagione. Ci sono state molte discussioni all’interno del club. Ho chiesto che Sneijder e Robben fossero trattenuti, perché li consideravo giocatori molto importanti. Ma non mi è stato consentito di dire la mia sulle istanze tecniche. Come ha detto Vicente Del Bosque (ex tecnico del Real, ndr) questo club non mostra rispetto per il ruolo dell’allenatore e non gli dà autorità né all’interno né all’esterno. Il progetto di Florentino Perez è straordinario ma io penso che stia facendo le mosse sbagliate” l’attacco frontale dell’ex Villarreal, che ha anche dichiarato di non vedere il suo Presidente da agosto.
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Battendo per 2-0 il Valencia nel big match di questa trentatreesima giornata, il Real Madrid torna in piena corsa per il titolo, portandosi ad una sola lunghezza dalla capolista Barcellona, fermata ieri nel derby della città catalana dall’Espanyol. I gol messi a segno nel primo tempo del bomber Higuain, ora a quota venticinque nella classifica marcatori (secondo soltanto al fenomeno Messi), e nel finale di gara da Cristiano Ronaldo. A cinque giornate dal termine, la Liga resta dunque apertissima, con i blaugrana sempre favoriti ma a rischio, viste anche le energie che dovranno spendere nella doppia semifinale di Champione League contro l’Inter e nell’eventuale finale.
RISULTATI (partite disputate oggi) Real Madrid - Valencia 2-0 Tenerife - Getafe 3-2 Xerez - Racing Santander 2-2 Dep. La Coruna - Almeria 0-0 Malaga - Valladolid 0-0 Athletic Bilbao - Saragozza 0-0 Maiorca - Osasuna domani.
CLASSIFICA - Barcellona 84; Real Madrid 83; Valencia 59; Siviglia 54; Maiorca 52; Villarreal ed Athletic Bilbao 49; Getafe 47; Deportivo La Coruna 44; Atletico Madrid 40; Osasuna, Almeria ed Espanyol 38; Sporting Gijon 37; Racing Santander 36; Saragozza 34; Malaga 33; Tenerife 32; Valladolid 29; Xerez 27.

Ebbene sì, l’attuale ct dell’Argentina, probabilmente il giocatore più forte di tutti i tempi, Diego Armando Maradona è a un passo dal Napoli: non come successore di Walter Mazzarri, no, il tecnico di San Vincenzo non si tocca, ma come direttore generale del club partenopeo con un importante voce per quanto riguarda il capitolo calciomercato. Trattativa segreta quella portata avanti dal patron degli azzurri Aurelio De Laurentiis, volato personalmente a Buenos Aires nei giorni scorsi ufficialmente per trattare in prima persona il rinnovo contrattuale del Pocho Ezequiel Lavezzi. Ma nella capitale argentina il magnate cinematografico ha incontrato il Pibe de Oro e oltre ai primi colloqui tra i due, ci sarebbe stata anche una firma in calce come impegno per il prossimo futuro.
Certo, Maradona al momento ha in testa ben altro: c’è un Mondiale da riportare in patria dopo 24 lunghi anni di digiuno, una ferita al volto per morsi del suo cane e l’opinione pubblica da tenere buona. Così non ha voluto che trapelasse alcunché di questa segreta trattativa, anche perché la strada è ancora irta e lunga. Infatti De Laurentiis ha dovuto anche intrattenere fitti dialoghi col ministro dell’Economia Giulio Tremonti, perché sono note le pendenze dell’ex fantasista del Napoli col fisco italiano: praticamente il Napoli si è fatto garante della situazione dell’argentino, assicurando che verrà saldato ogni debito nel caso di un trasferimento in Italia di Maradona. In cambio, De Laurentiis si assicurerà anche i suoi diritti d’immagine.




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Con una tripletta messa a segno nella ripresa da uno scatenato Messi, il Barcellona torna al successo nella Liga, infliggendo un pesante 3-0 al Valencia, piuttosto temuto alla vigilia visto il non eccezionale stato di forma dei blaugrana nelle ultime settimane. Dopo un primo tempo equilibrato e chiusosi a reti inviolate, c’è voluta infatti un’espulsione di Maduro poco dopo il vantaggio siglato dal Pallone d’Oro per spianare la strada ai padroni di casa, fino a quel momento non brillantissimi.
Al dodicesimo successo casalingo su tredici incontri dei campioni in carica, risponde però il Real Madrid, che riscatta in parte la clamorosa eliminazione subita in Champions League dal Lione con un travolgente successo per 4-1 a Valladolid, suggellato da tre reti del sempre più caldo Higuain. Le due squadre restano così appaiate in vetta alla graduatoria a quota sessantacinque punti. Ieri al Ramón Sánchez Pizjuán, Siviglia e Deportivo La Coruna si erano divise la posta in palio pareggiando 1-1.
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Dopo l’ottima stagione di Catania, in fondo ci sperava: Albano Bizzarri, portiere argentino della Lazio, aveva iniziato questa stagione carico a mille, conscio dei dubbi di Diego Armando Maradona nei confronti dei portieri della Selecion. Ma l’Argentina, a giugno, sarà in Sudafrica senza di lui, perché l’infortunio che l’estremo difensore patì il 5 novembre scorso al Madrigal di Villarreal s’è rivelato più tignoso del previsto, un baratro inesorabile da cui Bizzarri pareva esserne uscito nel dicembre scorso, salvo poi risprofondarci in questi giorni.
Una distrazione alla spalla, con elongazione tendinea, roba che sembrava dovesse guarire in un mesetto. Ma i dolori, in fondo, non lo avevano mai abbandonato, nonostante il suo procuratore assicurasse che la riabilitazione andasse più che bene; contatti con la Sampdoria, lui voleva giocare per 6 mesi per confondere le idee al ct dell’Argentina, ma gli ulteriori accertamenti della settimana scorsa sono stati una vera e propria doccia fredda. Il tendine è lesionato, lunedì è stato operato e ne avrà per quattro mesi: già domani volerà in patria per cominciare la riabilitazione.
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