
No, non si può ancora parlare di “pericolo rientrato” in casa Gallipoli: d’accordo, Daniele D’Odorico ha chiesto pubblicamente scusa e ha promesso di ottemperare ai suoi obblighi monetari con i calciatori (ma anche l’ex presidente gallipolino Vincenzo Barba chiede ancora soldi mai avuti). E va da sé, non può che essere una bella notizia il fatto che Giuseppe Giannini sia tornato sui suoi passi dopo la burrasca di lunedì sera, ritirando le dimissioni e rimanendo alla guida del club salentino. Già, ma ancora qualcosa che non torna c’è: violando il silenzio stampa voluto dalla società, ieri Alessandro Grandoni ha letto un comunicato dei giocatori svelando a stampa e tifosi le condizioni incredibili in cui versa la società.
Questo per spiegare anche quei 40 secondi di protesta iniziali, calciatori immobili spalle alla tribuna: “Siamo arrivati ad un punto di non ritorno, fermiamo la situazione e cerchiamo, per quanto possibile, di risolverla. Il signor D’Odorico ci ha accusato di aver protestato perché istigati da Giannini. Ebbene, questa notizia è assolutamente falsa, il destinatario era lo stesso D’Odorico. Al Delta di San Donato (impianto presso cui la squadra si allenava nella parte iniziale di stagione, ndr) abbiamo notato gravi carenze organizzative. Abbiamo addirittura provveduto, di tasca nostra, ad acquistare mensole e mettere a punto l’impianto di riscaldamento“.

Può una banalissima Gallipoli-Grosseto, posticipo del 24° turno di Serie B giocata in un anonimo 8 febbraio, diventare fonte di discussioni a livello nazionale? Sì, perché la gara di ieri sera ha avuto dell’incredibile, facendo emergere i problemi che attanagliano una piazza, quella gallipolina, che si trascinano ormai dal luglio scorso. Andiamo con ordine e spiegamo l’escalation di una situazione paradossale. Il Gallipoli ottiene una storica promozione in Serie B al termine di un campionato esaltante: siamo a giugno e nella cittadina salentina si sogna alla grande; artefice del miracolo il presidente Vincenzo Barba, personalità del luogo che una volta in cadetteria si accorge di non avere abbastanza fondi per sostenere la squadra.
Cerca acquirenti, il tempo stringe, propone una cessione a costo zero ai tifosi, intanto però garantisce l’iscrizione del Gallipoli al campionato pur non avendo praticamente una squadra. In Coppa Italia a Lumezzane è 0-6, ad agosto finalmente trova il compratore: si chiama Daniele D’Odorico, imprenditore friulano che subito riconferma Giuseppe Giannini sulla panchina dei giallorossi; poi si scatena sul mercato riuscendo ad allestire una rosa dignitosa in una settimana. All’esordio in B è 1-1 contro l’Ascoli, i tifosi però ingoiano il boccone amaro di doversi trasferire al Via del Mare di Lecce perché il Bianco non è a norma.
Incredbilmente la squadra viaggia, sconfitte e vittorie, il necessario per tenersi sempre fuori dalla zona retrocessione; merito del cuore dei giocatori, dell’ex Principe di Roma sulla panchina e dei supporters, sempre caldi e vicini alla squadra. Ma qualcosa che non va si percepisce già nel mercato di gennaio: tante transazioni, ma anche le dolorose cessioni di Di Gennaro e Ginestra a Verona e Crotone. E un malumore crescente per via di stipendi non pagati. Ieri l’exploit: al fischio d’avvio della gara per 40 secondi i giocatori di casa rimangono immobili dando le spalle, tutti, alla dirigenza (con la complicità del Grosseto che non inferisce). E’ una protesta, per via degli stipendi e non solo.
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Sono ore decisive per il possibile ritorno di Luciano Moggi nel mondo del calcio. Dopo l’avvicinamento fallito al Bologna il discusso ex dirigente juventino potrebbe trovare spazio al Gallipoli, società neopromossa in serie B. Moggi diventerebbe l’uomo di punta del mercato e dello staff tecnico nella società salentina.
La svolta potrebbe arrivare solo in seguito all’imminente accordo societario con la Meleam, società leader nel campo della sicurezza sul lavoro: Vincenzo Barba, proprietario della quota di maggioranza del club pugliese starebbe per cedere il pacchetto di maggioranza alla suddetta società che delegherebbe a Luciano Moggi i compiti tecnici per la gestione del club. In realtà Moggi si avvarrebbe di uno staff tecnico, in quanto sulla sua testa pende ancora la squalifica quinquennale on proposta di radiazione.

Il Gallipoli, che nell’ultimo campionato di Prima Divisione ha conquistato la sua storica prima promozione in Serie B, è in vendita. Lo ha annunciato lo stesso presidente, Vincenzo Barba, nel corso di un’assemblea organizzata dalla tifoseria della squadra salentina alla quale hanno partecipato un migliaio di sostenitori. Fin da quando la società ha ottenuto la promozione il presidente ha fatto appello agli imprenditori locali affinché garantissero il loro supporto economico, purtroppo le sue richieste fino ad oggi sono cadute nel vuoto.
Barba ha dichiarato di essere pronto a cedere l’intera società a costo zero per dimostrare come la squadra sia di tutti, della città e non solo di un singolo uomo. Per il momento però nessuna proposta concreta è arrivata e la stagione ormai sta per cominciare. Il presidente in carica ha detto di poter coprire l’80% delle spese del prossimo campionato, il restante 20% però deve rappresentarlo il mondo economico e sociale della città di Gallipoli.

Ieri la Prima Divisione ha chiuso i battenti, almeno per quanto riguarda la stagione regolare, regalando verdetti pesanti: ad esempio le due promosse dirette in Serie B che rispondono al nome di Gallipoli, per il girone B, e Cesena, per quello A. Partiamo nel raccontare la favola della squadra della città salentina, che in 5 anni è passata dall’Eccellenza alla serie cadetta grazie al presidente Vincenzo Barba. Sarà la prima volta che una squadra salentina, ad esclusione del capoluogo Lecce, sarà così in alto nel calcio professionistico: non può che essere motivo di grandissimo orgoglio per la gente di Gallipoli che hanno seguito questa stagione trionfale con passione e tanta tensione per l’aspra lotta con Arezzo, Crotone e Benevento.
Ieri sul sintetico del Bianco e sotto gli occhi di 7000 tifosi bardati di giallorosso, il Gallipoli di mister Giuseppe Giannini (già, proprio lui, il Principe di Roma) ha battuto il Real Marcianise, squadra che ormai non aveva nulla da dire ma che comunque non si è limitata a fare la comparsa. In vantaggio di due gol con Mounard e Ginestra (il bomber della squadra con 16 reti, assistito nella rete ieri da Di Gennaro, che chiude a quota 13 gol), Innocenti aveva accorciato le distanze prima del 3-1 di Molinari e del definitivo 3-2 firmato anche da Innocenti (l’attaccante della squadra casertana ha chiuso, anch’egli, con 16 gol). Poi è scoppiata la festa incredibile.