L’inchiesta sulla morte di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ucciso da un colpo di pistola nell’autogrill di Badia al Pino sull’A1, comincia a fornire i primi decisivi elementi e non manca un’inquietante novità. L’Agente Scelto della Stradale, Luigi S. di 31 anni, è stato formalmente indagato dalla Magistratura di Arezzo, l’accusa è di “Omicidio Colposo“.
Nella vicenda, ancora oscura per molti aspetti, ci sono almeno un paio di punti fermi. La tragedia non ha alcuna correlazione con l’elemento “calcio” e la contrapposizione fra Ultras e Forze dell’Ordine: da quella distanza nessuno dei componenti delle due pattuglie presenti avrebbe potuto capire la matrice “calcistica” del presunto diverbio che ha attirato l’attenzione degli agenti in servizio. Inoltre sembra ormai certo, nonostante il mancato ritrovamento del bassolo proveniente dal proiettile che ha ucciso il tifoso (agli atti c’è solamente l’ogiva), che il proiettile entrato nel collo della vittima sia partito dalla pistola d’ordinanza dell’agente.
Il Poliziotto della Stradale, nell’interrogatorio al quale è stato sottoposto, ha raccontato di aver sparato prima in aria, ma (violando la procedura) ha omesso di riporre la pistola nella fondina. Dopo pochi istanti, correndo lungo la carreggiata, gli sarebbe partito accidentalmente il colpo che ha raggiunto Gabriele Sandri mentre questo si trovava sul sedile posteriore dell’automobile che lo stava portando a Milano per assistere ad Inter - Lazio.

Giungono i primi dettagli sugli avvenimenti che hanno portato alla morte di Gabriele Sandri, tifoso della Lazio che si recava a Milano per Inter - Lazio (qui le sue immagini), forniti dalla ricostruzione della Polizia attraverso le parole del Questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe. Questi fatti gettano un’ombra ancora più sinistra sull’operato della Polizia e sul come la notizia sia stata fraintesa e strumentalizzata, scuserete la franchezza, dai quei delinquenti a piede libero che amano definirsi Ultras.
Stando al comunicato della Polizia questa mattina, attorno alle 9.10, due pattuglie della Stradale in servizio per dei controlli di routine nell’Autogrill Badia al Pino che serve la carreggiata a Sud, hanno sentito urla e rumori che facevano intuire fosse in atto una rissa nell’area di servizio opposta. Allo scopo di sedare, seppur a distanza, uno scontro che non era stato identificato come in corso fra gruppi di tifosi o ultras, hanno prima azionato la sirena e poi esploso due colpi di pistola “in aria”.
Ora, anche non volendo esprimere giudizi netti sull’operato dei poliziotti frutto di una ricostruzione ancora frammentaria, appare evidente che qualcosa non torni. I fatti contraddicono il comunicato del Questore. Gabriele Sandri è stato colpito al collo mentre si trovava già nella sua autovettura, in fase di reimmisione nella carreggiata. Come combacia questo con l’ipotesi che i colpi siano stati sparati “per sedare la rissa“?
E ancora come fanno dei colpi esplosi in aria a colpire una persona alla nuca? Le alternative sono solo due: o il colpo che ha ferito mortalmente il tifoso laziale non è stato esploso dalla pistola del poliziotto oppure la pistola non era effettivamente puntata verso l’alto. Qualunque sia la verità, sperando che presto o tardi venga svelata, Gabriele Sandri è la vittima di un tragico e gravissimo errore che non deve passare impunito. La giustizia deve fare il proprio corso, in questo caso si spera nel modo più celere ed irreprensibile possibile.
La vicenda, in ogni caso, interessa relativamente Calcioblog visto che si configura pienamente come un tragico avvenimento “di cronaca” che avrebbe dovuto influire solo “incidentalmente” con il Campionato di Calcio. Giusta, giustissima, appare quindi la decisione della Lega e della Figc di rinviare solo Inter - Lazio per rispetto nei confronti di un tifoso biancoceleste che si recava allo Stadio.
Qui veniamo alla seconda vittima di questa folle domenica: il Calcio Italiano. La reazione messa in scena dai cosiddetti “Ultras“ in alcuni campi della nostra Serie A colpisce ed indigna.
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