
La società giallorossa sta lavorando per convincere il Catania a liberare Vincenzo Montella, ma i tifosi sognano il ritorno di un altro ex, l’indimenticato Zdenek Zeman. Il boemo ha già allenato per due stagioni la Roma nel 1997/1998 e nel 1998/1999 conquistando un quarto ed un quinto posto, ma soprattutto il cuore dei tifosi. L’anno successivo sulla panchina della squadra allora gestita dalla famiglia Sensi, arrivò Fabio Capello che in due anni riuscì a vincere lo Scudetto. Nonostante le vittorie di Capello, Zeman in appena due anni riuscì perfettamente ad incarnare lo spirito giallorosso, venendo spesso rimpianto dalla tifoseria.
Adesso il boemo è tornato alla ribalta conquistando la promozione in Serie A con il Pescara, avendo a disposizione una squadra molto giovane e talentuosa. Il sogno dei tifosi della Roma è quello di rivederlo sulla panchina giallorossa nella prossima stagione e, già da prima che diventasse ufficiale il divorzio con Luis Enrique, i siti internet e le radio romane hanno iniziato a spingere per la sua candidatura. Domani un gruppo di tifosi andrà fuori i cancelli di Trigoria per chiedere alla società di puntare su Zeman per il futuro, complicando di fatto l’approdo alla Roma di Vincenzo Montella sul quale invece la società vorrebbe puntare dopo l’ottimo campionato disputato con il Catania.
A Roma spesse volte i tifosi sono riusciti ad imporre le proprie idee alla società, ed anche in questo caso potrebbero essere accontentati perché per Montella diventerebbe veramente difficile riapprodare in giallorosso con una tifoseria già scontenta in partenza. La soluzione di Zeman potrebbe togliere le castagne dal fuoco anche a Franco Baldini, duramente contestato per gli scarsi risultati ottenuti da Luis Enrique.
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I giocatori della Roma hanno salutato Luis Enrique pranzando in riva al mare a Santa Severa, alle porte della capitale, in un ristorante. Il tecnico spagnolo giorni fa aveva ufficializzato la sua decisione dopo una prima stagione difficile sulla panchina dei giallorossi. Durante la consegna del Tapiro d’Oro aveva fatto intendere che il rapporto con Francesco Totti non è stato dei migliori. Oggi il numero 10 romanista ha invece espresso parole di vicinanza al tecnico spagnolo:
“Abbiamo sempre detto che se Luis Enrique fosse rimasto saremmo stati felici. Purtroppo non sarà così, ha preso questa decisione rispettabilissima e dobbiamo cambiare. Qual è la cosa più bella che ha trasmesso alla squadra? L’umanità e il rapporto che ha avuto sempre con tutti i giocatori questa è una grande cosa”.
La scelta di Montella, favorito per la panchina della Roma, trova il parere positivo di Totti:
“Ora penso alle vacanze, purtroppo la stagione è andata così, non se lo aspettava nessuno. Da luglio inizieremo una nuova avventura, sperando di fare molto meglio. Montella? È un grande, l’ha dimostrato anche quando ha allenato per quattro mesi la Roma che non guarda in faccia nessuno, appena arrivato mi ha messo fuori. Quello che si sente di fare fa, conosco il carattere di Vincenzo ed è un bel carattere. Chi paga il conto del ristorante? Gli americani”.
(Fonte Corriere dello Sport)
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Nel girone di ritorno il Catania ha perso solo una partita, quella di Torino contro la Juve in cui ha contribuito negativamente il portiere Kosicky, per il resto cinque vittorie e tre pareggi, 41 punti in classifica (come Inter e Roma) e attuale sesto posto: c’è di che gioire in casa etnea dopo l’1-0 di ieri contro la Lazio, un risultato che conferma l’ottimo momento della squadra sapientemente messa su dal duo Pulvirenti - Lo Monaco e ancor meglio gestita dal sorprendente allenatore Vincenzo Montella. Se è vero che l’ossatura è argentina, c’è da dire che le tre sorprese assolute di questo sorprendente campionato dei rossoazzurri sono italiane: parliamo di Giovanni Marchese e di Francesco Lodi, ma anche Nicola Legrottaglie che è sceso fino in Sicilia a 35 anni per rilanciare una carriera che dopo l’ottima parentesi juventina post-calciopoli (e uno scudetto in sei mesi di infermeria al Milan) pareva poter dire poco.
Quattro gol in questo campionato e prestazioni eccellenti per il centrale pugliese che al gol vittoria contro la Lazio a pochi minuti dalla fine ha cacciato fuori tutta la soddisfazione andando ad esultare sotto la curva dei propri tifosi. E a fine gara il giocatore si è mostrato ancora più contento ai microfoni dei cronisti:
“Credo che qui ci siano tutte le basi per fare bene. Andare in Europa con questa maglia sarebbe la coronazione della mia carriera. Sono felicissimo di essere venuto qui. È stata una scelta fondamentale per la mia vita calcistica, perché mi davano per spacciato ad inizio anno. Vorrei chiudere questa annata in questa posizione, perché stiamo giocando molto bene e non credo ci siano molte squadre che giocano meglio di noi. Montella? Sa tanto di calcio e prepara bene tutte le gare. Poi ha una grande serenità sia nelle vittorie sia nelle sconfitte e ci fa giocare e divertire. Ha un grande futuro”.
Immancabili i riferimenti religiosi di Legrottaglie, che non reputa casuale questo periodo davvero positivo per sé e i suoi compagni:
“Il gol è stato importante per la squadra. Mi sto stimolando anche da questo punto di vista. E’ sempre bello fare gol e ancor di più davanti ad un pubblico fantastico come quello rossazzurro. Quando conosci Dio personalmente non puoi mai più chiedere al caso. Vivo di questo, dalle meraviglie che Dio mi dona. Lo ringrazio per avermi dato la possibilità di fare il calciatore. Che questo goal capiti nella settimana di inaugurazione di “Missione paradiso” non posso pensare sia un caso. Vorrei che tanti giovani che sono qui a Catania potessero trovare orizzonti diversi e non per forza in altre squadra ma qui a Catania. Sia contro la Fiorentina che oggi contro la Lazio abbiamo sofferto ma siamo riusciti a vincere con la forza del carattere. Quello che tutti si aspettavano finalmente lo stiamo realizzando”.
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Terza sconfitta di fila, il Palermo si è fermato al roboante successo sulla Lazio: dopo aver strapazzato i biancocelesti, la squadra di Bortolo Mutti ha perso contro Siena, Milan e Roma subendo 9 gol e segnandone appena uno. Ci sarebbero tutti i crismi del caso per far balenare nella mente del presidente Maurizio Zamparini l’ennesimo esonero ai danni di un suo allenatore, quel Mutti che altro non è che il diciassettesimo tecnico della gestione rosanero del vulcanico imprenditore friulano. Zamparini invece pare rassegnato (e non potrebbe essere altrimenti dato che nel solo anno solare 2011 ha avuto alle sue dipendenze ben cinque allenatori) e due giorni dopo la sconfitta del Barbera contro la Roma analizza così la situazione a Radio Anch’io lo Sport:
“Se avessimo segnato per primi contro la Roma, probabilmente avremmo strapazzato i giallorossi. Anche la Roma è una squadra in costruzione, il tecnico Luis Enrique sta facendo molto bene, sta costruendo un piccolo Barcellona e avrà bisogno di 3 anni. Lo vorrei con me. Ora pensiamo al Lecce, sappiamo che per loro è la partita della vita, io voglio arrivare in fretta a 40 punti per dare spazio ai giovani che abbiamo in rosa. Penso che Mutti rimanga fino alla fine dell’anno, tranquillamente”.
Insomma, in un paio di periodi ha fatto la corte a Luis Enrique pur concedendo al suo attuale “mister” la fiducia per altri tre mesi; ma sempre nel corso della stessa intervista ha anche parlato di Stefano Pioli che tanto bene sta facendo sulla panchina del Bologna e che proprio Zamparini aveva silurato ad agosto dopo appena due partite ufficiali, quelle contro il Thun nei preliminari di Europa League: “L’esonero di Pioli? Mi sto mangiando il secondo testicolo, il primo me lo sono già mangiato“. Espressione colorita ma efficace, la realtà è che Zamparini non sa che pesci prendere. E allora, pur rassegnatosi per questa stagione, la sua diabolica mente è già proiettata a quella successiva dove cercherà di mettere a libro paga il suo 18esimo allenatore.
I nomi sono quattro, l’impressione è che alla fine sarà uno di questi ad arrivare nel capoluogo siciliano. Partiamo dal meno probabile per svelare poi il nome di colui che con più probabilità sarà il successore di Mutti:
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La Juventus raddrizza una partita nata male che, in altri tempi, sarebbe finita sicuramente peggio. I bianconeri, pur non giocando sicuramente una delle partite migliori della stagione, superano un Catania coriaceo e ottimamente messo in campo da Vincenzo Montella, che fino all’espulsione di Motta era riuscito ad arginare le sfuriate dei padroni di casa. Il migliore in campo della squadra allenata da Conte si chiama Andrea Pirlo, autore del gol del pareggio (facilitato dalla barriera mal posizionata) e dispensatore di assist e punizioni al bacio. A fine partita Antonio Conte, dai microfoni di Sky Sport, elogia lo spirito della sua squadra:
“Non era mai successo di andare sotto in casa, siamo stati bravi e maturi a non perdere la testa. In tanti aspettavano il nervosismo da parte nostra, invece la squadra ha dimostrato grande maturità. Il turn-over l’ho adottato per gestire questo momento con tante partite, e poi per far giocare chi ha giocato meno. La squalifica di Ibra? C’è una giustizia, e confidiamo che sarà presa una decisione giusta. Noi siamo sereni, con o senza Ibra noi andremo a S. Siro per fare la nostra partita. Lo stesso varrà per il Milan che cercherà di infliggerci la prima sconfitta. L’arbitro stasera credo abbia diretto in maniera impeccabile. Complimenti a lui, ma anche ai miei giocatori e al Catania, squadra in forma e con grandi motivazioni. Lo Monaco? Il calcio è uno show, uno spettacolo. Sappiamo le dinamiche, e c’è grandissimo rispetto nei confronti di Lo Monaco. Sta facendo grandi cose a Catania”.
Dall’altra parte Montella non ha nulla da rimproverare ai suoi giocatori:
“Giocare in uno stadio così e contro una squadra che è forte nei singoli, ma che ha anche una grande mentalità e che gioca con grande continuità e intensità non è facile. Faccio complimenti alla mia squadra che ha cercato di fare sempre la partita concedendo il minimo necessario alla Juve. Abbiamo subito i tre gol per errori individuali e di posizionamento su palle da fermo, ma nonostante tutto ci abbiamo sempre provato e anche sull’1-1 e in 10 abbiamo avuto la palla dell’1-2, ma è stato bravo Buffon su Almiron. C’è un po’ di amarezza perché per come si era messa la partita poteva esserci un risultato diverso, dobbiamo imparare ad essere più maliziosi in certe fasi della partita, ma lo sappiamo che questa squadra deve crescere, speriamo che lo faccia in fretta, ma ripeto, faccio i complimenti ai ragazzi”.

Come un fulmine a ciel sereno a Catania è scoppiato il caso Andujar, il portiere argentino è entrato in rotta di collisione con la società e non è stato convocato da Vincenzo Montella in occasione del ritiro che vedrà la squadra impegnata in alcune amichevoli a Malta. Secondo alcune indiscrezioni alla base del clamoroso divorzio c’è stato un acceso diverbio su questioni tecniche con l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco al termine dell’ultimo impegno prima delle vacanze, lo stesso dirigente ha poi confermato tutto ai microfoni di Sky Sport 24 dicendo: “A Parma, Andujar, ha giocato la sua ultima partita”. Ora il club etneo deve mettersi alla ricerca di una valido sostituto del portiere argentino che nel frattempo lascerà la Sicilia e si accaserà da qualche altra parte.
Uno dei nomi più caldi che sono stati fatti nelle ultime ore è quello di Michele Arcari del Brescia, il suo agente ha negato ogni contatto sia con il Catania che con il Lecce, altra squadra interessata a lui, ma la pista rimane calda. L’ipotesi più accreditata sembra quella della soluzione interna, scartato il giovane Pietro Terracciano, ancora troppo inesperto per un ruolo da titolare in Serie A, restano gli altri due portieri in rosa, Andrea Campagnolo e Tomas Kosicky. Il primo è dotato di esperienza ma gli etnei non sembrano puntare su di lui tanto che non gli è stato prolungato il contratto in scadenza, diversa la stima e la considerazione per lo slovacco classe ‘86: di recente ha prolungato fino al 2014, in quattro stagioni in Sicilia ha collezionato appena 6 presenze ma sembra pronto per il grande salto.
Riguardo a Mariano Andujar non è ancora chiaro il suo futuro. In un primo momento si era parlato di un suo ritorno in Argentina, magari proprio all’Estudiantes, il suo club di provenienza. Il problema però è legato al suo ingaggio, al Catania guadagna 800 mila euro, troppi per la maggior parte delle squadre sudamericane. Per questo sembra che alla fine lascerà l’Italia per volare in Grecia dove vestirà la maglia dell’Olympiacos che però è anche interessato al brasiliano Julio Sergio, il cui cartellino è sempre della Roma. Quando il mercato aprirà ufficialmente molti di questi nodi saranno sciolti.

Una cosa è sicura, Catania e Juventus hanno dato vita ad una bella partita (guarda il video) ed entrambe le formazioni hanno provato a centrare la vittoria fino all’ultimo secondo. Lo spirito mostrato in campo dalle due squadre ha sicuramente soddisfatto i due allenatori, resta solo il rimpianto per entrambi di non aver centrato la vittoria concretizzando una delle tante occasioni che si sono viste nella ripresa. Antonio Conte continua a predicare prudenza, sa che c’è ancora molto da lavorare, in particolare oggi la sua squadra ha mostrato di soffrire un po’ troppo dietro, anche se come al solito ha fatto molto bene dal punto di vista dell’intensità.
Ai microfoni di Sky Sport l’allenatore salentino ha evidenziato quelli che sono stati gli errori commessi, situazioni di gioco che saranno analizzate con attenzione durante la settimana per non lasciarsi trovare impreparati per il big match contro il Milan che si giocherà domenica prossima allo Juventus Stadium:
“Bergessio in occasione del gol, fa un movimento importante tagliando davanti al difensore, dire adesso che errore c’è stato sarebbe ingeneroso nei confronti dei miei giocatori. Sicuramente la analizzeremo in settimana e cercheremo di trovare le contromisure adatte come facciamo sempre. Siamo stati colti di sorpresa. Noi stiamo lavorando su tutto a livello individuale, di reparto e di squadra e sappiamo che c’è ancora tanto da fare e questo deve darci tanta forza e non spaventarci. Dobbiamo cercare di dare per primi il cazzotto e non di subirlo per poi rialzarci e reagire”.
Anche oggi l’allenatore ha dimostrato che in fondo il suo 4-2-4 non è così estremo e che all’occorrenza può trasformarsi in uno schema con tre centrocampisti, questa duttilità di sicuro tornerà molto utile nel corso della stagione:
“Abbiamo la possibilità di cambiare schieramenti visti i giocatori di centrocampo che abbiamo in rosa e ciò può renderci più imprevedibili nei confronti degli avversari. So che posso attuare questa soluzione alternativa con tre centrocampisti centrali anche durante la gara e non solo dall’inizio. Io so che i miei esterni spendono molto, specie con tre gare in pochi giorni e quindi devo dosare le energie di tutti, cercando sempre di mettere in campo la migliore formazione per vincere la partita”.
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C’è moderato entusiasmo alle pendici dell’Etna: da ieri il Catania ha acquisito le prestazioni sportive di David Suazo, veloce attaccante honduregno che da un paio di stagioni s’era perso nella galassia Inter. Intricato caso di mercato quello che ha coinvolto il 32enne centravanti centroamericano: riaccolto al Cagliari come figliol prodigo qualche settimana fa, alla fine Cellino ha bloccato l’operazione in disaccordo tra l’altro col suo allenatore Donadoni (a cui è stato presentato il conto e sembra che la goccia che abbia fatto traboccare il vaso sia stata proprio questa).
Non si è ben capito cosa abbia fatto saltare tutto, tra l’altro Cellino ha smentito seccamente le dichiarazioni riportate da La Nuova Sardegna in cui il patron rossoblu pareva avesse asserito che “purtroppo David non è più lo stesso, è un giocatore zoppo e io non posso che pensare alla squadra“. Fatto sta che alla fine il Catania ha fiutato l’affare e si è preso il giocatore: ha firmato un contratto annuale con opzione per il secondo anno, sarà il primo honduregno della storia del club e ha già sostenuto visite mediche e il primo allenamento agli ordini di mister Montella. Queste le sue prime parole direttamente dal ritiro di Torre del Grifo:
“Ringrazio la società per avermi portato a Catania. Vengo con grandi aspettative e spero di ricambiare la fiducia dei dirigenti. Il mio obiettivo personale è quello di fare tanti gol. Voglio dimostrare che posso ancora dire la mia in Serie A. Spero di diventare un beniamino dei tifosi. Da due anni mi mancano le trasferte coni i compagni. Mi manca la spinta del pubblico. Qui a Catania so che il tifo è molto caldo, spero nel loro sostegno”.

Tre ufficialità nella giornata di oggi, ennesimi tasselli che pian pianino stanno completando il mosaico delle panchine di Serie A e Serie B. Partiamo dalla massima serie, col Catania che (come già anticipato lunedì scorso) ha scelto Vincenzo Montella quale sostituto di Diego Pablo Simeone; questo il comunicato ufficiale della società etnea:
“Il Calcio Catania S.p.A. comunica di aver affidato l’incarico di conduzione tecnica della prima squadra al signor Vincenzo Montella, che ha sottoscritto un contratto biennale. Con Montella, comporranno lo staff tecnico il vice allenatore Daniele Russo, il preparatore dei portieri Marco Onorati ed il preparatore atletico professor Giacomo Tafuro, che sarà assistito dal professor Emanuele Marra. Completeranno lo staff i professori Giuseppe Colombino ed Antonio Torrisi, che si occuperanno della riabilitazione e del lavoro differenziato per gli atleti infortunati. Il nuovo allenatore ed i suoi collaboratori verranno presentati ufficialmente alla stampa venerdì 10 giugno alle ore 16.30 a Torre del Grifo, nella sala conferenze della sede sociale”.
Scelta coraggiosa a Catania, si va sull’usato sicuro invece a Verona dove il Chievo del presidente Campedelli ha scelto Domenico Di Carlo in sostituzione di Stefano Pioli, passato al Palermo. E’ un ritorno per Di Carlo che aveva allenato i Mussi Volanti appena due stagioni fa:
“L’A.C. ChievoVerona comunica ufficialmente che alla guida tecnica della prima squadra per il campionato 2011/12 ci sarà Domenico Di Carlo, nato a Cassino il 23 marzo 1964. Si tratta di un gradito ritorno: Di Carlo, infatti, arrivato a Verona nell’autunno del 2008 a stagione in corso, ha condotto alla salvezza il Chievo portandolo dall’ultimo posto alla salvezza matematica con una giornata di anticipo, grazie ad un girone di ritorno formidabile con 3 sconfitte, 5 vittorie e 10 pareggi. La stagione successiva il mister, riconfermato, conclude l’annata a 44 punti chiudendo la stagione con la quinta miglior difesa del torneo. La società comunica che mister Di Carlo verrà presentato nella giornata di domani, venerdì 10 giugno, alle ore 16 presso l’hotel ‘Leopardi’ di Corso Milano, a Verona”.
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In attesa di capire quali sviluppi possa avere lo scandalo calcioscommesse (che tuttavia stenta a decollare), quasi tutte le formazioni che prenderanno parte alla prossima Serie A stanno decidendo a chi affidare la propria panchina. Oggi sembrano si siano aggiunti due tasselli: come accaduto altre volte non si può parlare ancora di ufficialità (si sa, ci sono i classici dettagli da limare), sebbene ben più di un indizio lascia presagire che le notizie che si rimbalzano in queste ore siano fondate. Iniziamo dal Siena: la società toscana, perso Conte, ha deciso su chi puntare per il prossimo campionato; si tratta di Giuseppe Sannino, quest’anno al Varese.
E’ il trionfo della gavetta e del lavoro per il pelato allenatore campano, che già dopo l’eliminazione dai play-off contro il Padova di ier s’era lasciato scappare un esplicativo “se davvero dovessi andare su una panchina di serie A, per me significherebbe toccare il cielo con un dito“. C’era il Chievo sulle sue tracce, oggi i rumours parlano di Siena: incontro con Perinatti, accordo raggiunto, Sannino firmerà un biennale. A Catania invece sono certi: le quotazioni di Torrente sono calate, il prossimo tecnico degli etnei sarà Vincenzo Montella: il problema è che l’ex aeroplanino è “congelato” dalla Roma in attesa del sì definitivo di Luis Enrique. Quando si sarà liberato, sarà matrimonio con la società di Pulvirenti.