
Le Vuvuzelas non sono soltanto fastidiose, ma anche potenzialmente pericolose. Le abbiamo “scoperte” durante i Mondiali di Sudafrica 2010 e contestualmente abbiamo anche sperato che queste fastidiosissime trombette non venissero esportate in Europa per disturbare le partite dei campionati di calcio. Dopo diversi studi che hanno dimostrato la pericolosità per l’apparato uditivo, adesso c’è anche chi le vorrebbe bandire perché potrebbero eventualmente contribuire alla diffusione di malattie infettive.
La London School of Hygiene and Tropical Medicine ha condotto uno studio sulle Vuvuzelas in vista delle Olimpiadi di Londra del 2012 ed ha stabilito che il gesto di soffiare in queste trombette, anche in un luogo aperto, potrebbe favorire la diffusione di malattie come tubercolosi, la sars od anche di una banale influenza:
“Così come nel caso dei colpi di tosse o degli starnuti occorre agire in modo mirato per prevenire la trasmissione della malattia. Dunque, alle persone con infezioni deve essere sconsigliato di soffiare le vuvuzelas vicino agli altri. Quando si partecipa a un evento sportivo circondati da suonatori di vuvuzela uno spettatore può aspettarsi di inalare grandi quantità di goccioline respiratorie nel corso della manifestazione”.
Niente di particolarmente allarmante, ma in ogni caso il comitato organizzatore delle olimpiadi di Londra sta già pensando di bandirle. Se il comitato dovesse prendere questa decisione certamente renderebbe felici moltissimi appassionati di sport che durante i Mondiali in Sudafrica hanno accusato irritabilità e forti mal di testa dopo aver visto una partita in televisione.



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“Ho visto solo un pezzo della partita inaugurale e anche dalla tv ho notato, io come i miei compagni, il suono assordante delle vuvuzelas. Sarà un problema in campo. I miei compagni me lo avevano raccontato. E a dire il vero io me ne sono accorto anche solo nella partitella di ieri contro una rappresentativa locale. Erano solo tre trombette, ma che casino!”, dice Giampaolo Pazzini. Un fastidio che si prova da casa, figuriamoci per chi scende in campo e per gli allenatori che devono impartire ordini tattici alla propria squadra. “Non riuscivo nemmeno a farmi sentire dai miei calciatori, è stata una sessione di allenamento pressochè inutile“, riferisce Marwijk, ct dell’Olanda che ha deciso di vietare le trombette agli allenamenti dei tulipani.
“Ho problemi di udito, se allo stadio mi dovessero dare fastidio, toglierò l’apparecchio acustico“, commenta con un pizzico di preoccupazione Olsen, ct della Danimarca. La Fifa è di tutt’altro parere e difende un “simbolo della cultura africana”. Le parole di Blatter: “Le vuvuzelas fanno parte della cultura e della tradizione africana. Siamo in Africa, che i tifosi suonino le loro vuvuzelas finchè vogliono”. Un po’ come la ola a Messico ‘86, con l’unica, sostanziale e importante differenza uditiva…Intanto crescono i gruppi su Facebook contrari alle trombette: Fatele sparire prima del mondiale (richiesta caduta nel vuoto) e FIFA- BAN THE ANNOYING VUVUZELA (HORN) FROM THE SOUTH AFRICA WORLD CUP ! i più cliccati.


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