
Giuseppe Sannino, nativo di Ottaviano in provincia di Napoli, forse non si sarebbe mai immaginato un giorno di tornare nella sua terra di nascita con un sogno a portata di mano. Il suo Siena, tra qualche ora, contenderà al Napoli l’accesso alla finale di Coppa Italia che si giocherà all’Olimpico di Roma. La semifinale raggiunta è già un traguardo storico per la squadra toscana, tuttavia il risultato dell’andata consente ai bianconeri di poter pensare a quello che alla vigilia sembrava un impensabile colpaccio. Non sarà per niente facile perché dall’altra parte Mazzarri, il Napoli e i 55 mila del San Paolo attendono da anni la possibilità di coltivare il sogno di un trofeo. Il tecnico dei partenopei ha raccontato ai giornalisti le sue sensazioni:
“Sarà una partita bloccata, noi dovremo avere pazienza per conquistare la finale, la vogliamo, abbiamo eliminato l’Inter per arrivare fino qui. Il Siena gioca su due risultati su tre e quindi vivremo la stessa situazione che abbiamo vissuto noi a Londra. Dovremo stare tranquilli, fare il nostro gioco senza frenesia e stare attenti alle loro ripartenze. Lavezzi? È quello che mi preoccupa di meno, dovrebbe giocare dall’inizio, per gli altri vedremo. Il pubblico sarà determinante e chiedo ai tifosi di sostenerci fino al fischio finale. Sono felice che ci sia lo stadio pieno, abbiamo bisogno dei nostri sostenitori per superare quest’ostacolo che per il risultato dell’andata è diventato in salita”.
Sannino sa che l’ostacolo è arduo, ma ricorda i precedenti del Siena con il Napoli:
“Giochiamo in un ambiente eccezionale contro una squadra che ha dimostrato di avere grandi valori, sarà durissima, ma ci proveremo. Siamo un po’ come il topolino che prova a fare il solletico all’elefante, senza dimenticarci che in questa stagione abbiamo già giocato due volte contro il Napoli senza mai perdere. Vedrete domani chi gioca. La formazione è fatta, giocherà gente con la voglia di dimostrare di poter ben figurare anche in un palcoscenico come quello del San Paolo”.
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Chi vinceva balzava al terzo posto, alla fine esulta (per così dire) la Lazio che rimane in zona Champions League dato che la gara del Friuli tra Udinese e Napoli finisce in parità: 2-2 dopo 90 minuti intensissimi, partita a tratti spettacolare in cui si è visto tutto e il contrario di tutto. Innanzitutto ottimi i bianconeri di casa che sono riusciti ad andare sul doppio vantaggio (Pinzi e poi il solito Di Natale al nono gol in carriera contro il Napoli) nonostante la gara per niente cattiva degli ospiti; quindi l’espulsione per doppio ingenuo giallo di Fabbrini (e quella di Guidolin per proteste) e l’impetuoso ritorno di un Napoli che sbaglia prima un penalty con Cavani che si lascia ipnotizzare dal para-rigori Handanovic, quindi il Matador partenopeo si fa perdonare pareggiando i conti con un uno-due terrificante. Finisce col paratone di Handanovic che nega a Zuniga il gol che avrebbe consegnato ai campani una rimonta pazzesca. A fine gara su Sky Walter Mazzarri si rammarica per i due punti persi:
“Nel primo tempo abbiamo giocato meglio dell’Udinese, abbiamo creato di più sbagliando due/tre occasioni importanti. Abbiamo preso un gol beffa al primo passaggio verso la nostra porta. La prestazione della mia squadra è stata ottima anche nella prima frazione. Con un uomo in più ci chiudevano ancora di più gli spazi, qualche vantaggio l’abbiamo avuto. Se non fossimo stati anche oggi disattenti in fase difensiva, soprattutto in occasione del secondo gol, credo che dal punto di vista della prestazione abbiamo giocato meglio di loro. Terzo posto? Non ho mai detto dove deve arrivare il Napoli, dico solo che oggi meritavamo la vittoria”.
Interessante la risposta dell’allenatore livornese quando gli si chiede del mancato turn-over della difesa che ormai da mesi gioca sempre con gli stessi tre uomini (Campagnaro, Cannavaro e Aronica):
“Fernandez è giovane e questo per lui è un anno di maturazione. Cannavaro e Campagnaro sono più affidabili e a Napoli non puoi fare troppi esperimenti. Britos invece è venuto per fare il titolare, ma non è stato molto bene. Nel frattempo Aronica ha cominciato a giocare, l’ha fatto bene ed è normale che un allenatore guarda la continuità. E’ importante anche la conoscenza reciproca e questo trio difensivo gioca insieme da tempo”.
Dal fronte udinese è dispiaciuto Francesco Guidolin che cercava di tornare al successo casalingo dopo più di un mese e mezzo (tre pareggi e un ko dopo la vittoria di inizio febbraio contro il Lecce) per di più durante la sua 100esima panchina da allenatore dei friulani:
“Ci ho messo un poco per calmare i ragazzi, penso di esserci riuscito e ora si riprende il cammino, giochiamo sabato in anticipo. Sono stato espulso ed essere allontanato dal campo non è una bella cosa, proprio oggi che era la mia 100esima gara sulla panchina dell’Udinese. Non ho altro da aggiungere sugli episodi. Ribadisco comunque che l’espulsione è stata giusta. C’è molta amarezza in me, è una vita che non vinciamo una partita in casa mentre prima eravamo un rullo compressore. La classifica è bellissima, ma poteva essere splendida. Noi speravamo di vincere, ma il pareggio è giusto”.
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Sul prato dello Stamford Bridge il sogno del Napoli si è trasformato in un incubo. Gli azzurri sono stati battuti 4-1 dal Chelsea Di Matteo negli ottavi di ritorno di Champions League, dovendo rinunciare così a proseguire nel cammino europeo. Dopo la vittoria per 3-1 nella partita del San Paolo, i tifosi partenopei e tutto l’ambiente erano convinti di avere ottime chance di passare il turno, ma purtroppo il Chelsea è cambiato negli ultimi 10 giorni, completamente rigenerato dalle cure di Di Matteo che lo ha ereditato allo sbando dopo la disastrosa gestione di Villas Boas.
Alla luce del risultato di questa sera non possono che aumentare i rimpianti per la grande occasione avuta da Christian Maggio per segnare il gol del 4-1 nella partita d’andata, il cui tiro è stato respinto proprio sulla linea da Ashley Cole. I napoletani hanno comunque venduto cara la palle, segnando anche un gol splendido con Gokhan Inler, ma hanno perso ai supplementari contro una squadra più abituata a competere a certi livelli. Secondo Mazzarri la sua squadra avrebbe meritato il passaggio del turno ma non ha saputo sfruttare le occasioni che ha avuto per mettere al sicuro la qualificazione:
“Credo che se si rivede la partita, da un punto di vista generale, noi abbiamo fatto più azioni pulite con palla a terra. Avremmo meritato di fare uno o due gol in più. Abbiamo pagato un po’ l’inesperienza di certe competizioni, tutti sentivano l’importanza di questa gara, c’è mancata la giusta serenità per concludere al meglio le occasioni che si sono create. I nostri campioni sono molto giovani, sono giocatori che non hanno mai lottato per il vertice. Sono campioni che devono crescere da questo punto di vista”.
Un problema d’esperienza? Non solo. Gli azzurri non sono stati aiutati dalla sorte secondo Mazzarri, anche se la sua squadra ci ha messo anche del suo, concedendo una miriade di calci d’angolo nei quali gli inglesi erano avvantaggiati da una maggiore prestanza fisica:
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Il Napoli è sbarcato alle 12 di oggi a Gatwick, domani gli azzurri scenderanno in campo a Stamford Bridge per affrontare il Chelsea nella gara di ritorno e provare a centrare il sogno dei quarti di finale di Champions League. Ovviamente non manca l’entusiasmo, il 3-1 dell’andata lascia spazio all’ottimismo e migliaia di tifosi partenopei sono già nella capitale inglese per sostenere i loro beniamini. Ad iniettare un’ulteriore dose di ottimismo ci ha pensato il Tas di Losanna che ha sospeso la squalifica comminata a Walter Mazzarri, l’allenatore domani sera potrà guidare i suoi ragazzi direttamente dal campo e di sicuro farà sentire la sua presenza agli undici in campo.
La notizia è stata comunicata al gruppo in ritiro a Kensington dal legale dei partenopei Mattia Grassani che in mattina ha ricevuto dalla Svizzera il fax che comunicava l’accoglimento del ricorso della società da parte del Tribunale. L’avvocato si è detto molto soddisfatto della decisione e l’ha commentata ai microfoni dell’emittente radiofonica napoletana Radio Kiss Kiss:
“È appena arrivato il fax del Tas di Losanna con cui si sospende la squalifica del signor Mazzarri e quindi, in attesa della decisione sul merito del nostro ricorso, il tecnico sarà regolarmente in panchina domani sera allo Stamford Bridge. Ho immediatamente comunicato la notizia a Mazzarri e Bigon a Londra, il mister ha fatto un sospiro profondo di liberazione. In questo primo tempo della partita contro l’Uefa la ragione è stata riconosciuta al tecnico. Il decorso del tempo ed il grave pregiudizio che avrebbe subito il signor Mazzarri, scontando la squalifica domani sera senza potersi difendere davanti al Tas, hanno indotto l’organo massimo di giustizia sportiva mondiale a sospendere la squalifica. Questo ci rende molto felici e soddisfatti”.
Ricordiamo che l’allenatore del Napoli era stato squalificato per aver strattonato Nilmar nel corso della partita contro il Villarreal. Inizialmente la Uefa gli aveva comminato due giornate di sospensione, la prima scontata in occasione della gara d’andata contro i Blues, ora il caso dovrà essere ridiscusso ma la società di De Laurentiis è convinta che riuscirà a far valere le proprie ragioni e dal “congelamento” si potrà passare all’annullamento della sanzione. Ma in questo momento nessuna ha voglia di pensare ai tribunali e alle loro sentenze, domani il Napoli scende in campo per centrare un obbiettivo storico e la presenza di Mazzarri in panchina non può che caricare ulteriormente la squadra, i suoi tifosi e tutta una città che dal sogno europeo non vuole più svegliarsi.
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Vedere il Chelsea al San Paolo fa un certo effetto; se qualche anno fa al Napoli che giocava contro la Sangiovannese gli si faceva vedere in una sfera di cristallo, di sicuro neanche il più ottimista dei tifosi avrebbe immaginato che i partenopei non solo avrebbero giocato un ottavo di Champions League contro i Blues, ma che addirittura lo avrebbero fatto con ottime possibilità di passare il turno. Non a caso nella conferenza stampa della vigilia, tenutasi nel tardo pomeriggio nella “pancia” dell’impianto di Fuorigrotta, Didier Drogba e André Villas-Boas hanno sottolineato come entrambi rispettano la banda terribile allenata da Mazzarri. Queste le parole dell’attaccante ivoriano in merito:
“E’ vero, abbiamo più esperienza, ma se il Napoli è qui significa che ha meritato di esserci, e quindi non sarà affatto facile per noi. E’ una squadra forte, sicuramente Hamsik, Lavezzi e Cavani sono i tre calciatori che fanno più paura, ma noi cercheremo di metterli in difficoltà. Noi siamo convinti che domani avremo l’opportunità di giocare una grande partita. Questo è uno stadio ideale, ricordo quand’ero piccolo e ammiravo le gesta di Maradona in quest’impianto. Saremo molto gasati”.
Il tenore è lo stesso, i concetti più o meno quelli, anche il tecnico dei londinesi, il portoghese Villas-Boas non si fida per niente di questo Napoli sbarazzino che pare aver ritrovato la strada maestra anche in campionato (2 vittorie di fila e De Sanctis imbattuto da 4 partite):
“Cosa temo degli avversari? Prima di tutto lo stato d’animo, il Napoli rappresenta la città, ed è uno stato d’animo immenso: va oltre il campo di gioco, si immedesima nella città stessa. E’ stato bravo il presidente a prenderlo in un momento di crisi e a portarlo a scalare divisioni su divisioni fino ad arrivare qui. E poi c’è Mazzarri, un tecnico che sta confermando quanto di buono fatto vedere alla Sampdoria, e che ha potuto usufruire anche del lavoro fatto da Reja in precedenza. E’ un match importante ovviamente, ma sappiamo che c’è anche la gara di ritorno. E anche Stamford Bridge è uno stadio che incute timore: ora dobbiamo essere concentrati sul Napoli, che è una squadra guidata da un ottimo allenatore e in crescita, ha ottenuto ottimi risultati prima in Europa League, poi in campionato e ora in Champions”

Ci siamo. Domani sera alle ore 20 e 45 si accenderanno i riflettori dello stadio San Paolo e a Fuorigrotta scenderà in campo il Napoli di Mazzarri contro il quotatissimo Chelsea di Villas-Boas. L’andata degli ottavi di finale di Champions League, un appuntamento che ha il sapore della storia per i campani, carichi al punto giusto a poco più di ventiquattro ore dal big-match; non potrebbe essere altrimenti se a preparare la partita ci ha pensato Walter Mazzarri che in conferenza stampa si è mostrato sicuro senza disdegnare la giusta umiltà:
“Siamo coscienti delle difficoltà che andremo ad incontrare. Non dovremo sbagliare niente e cercare di dare il meglio di noi stessi. E’ la squadra che conta. Il risultato arriverà soltanto se tutta la squadra giocherà al massimo: in alcune partite la mia squadra è arrivata un po’ contratta, in altre occasioni si è espressa nel migliore dei modi. Domani spero di vedere una squadra più matura, sicuramente dovranno coincidere gli episodi con la gara che andremo a fare”.
Non fidarsi del Chelsea è d’obbligo, anche se i londinesi non stanno giocando un buon calcio, i risultati mancano ormai da tempo e da più parti i partenopei vengono dati per favoriti nella doppia sfida:
“Siamo contenti di giocarci una partita di così alto livello, contro una squadra che ha fatto più di 100 partite in Champions. Fa sorridere sapere di essere favoriti, ma ne siamo orgogliosi. Queste due partite non sono giudicabili, sono partite a se stanti, che non rientrano in una logica striscia di risultati positivi o negativi. Ci possono essere invece giocatori più o meno in forma. Questo aspetto lo verificheremo domani. Intanto penseremo a limitare il loro gioco. Se guardo la loro rosa dovremmo stare attenti a tutti. Villas-Boas? Lo stimo e sono felice delle sue parole nei nostri confronti. Ma sono sicuro che loro non sbaglieranno niente, e che verranno qua per vincere, non per pareggiare”.
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Contavano solo i tre punti e il Napoli li ha colti giocando finalmente una partita con la concentrazione giusta dal primo all’ultimo minuto. I partenopei non hanno mostrato particolari trame di gioco, ma hanno trovato in questa serata quel pizzico di cinismo che, a detta di Walter Mazzarri, è mancato in altre occasioni. In classifica gli azzurri ora braccano la Roma, ad un solo punto di distanza e la prossima gara di campionato, in casa della Fiorentina, darà maggiori indicazioni e dirà se questa partita contro il Chievo è il primo tassello di una risalita. A fine partita Mazzarri, dai microfoni di Sky, pensa più ai tre punti conquistati che al gioco prodotto:
“Una partita fatta di carattere e attenzione, ma non c’è stato un bel gioco. Gli episodi ci hanno dato ragione, mentre in altre occasioni non è successo anche se si era giocato nettamente meglio. Era necessario vincere, per tanti motivi, e l’abbiamo fatto, ma sono convinto che quando avrai superato la paura, quella pressione che sentiamo addosso, il Napoli mostrerà una qualità nettamente migliore. Giornata favorevole al Napoli? La classifica non la guardo. Inler? Molto bene. E’ un po’ calato alla distanza, ma mi è sembrato molto tonico. Le due giornate di stop che gli ho dato gli hanno fatto bene”.
Cavani si gode il tredicesimo gol stagionale anche se già pensa alla trasferta di Firenze:
“Il Napoli non era in crisi, per noi era un momento un po’ sfortunato. Oggi siamo molto contenti del risultato, perché questa vittoria ci voleva, ma la squadra c’è sempre stata, ha lottato sempre fino alla fine in tutte le partite, anche quando eravamo in svantaggio, che eravamo sotto di o tre gol, la squadra non ha mai mollato. Credo che questa sia la dimostrazione di quanto teniamo alla nostra maglia , alla nostra città, a questa gente, a questo gruppo che lavora tanto. Abbiamo sempre dimostrato di avere tanta voglia di arrivare fino in fondo e continueremo a lottare così., come stiamo facendo e come abbiamo sempre fatto. La Champions League? Sicuramente è un sogno andare avanti. Noi ora pensiamo solo a prendere dei punti a Firenze perché ci mancano in campionato: possiamo fare meglio e solo dopo penseremo al Chelsea, perché sarà una partita molto difficile, non solo a livello fisico, ma anche mentale”.
Napoli-Chievo 2-0 | Le Foto | 13/02/2012




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Il mercato non dorme mai: in Argentina chiude fra 48 ore e il Napoli ha pensato bene di concludere in tutta fretta un’operazione che ha fatto parlare non poco in città. Partiamo dai fatti e cioè che Cristian Chavez è tornato al San Lorenzo, in Argentina, esattamente nella stessa squadra da dove era arrivato l’estate scorsa; Eduardo Rossetto, suo agente, solo ieri reputava minime le possibilità che il suo assistito potesse tornare al San Lorenzo che aveva ceduto El Negro - così è soprannominato l’attaccante - per 650mila dollari. Era la scommessa di Riccardo Bigon, l’uomo mercato dei partenopei, di fatto Chavez ha visto il campo solo in due occasioni e Mazzarri l’ha considerato per modo di dire. E pensare che era arrivato alle pendici del Vesuvio per ripercorrere le orme del connazionale Ezequiel Lavezzi.
Invece niente, per lui non c’è stata altra possibilità se non quella di ritornare alla squadra che lo ha fatto crescere, seppur solo in prestito. Chavez, infatti, non poteva giocare in altro club avendo giocato una gara con i rossoblu prima di trasferirsi in Italia e non essendo possibile per un giocatore militare in tre squadre differenti nella stessa stagione; ma giustamente Bigon non ha voluto demordere e ha acconsentito solo al prestito, dando quindi temporaneamente il giocatore al San Lorenzo che sarà impegnato nel torneo di clausura della Primera Division argentina che prenderà il via proprio oggi. Commenta così il trasferimento l’ex centravanti azzurri Roberto Sosa, meglio conosciuto come El Pampa:
“Ha bisogno di giocare, in questi mesi si è allenato al Napoli ma non ha sfondato. Ha caratteristiche simili a quelle di Lavezzi, spero che in futuro possa tornare in azzurro”.
Ma con l’arrivo anche di Edu Vargas, quante possibilità avrà il 25enne di poter tornare, e dire la sua, con la maglia del Napoli? Minime, ma non ditelo a Riccardo Bigon…
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Un piccolo grande Siena mette paura al Napoli nella seconda semifinale di Coppa Italia. I partenopei ora dovranno ribaltare lo svantaggio al San Paolo per poter accedere alla finale, un divario che appare colmabile se la squadra di Mazzarri riuscirà a ritrovare la determinazione persa un po’ per strada negli ultimi tempi. Il Siena, fino a cinque minuti dal termine, ha accarezzato il sogno del 2-0 che gli avrebbe permesso di guardare alla sfida di ritorno con più fiducia. Resta, però, la bella prova dei toscani e a fine partita Giuseppe Sannino si congratula con la sua squadra:
“Sono contento della prova dei ragazzi che hanno fatto buone giocate e hanno anche sofferto. Negli ultimi quindici minuti era normale che fossimo stanchi anche perchè il Napoli ha messo in campo tutti i suoi attaccanti. Il Napoli ha un allenatore che non deve pensare di aver messo una squadra in campo che ha giocato male. Andare a Napoli per la semifinale per noi è già un onore e siamo contenti così. Io sono contro i luoghi comuni, quando stimo i miei giocatori, lo faccio a prescindere dalle squadre che si affrontano. L’autostima deve sempre stare con noi per quello che riusciamo a fare sempre. La vera forza della mia squadra è il rapporto interpersonale che c’è tra me e i ragazzi. Loro sanno che io credo in loro e che, quando scendono in campo, possono contare su di me.”
Mazzarri, invece, se la prende con la sfortuna e “sponsorizza” la candidatura di Lippi se dovesse lasciare la panchina del Napoli:
“Ringrazio Sannino per i complimenti, li faccio anche io a lui e alla sua squadra, anche se devo dire che stasera meritavamo di più. Forse anche il pareggio ci stava stretto, per come abbiamo giocato meritavamo di vincere. Abbiamo creato tanto, ma siamo stati sfortunati, Quest’anno non ci gira bene, pali e traverse, salvataggi sulla linea: non ho mai visto tanta sfortuna. Poi, quando contro squadre che ti aspettano in cinque sulla linea di difesa, non riesci a sbloccare tutto diventa più complicato. Abbiamo dato il massimo, le abbiamo provate tutte e sul piano del gioco abbiamo fornito un’ottima prestazione. La qualificazione è ancora tutta aperta. Cavani? Si gioca tanto, può essere poco lucido. Dall’inizio dell’anno non ci siamo fermati mai, poi tutti contro di noi fanno la partita della vita. Loro sono riusciti a sbloccare il risultato, noi no. Vargas? E’ giovane, sta imparando e cresce di giorno in giorno. Lippi dopo di me sulla panchina? Sarebbe l’Ideale per Napoli, è un allenatore di grandissimo livello, un campione del mondo. È un bene che ci siano queste candidature..”.
Siena-Napoli 2-1 | Le Foto | 09/02/2012




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Domani sera nel freddo artico di Siena andrà in scena l’andata dell’atipica semifinale di Coppa Italia tra i bianconeri di casa e il Napoli di Walter Mazzarri, il primo atto di un doppio confronto che potrebbe significare la possibilità di giocarsi un trofeo a Roma fra qualche mese e l’accesso alle competizioni europee per la stagione prossima. Ovvio dunque che le squadre in campo si daranno battaglia, seppur con spirito diverso: per la banda di mister Sannino, che è giunta a giocarsi questa partita dopo le vittorie contro Torino (in casa), Cagliari, Palermo e Chievo (tutte in trasferta) ci sarà spazio per un fitto turn-over per non perdere di vista il campionato (lunedì nella città del Palio arriverà la Roma), anche se l’occasione di sognare in grande non può non solleticare i supporters della Robur; il Napoli invece vuole mettere in bacheca il primo trofeo dell’era De Laurentiis, assicurarsi l’Europa nonostante il cammino zoppicante in campionato, in attesa delle notti Champions contro il Chelsea.
Insomma, per riassumere la situazione possiamo dire che da un lato ci sarà la sfrontatezza e la voglia di continuare a stupire del Siena, dall’altro la necessità di pensare e di giocare da grande squadra del Napoli che di sicuro non vorrà fare brutta figura. Concetto espresso e ribadito dal mister dei senesi Giuseppe Sannino nella conferenza stampa della vigilia:
“Siamo arrivati a un appuntamento così importante per il Siena e per tutta la città quasi senza accorgercene, vorrei che continuassimo con questo spirito, senza pensare ad altro che alla partita. Ci giochiamo questa semifinale contro una squadra molto forte che sta facendo cose straordinarie in Champions League ma sicuramente tiene molto anche alla Coppa Italia. Sarà l’occasione perché quei ragazzi che magari hanno trovato meno spazio in campionato possano dimostrare qualcosa di importante. E’ normale che io pensi anche alla partita di lunedì con la Roma, perché comunque per noi l’obiettivo principale resta la salvezza. Napoli in formato campionato? Per noi cambia poco e non solo perché chiunque giochi è comunque un campione, ma soprattutto perché noi dobbiamo pensare soprattutto alla nostra prestazione e al nostro modo di stare in campo, affrontando la partita nel modo giusto”.
Come suo solito prima delle partite di Coppa Italia, il tecnico dei campani Walter Mazzarri lascia la parola a un suo giocatore; ha fatto così contro il Cesena e contro l’Inter, la cosa si ripete contro il Siena e perciò analizza la sfida il centrocampista Walter Gargano:
“Il pareggio sofferto ottenuto al Franchi in campionato non ci condizionerà. Rispetto a venti giorni fa dobbiamo fare meglio. Troveremo una squadra chiusa, sarà una partita difficile. Abbiamo sfatato il tabù Inter nei quarti e adesso non abbiamo intenzione di fermarci. Siamo un gruppo che sta insieme da tanti anni, la nostra è stata una crescita costante ed ora sarebbe bellissimo riuscire a vincere qualcosa”.
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