
S’era insediato sulla panchina del Torino, un ritorno il suo, l’8 dicembre del 2008: Walter Novellino aveva sostituito Gianni De Biasi, una scelta che in un certo qual modo aveva portato i suoi frutti. Sette risultati utili consecutivi, sebbene 6 pareggi e 1 vittoria, una vittoria pre-natalizia contro il Napoli, ma nelle ultime settimane tre sconfitte di fila, due delle quali in casa (derby e Sampdoria). Così Cairo, dopo smentite e ripensamenti, oggi s’è lasciato convincere da Rino Foschi e ha chiamato a sé Giancarlo Camolese, anche per lui un ritorno.
Aldo Spinelli, presidente del Livorno, ha rescisso il contratto del tecnico che ancora percepiva lo stipendio dai labronici, nonostante le parole post-Samp di Novellino (”Io sono convinto che ci salviamo“) la società granata ha quindi scelto il terzo allenatore di questa tribolata stagione. Camolese, in ogni modo, non è un uomo qualunque, non per il Toro: ne ha prima indossato la maglia come centrocampista, poi nel 2000 rilevò Simoni in B e portò la squadra in Serie A, dove l’anno dopo raggiunse l’Intertoto. Fu esonerato nella stagione 2002/03 nonostante risultati migliori rispetto a 12 mesi prima.
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Il Torino spreca un’altra occasione per imprimere una svolta a questa sua travagliata stagione. Gli uomini di Novellino non giocano male ma pagano eccessivamente il cinismo di una Sampdoria apparsa tranquilla e vogliosa di divertirsi. Mattatori della giornata i soliti due, Pazzini e Cassano, autori di un gol a testa. Il secondo gol blucerchiato porta invece la firma di Sammarco. Inutile la rete di Rolando Bianchi che alla mezz’ora del primo tempo aveva accorciato le distanze replicando all’uno-due dei genovesi. (Video)
Novellino non potendo disporre di Rosina si affida all’estro di Gasbarroni per provare a scardinare la difesa avversaria, Rolando Bianchi è la punta di diamante dello schieramento granata. A centrocampo troviamo esperienza, qualità e quantità grazie a uomini come Dzemaili, Corini, Paolo Zanetti e Diana. Mazzarri si gode la partita dalla tribuna fumando una sigaretta dopo l’altra, al suo posto in panchina c’è Vittorio Russo balzato agli onori della cronaca dopo aver guidato la squadra in occasione della rotonda vittoria in Coppa Italia contro l’Inter.
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Aveva rilevato la panchina di Gianni De Biase speranzoso di far compiere il salto di qualità al “suo” Toro; perso per perso Urbano Cairo s’era affidato al ritorno di Walter Novellino per risollevare le sorti di una squadra abulica in zona gol, con mille amnesie difensive, fragile fuori casa e spesso inceppata anche tra le mura amiche. La cura ricostituente di Monzon non è stata di quelle portentose, ma a piccoli passi i granata avevano saputo dare importanti segnali di ripresa: 5 pareggi di fila, di cui 3 in trasferta (a Lecce, contro l’Inter e contro la Lazio), vittoria casalinga contro l’Udinese e ancora pari fuori (a Cagliari).
Poi qualcosa si è inceppato, Chievo e Bologna hanno fatto i loro punti, l’attacco è andato in bianco per 3 gare di fila e negli ultimi 180 minuti due sconfitte e zero punti: quella bruciante contro la Juve nel derby e l’ultima, patita ieri senza colpo ferire in quel di Bergamo, 2-0 dall’Atalanta firmato Sergio Floccari. La classifica ora è tornata a piangere: terz’ultimo posto a due lunghezze dal Bologna, prossima delicata sfida in casa contro lo Samp, quindi trasferta ancor più dura a Palermo. E da ieri si rincorrono clamorose voci: Novellino traballa, allertati già alcuni tecnici.
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L’Inter scappa? La Juve non molla, vince il derby della Mole e si tiene a 7 punti dalla capolista; niente di scontato, niente di facile, all’Olimpico di Torino c’è da sudare per i ragazzi di Ranieri, avversari di un Toro agguerrito e difficilissimo da domare. Ma i 14 anni che separano questa serata dall’ultima vittoria granata in una stracittadina torinese non sono un mero dato statistico; alla fine di 90 minuti tirati e a tratti anche belli, vince la Juve grazie a una incornata vincente di Chiellini, nella ripresa, abile a trafiggere l’ottimo Sereni sfruttando un cross di Nedved. Sono ancora 7 i punti che dividono i bianconeri dall’Inter, il Torino interrompe la striscia positiva e ingoia il boccone amaro, pur rimanendo consapevole del suo ottimo stato di forma. (Fotogallery - Video)
Ranieri stravolge l’undici iniziale, forse in vista della gara col Chelsea e deluso dal risultato coll’Inter: dentro Zebina, Poulsen, Giovinco, Salihamidzic, Iaquinta e Amauri, tra gli esclusi di lusso Sissoko, Nedved, Del Piero e Trezeguet. Novellino non tituba, Rosina e Stellone di punta, a Dzemaili e Corini le chiavi del centrocampo con Abate e Barone larghi, difesa non stratosferica ma accettabile, Sereni e Buffon i portieri. Non è un primo tempo per cui andare in fregole, ma in ogni modo le emozioni non mancano. Nella prima metà è il Torino a fare la gara, anche se deve ringraziare Sereni per la mega parata su Iaquinta dopo pochissimi minuti.
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Il divario tra le due squadre visto durante il derby di andata sembra, almeno sulla carta, diminuito per vari motivi. Il Torino ha ritrovato, grazie alla cura di Novellino, quel minimo di compattezza e accortezza tattica perduti durante la gestione De Biasi, mentre è assai probabile che la Juventus giocherà questa gara con un pizzico di distrazione provocata dall’imminente super sfida in Champions League, contro il Chelsea. Qualche preoccupazione per i tifosi juventini è sorta dopo il secondo tempo della semifinale di coppa Italia a Roma, contro la Lazio, in cui la squadra è apparsa un po’ troppo sulle gambe.
Il bilancio relativo ai 133 precedenti è favorevole ai bianconeri, che si sono aggiudicati la sfida 58 volte contro le 34 dei granata (41 sono stati i pareggi). Sarà il 66esimo derby giocato in casa dal Torino: nelle 65 precedenti partite il bilancio pende dalla parte dei bianconeri, con 24 vittorie dei contro 18 del Torino e 23 pareggi. Il bilancio complessivo delle reti segnate è decisamente favorevole alla Vecchia Signora, che nei 133 precedenti è andata a segno 199 volte contro le 143 del Torino. L’ultimo derby con il Toro squadra ospitante è datato 30/09/2007: vinse la Juventus con goal di Trezeguet al 94esimo.
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Non perde da sette partite e vuole infilare l’ottavo risultato utile consecutivo: non c’è che dire, Novellino ha rigenerato il Torino che ora si trova fuori dalla zona retrocessione. Ma il prossimo impegno è il più proibitivo della stagione, il sentito derby della Mole contro i cugini “odiati” della Juve; una gara che i granata giocheranno in casa, ma che in ogni modo storicamente non gli ha mai sorriso: su 181 confronti ufficiali ne hanno persi 72, l’ultima vittoria “casalinga” risale addirittura a 14 anni fa. Ma sabato sera si prospetta battaglia e se Novellino esprime bene il concetto (”Non mi importa sia una bella partita, voglio solo vincerla, anche rubacchiando“), Corini ribadisce il modo di pensare del clan torinista.
Con De Biasi non poteva dirsi un titolare inamovibile, col ritorno di Novellino, il regista numero 5 ha ritrovato sia il campo che i cartellini gialli; ben 39 anni ma ancora tanto entusiasmo, lui che tra l’altro è un ex. E proprio per i suoi trascorsi juventini azzarda parole non certo morbide: “E’ una partita di straordinaria intensità. Io l’ho giocata su entrambi i fronti, ma oggi sono orgoglioso di attenderla sulla sponda granata perché qui è davvero un’emozione speciale. La Juve prepara questa sfida con snobismo, quasi fosse una partita qualunque: però poi la teme parecchio, perché considera un disonore perderla“. E poi, come detto, getta un po’ di benzina sul fuoco: “Diciamocelo: gli unici derby che hanno vinto nell’era Cairo li hanno un po’ rubacchiati. Sarebbe ora, oltreché giusto, di ripagarli con la stessa moneta“.
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La giornata calma e il cielo sereno sul Sant’Elia probabilmente hanno influenzato la prestazione delle squadre apparse un po’ svogliate e sonnacchiose. Uno 0-0 che muove la classifica anche se non in maniera eclatante, il Cagliari ha perso un’ottima occasione per avvicinarsi sempre più al sogno Uefa non approfittando dei passi falsi di Palermo, Napoli e Atalanta e venendo agganciata dalla rinfrancata Lazio. Il Torino continua la sua lenta rincorsa verso la salvezza (sesto pareggio nelle ultime sette partite) ma appare prigioniero del suo gioco arido e con poca personalità.
Massimiliano Allegri privo di Fini, squalificato, riesce a recuperare l’influenzato Cossu, pedina sempre più importante dello scacchiere cagliaritano, e si affida alla solidità a centrocampo di Conti e Biondini, l’attacco è affidato ad Acquafresca e Matri. Walter Novellino con molti dei suoi in infermeria e con Gasbarroni non ancora in condizione ottimale si affida ad un centrocampo composto da Abate, Corini e Barone, in avanti spazio a Rosina con il compito di inventare per Rolando Bianchi, unica punta.
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Finisce 1-1 il primo anticipo di questa giornata, all’Olimpico la Lazio e il Torino si spartiscono la posta in palio segnando un gol per tempo. Il vantaggio granata arriva grazie alla prima rete stagionale di Abate che con un gran destro dalla distanza infila Muslera. Il pareggio biancoceleste arriva ad un quarto d’ora dalla fine grazie al difensore Siviglia che mette fine alla striscia di quattro sconfitte consecutive. Per Novellino arriva invece il quinto pareggio su cinque partite nel girone di ritorno, troppo poco per uscire dalla zona retrocessione. (Video)
Con Zarate squalificato Delio Rossi deve reinventare il tridente e lo fa piazzando Rocchi al centro dell’attacco con Pandev e Foggia a supporto, a centrocampo spazio a Dabo al posto di Ledesma infortunato. Nel Torino si rivede Corini nel vertice basso di centrocampo, sulle fasce ci sono Abate e Zanetti, il vertice alto è Dzemaili con il compito di dare una mano alla coppia d’attacco composta dal confermato Ventola e da Rosina.
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