
Il ct dell’Argentina ha aspettato fino all’ultimo istante disponibile prima di comunicare la lista dei 30 pre-convocati in vista di Sudafrica 2010. Diego Armando Maradona aveva dei dubbi da sciogliere, non a caso nel suo periodo da selezionatore ha convocato ben 108 giocatori diversi, e ha preferito prendersela comoda. Nella lista ufficiale non ci sono grandi sorprese, mancano alcuni nomi che forse avrebbero meritato maggior attenzione ma in fondo si tratta di esclusioni preventivate. Su tutte colpisce quella del capitano dell’Inter Javier Zanetti.
Oltre a Zanetti non è presente anche un altro dei giocatori simbolo per i nerazzurri e cioè Esteban Cambiasso, quest’ultimo però non era nell’orbita della nazionale da un po’ e non stupisce quindi la sua assenza. Riguardo al capitano interista invece nelle ultime ore erano circolate voci a proposito di una sua convocazione in extremis, stesso destino sarebbe toccato al blaugrana Gabriel Milito, entrambi però guarderanno il mondiale da casa. Tra gli attaccanti invece c’è Diego Milito, la sua stagione sensazionale ha convinto Maradona a concedergli una chance, anche se non è affatto sicuro che alla fine sarà tra i 23.
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Qualche emozione di troppo per i tifosi nerazzurri presenti sugli spalti di San Siro, ma alla fine tutto va come da copione: l’Inter batte il Chievo 4-3 e mette un’altra mezza ipoteca sullo scudetto, il prossimo definitivo ostacolo si chiama Siena al Franchi, una squadra già retrocessa ma che sicuramente non lascerà niente ai più quotati interisti. Match non bellissimo ma comunque ricco di gol (nelle ultime tre sfide al Meazza tra queste due compagini bene 20 i gol realizzati), con i clivensi che erano anche andati in vantaggio con un’autorete; ricambia il favore Mantovani, poi i padroni di casa dilagano con Cambiasso, Milito e, nella ripresa, Balotelli. Sembra fatta ma prima Granoche, poi Pellissier fanno venire i brividi a Mourinho e soci, anche se alla fine l’Inter riesce a vincere senza troppi patemi (Tabellino Inter - Chievo 4-3).
C’è il pubblico della grandi occasioni nell’impianto meneghino, se la Roma stecca e l’Inter fa il suo dovere è tricolore; non parte però benissimo il pomeriggio nerazzurro, perché i padroni di casa dopo poco si ritrovano sotto di una rete: punizione dalla destra, sfortunata deviazione nella propria porta di Thiago Motta e Julio Cesar battuto. Appena sessanta secondi dopo è subito parità; ancora un’autorete, a siglarla è Mantovani che infila Sorrentino dopo un cross velenoso di Eto’o. L’Inter spinge, il Chievo controlla ma non impensierisce la retroguardia avversaria, così c’è solo da attendere e vedere quanto la corazzata di José Mourinho tornerà in vantaggio: è il 34° quando Maicon effettua un lungo traversone, Cambiasso al volo sigla la rete del sorpasso. E sono tre pochi minuti dopo quando Milito si inventa l’ennesimo grande gol con un palombella dal limite che, con l’aiuto di una leggera deviazione clivense, batte ancora Sorrentino.
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Giampaolo Montali, dirigente della Roma, non ha digerito la vittoria dell’Inter a Roma che fa diminuire ulteriormente i sogni di scudetto perr i giallorossi. Non è chiaro il riferimento dell’ex allenatore della nazionale italiana di pallavolo, se nei confronti del pubblico dell’Olimpico o nei riguardi di un presunto andamento anomalo (tutto da verificare) della partita. Più probabile la prima ipotesi perché Montali “assolve” l’Inter, ma utilizza parole forti parlando addirittura di sconfitta dello sport: “Mai pensavo che i miei occhi potessero vedere quello che hanno visto stasera, mai, almeno, lo immaginavo prima di questa partita. Credo che anche l’Inter e il suo allenatore questa sera siano stati in palese imbarazzo. L’Inter non c’entra, oggi credo che non abbia perso solo la Lazio ma ha perso lo sport e in particolare il nostro calcio”.






Come previsto, vittoria piuttosto agevole per l’Inter nella trasferta romana contro una Lazio, ormai praticamente salva dopo il pari di questo pomeriggio tra Atalanta e Bologna. Per i nerazzurri, ormai vicinissimi alla conquista del titolo, un gol per tempo con Samuel e Thiago Motta; avversari, molto arrendevoli per tutta la durata dell’incontro, con al loro attivo solo un paio di occasioni nel primo tempo, in uno stadio che come nel “maledetto” 5 maggio di otto anni fa era tutto schierato, in maniera piuttosto surreale, dalla parte degli uomini di Mourinho.
Già nei primi dieci minuti, l’andamento della sfida è chiaro, con tre occasioni per gli ospiti fallite da Eto’o, Thiago Motta e Sneijder. I biancocelesti ci provano poi con Floccari e Kolarov, ma è sempre Muslera che deve fare gli straordinari, neutralizzando in meno di un minuto le conclusioni tentate sempre dal centrocampista brasiliano ex Genoa e dall’attaccante camerunense. La Lazio non esce quasi mai dalla sua area e nei minuti di recupero della prima frazione subisce il gol di Samuel, che insacca di testa, scatenando l’entusiamo dei sostenitori di entrambe le squadre.
Classica partita da prima della classe in un uggioso pomeriggio al Meazza: l’Inter vince senza troppi complimenti prendendo a pallonate il Bologna la cui tattica ultra difensiva, che ha fatto guadagnare al suo tecnico Franco Colomba addirittura il prolungamento del contratto, non è servita a nulla. Anzi, se non fosse stato per Emiliano Viviano che ha compiuto dei veri e propri miracoli il risultato sarebbe stato ancora più rotondo: tant’è, il 3-0 è un risultato di tutto rispetto, anche e soprattutto leggendo il nome dei marcatori. Doppietta di Thiago Motta, il brasiliano non timbrava il cartellino in campionato dal 29 agosto nel derby contro il Milan, e rete del momentaneo 2-0 di Mario Balotelli, abile a sfruttare un assist da urlo di Milito (Tabellino Inter - Bologna 3-0).
Praticamente otto difensori per i felsinei, l’Inter risponde con un tridente orfano di Eto’o e Sneijder, ma col reintegrato, e vogliosissimo, Balotelli. Tra i nerazzurri non c’è Zanetti, out dopo più di 130 partite consecutive in campionato, al suo posto si rivede Santon. All’inizio, nelle primissime battute, gli ospiti paiono poter fare uno scherzetto ai ben più quotati avversari di casa, Adailton si muove tra le linee bene (e colpisce un legno su calcio da fermo) e Di Vaio cerca contropiede e profondità; nel momento in cui l’Inter prende però il pallino del gioco, allora per gli emiliani è notte fonda. Inizia un tutti contro Viviano, che si esalta e dimostra di essere un portiere molto molto bravo; Milito e Balotelli dialogano alla grande, ma quando il palo, quando l’estremo difensore avversario, quando l’imprecisione, il risultato non si sblocca.
Non salta di gioia Josè Mourinho per la vittoria striminzita appena ottenuta ai danni del CSKA Mosca. Il portoghese lascia intendere, però, che di fronte ai nerazzurri l’ostacolo non appare certamente insormontabile, nonostante il vantaggio minimo in vista della sfida di ritorno. Una sensazione confortante accentuata anche da un altro elemento: al CSKA mancheranno sicuramente due pedine titolari (Krasic e Aldonin). Queste le parole di Mourinho a fine partita:
Avevo detto che sarebbe stata una partita difficile e il primo tempo mi ha dato ragione. Il CSKA ha giocato con molti uomini dietro la linea della palla e ha difeso con grande attenzione. Nel primo tempo non abbiamo giocato al meglio, poi nella ripresa è arrivato il gol e la partita è cambiata. Abbiamo costruito molte ocacsioni e credo che se la partita fosse finita 3-0 non ci sarebbe stato nulla da ridire. Le cose non sono andate così, ma abbiamo comunque portato a casa l’1-0, che è un risultato importante.1-0 and that is an important result. Ora abbiamo un piccolo margine, ma a Mosca sarà dura lo stesso. Il CSKA è una squadra migliore di quella vista in campo questa sera, lo ha dimostrato contro il Siviglia. In ogni caso siamo fiduciosi, perché abbiamo mostrato di saper giocare a calcio. Abbiamo vinto in casa e a Mosca potrebbe bastare un gol per ottenere la qualificazione, in più recupereremo Lucio e Thiago Motta.



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CSKA Mosca - Inter Live - 6 Aprile 2010 - La cronaca in Diretta della Champions League
IL TABELLINO:
INTER-CSKA MOSCA 1-0
RETI: 65′ Milito
INTER (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Materazzi, Samuel, J.Zanetti; Stankovic, Cambiasso; Eto’o, Sneijder, Pandev (93′ Mariga); Milito. A disposizione: Toldo, Cordoba, Chivu, Muntari, Quaresma, Arnautovic. All.: Mourinho.
CSKA MOSCA (4-2-3-1): Akinfeev; V.Berezutski, A.Berezutski, Ignashevich, Schennikov; Aldonin (75′ Rahimic), Semberas; Krasic, Honda (62′ Dzagoev), Mamaev (71′ Gonzalez); Necid. A disposizione: Chepchugov, Nababkin, Odiah, Guilherme,. All.: Slutsky.
ARBITRO: Howard Webb (ING)
NOTE: ammonito Materazzi, Aldonin, Krasic Rec.: 2′ pt, 3′ st
Dal possibile sorpasso milanista all’allungo che potrebbe rivelarsi decisivo: l’Inter approfitta del passo falso del Milan in quel di Parma e porta nuovamente a quattro le lunghezze di distanza dalle inseguitrici; probabilmente la sfida di sabato prossimo contro la Roma all’Olimpico riaprirà il campionato o ne metterà definitivamente la parola fine. Contro il Livorno è apparso tutto facile: risultato rotondo, classico testacoda finito come da pronostico e tre punti messi in saccoccia senza troppi complimenti. In rete un redivivo Samuel Eto’o, finalmente in doppia cifra in Serie A, e ciliegina sulla torta per Maicon, autore di una prestazione più che sufficiente dopo varie prove opache.
Fa turn-over Mourinho che schiera una coppia difensiva quasi inedita con Materazzi e Cordoba, ridà fiducia a un Chivu munito di casco e a gran sorpresa piazza Quaresma in avanti; Cosmi se la gioca ma mette Lucarelli in panca dando una chance a Danilevicius supportato da Di Gennaro e facendo esordire l’austriaco Prutsch. Non un gran match al Meazza nelle prime battute, l’Inter è svogliata e il Livorno non pare approfittarne; Julio Cesar ha il suo da fare per sventare i ficcanti assalti ospiti, ma il brasiliano se la cava con la classe usuale che lo contraddistingue. Anche Quaresma è caldo, ma Rubinho non si lascia intimorire e risponde al portoghese con un volo sul suo palo. Poi accende la luce Thiago Motta, Eto’o è vigile e per i labronici è notte fonda.
Le Foto di Inter - Livorno 3-0
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Le genovesi non segnano a San Siro contro l’Inter, ma neanche subiscono: terzo 0-0 in quattro partite per i nerazzurri, così come la Samp qualche sabato fa, anche il Genoa esce imbattuto dall’impianto milanese strappando un prezioso punto alla corazzata di Mourinho. Partita per niente bella, contraddistinta dall’abulia interista e dalla poca voglia di credere davvero nella vittoria da parte degli ospiti; ne esce fuori uno spot per la noia fino a dieci minuti dalla fine, quando i padroni di casa, complici anche le solite sostituzioni a trazione anteriore del portoghese, hanno creato l’assalto finale (non facendo comunque lavorare molto Amelia). Migliore in campo Salvatore Bocchetti: il difensore genoano che in questa stagione non sta brillando particolarmente, è stato praticamente perfetto, annullando il grande ex Milito. Gasperini conosce bene l’argentino, il bomber dell’Inter non ha avuto vita facile (Tabellino e pagelle di Inter - Genoa 0-0 - Le foto di Inter - Genoa 0-0).
E’ un’Inter che lascia attoniti quella che si presenta sul freddo terreno di gioco del Meazza: ha motivazioni e nomi per cercare di infilzare quanto prima la banda di Gasperini ma, di fatto, non lo fa. Nei primi quarantacinque minuti di partita tira verso la porta di Amelia una sola volta, e succede al 40° quando da distanza siderale Stankovic cerca di sorprendere il portiere avversario: parata facile sul suo tiro in fin dei conti centrale. Balotelli è svogliato, Muntari sbaglia tutti i palloni che tocca e anche Sneijder e Milito (garanzie assolute) latitano. E il Genoa? Non ha fatto di meglio per sciogliere gli infreddoliti cuori dei tanti tifosi giunti dalla Liguria: partita ordinata in difesa, buon pressing e sprazzi di gioco sulle fasce, ma Suazo è un’ombra e Sculli non è al meglio. Anche gli ospiti arrivano alla conclusione una sola volta: è Mesto a metter paura a Julio Cesar, il bolide del laterale genoano è però preda dell’impeccabile portiere brasiliano.
Le migliori foto di Inter-Genoa 0-0




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Campionato riaperto? I sei punti rosicchiati in appena tre giornate dalla Roma di Ranieri all’Inter inducevano a pensare di sì; cinque le lunghezze che dividono giallorossi e nerazzurri, potenzialmente una in meno quelle che invece distanziano il Milan all’undici di Mourinho. Numeri che fanno ben sperare l’Italia calcistica non interista. Ma oggi il famoso Giudice Sportivo Giampaolo Tosel ha confermato i timori del popolo interista e i sogni dei cuginastri e dei capitolini: la Beneamata dovrà fare a meno del suo condottiero, l’allenatore José Mourinho, per ben tre turni. Siederà sulla panchina dell’Inter lo Special Two, cioè il vice Beppe Baresi: nelle due trasferte a Udine e Catania e nell’impegno casalingo contro il Genoa.
Quarantamila euro di multa e la squalifica per tre turni così giustificati da Tosel: “Per avere, nel corso della gara contestato ripetutamente l’operato arbitrale con atteggiamenti plateali, in particolare mimando, al 35° del primo tempo ed al 10° del secondo tempo, “le manette”, con i polsi incrociati e le braccia rivolte verso il pubblico e verso le telecamere presenti ai bordi del campo; per avere inoltre, nell’intervallo, nel sottopassaggio che adduce agli spogliatoi, rivolto all’Arbitro ed agli Assistenti espressioni ingiuriose; per avere, infine, nel corso della gara, contestato ripetutamente la presenza dei collaboratori della Procura federale, collocatisi nei pressi delle panchine di entrambe le squadre; infrazioni rilevate dai collaboratori della Procura federale; con recidiva specifica reiterata“. Ma non è tutto.







