
Un punto a testa, tutto sommato giusto così: finisce a reti bianche il posticipo della prima giornata di ritorno, una gara non bellissima ma comunque godibile tra il Napoli della super striscia positiva (con stasera sono 13 le partite senza sconfitte per i partenopei in campionato) e il Palermo rinvigorito dalla cura Delio Rossi. Due squadre vive, che stanno bene fisicamente, con elementi di gran pregio e che di certo se la giocheranno fino alla fine per un posto in Europa; i migliori in campo i due portieri, con De Sanctis finalmente decisivo come i tempi belli di Udine, e Sirigu che conferma splendide qualità intuite da Zenga e non messe in discussione dal nuovo allenatore (Tabellino di Napoli-Palermo 0-0 - Foto di Napoli-Palermo 0-0).
Lavezzi e Liverani, due assenze di peso per le due formazioni: l’argentino è l’uomo delle ripartenze, peperino che si intrufola nello spazio e scardina le difesa con la velocità, il regista romano è invece il metronomo dei rosanero, fosforo e piedi buoni in mezzo al campo al servizio dei corridori siciliani. Nocerino e Migliaccio, a onor del vero, hanno offerto una buona prova anche sul piano tecnico per il centrocampo degli ospiti, così come può dirsi positiva la prestazione di Denis che nel primo tempo ha spesso messo in difficoltà la retroguardia avversaria. Buono il ritmo sin dall’inizio, il Napoli è più pericoloso con Hamsik, Gargano e Denis, ma Sirigu è spettacolare soprattutto sulla punizione dell’uruguaiano. Ma l’episodio clou della prima frazione è il rigore.




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Dilaga la oltremanica la “moda” dei tecnici italiani. Qualche giorno fa Nevio Scala ad ammettere l’esistenza di qualche contatto indiretto con la Federazione Scozzese:
“Io ho ricevuto qualche messaggio, però non ho avuto contatti diretti con la Federazione. Ho sempre detto che la Scozia è una Nazione che amo moltissimo, per tanti motivi. Sono stato in procinto di allenarla prima dell’avvento di Berti Vogts, eravamo in ballottaggio io e lui e poi scelsero il tedesco, forse perché era più appoggiato politicamente. Comunque questa è una cosa che mi fa un grande, grandissimo piacere. Qualche ‘vocina’ per vie traverse è arrivata, però nessun contatto ufficiale. La scuola di Coverciano è importante, poi non tutti i tecnici italiani sono bravi. Molto probabilmente il fatto che Capello stia facendo molto bene in Inghilterra e che Trapattoni sia arrivato ad un passo dal Mondiale con l’Irlanda, ha indotto la Scozia a pensare a Nevio Scala, un tecnico sulla scia degli altri due”
Ma la scuola di Coverciano non finisce di ammaliare tanto che il britannico Daily Mail ha caldeggiato la nomina di Walter Zenga, recentemente allontanato dal Palermo di Zamparini, per la panchina della Scozia. La testata inglese ha inoltre specificato che l’80% dei candidati non è di nazionalità scozzese. Zenga ne è onorato:



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Il destino li ha idealmente uniti, Alberto Malesani e Delio Rossi, entrambi allenatori ripescati nella girandola degli esoneri proprio lo stesso giorno. Il primo si è ritrovato sulla panchina del Siena, la più complicata da gestire al momento vista la gravissima situazione di classifica, il secondo si è accasato al Palermo, la più complicata tenendo conto del presidente con il quale avrà a che fare. Entrambi sperano di trovare un rilancio in queste nuove esperienze, Malesani dopo oltre un anno di inattività, Rossi dopo la chiusura della lunga esperienza sulla panchina della Lazio.
Maurizio Zamparini, sempre lui, si è confermato ancora una volta “mangiallenatori” anche con quel Walter Zenga sbarcato in Sicilia con bellicose intenzioni (come dimenticare il suo imperativo: “mentalizziamoci per vincere lo scudetto”). Ora Rossi avrà il suo bel da fare a gestire il caratterino dell’imprenditore veneto, intanto mostra un po’ d’ottimismo “d’ufficio”. Quanto durerà è difficile saperlo.
Ascolterò il presidente anche perché sarà sempre lui ad avere l’ultima parola ma sono stato chiamato per prendere decisioni e lo farò in autonomia. Il presidente ancora non lo conosco, ci ho parlato un po’ mi sembra una persona entusiasta e molto innamorata della sua squadra. Sarò valutato in base ai risultati e sul gioco. Sono venuto qui con la mia professionalità. Penso solo a lavorare. Non sono il tipo che non va a fare il suo mestiere solo perché il presidente ha la fama di “mangiallenatori”. Sulle possibilità del Palermo per dare le valutazioni li devo vedere allenare questi ragazzi. Il presidente non mi ha chiesto niente di particolare, mi ha detto solo di dare un’anima a questa squadra ed è quello che cercherò di fare. Sosterrò i miei giocatori, soprattutto i giovani e spero che il pubblico faccia lo stesso. Ho avuto una decina di offerte e le ho declinate perchè non sentivo la stessa passione che ho percepito qui. Mi deve scattare dentro qualcosa per accettare una proposta. Spero di essere all’altezza del aspettative della città e del presidente. Di sicuro non ho la bacchetta magica, ma credo in tre cose: lavoro, lavoro, lavoro.
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Dopo l’esonero di Zenga arrivato in mattinata, nel pomeriggio il cambio allenatore è diventato realtà anche a Siena, dura poche settimane l’esperienza sulla panchina della Robur di Marco Baroni. Per lui è stata fatale la sconfitta casalinga contro l’Atalanta, la dura contestazione dei tifosi toscani a fine partita ha convinto la società a provare a dare l’ennesimo scossone all’ambiente. Il nuovo allenatore, secondo quanto dichiarato da Sky Sport 24, sarà Alberto Malesani che non allena una squadra dal 31 marzo del 2008 quando è stato esonerato dall’Empoli.
Il tecnico di San Michele Extra, un quartiere di Verona, ha incontrato nel pomeriggio a Roma il presidente del Siena Giovanni Lombardi Stronati. Il contratto sottoscritto lo legherà ai bianconeri fino al prossimo giugno con un opzione sul prossimo anno in caso di salvezza. L’obiettivo non sarà semplice da raggiungere, il Siena è ultimo in classifica con soli sei punti, mercoledì giocheranno in Coppa Italia contro il Novara, ma Malesani inizierà la sua avventura soltanto domenica prossima in occasione della difficile sfida contro il Bari.
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È finita l’avventura di Walter Zenga sulla panchina del Palermo, la sua posizione era già a rischio dopo la sconfitta contro il Bologna prima della sosta per le nazionali, il pareggio interno nel derby con il Catania non è piaciuto a Maurizio Zamparini che già ieri aveva fatto capire che la notte sarebbe stata decisiva per la sorte della sua squadra. Così l’ex portiere della nazionale resta a piedi, gli era già successo ai tempi della Dinamo Bucarest anche se il quel caso fu lui a rassegnare le dimissioni dopo una serie di risultati non proprio esaltanti.
Tramonta così, dopo pochi mesi, l’era Zenga in rosanero, pensare che in estate il neo allenatore, reduce dall’avventura positiva di Catania parlava addirittura di scudetto per la sua nuova squadra. L’esonero è stato comunicato dalla stessa società attraverso uno scarso comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale del Palermo nel quale si legge: “La U. S. Città di Palermo comunica di aver sollevato dall’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra il Sig. Walter Zenga. La società ringrazia Zenga per l’impegno profuso e gli augura le migliori fortune”.




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Ai box da cinque mesi, possibile che nessuno pensi a Delio Rossi per affidargli una panchina? Il suo curriculum parla chiara, il trainer romagnolo è uno che ci sa fare: i quattro anni di Lazio hanno fruttato una qualificazione in Champions e una Coppa Italia. Ma anche le ottime esperienze a Salerno, a Lecce e a Bergamo sono biglietti da visita niente male. E allora? La realtà è che il più famoso dei “discepoli di Zeman” aspetta senza fretta la chiamata giusta; almeno questo è quanto ha detto ai microfoni della Rai durante un’intervista del Tg3 regionale del Lazio.
“Se avessi voluto, dopo l’esperienza biancoceleste, qualcosa di buono l’avrei trovato già in estate ma la verità è che sono alla ricerca di un progetto davvero interessante o di una squadra che mi possa intrigare al punto da tornare subito, anche in corsa” ha riferito il riminese che era stato accostato insistentemente a Napoli e Palermo. La squadra partenopea ha risolto i dissapori con Donadoni, chiamando al suo posto Mazzarri; che sia la società rosanero del vulcanico presidente Maurizio Zamparini la sua prossima squadra? D’altra parte che Zenga sia in bilico, è risaputo.
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Il Cluj, squadra rumena che l’anno scorso fece anche il suo esordio in Champions League (battendo tra l’altro la Roma all’Olimpico), nonostante sia prima in classifica nel campionato nazionale con 25 punti in 13 incontri, ha deciso di sollevare dall’incarico il proprio allenatore, il portoghese Antonio Oliveira. Domani alle 12 e 30 verrà presentato, nella città della Transilvania, il suo sostituto che il presidente del club ha assicurato avere un nome italiano: è Andrea Mandorlini, ex giocatore dell’Inter che da allenatore ha fatto esperienza in Serie A con Atalanta e Siena e che l’anno passato ha ben condotto il Sassuolo nel suo primo campionato di Serie B.
Manca l’ufficialità circa il suo nome, ma Iuliu Muresan ha confermato che a guidare la sua squadra sarà l’italiano. D’altra parte il connubio tra tecnici del nostro Paese e il Cluj è qualcosa di consolidato: prima di Mandorlini, i granata sono stati allenati da Cristiano Bergodi e Maurizio Trombetta. L’ormai ex allenatore della squadra, Oliveira per l’appunto, era arrivato ad aprile e dopo poco più di sei mesi ha rescisso consensualmente il contratto per divergenze con i dirigenti. Ora tocca a Mandorlini che esordirà già mercoledì in una gara di coppa di Lega, mentre domani dovrebbe conoscere i suoi giocatori e dirigere il primo allenamento.
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“E’ stata una partita pessima, ho visto una squadra senza mordente e messa male in campo. Sono molto preoccupato. Sto analizzando tutta la situazione per vedere se riusciamo ad individuare quello che non va, se la squadra o il ‘manico’” disamina dura quella di Maurizio Zamparini, parole pronunciate come di consueto dopo una sconfitta del suo Palermo. Al patron rosanero non è piaciuto per niente l’atteggiamento dei suoi contro il Bologna domenica scorsa, un’evenienza che comunque accompagna il Palermo da un paio di stagioni, una serie di alti e bassi che evidentemente cruccia e non poco il presidente. Quale il problema? Zamparini si innamora e si disamora dei suoi allenatori in batter di ciglia (e dopo una sconfitta di troppo), non è da escludere che il sassolino nella scarpa si chiami proprio Walter Zenga.
Fra dieci giorni chi non si gusterà la partitissima del Barbera tra padroni di casa e Catania? Sarà un derby dai mille spunti di riflessione, con l’ex Uomo Ragno che in un sol botto affronta il proprio passato e schiarisce un po’ la sua situazione presente. Si vocifera infatti che la partita contro gli etnei farà capire se il matrimonio Z-Z potrà continuare o meno; certo, queste sono voci, poi arrivano le smentite ufficiali: Sabatini, ds palermitano, smentisce categoricamente uno Zenga sulla graticola, Zamparini idem e nega contatti con Delio Rossi. Men che meno con Zdenek Zeman, suo pallino di vecchia data. Ma la filosofia dell’ex numero uno del Venezia è sostanzialmente questa: i giocatori prima di tutto, se non vanno il problema è dell’allenatore.
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I due tecnici di Inter e Palermo, non è un mistero, si stimano e sono amici. Così a fine gara piovono complimenti reciproci fra Walter Zenga e José Mourinho . Tutto molto bello, una bella serata con tanti gol, i tre punti ai nerazzurri e il rilancio dell’affascinante ipotesi che alla fine del ciclo dello Special One sulla panchina dell’Inter sia proprio l’ex portiere a prendere la guida di quella che è la sua squadra del cuore e la sua massima aspirazione per la carriera da tecnico. Mourinho, scherzando, l’aveva detto in conferenza stampa: “Se vuole sostituirmi in futuro ci deve far vincere“, è stato accontentato. Da questo punto di vista non si può proprio lamentare, Zenga nemmeno a Catania era riuscito a togliere punti all’Inter, ma stavolta gli ha fatto prendere un bello spavento.
Questa l’analisi del portoghese sulla gara:
Ero un po’ arrabbiato, ma anche preoccupato perchè una partita già finita si era riaperta. Devo fare i complimenti al Palermo e a Zenga che nella ripresa sotto 4-0 non si sono chiusi ma hanno pensato che c’era ancora una partita da giocare. Certo non sono contento di aver incassato tre gol, ma sì di aver preso i tre punti e di averlo fatto con uno spettacolare 5-3. Santon era deluso per un match infelice. Sono con lui, non sta vivendo un periodo facile, mi dice di non essere tranquillo. Non è un dramma, non è un problema, domani tornerà a lavorare e passerà tutto.
Sul “Caso Santon“, uscito in lacrime dal campo dopo un brutto secondo tempo nel quale c’è da dire non è stato aiutato nemmeno da Samuel e Cordoba, apparsi in ritardo su tutti i gol del Palermo, torna anche il terzino brasiliano Maicon. Il laterale è polemico nei confronti del pubblico di San Siro e dedica a se stesso e ai compagni la vittoria, non certo una dichiarazione conciliante per lo schizzinoso pubblico interista. Queste le sue parole:
I tifosi non ci sono stati vicini quando abbiamo incassato tre gol. La vittoria non è per i tifosi, è per noi che abbiamo giocato. Comunque non puoi prendere tre gol, dobbiamo lavorare perché cose così non devono succedere. Santon era da tempo che non giocava, è entrato a freddo, è stato un po’ complicato.
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Cronaca Inter - Palermo 5-3. Fotogallery Inter - Palermo 5-3.