
Le foto della nottata brava di Wayne Rooney hanno letteralmente fatto infuriare Alex Ferguson. L’attaccante del Manchester United e della nazionale inglese è stato pizzicato dal tabloid Sun nel corso di una serata spesa in giro nella città in compagnia della moglie e di alcuni suoi amici. Il giocatore è stato immortalato nell’atto di espletare alcuni bisogni fisiologici all’aria aperta e mentre fumava all’esterno di un locale una sigaretta con altre persone.
Questi episodi risalgono alla notte tra sabato e domenica, secondo alcuni testimoni il calciatore avrebbe cominciato la serata in un lussuoso ristorante cinese in compagnia della moglie. Poi si è recato al Panacea, uno dei club più trendy di Manchester dove ha fatto baldoria per tutta la notte ballando sui tavoli con gli amici e pagando un contro di 250 sterline per una bottiglia magnum di Vodka. Il divertimento sarebbe proseguito fino alle prime luci dell’alba di domenica, tra sigarette e cori da stadio intonati a squarciagola.
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Classe 1991, nato da genitori reggini, cresciuto nel brindisino ed emigrato poi a Roma per giocare con i baby della Lazio, Federico Macheda non ancora 16enne fu avvicinato dal Manchester United, che lo strappò all’Italia e a Lotito: 65mila sterline all’anno per un adolescente, studi trasferiti in Inghilterra e genitori al seguito, aveva inizio l’avventura di Macheda in terra d’Albione. Poi nell’aprile del 2009, non ancora 18enne, esordisce contro l’Aston Villa e siglà sulla sirena il gol del 3-2, e che gol! Da allora tutto il mondo ha conosciuto questo giovanotto, che l’anno scorso però ha visto il campo meno di quanto ci si aspettasse: tra tutte le competizioni, 10 apparizioni e un gol.
Orfani momentaneamente di Wayne Rooney nella tournee americana, i Red Devils si stanno affidando alla giovanissima coppia Macheda - Hernandez e a Houston il primo ha segnato una doppietta, il messicano un solo gol. Si giocava l’amichevole tra una selezione locale All Star e il prestigioso club inglese, risultato definitivo 5-2. E alla fine della partita Sir Alex Ferguson ne ha approfittato per rinnovare gli elogi al giovanissimo italiano e al suo collega messicano: “Sono due ragazzi di cui avremo bisogno, Welbeck e Diouf potrebbero essere ceduti in prestito ma Macheda e Hernandez li voglio qui, su questo non intendo discutere“.
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Finalmente questo pomeriggio abbiamo assistito a uno spettacolo degno di questo nome: l’affascinante sfida tra Germania e Inghilterra ha appassionato milioni di tifosi sparsi per tutto il globo, un match vibrante giocato a ritmi molto alti, una girandola di emozioni che alla fine ha decretato i tedeschi come vincitori indiscussi, un 4-1 pesantissimo che significa fallimento per gli inglesi guidati da Fabio Capello. I britannici non subivano quattro gol in una fase finale dei Mondiali dal lontano 1954, quando il poker riuscì all’Uruguay in terra elvetica; e ancora il 1954 ritorna parlando invece della Germania: questa incredibile Selezione è l’unica squadra che da 56 anni a questa parte raggiunge, in ogni singolo Mondiale, i quarti di finale.
La capacità teutonica di rialzarsi a ogni minimo cedimento ha origini profonde, radici che anche la Storia ha saputo mettere in evidenza: è un popolo, quello tedesco, che guarda sempre avanti, organizzato e preciso, e come seppe risorgere dopo i due fallimenti delle Guerre Mondiali, così, anche nel calcio, è stato in grado di ringiovanirsi quando tutti pensavano che la magica nidiata degli anni ‘90 non avrebbe avuto eredi degni già nel terzo millennio. E invece ecco che compare un Miroslav Klose, trait d’union generazionale, un attaccante capace di segnare ben dodici gol nei suoi tre Mondiali giocati, quarto giocatore di tutti i tempi a raggiungere questa cifra in coabitazione nientepopodimenoche con Pelè.
Le Foto di Germania - Inghilterra 4-1








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Finisce con una durissima sconfitta il sogno mondiale dell’Inghilterra di Fabio Capello, la Germania si impone per 4-1 dando una notevole dimostrazione di forza. Il risultato è forse troppo severo per gli inglesi che non hanno giocato una partita terribile, sotto di due gol dopo appena 32 minuti, di Klose e Podolski le reti, hanno reagito bene e accorciato le distanze con Upson. Due minuti un episodio che farà molto discutere, un tiro di Lampard rimbalza sulla traversa e poi chiaramente in porta, ma l’arbitro, l’uruguayano Larrionda, non assegna il gol tra le proteste generali. Nel secondo tempo, con l’Inghilterra protesa in avanti per tentare la rimonta, due gol in tre minuti di Thomas Muller hanno chiuso la partita e consegnato i quarti di finale alla Germania.
La Germania fin dai primi minuti ha messo in mostra le sue doti migliori come la velocità, la fantasia delle trame offensive, l’esplosività dei suoi ragazzini terribili. La squadra di Fabio Capello non riesce ad arginare l’ardore dell’avversario e sbanda clamorosamente in difesa. Non sorprende quindi che dopo venti minuti Klose realizzi il gol dell’1-0, l’attaccante, lanciato direttamente dal portiere Neuer, si fa beffe di Upson e supera James. Gli inglesi sono tramortiti e continuano a concedere troppo, il raddoppio sembra essere questione di minuti e infatti puntuale arriva al 32′: ancora un azione bellissima, Muller vede Podolski in area e infila il pallone sotto le gambe del portiere inglese.
Le Foto di Germania - Inghilterra 4-1









Novanta minuti di passione per conquistare i tanto agognati ottavi di finale, alla fine però l’Inghilterra di Fabio Capello riesce a centrare l’obiettivo. Gli inglesi battono di misura la Slovenia grazie ad un gol di Jermain Defoe al 23′, nel corso della partita provano a legittimare il risultato senza però riuscirvi. Sfortunato Wayne Rooney nella ripresa quando vede una sua conclusione stamparsi sul palo, l’Inghilterra può anche lamentare un gol annullato allo stesso Defoe ma la posizione di fuorigioco contestata a Rooney sembra esserci. La Slovenia ha provato a raddrizzare la partita, riuscendo anche in alcuni casi a far spaventare l’avversario, ma il gol non è arrivato. A partita finita arriva anche la doccia fredda della vittoria degli USA contro l’Algeria grazie ad un gol di Landon Donovan nei minuti di recupero, per gli sloveni significa la fine del sogno mondiale.
Fabio Capello si affida al fidato 4-4-2 per questo delicato incontro da dentro o fuori con Defoe a fianco di Rooney, tra i pali confermato l’esperto David James. I primi minuti degli inglesi sono caratterizzati dalla paura, la squadra sembra non riuscire ad affondare il colpo, col passate del tempo però cresce il ritmo e la pressione sulla difesa slovena. Il risultatosi sblocca al 23′ quando James Milner mette in area piccola un preciso cross sul quale arriva prima di tutti Defoe. Nei minuti successivi, sull’onda dell’entusiasmo, la nazionale dei Tre Leoni potrebbe raddoppiare prima con Lampard, il centrocampista del Chelsea spara alto, poi con Defoe e Gerrard, ma Handanovic compie un doppio miracolo che consente ai suoi di tornare negli spogliatoi con il minimo scarto.
Le foto di Slovenia - Inghilterra 0-1




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Nessun progresso rispetto alla gara contro gli USA, anzi, solo passi indietro. All’Inghilterra di Fabio Capello ora sarà necessario battere la Slovenia per agguantare la qualificazione. E’ una squadra che si era presentata ai mondiali accompagnata dalla fiducia dei suoi sostenitori e della critica internazionale perché il lavoro e i risultati di Capello nel girone eliminatorio, sembravano un biglietto da visita di tutto rispetto. Contro i non irresistibili algerini gli inglesi non si sono quasi mai resi pericolosi mostrando confusionarie e lente trame di gioco mai pericolose e pungenti.
Più di una volta Rooney è stato costretto a tornare nella sua metà campo per recuperare palloni giocabili, mentre l’Algeria ha gestito con una certa tranquillità gli sterili attacchi inglesi (da non disprezzare i tre difensori Bougherra, Yahia e Hallice). Ora la situazione si fa complicata nel girone: l’Inghilterra deve battere gli sloveni per assicurarsi la qualificazione, ma con questo risultato non è scontato il primo posto, perchè anche gli USA hanno la possibilità di volare agli ottavi battendo l’Algeria. Calcoli che diventano cervellotici e assolutamente ipotetici in questo momento.




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Ieri sera prima del calcio di inizio della partita tra Brasile e Corea del Nord, durante l’inno degli asiatici il numero nove Jong Tae-Se è scoppiato in lacrime: una scena molto toccante, che sottende a un orgoglio verso la Repubblica di Pyongyang con pochi eguali. La sua è una storia di quelle che va sopra le righe, un puntino colorato in mezzo a una serie di giocatori sconosciuti figli di un regime da cui non trapela nulla, neanche le informazioni su calciatori e allenatori. E’ presto raccontata, senza troppi giri di parole: Tae-Se nasce in Giappone 26 anni fa da genitori sudcoreani ma profondamente legati alla Corea del Nord tanto che iscrivono il pargolo a una scuola nordcoreana di stanza in Giappone.
Lì muove i primi passi come calciatore e soprattutto inizia a nutrire un forte amore verso Pyongyang e la sua gente. Finita la scuola si iscrive alla Korea University di Tokyo, un ateneo privato finanziato dal governo nordcoreano; a quel punto si sente pronto per diventare cittadino della Corea del Nord a tutti gli effetti e dalle istituzioni giapponesi non trova resistenza. Tante invece sono quelle provenienti da Seoul, ma la Chongryon (Associazione Generale dei Coreani residenti in Giappone) prende a cuore il caso del ragazzo e di fatto gli procura l’agognato passaporto. Esordio il 19 giugno 2007 con la maglia rossa della sua Nazionale e subito poker contro la Mongolia.
Le immagini di Jong Tae-Se, in lacrime durante l’inno della Corea del Nord





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E’ un mezzo passo falso quello dell’Inghilterra all’esordio del mondiale sudafricano. La nazionale allenata da Fabio Capello inizia subito bene passando in vantaggio con Gerrard, controlla con tranquillità il match durante la prima parte di gara, ma cede con il passare dei minuti al maggiore dinamismo degli americani. Che in realtà non creano nulla di trascendentale fino alla clamorosa papera dell’incerto portiere inglese, Robert Green, estremo difensore del West Ham. Si era detto alla vigilia che il problema maggiore degli inglesi costituiva proprio il non poter disporre di un portiere capace di dare sicurezza alla squadra. Previsioni azzeccate. Nella ripresa gli inglesi si disuniscono e il solo Rooney prova a scuotere la squadra. Gli USA vanno addirittura vicini al colpaccio: solo il palo nega la gioia del gol ad Altidore.
L’Inghilterra segna dopo soli 4 minuti grazie ad una splendida azione corale terminata da Gerrard. Gli americani non si fanno intimorire e si riorganizzano: prima Dempsey, poi Altidore e Donovan si rendono abbastanza pericolosi nella metà campo inglese. Ma tutto sommato i leoni d’Inghilterra sembrano in grado di reggere. Fino all’episodio che segnerà il match: tiro pressoché innocuo di Dempsey che Green si lascia sfuggire come se fosse una saponetta. Palla al centro e tutto da rifare per gli inglesi. Johnson prova subito a ristabilire il vantaggio dopo pochi secondi, ma Howard non si fa sorprendere.




Ogni tanto schianta, tipico degli inglesi: la nazionale dell’Inghilterra è da sempre considerata una delle più forti e prestigiose del mondo, ma non di rado riesce nella misera impresa di collezionare flop d’altri tempi. Ci riferiamo alle mancate partecipazioni ad alcuni Mondiali (l’ultimo, il più recente, nel ‘94 dove i sudditi di Sua Maestà non erano di scena negli Stati Uniti) o agli Europei (eh già, due anni fa in Austria e Svizzera i britannici se ne stettero a casa), ragion per cui la federazione calcistica inglese ha scelto di puntare su un cavallo vincente, una sicurezza in termini di risultati: Fabio Capello. Nella storia l’Inghilterra ha vinto solo una manifestazione, il discusso mondiale casalingo del 1966: dopo 44 anni è ora di riportare la Coppa a casa, il generale di Pieris è pronto per l’impresa.
Per farsi rispettare, come solo lui sa fare, ha imposto ferrea disciplina e rigore tattico; tant’è vero che di recente Wayne Rooney ha dichiarato di non riuscire a guardare negli occhi il suo allenatore tanta paura e rispetto gli incute. A tanta severità però non ha corrisposto altrettanta fortuna, perché tra infortuni, rinunce, beghe sentimentali e quant’altro, Capello si è trovato negli ultimi sei mesi a dover fronteggiare numerosi casi spinosi. Ha perso Wayne Bridge che, dopo aver scoperto che il capitano della Nazionale Terry andava a letto con la moglie, ha deciso di abbandonare; non è riuscito a convincere Scholes a tornare sui suoi passi e ha salutato quasi con felicità l’infortunio di Owen, perché tutti gli inglesi lo volevano in squadra ma lui non ne voleva sapere.
E poi le critiche di Gary Neville, il tendine d’Achille di David Beckham, l’esclusione di Lescott e Hargreaves prima e Walcott poi (col padre che ha finito col piangere a dirotto di fronte alla stampa), con la ciliegina sulla torta finale: il collaterale di Rio Ferdinand che si lesiona in allenamento dopo uno scontro con Heskey. Bye bye anche al capitano numero due (dopo il declassamento del malandrino Terry) e ora toccherà a Gerrard indossare la prestigiosa fascia che fu di Bobby Moore. Insomma, non è un clima tutto rose e fiori quello che gravita intorno agli inglesi, ma Capello tira dritto e se ne infischia dei velenosi tabloid d’oltremanica: Hart del City dovrebbe essere a sorpresa il numero uno, in difesa i soliti campioni da Terry a Carragher, centrocampo che si affiderà a Lampard e Gerrard e super attacco con l’acciaccato Rooney, e poi Heskey, Defoe e Crouch. Non male, no?
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica




Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale




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L’Italia si appresta a sbarcare in Sudafrica per difendere il titolo conquistato quattro anni fa in Germania. Gli azzurri non sono tra i favoriti alla vittoria finale, vuoi perché non è facile riconfermarsi, vuoi anche perché la rosa di Marcello Lippi è oggettivamente inferiore a quella di altri squadroni, primi fra tutti Spagna e Argentina. A confermare questo dato anche uno studio condotto da una società di consulenza europea specializzata nel mondo dello sport, la Frontier Economics. Il loro studio ha preso in esame la composizione delle rose di tutte le squadre partecipanti al prossimo mondiale per estrapolarne la lista delle migliori dieci in quanto a valore del parco giocatori, i campioni del mondo si classificano all’ultimo posto, decimi appunto.
Per comporre il podio non ci vuole molta fantasia, sul gradino più alto ci sono i campioni d’Europa della Spagna, 303 milioni di euro il suo valore, al secondo posto troviamo l’Argentina di Diego Armando Maradona (293 milioni di euro), si chiude con l’Inghilterra allenata da Fabio Capello (266 milioni di euro). Soltanto un quarto posto per il Brasile che vale 223 milioni, seguito a breve distanza dal Portogallo che grazie a Cristiano Ronaldo arriva ad un valore di 201 milioni di euro. Scendendo di posizioni troviamo la Francia (180 milioni), poi un ex aequo di Olanda e Germania, il valore di entrambe è stimato sui 156 milioni di euro. Penultima c’è la Costa d’Avorio trainata dalla sua stella Didier Drogba che vale soltanto tre milioni in più della nostra Italia, fanalino di coda con 127 milioni di euro.
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica




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