L’Athletic Bilbao ha mostrato al pubblico la nuova maglia per le partite in casa del 2010/2011 griffata Umbro. La divisa è stata lanciata l’altro ieri ai media alla presenza dei giocatori della prima squadra, fatta eccezione per i calciatori che hanno partecipato alla Coppa del Mondo. La nuova maglia del West Ham per le gare fuori casa del club londinese è bianca con strisce rosse e blu che l’avvolgono orizzontalmente al centro. Lo sponsor tecnico, per la prima volta, sarà l’italiana Macron, azienda che ha sede nei pressi di Bologna (è anche lo sponsor di Napoli, Bologna e Cagliari).
La maglia somiglia vagamente ad un modello adottato alla fine degli anni ‘50 dagli Hammers. Il West Ham ha indossato una divisa bianca nel 2006, in occasione dell’ultima finale di FA Cup e nel 1980. La maglia per le partite in casa ha un design classico e tagliente allo stesso tempo. Il collare è alla moda e le maniche tornano ad essere blu. Il materiale utilizzato è moderno e all’avanguardia, in tessuto traspirante.




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Diciannovesimo Mondiale di Calcio, primo nel continente africano: che ne è stato di questa fase finale dopo che tutte e 32 le nazionali impegnate hanno affrontato il loro primo incontro? Presto per tracciare bilanci e azzardare opinioni più o meno definitive, comunque una prima indicazione si è avuta sul Mondiale che è e che, presumibilmente, sarà. In 16 partite fin qui disputate appena 25 gol, uno ogni 57 minuti, praticamente la miseria di 1,5 a partita con due soli match terminati con un “over” (3 o più gol, termine noto agli scommettitori) e altrettanti a reti bianche.
Contraddistinto prima del via dagli infortuni eccellenti e con un nugolo di favorite che per un motivo o per l’altro non convincevano del tutto, i primi 90 minuti di ogni selezione impegnata hanno fornito spunti interessanti. Delle big ha perso solo la Spagna, evidenziando la cronica difficoltà ad emergere nella rassegna intercontinentale più importante; pareggi deludenti per gioco e occasioni da gol create per l’Italia, il Portogallo e la Francia. Da rivedere anche l’Inghilterra, alle prese col solito problema degli estremi difensori. Hanno vinto solo la Germania, l’Olanda, il Brasile e l’Argentina.
Sia i tedeschi che i cugini olandesi sono giovani e con poca esperienza: mix perfetto per non steccare la prima, ma altrettanto intuibile un tonfo improvviso quando le partite saranno ad eliminazione diretta. E poi l’Australia ha mostrato limiti inimmaginabili (avversaria dei teutonici), la Danimarca è crollata per uno sfortunato autogol. L’Argentina: forse la più infarcita di stelle, ma con un allenatore che tatticamente è quanto meno imprevedibile. E il Brasile che stiracchia un 2-1 con la Corea del Nord dimostra che il calcio è cambiato: i verdeoro hanno star in porta e in difesa, ma il calcio bailado latita.
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Ci siamo quasi, il puzzle è quasi completo: l’ultimo pezzo di quel rompicapo chiamato toto-allenatore risponde al nome di Sinisa Mihajlovic che oggi si è presentato alla stampa e ai tifosi della Fiorentina. Già, perché Pantaleo Corvino e Andrea Della Valle hanno scelto il serbo per sostituire il neo-ct dell’Italia Cesare Prandelli; reduce da un’esperienza a Catania più che buona, sfumato l’Inter e anche la Sampdoria, l’ex difensore di Roma, Lazio, Samp e Inter è carico più che mai per prendere in mano i viola, l’anno prossimo senza coppe europee: “E’ un onore per me allenare la Fiorentina, so cosa mi aspetta, le responsabilità, so bene che i toscani sono tosti, anch’io lo sono, andremo d’accordo. Spero di continuare la strada tracciata da Prandelli. Ringrazio la società siciliana che mi ha lasciato libero. Ora punto su questa avventura; Firenze ha perso un grande allenatore ma lo ha conquistato l’Italia. Da parte mia cercherò di riportare la Fiorentina in Champions League, sono certo che ce la faremo. L’Inter e la Sampdoria? Ho scelto la Fiorentina perché c’è Corvino, un dirigente che ho sempre stimato“.
Poi passa a parlare dei singoli: “In questi giorni parlerò con tutti i giocatori, sono convinto che Gilardino resterà a Firenze, è un giocatore importante, il mio modo di giocare lo esalterà. E poi, se Alberto ha qualche dubbio, glielo tolgo io. Stimo molto anche Adrian Mutu, è vero che in passato, da giocatori, ci sono stati degli screzi ma chiarimmo tutto a suo tempo. Fra l’altro, in quella occasione sbagliai io. Adrian comunque mi piace, ha un carattere focoso, quasi come il mio. A me piace la gente con gli attributi. Sul suo futuro non abbiamo ancora parlato, io mi fido della mia società. Mancini? Ci sentiamo quasi tutti i giorni, abbiamo parlato anche di Firenze, come amico è contento della mia scelta, mi ha parlato bene di questa città al di là di come è finita per lui” ha chiosato infine Mihajlovic. E rimanendo in tema di panchine, oggi sono arrivate altre due ufficialità: il Livorno ripartirà con Bepi Pillon, mentre per il dopo Zola al West Ham è ufficialmente pronto l’israeliano Avram Grant, ex Chelsea e la scorsa stagione al Portsmouth.

Non è bastato salvare il West Ham, Gianfranco Zola non ha centrato la riconferma per la prossima stagione. L’allenatore italiano è riuscito a raggiungere l’obiettivo minimo, seppur in maniera poco brillante e molto stentata: gli Hammers hanno chiuso il campionato al quartultimo posto garantendosi la permanenza in Premier League. Nonostante ciò la nuova società, ora guidata dai due magnati della pornografia David Sullivan e David Gold, ha deciso di concludere il suo rapporto con il tecnico sardo con tre anni di anticipo, Zola aveva firmato un contratto che legava ai londinesi fino alla fine della stagione 2012/2013.
Fin da subito i rapporti tra i nuovi proprietari, insediatisi a gennaio, e l’allenatore non erano stati idilliaci. Domenica il West Ham ha chiuso pareggiando in casa con il Manchester City, in occasione della conferenza stampa del post partita Zola aveva espresso tutta la sua insoddisfazione rivelando di non provare più divertimento e confermando i dissapori con la società. Oggi sul sito ufficiale degli Hammers è stato pubblicato uno stringato comunicato stampa che annunciava l’esonero.
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Ad Anfield Road il Chelsea vince in scioltezza la temuta sfida contro il Liverpool, scavalcando brillantemente il penultimo ostacolo che si frapponeva tra sè nella e il titolo della Premier League. Gli uomini di Ancelotti, a segno con Drogba e Lampard, conservano infatti un punto di vantaggio sugli inseguitori del Manchester United, anch’essi vittoriosi con un gol di Nani sul terreno del Sunderland, e potranno chiudere il conto nella sfida interna di domenica prossima contro il già salvo Wigan.
A causa di questa sconfitta i Reds, tra i quali si respirava già aria di smobilitazione, dicono invece definitivamente addio alle residue speranze di conquistare un posto in Champions League. L’accesso nella massima competizione continentale se lo giocheranno nell’ultima giornata Tottenham e Manchester City, con gli Spurs in vantaggio di un punto sui ragazzi di Mancini, vittoriosi con autorità nello scontro diretto contro l’Aston Villa.
La gallery della penultima giornata di Premier
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Il Manchester United piega 3-1 il Tottenham con doppietta di Giggs (entrambi i gol su rigore) e una rete di Nani e si riporta momentaneamente in vetta alla classifica della Premier League, in attesa della sfida di domani tra Chelsea e Stoke City. Buona gara per i Red Devils, che perdono però per infortunio il loro uomo migliore, il bomber Wayne Rooney, ora con tutta probabilità costretto a saltare le ultime due decisive giornate di campionato, stop che potrebbe fargli perdere anche il titolo di capocannoniere a vantaggio di Didier Drogba.
Si allontana invece definitivamente dalla vetta l’Arsenal, fermato sul pari a reti bianche dal Manchester City: il punto conquistato consente agli uomini di Mancini di portarsi ad una sola lunghezza dal quarto posto. Successo sofferto ma decisivo per il West Ham di Gianfranco Zola, ora praticamente salvo. Domani scendono in campo anche il Liverpool, di scena sul terreno del già retrocesso Burnley, e l’Aston Villa, che ha la ghiotta occasione di riagganciare la zona Champions se riuscirà ad imporsi nel derby con il Birmingham City.
Dall’inferno al paradiso, questa è stata la sensazione provata dai tifosi del Portsmouth in questi ultimi due giorni. La vittoria di sabato del West Ham di Gianfranco Zola ha sancito la definitiva e matematica retrocessione dei Pompeys, era solo questione di tempo, la squadra era ultima in classifica quando è stata anche penalizzata di nove punti in seguito al commissariamento della società conseguenza del tracollo finanziario. Ma il calcio non finisce mai di regalare emozioni e così ieri i ragazzi di Avram Grant hanno conquistato a sorpresa la finale di FA Cup, battendo un favoritissimo Tottenham con due gol nei tempi supplementari.
Gran protagonista in negativo dell’incontro è stato il terreno in pessime condizioni di Wembley, lo spettacolo non è stato esaltante soprattutto per questo motivo. È stata senza dubbio la partita degli ex, tra gli Spurs figuravano l’allenatore Harry Redknapp e la coppia d’attacco composta da Jermain Defoe e Peter Crouch. Il lungo nazionale inglese ci ha provato fino agli ultimi secondi del tempo regolamentare a regalare la qualificazione alla sua squadra ma si è dovuto arrendere all’estremo difensore David James, decisivo anche in un’altra circostanza contro Vedran Corluka.
Le immagini della semifinale di FA Cup Tottenham - Portsmouth 0-2




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Il West Ham ha presentato un reclamo ufficiale alla Football Association relativo all’incontro di campionato di sabato tra Hull City e Fulham. La società dell’East End londinese non ha digerito la sconfitta dei ragazzi di Roy Hodgson, l’allenatore è colpevole di aver schierato una formazione troppo infarcita di seconde linee favorendo così il successo delle Tigri che si sono imposte per 2-0 con gol di Bullard e Fagan, grazie ai tre punti conquistati sono riusciti ad agganciare al terzultimo posto la squadra allenata da Gianfranco Zola.
Nell’undici iniziale dei Cottagers mancavano tutte le prime stelle e cioè Bobby Zamora, Danny Murphy, Aaron Hughes, Dickson Etuhu e Damien Duff. I giocatori sono stati tenuti a riposo in vista dei quarti di finale contro il Wolfsburg. La strategia ha portato i suoi frutti visto che il Fulham contro i tedeschi ha centrato un’importante vittoria proprio grazie ai gol di Zamora e Duff. Il comportamento appare tuttavia legittimo, ogni allenatore può decidere autonomamente la formazione iniziale; è altrettanto chiara però la stizza di una squadra che sta combattendo per non retrocedere come il West Ham.
Le Foto di Fulham - Wolfsburg 2-1




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Continua il momento no per il Chelsea di Ancelotti, che dopo l’eliminazione subita dall’Inter negli ottavi di finale di Champions League, non va oltre l’1-1 nella sfida di campionato con il Blackburn. I Blues si trovano ora, con una partita da recuperare, a quattro punti dalla vetta della classifica, occupata dal Manchester United, vittorioso oggi in rimonta per 2-1 nel big match contro il Liverpool. Di Rooney e Park le reti degli uomini di Ferguson, che vanificano il vantaggio iniziale messo a segno dal solito Torres. Drogba e compagni vengono momentaneamente scavalcati in classifica anche dall’Arsenal, vittorioso in maniera netta nel derby con il West Ham. Nella lotta per il quarto posto vincono Tottenham e Manchester City, quest’ultima sul terreno del Fulham, reduce dalla grande impresa compiuta in Europa League contro la Juventus.
Alla vigilia della grande sfida di Champions League tra gli uomini di Ancelotti e l’Inter, il Chelsea torna al successo in campionato infliggendo un pesante 4-1 al West Ham di Gianfranco Zola e portandosi momentaneamente in vetta insieme all’Arsenal, in attesa della sfida in programma domani tra Manchester United e Fulham. Tra i Blues, protagonista il solito Drogba con una doppietta, mentre i biancorossi passano 2-1 sul terreno dell’Hull City al termine di una gara molto sofferta, grazie ad una rete in pieno recupero del caldissimo Bendtner. Al quarto posto il Tottenham che regola 3-1 il Blackburn, solo un pari per l’Aston Villa e Stoke.