Aggiornamento: La federcalcio francese ha annunciato di avere espulso Nicolas Anelka dal ritiro della nazionale ai Mondiali sudafricani per gli insulti rivolti all’allenatore Raymond Domenech nell’intervallo di Francia - Messico 0-2.
Polveriera Francia. Incredibile quanto successo durante e dopo Francia - Messico persa 2-0 dai transalpini giovedì sera. A fine primo tempo sul punteggio ancora di 0-0, Raymond Domenech ha invitato l’attaccante Nicolas Anelka a rispettare le sue disposizioni, pena la sostituzione a fine primo tempo. Inaspettatamente la punta del Chelsea, da sempre considerato un fedelissimo di Domenech, ha risposto al suo allenatore insultandolo pesantemente: “Vai a farti… figli di…!”
Domenech chiaramente non ha gradito e per questo ad inizio secondo tempo ha mandato in campo Gignac al posto di Anelka. Ormai è evidente come Domenech sia detestato dall’intera squadra e che la sua presenza abbia creato un clima invivibile all’interno dello spogliatoio. Lo sfogo di Anelka non è stato l’unico segnale di stress da parte della squadra. Anche un altro “senatore” dei Blues come William Gallas si è reso protagonista di un gesto non edificante mostrando il dito medio alla telecamera che lo stava inquadrando subito dopo il fischio finale contro i messicani.

Pareggio a reti bianche dei vicecampioni del mondo. E’ stata una partita scialba sin dai primi minuti con pochissime azioni degne di nota: la manovra dei francesi è apparsa lenta e disarticolata, l’Uruguay ha contenuto bene i flebili attacchi transalpini giocando prevalentemente di rimessa. E’ un pareggio che rende ancora più incerto il cammino del girone A dopo l’1-1 fatto registrare quest’oggi da Sudafrica e Messico. Difficile raccontare una partita bloccatissima, piena di errori di impostazione da entrambe le parti e addirittura lenta dal punto di vista del ritmo di gioco. Il primo tempo riserva pochissime emozioni. Molti falli, gioco spezzettato in continuazione dal buon arbitro giapponese Nishimura e confusione tattica soprattutto in casa Francia.
Dai transalpini, se non altro per un evidente maggior tasso tecnico, ci si aspetta almeno una parvenza di calcio degno di questo nome. Male Ribery, malissimo Govou sull’altra fascia. L’Uruguay ha fatto la sua onesta partita e si conferma squadra un po’ “brutta” da vedere ma difficilissima da affrontare. Da rivedere l’intesa tra Forlan e Suarez nell’attacco uruguaiano. Forse Cavani, in un partita di questo tipo, avrebbe meritato almeno una chance degli ultimi 20 minuti. L’unica parata Muslera la copie smanacciando una punizione calciata da posizione decentrata. Ma il primo tempo scorre via senza sussulti, piatto come il suono inarrestabile delle fastidiose vuvuzelas. Anelka prova in un paio di occasioni a girare di testa palloni improbabili. Tutto qui.




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Polemiche, indiscrezioni, gelosie e quant’altro: già in pochi scommettono sulla Francia alla vigilia dei Mondiali (anzi, in molti sostengono che i Bleus non passeranno neanche il primo turno), figurarsi se a questa scarsa fiducia di terzi si associa un clima a dir poco teso all’interno dello spogliatoio. Giocatori invisi ad altri, suggerimenti sottobanco dati al ct Raymond Domenech, idee confuse e una partecipazione in Sudafrica ottenuta con l’assist truffaldino di Thierry Henry, con la mano. Ma insomma, cosa succede in seno alla Nazionale transalpina? E’ presto detto: ci sono evidente crepe e spaccature all’interno dello spogliatoio, due sono i giocatori mal visti dal resto della ciurma e cioè Yoann Gourcuff e Sidney Govou.
Il primo è accusato di scarso impegno per l’economia generale della squadra, con Ribery che contro la Cina gli ha strappato la palla di mano per battere lui stesso una punizione che invece stava provvedendo a calciare il fantasista girondino. Non si parla più con Anelka e anche a livello di forma pare sottotono, con l’aggravante che per l’appunto si mette poco al servizio dei compagni sia in allenamento che in partita. Ma anche Govou ha iniziato a mettere il broncio dopo che i suoi colleghi hanno manifestato il piacere di vedere in campo Henry che nel tridente proposto da Domenech dovrebbe giocare proprio al posto del giocatore del Lione. Mentre a centrocampo lo “sponsorizzato” si chiama Abou Diaby.





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All’inizio di ogni mondiale la Francia, da una decina d’anni a questa parte, è tra le favorite. Dire che quest’anno i francesi non hanno nessuna chance di vittoria sarebbe azzardato, sono pur sempre i vice campioni del mondo. In realtà però la squadra sembra molto ridimensionata rispetto alle scorse edizioni, soprattutto in Sudafrica mancherà Zinedine Zidane e non sarà certo facile sostituirlo. La dimostrazione l’abbiamo avuta due anni fa agli Europei di Svizzera e Austria, con i francesi tristemente eliminati al primo turno.
In questi anni però il campionato nazionale transalpino è cresciuto molto e altre squadre si sono affiancate all’onnipresente Lione, questo ha offerto a Raymond Domenech la possibilità di poter trovare molti nuovi giocatori. Sicuramente sarà il mondiale di Frank Ribery e Yoann Gourcuff, almeno così si aspettano i francesi, anche perché se i due non dovessero esprimersi ai loro livelli abituali le cose diventerebbero davvero difficili. Altrettanto importante sarà il contributo della nutrita colonia inglese, se non altro per la loro grande esperienza su palcoscenici di primo livello.
All’ultimo momento Domenech ha dovuto rinunciare a Lassana Diarra, un problema in più da risolvere visto che il mediano difensivo del Real Madrid, insieme a Toulalan, costituiva la diga del centrocampo. Negli ultimi allenamenti a Tignes il commissario tecnico ha provato a schierare al suo posto Abou Diaby e potrebbe confermare questa scelta già nella partita d’esordio contro l’Uruguay. In attacco il posto assicurato ce l’ha Nicolas Anelka, ovviamente anche Thierry Henry dovrebbe essere una pedina inamovibile ma la sua ultima stagione al Barça non è stata particolarmente memorabile, quindi potrebbe non essere al meglio.
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica





Finalmente arrivano buone notizie per Raymond Domenech: la sua Francia dopo aver dovuto rinunciare a Lassana Diarra, che ha dovuto rinunciare ai mondiali per un problema di salute, pare possa recuperare una pedina fondamentale della sua rosa. In questi giorni infatti William Gallas, difensore dell’Arsenal, è riuscito ad allenarsi regolarmente con i suoi compagni e sembra vicino ad un completo recupero. Ricordiamo che il ct francese aveva convocato 24 giocatori, la rosa si era poi ridotta di un’unità dopo i guai di Diarra, con il recupero del Gunner potrebbe così arrivare alla sua forma definitiva.
Raymond Domenech ha comunque chiarito che la certezza si potrà avere soltanto il primo giorno di giugno, quando scadrà il termine per la presentazione delle convocazioni. Tuttavia il commissario tecnico dei francesi ha confermato che il pessimismo della settimana scorsa a proposito delle condizioni di salute di Gallas si è gradualmente trasformato in un moderato ottimismo. Il giocatore aveva subito un infortunio al polpaccio con la sua squadra di club che lo aveva costretto a saltare le ultime settimane di Premier League.
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Il 32enne difensore dell’Arsenal e della nazionale francese, William Gallas, sembra in procinto di divorziare con il club inglese. Il nome di Gallas, nei mesi scorsi, era stato accostato a due società italiane, il Milan e la Roma. I rossoneri, nelle settimane scorse, hanno anticipato i tempi del calciomercato estivo del 2010 prendendo in contropiede tifosi e addetti ai lavori con l’acquisto di Mario Yepes in difesa, mentre per la Roma si fa strada l’ipotesi di una rinuncia a Philippe Mexes (tra l’altro anch’egli accostato più volte ai rossoneri). Di sicuro un giocatore come Gallas preso a parametro zero farebbe gola a molte società, nonostante un’età non più giovanissima.
William Gallas andrà in scadenza di contratto a giugno e non è stato trovato un accordo per il prolungamento del centrale francese alla società londinese. Dopo le parole di Wenger, che aveva di fatto spiegato la difficoltà del rinnovo, é intervenuto il presidente dei Gunners, Peter Hill-Wood, che ha di fatto scaricato il giocatore: “Le sue richieste sono piuttosto stravaganti, non penso che potremmo proseguire. E’ un buon calciatore, ma se riesce a trovare un’altra sistemazione più redditizzia, buona fortuna. La speranza é che possa firmare, ma dobbiamo considerare il costo degli ingaggi e non solo quello dei trasferimenti, non vogliamo fallire“.
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Il centrocampista dell’Arsenal Cesc Fabregas dovrà restare lontano dai campi da gioco per almeno 6 settimane. Lo rende noto la società londinese dopo gli accertamenti medici effettuati oggi e che hanno evidenziato per lo spagnolo una microfrattura al perone destro. Fabregas si è infortunato durante la gara di Champions tra Arsenal e Barcellona finita 2-2. “Temo la cosa peggiore, è come se qualcosa si fosse rotto. Credo che per me la stagione sia finita, anche se confido di poter giocare ancora con la maglia dell’Arsenal prima dell’estate“, aveva confidato ai cronisti nel dopo partita. Fabregas potrà quindi partecipare al mondiale sudafricano, notizia che ha subito tranquillizzato i media spagnoli.
Chi invece non può proprio ostentare tranquillità è Arsene Wenger, tecnico dell’Arsenal. I guai non sono finiti per i gunners, soprattutto in vista del ritorno di Champions League al Camp Nou. William Gallas deve fare i conti con uno stiramento che, con ogni probabilità, gli impedirà di tornare in campo prima del termine del campionato inglese. Il suo Mondiale, però, non sarebbe a rischio. “Credo che la stagione per lui sia finita - ha spiegato Wenger - , ma sarà pronto per il Sudafrica“. Ma non è finita: il responso sull’infortunio al polpaccio di Andrei Arshavin non è stato positivo e il russo dovrà stare fermo per almeno tre settimane. Anch’egli salterà dunque la sfida di Barcellona.



Dopo la partita tra Francia e Irlanda, con il colpo di mano di Henry che ha propiziato il gol del pareggio, se ne sono sentite di tutti i colori. Si è gridato allo scandalo, fino ad arrivare a chiedere alla ripetizione della partita, abbiamo letto delle scuse dell’attaccante francese e delle parodie a lui dedicate. In tutto questo clamore è mancata la voce dell’arbitro, lo svedese Martin Hansson, protagonista suo malgrado dell’episodio tanto discusso. Il direttore di gara ha rilasciato delle dichiarazioni in cui si è scusato, tuttavia discolpandosi, e ha poi confessato di aver pensato di smettere con il calcio.
Queste sono le parole pronunciate in occasione di un’intervista rilasciata al quotidiano svedese Sydostran: “La visuale era ostruita e non ho potuto vedere il colpo di mano. Ho capito che non è stata colpa mia, sono stato protagonista di un evento sfortunato che ha avuto pesanti conseguenze per l’Irlanda, ma non è stata colpa della terna arbitrale”. Parole a dire il vero molto sensate, nell’area irlandese c’era un grande affollamento. Questo riporta all’attualità il tema dell’introduzione di aiuti tecnologici per i direttori di gara affinché possano prendere le giuste decisioni.




Puntuale e prevedibile come la pioggia in autunno arriva il diniego della Fifa sulla possibilità avanzata dalla Federazione irlandese di ripetere il match tra Francia e Irlanda: “Il risultato dell’incontro non può essere cambiato e il match non può essere ripetuto. Come è chiaramente citato nelle regole del calcio, durante le partite, le decisioni sono prese dall’arbitro e queste decisioni sono definitive“, comunica l’organo più importante del calcio mondiale. Più probabile che vengano presi i provvedimenti di rito verso la terna arbitrale svedese capitanata dall’arbitro Hansson:
“L’operato dell’arbitro verrà esaminato dalla commissione arbitri della Fifa, ma si tratta di una procedura normalissima, che riguarda qualsiasi direttore di gara. È estremamente prematuro fare pronostici su una eventuale sanzione”. In giornata Henry, travolto dalle critiche e dall’ironia del web, ha espresso forte imbarazzo sull’accaduto:





Il colpo di mano di Thierry Henry che ha permesso alla Francia di qualificarsi per i prossimi mondiali ai danni dell’Irlanda continua ad alimentare un mare di polemiche. Per capire quanta risonanza ha avuto il gesto basti pensare che la parola Ireland è diventata un argomento di punta anche su social network come Twitter. Tutti sono d’accordo sull’ingiustizia subita dalla squadra di Trapattoni, nessuno vuole rassegnarsi a questo verdetto ingiusto.
Stamattina è intervenuto nel dibattito addirittura il ministro della giustizia irlandese, Dermot Ahern, che ha chiaramente chiesto alla Fifa di decretare la ripetizione dell’incontro. Le sue parole nei confronti dell’organismo internazionale del calcio sono state molto dure: “Probabilmente non prenderanno in considerazione la nostra richiesta perché non siamo una grande del calcio, ma possiamo provare a mettergli pressione. Almeno proviamo a confortare migliaia di giovani tifosi devastati nel nostro paese. Se poi il risultato dovesse restare questo si rinforzerà la convinzione che chi imbroglia vince”.