
Quando si tratta di disegnare una traiettoria delle sue, magari per effettuare un passaggio filtrante che gli avversari difficilmente riusciranno a leggere, Xavi spesso gioca d’anticipo, lanciando la palla nello spazio un secondo prima del previsto; sarà per questa sua attitudine a disorientare con la giusta scelta di tempo che nell’antivigilia del Clasico spagnolo contro il Real Madrid, il centrocampista del Barcellona anticipa Mourinho e se ne esce con delle dichiarazioni che di sicuro stupiscono, non fosse altro perché di solito a farle è il tecnico lusitano dei blancos. Dopo il successo di ieri per 4-2 contro il Betis (dove per altri Xavi ha segnato aprendo le marcature), l’eterno candidato al Pallone d’Oro rende pepata la sfida in Coppa del Re contro le merengues arringando contro gli arbitri, rei a suo avviso di danneggiare i blaugrana:
“Ci sono momenti in cui gli arbitri ci pregiudicano. Ho la precisa sensazione che in questa stagione ciò avvenga più di frequente. So che fare l’arbitro è difficile, ma ci tocca questa disgrazia. Non vogliamo lamentarci, è la semplice verità. A volte dagli arbitri ricevi favori, altre volte ti danneggiano. Il nostro caso è il secondo. Comunque a Madrid andremo per vincere”.
Fa specie leggere queste sue esternazioni, se è vero che negli ultimi anni i catalani sono sempre stati accusati di ricevere, al contrario, lauti favori arbitrali. I fatti non dimostrano né quest’ultima tesi né quella di Xavi, ma almeno a sentire Mourinho i Campioni del Mondo sono di solito trattati con un occhio di riguardo dai fischietti iberici. E allora il talentuoso mediano capovolge la situazione, facendo passare il Barça da carnefice a vittima. Ottimo modo per riscaldare i motori in vista della sfida del Bernabeu di dopodomani sera 18 gennaio (fischio d’inizio alle ore 22), gara di andata dei quarti di finale di Coppa del Re (il ritorno il 25 gennaio). Vedremo come andrà: il risultato, certo, ma anche la direzione di gara.

Ancora lui, Lionel Messi. L’argentino vince per la terza volta consecutiva il riconoscimento calcistico individuale più ambito precedendo altri due fortissimi giocatori della Liga Spagnola, Xavi e Cristiano Ronaldo. Messi eguaglia il record di Michel Platini, l’altro unico campione nella storia del calcio ad aver vinto il trofeo per tre volte di seguito, nel 1983, nel 1984 e nel 1985. “E’ un piacere giocare e dividere questo premio con te. Ora spero di continuare a vincere con il Barcellona e conquistare trofei anche con la nazionale argentina“, ha detto Messi rivolgendosi al suo compagno di squadra, Xavi.
L’Italia si consola con una nomina speciale per Simone Farina, il giocatore del Gubbio che ha denunciato la combine dello scandalo del calcioscommesse: Joseph Blatter lo ha nominato ambasciatore Fifa per il fair play. Il numero uno della Fifa lo ha elogiato con queste parole:
“Farina difende l’onore del calcio. Ciò che ha fatto quest’uomo di 29 anni merita tutto il rispetto e tutta l’ammirazione. Rappresenta tutto ciò per cui lottiamo, uno sport limpido, giusto, onesto. Con il suo ‘comportamento normale, come dice lui, ha difeso il suo onore e quello di tutti noi. Ciò che festeggiamo oggi lo dobbiamo a persone come Simone Farina, che sono disposte a difendere il nostro onore nella lotta contro la mafia delle scommesse illegali”.
Il Barcellona si laurea campione del mondo al termine di una schiacciante prova di superiorità contro i brasiliani del Santos: la squadra dei baby fenomeni di Ganso e Neymar nulla può contro la formazione blaugrana, una macchina da guerra che ad oggi pare invincibile. “Quella azulgrana è la migliore squadra al mondo, credo sia imbattibile. E’ una team fantastico con calciatori straordinari. Sono stati di gran lunga superiori, pensavamo a una partita diversa” ha detto a fine gara proprio Neymar che insieme ai compagni ha assistito inerme allo spettacolo dei ragazzi di Guardiola: un possesso palla incredibile che ha annichilito i brasiliani (71% contro 29%), incapaci di ragionare e, al contempo, di arginare le folate offensive dei catalani.
Nonostante le pesanti assenze di Villa e Sanchez, il Barça non si è fasciato la testa e già nel primo tempo aveva chiuso la pratica: prima Lionel Messi con un pallonetto al bacio, poi Xavi Hernandez dopo una trama di passaggi infinita, quindi Cesc Fabregas di tap-in dopo un paio di miracoli del portiere del Santos. Nella ripresa c’è spazio anche per i sudamericani e per Neymar che però non riesce a buttarla dentro, ma anche i blaugrana giocano e sfiorano il gol (due pali di Dani Alves e di Cesc Fabregas), prima che Lionel Messi timbri per la seconda volta il cartellino. Poker e tutti a casa, anche se Guardiola guarda già al futuro:
“Il nostro primo tempo è stato davvero eccellente. Abbiamo giocato come grandi artisti e il risulato ne è stata la dimostrazione. Messi è stato perfetto. Comunque dobbiamo ancora migliorare e fare meglio. Ora torneremo in Catalogna e cercheremo di vincere ancora. Ora siamo già focalizzati sui prossimi titoli che possiamo vincere. Sono molto felice di allenare questo gruppo di ragazzi che sono anche grandi giocatori”.
Continua a leggere: Video Mondiale per Club: il Barcellona umilia il Santos 4-0 (doppietta di Messi)
Real Madrid - Barcelona 1-3 | Video Gol e Highlights Liga
10 Dicembre 2011 - Il Barcellona recupera una partita infernale ed espugna il Santiago Bernabeu anche contro un pronostico che lo vedeva per una volta leggermente sfavorito. Mourinho perde ancora dopo averne vinte 15 di fila proprio contro l’avversario che conta di più e ora la Liga è ancora più aperta. Il clasico è una “remuntada” perché dopo 20 secondi l’incredibile errore di Victor Valdes concede a Benzema la possibilità di portare in vantaggio i suoi. L’inizio è da incubo, ma lo è anche buona parte del primo tempo. Il Real è organizzato, galvanizzato dal vantaggio, e si oppone alle grande non consentendo al gioco del Barca di svilupparsi con la consueta fluidità.
La svolta arriva alla mezzora, ed è frutto di una scelta di Guardiola: assist splendido di Messi e Alexis Sanchez, el Nino Maravilla preferito a David Villa in partenza batte Casillas riportando il match in parità. Da lì in avanti inizia un’altra partita e il Real comincia a perdersi. La gara è ancora lunga, ma ad inizio ripresa anche la sorte dimostra di essere dalla parte del Barca quando Xavi calcia da fuori e trova una sfortunata deviazione di Marcelo che rende imprendibile il pallone per il suo portiere. Il Real esce dal campo, il Santiago Bernabeu si ammutolisce e dopo 9 minuti arriva il gol di uno dei “centrocampisti” (virgolette d’obbligo in questo Barca) più prolifici di questa stagione: Cesc Fabregas. Ora le due squadre sono in testa con 37 punti entrambe. Insomma, dal possibile -9 virtuale al -3 in classifica considerando per comodità come già vinta dal Real la partita giocata in meno rispetto ai blaugrana. Sarà lotta fino all’ultima giornata e il pubblico lo sa quando durante il tempo di recupero canta per sostenere il grande sconfitto, José Mourinho.
Le Foto di Real Madrid - Barcelona 1-3
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La finale del Pallone d’Oro 2011 sarà ancora una volta completamente appannaggio di giocatori della Liga. Sono infatti stati scelti per l’ultimo atto del premio assegnato congiuntamente dalla Fifa e dalla storica rivista francese France Football, due giocatori che militano nel Barcellona e uno del Real Madrid, per la precisione il vincitore delle ultime due edizioni Lionel Messi, il compagno di squadra Xavi e il madrileno Cristiano Ronaldo, lo stesso terzetto del 2009. Il trofeo verrà assegnato a Zurigo il 9 gennaio 2012.
Il risultato sembra abbastanza scontato, con il fuoriclasse argentino che si appresta a trionfare per il terzo anno di fila, impresa riuscita in passato soltanto al francese Michel Platini, quando però il vincitore veniva scelto soltanto tra giocatori europei e oriundi. Per il premio come miglior allenatore della stagione sono in lizza Josè Mourinho (Real Madrid), Pep Guardiola (Barcellona) e Sir Alex Ferguson (Manchester United). Per il gol dell’anno invece i tre finalisti sono ancora la Pulce (rete all’Arsenal in Champions), Neymar (rete al Flamengo nel campionato brasiliano) e Wayne Rooney (rete al Manchester City in Premier).
Il Barcellona stavolta non stecca e si riporta in testa, almeno momentaneamente, alla classifica della Liga Spagnola con 21 punti. Ma non è stato facile, per gli uomini di Guardiola, superare il Granada in trasferta. I blaugrana passano grazie ad una magistrale punizione di Xavi al 33′ e aspettano le gare del mercoledì: il Real Madrid ospiterà il Villareal, mentre il sorprendente Levante giocherà in casa contro la Real Sociedad.
Nell’altro anticipo del martedì il Siviglia si fa bloccare, abbastanza a sorpresa, dal Racing Santander in casa [Marcatori: 37′ Manu del Moral, 62′ Ariel, 69′ Jairo, 90′ Manu del Moral]. Una doppietta di Manu del Moral salva gli andalusi che pareggiano all’ultimo minuto lo svantaggio di 2-1. Il Santander di Hector Cuper si muove dalle sabbie mobili del fondo classifica mentre il Siviglia perde una grande occasione per restare agganciato al gruppo di testa e fa solo un piccolo passo in avanti, toccando quota 17 punti. Dopo il continua il video di Siviglia-Santander 2-2.
Continua a leggere: Granada-Barcellona 0-1 (33' Xavi) | Video Gol Liga 25 Ottobre 2011

L’ombra del doping rabbuia il calcio spagnolo, da oggi anche questo sport trema, temendo che uno scandalo possa cancellare tutti i trionfi di questi ultimi anni. Dietro questa storia c’è il solito Eufemiano Fuentes, il ginecologo delle Canarie arrestato la scorsa settimana nell’ambito della “Operacion Galgo”, insieme a lui sono finite in carcere altre 13 persone tra cui la siepista Marta Dominguez, campione del mondo a Berlino nel 2009. Il medico, già protagonista della “Operacion Puerto” che nel 2006 sconvolse il ciclismo iberico, si difende e dice di non aver niente a che fare con questi nuovi fatti.
Sarebbero però le confidenze fatte ad un suo giovane compagno di cella quelle più inquietanti. Il ragazzo uscendo dalla struttura di detenzione è stato fermato dai giornalisti presenti per avere informazioni sul ben più famoso medico. David, questo il nome del giovane, dopo aver chiesto una sigaretta ai presenti ha raccontato di aver visto Fuentes molto determinato a dimostrare la sua innocenza, il dottore ha detto di trovare assurdo che, esclusivamente a causa dei suoi precedenti, venga tirato in ballo ogni qual volta una storia di doping viene a galla.
Poi Fuentes si sarebbe lasciato andare ad una confidenza, sussurrando al ragazzo una frase inquietante: “Se parlassi, tutto il calcio spagnolo tremerebbe e toglierebbero all’istante il titolo mondiale ed europeo alla nazionale”. Non è la prima volta che il medico si lascia andare a questo tipo di dichiarazioni, già nel 2006, quando scoppio la bomba doping nel mondo del ciclismo, aveva affermato che si erano serviti delle sue cure speciali anche altri sportivi tra cui atleti, tennisti e calciatori. Allora non ci fu un seguito, non si indagò più in profondità, chissà se questa volta gli inquirenti riterranno necessario andare a fondo in questa storia.
Continua a leggere: Le minacce di Fuentes, trema il calcio spagnolo

Dov’è Mourinho, dov’è Mourinho cantavano i tifosi del Barcellona dopo il quarto goal. Il portoghese era seduto in panchina, affossato dalla valanga blaugrana che si è abbattuta in 58 minuti sull’impotente Real Madrid. Erano 4 gli schiaffoni che la squadra meno amata da Mou era riuscito a rifilare alle merengues, sono diventati 5 al 91esimo con il goal di Jeffren appena entrato, a rendere ancor più umiliante la sconfitta. Una partita iniziata nel segno del Barça: la squadra di Guardiola ubriaca i rivali appena Eduardo Iturralde Gonzalez decreta l’inizio delle danze con la solita, devastante, martellante, precisa e continua fitta rete di passaggi interminabili.
Dopo 5 minuti Messi si inventa un tiro da fermo e da posizione molto decentrata che si stampa sul palo. E’ un’avvisaglia: al 10′ segna Xavi su assist geniale di Iniesta, otto minuti dopo i catalani mettono in ghiaccio il risultato con Pedro servito da Villa. Tra i due goal il Real ci prova con Benzema, ma in realtà è già tramortito. Praticamente nullo l’apporto di Cristiano Ronaldo che si farà vedere solo per un paio di punzioni calciate fuori e per una spinta a Guardiola, reo di non avergli restituito il pallone.




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Al 58esimo minuto di Barcellona-Villareal e sul risultato di 1-1 i blaugrana si inventano un’azione capolavoro che fa cadere giù il Camp Nou. Sei tocchi in tutto: Xavi batte una punizione a sorpresa dieci metri fuori dall’area di rigore e passa la palla all’argentino, Messi scambia in uno spazio strettissimo con Pedro. Quest’ultimo trova un pertugio, un corridoio strettissimo da sfruttare con un passaggio millimetrico per il destro di Messi. Il piede non è il suo preferito ma il risultato è lo stesso: colpo sotto per scavalcare Diego Lopez e Barcellona che torna in vantaggio (la partita finirà 3-1 per i catalani).
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Una cinica Spagna batte un ingenuo Cile. Nei primi 25 minuti di gioco i sudamericani creano gioco a volontà mostrando deliziose trame offensive, pungendo Casillas in un paio di occasioni (soprattutto grazie a Sanchez) e mettendo da parte i timori reverenziali. La Spagna sembra bloccata, a tratti impaurita, è incapace di mettere il naso fuori dalla propria metà campo. Ma il Cile decide di mostrare il suo volto più debole, quello difensivo: rinvio alla cieca del centrocampo spagnolo, Bravo, il portiere cileno decide di uscire senza logica dalla propria area di rigore nonostante la marcatura abbastanza sicura del suo difensore su Torres e di rinviare maldestramente.
Il pallone arriva sui piedi di Villa che insacca a porta vuota per l’1-0. Il neo blaugrana diventa di fatto il miglior marcatore spagnolo della storia dei mondiali. Il Cile non si abbatte e carica a testa bassa. Anche troppo. Beausejour, dieci minuti dopo, ha sui piedi la palla del pareggio ma Piquè sfiora quel tanto che basta per deviare il pallone in angolo. La Spagna sfrutta l’inesperienza dei cileni e raddoppia con Iniesta, servito magnificamente a centro area da Villa. Nell’azione in questione il cileno Estrada viene espulso per un fallo su Torres giudicato troppo severamente dall’arbitro messicano.





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