Genoa - Inter 0-1 | Video Gol e Highlights Serie A (Gol di Nagatomo)
13 Dicembre 2011 - Seconda vittoria consecutiva per l’Inter in tre giorni, oggi in campo per recuperare l’11 giornata, che grazie a questo successo si è portata a -8 dalla zona Champions League ed a -10 dalla vetta. Con ancora 24 partite da giocare e 72 punti in palio ci sarebbero tutti i margini per tentare una rimonta in classifica, se non fosse per il fatto che anche oggi i nerazzurri hanno convinto veramente poco sul piano del gioco. Le due formazioni in campo hanno giocato una partita “piatta” senza mai eccellere sotto alcun punto di vista, eccezion fatto per Yuto Nagatomo che non solo ha segnato il gol vittoria, ma ha anche giocato 90 minuto a mille, senza mai concedere nulla agli avversari neanche in fase difensiva.
La partita si è accesa solo nel finale quando il Genoa ha abbozzato un piccola reazione, andando anche vicino al gol nel finale ma scontrandosi contro un Julio Cesar particolarmente reattivo. Difficile capire se l’Inter avrà la forza per rimontare, ma certamente l’avversario di questa sera non ha fatto molto per metterla in difficoltà. Nota positiva per i nerazzurri la prestazione dell’argentino Alvarez che è subentrato ad inizio ripresa al posto del giovane Faraoni e si è messo in luce con qualche buona giocata colpendo anche un palo con un tiro dalla lunga distanza. Solo rammarico invece per il Genoa che si è anche visto annullare un gol di Granqvist sullo 0-0 per un millimetrico fuorigioco.
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Momento d’oro per il terzino dell’Inter Yuto Nagatomo: il piccolo “samurai” giapponese ieri sera ha conquistato il suo secondo trofeo stagionale dopo la Coppa d’Asia del gennaio scorso, nella vittoria dei nerazzurri in Coppa Italia il minuto terzino ha fornito il suo solito impeccabile contributo, facendo salire le sue quotazioni sia nel mondo del calcio che nel suo Paese, il Giappone. Già, perché a fianco alle sue imprese sportive, nel Sol Levante non si parla che di Nagatomo anche per la biografia di recente uscita, un record di vendite: “Nippon Danji” (”Un ragazzo giapponese“) ha venduto più di 200mila copie da quando è apparso sugli scaffali delle librerie giapponesi, lo scorso 25 maggio.
“All’inizio quando ho ricevuto l’offerta, pensavo fosse troppo presto per una biografia, ma poi ho pensato fosse un’occasione per ringraziare la mia famiglia” ha ammesso il 25enne calciatore che si è cimentato nella stesura delle sue “memorie” in poco più di due settimane, racimolando oltre 200 pagine e uscendo in libreria a tempo di record, ad un costo di 1400 yen, circa 12 euro. Campione in campo e fuori, Nagatomo è ormai una celebrità dalle sue parti (ma non solo) ed è stato subito intervistato dopo la vittoria di ieri, con tanto di sue foto sui quotidiani locali che lo ritraggono con la coppa in mano. Da segnalare il suo impegno nel sociale: i diritti d’autore della biografia saranno devoluti interamente alle vittime del disastro sismico dell’11 marzo.

Finalmente il mare è tornato calmo; ed è proprio a bocce ferme che si possono rilasciare dichiarazioni a mente fredda, non dimenticando di ammiccare alla nuova squadra: ieri il mercato invernale (cosiddetto di riparazione) ha appassionato milioni di calciofili come non accadeva da tempo, con le milanesi incredibilmente super-attive (soprattutto nei giorni passati), il Napoli che ha puntellato con perspicacia e la Juve che sulla sirena ha messo a segno il suo colpo (non si capisce se quello di lasciar andare Amauri o di accogliere Matri). In ogni modo, in Italia le transazioni più importanti sono state quattro: lo scambio di prestiti Nagatomo - Santon tra Cesena e Inter, Mascara al Napoli, Matri dal Cagliari alla Juve con quest’ultima che ha ceduto Amauri al Parma.
Andiamo a leggere ora le dichiarazioni dei cinque protagonisti di questo frenetico 31 gennaio. Partiamo da Amauri che non segna da 12 mesi e alla fine si è convinto a lasciare Torino destinazione Parma; la voglia di riscatto è come ovvio tanta: “Sono entusiasta di questa chance. Spero che finisca il periodo sfortunato che ha condizionato i primi mesi di questa stagione. Quello che mi spiace di più nel lasciare la Juventus è il non essere riuscito a dimostrare quello che valgo, ma a Parma risorgerò“. Poi c’è Matri, che pensa più ai suoi trascorsi a Cagliari e ci tiene a salutare i suoi ormai ex tifosi (che per uno scherzo del calendario saranno suoi avversari proprio sabato e proprio al Sant’Elia):
“Il mondo del calcio è fatto anche di queste cose. Ritengo i quattro anni trascorsi a Cagliari un passaggio fondamentale per la mia crescita calcistica e umana. Dire che mi sono trovato benissimo sarebbe riduttivo, anche se chiedo di essere capito dal punto di vista professionale. Il mio ringraziamento va innanzitutto al Presidente, ai compagni, alla dirigenza, allo staff tecnico e alla Società in generale. Un saluto particolare va ovviamente a tutti i tifosi della Sardegna che mi hanno sempre sostenuto e compreso anche nei momenti di difficoltà. Auguro al Cagliari i migliori successi per il campionato in corso e per gli anni a venire”.
Mascara, classe ‘79 e una vita spesa in Sicilia, ora approda al Napoli per dare una bella mano alla causa partenopea in campionato così come in Europa League. Queste quanto da lui detto circa il suo trasferimento nel capoluogo campano:
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Frenetici, a dir poco, gli ultimi minuti del calciomercato di marca interista: la società di Via Durini aveva ormai concluso ogni cosa, salvo l’acquisizione del neo-campione d’Asia Yuto Nagatomo. Il terzino giapponese, quest’anno al Cesena via FC Tokyo, era il tassello ultimo e fondamentale per l’Inter di Leonardo: non un fenomeno, ma un giocatore solido con una buona esperienza internazionale che nella prima parte di stagione ha mostrato un ineccepibile adattamento alla nostra Serie A. L’affiatato duo cesenate Campedelli-Minotti ha ricevuto proposte da tutte le big italiane, oltre che da prestigiosi club esteri, per il piccolo terzino nipponico; alla fine ha ceduto alla corte di Marco Branca, sguinzagliato appositamente da Moratti.
Però, c’è un però. Fino all’ultimo l’operazione è stata in bilico. Problemi di burocrazia, di contratti da depositare in Lega, fondamentalmente per due motivi: parte del cartellino di Yuto era ancora dell’FC Tokyo, secondo non si riusciva a convincere la controparte, Davide Santon. Il giovane laterale a conti fatti si è convinto, perciò alla fine della fiera la situazione si è così delineata: scambio di prestiti, Nagatomo da subito all’Inter, Santon al Manuzzi. Proprio quest’ultimo ha così commentato il passaggio in bianconero: “E’ un arrivederci, sono arrabbiato perché se parto è colpa mia, dovevo dare di più“. Per quanto concerne Nagatomo, il suo è sì un prestito, ma con diritto di riscatto fissato a milioni quattro.
Di seguito il comunicato, come al solito molto particolareggiato, dell’Inter:
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Ieri a Doha, e più precisamente nel Khalifa International Stadium, ha preso il via la 15esima edizione della Coppa d’Asia: male, molto male l’avvio dei padroni di casa del Qatar, sconfitti per 0-2 dall’Uzbekistan (entrambi i gol nella ripresa con Ahmedov e Djeparov). Di certo la sconfitta brucia, ma il Paese del Golfo Persico, di recente al centro delle attenzioni internazionali per l’assegnazione dei Mondiali di Calcio del 2022, non ne farà una tragedia: c’è tanto a cui pensare dalle parti di Doha, a partire per l’appunto dall’organizzazione di questa importante rassegna. Tante le curiosità, le storie, i possibili incroci e, chissà, le eventuali sorprese.
Come quella del 2007 quando a vincere a grandissima sorpresa fu l’Iraq allenato da Jorvan Vieira; ora alla guida degli iracheni c’è il tedesco Wolfgang Sidka ed esordiranno martedì prossimo nella delicatissima sfida contro l’Iran (nel Gruppo D anche gli Emirati Arabi Uniti e la Corea del Nord). Ma a dar grattacapi di non poco conto agli organizzatori proprio i nordcoreani che se dovessero passare il turno potrebbero incrociare sulla propria strada la Corea del Sud, inserita nel Gruppo C insieme a Bahrain, India e la favoritissima Australia. E poi c’è la bandierina italiana, immancabile: quella di Alberto Zaccheroni e il suo Giappone.
I nipponici esordiranno domenica pomeriggio contro la Giordania, ricordiamo che per via della rassegna continentale il Cesena in questo mese di gennaio dovrà privarsi di Nagatomo, Morimoto è invece infortunato ed è rimasto in Italia; nel Gruppo B insieme ai samurai di Zac e ai giordani, anche Siria ed Arabia Saudita. Infine il Gruppo A dei padroni di casa, gli unici ad aver già giocato (e perso) nella partita d’apertura contro gli uzbeki; Kuwait e Cina completeranno la classifica della prima giornata del primo girone. Cinque stadi (di cui 4 a Doha), dodici arbitri, sedici squadre e trentadue partite in 23 giorni di passione: la finalissima il 29 gennaio. Si accettano scommesse: chi vincerà?
Gianluca Rocchi, fischietto internazionale di Firenze, l’ha fatta grossa: siamo al 37° del primo tempo di Cesena - Lecce, quando Munari (centrocampista dei salentini) si invola sulla destra tagliando verso l’area di rigore. A fermare la marcia del giocatore giallorosso ci pensa Nagatomo, che commette fallo prima dell’ingresso dell’avversario in area; il fischietto rileva l’irregolarità, ma si perde l’autore del fallo. Allora viene ingannato da Grossmuller, l’uruguaiano del Lecce, che indica Colucci, già ammonito, quale colpevole nella fattispecie; Rocchi è in bambola, il guardalinee non lo aiuta, alla fine estrae il secondo giallo per il capitano dei romagnoli, e scoppiano le proteste.
Appiah si sbraccia per far notare, ad arbitro e assistente, che è stato il giapponese Nagatomo ad atterrare Munari, niente da fare, Rocchi ormai ha preso la sua decisione e Colucci prende mestamente la via degli spogliatoi. Siamo sullo 0-0, ma per fortuna della regolarità della partita nella ripresa il Cesena passa in vantaggio con Bogdani nonostante l’inferiorità numerica, poi eliminata “per compensazione” per un rosso diretto molto generoso ai danni di Munari al 34° della ripresa. A fine gara Rocchi si reca da Colucci e si scusa, assicurandogli che potrà essere della partita mercoledì sera a Catania, anche se sarà tutto da vedere. Le dichiarazioni del post-partita sono molto interessanti.
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Dopo 19 anni tra purgatorio ed inferno, finalmente il Cesena è di nuovo in Serie A: un doppio salto dalla Prima Divisione al Paradiso che porta una firma duplice, quella dell’allenatore Pierpaolo Bisoli (ora al Cagliari) e quella del presidente Igor Campedelli. Il giovanissimo patron dei romagnoli è il fratello dell’ex fluidificante di Modena e Salernitana, è alla sua prima esperienza nel calcio che conta ed è impaziente di vedere la sua squadra all’opera: “Tornare ad assaporare la massima serie a diciannove anni di distanza, rappresenta per noi un momento di grande emozione. L’avvio con Roma in trasferta e Milan in casa è sicuramente da brividi, ma noi abbiamo tanta voglia di fare bene e state certi che ci faremo trovare pronti. Credo che grazie all’entusiasmo della città di Cesena e della Romagna intera, ci siano tutte le condizioni per vivere una grande stagione assieme ai nostri tifosi“.
La squadra è composta da un mix esplosivo di esperienza e gioventù: in porta c’è il santone Francesco Antonioli, ma ancora bazzica il campo anche un matusa, per così dire, come Luigi Piangerelli. Artefici della promozione della scorsa stagione giocatori frizzanti come Do Prado, Djuric e Giaccherini, per citare gli uomini del reparto offensivo, ma anche i vari De Feudis, Colucci e, soprattutto, l’italo argentino Schelotto a centrocampo. I punti forti della difesa, infine, Petras e Lauro. Con questa ossatura fare il mercato non doveva essere difficilissimo, con la necessità di puntellare in vari reparti: agli ordini del ds Lorenzo Minotti (sì, proprio l’ex parmense), in primis il nuovo allenatore Massimo Ficcadenti (una scommessa), quindi via a piazzare gli acquisti dei giocatori. Il primo grande nome: Yuto Nagatomo, giapponese titolare della Nazionale, terzino solido proveniente dall’FC Tokyo.
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Il Giappone approda alle fasi finali dei mondiali per la quarta volta consecutiva, il suo esordio fu in occasione dell’edizione francese del 1998, da allora il paese del sol levante si è stabilito con continuità tra le più forti nazionali del mondo. Il migliore piazzamento lo ha ottenuto nei mondiali ospitati in patria in compagnia della Corea del Sud, in quell’occasione riuscirono a passare il primo turno vincendo il proprio girone per poi essere eliminati dalla Turchia. Questo è l’obiettivo dichiarato dal commissario tecnico Takeshi Okada anche per la spedizione sudafricana, ma per riuscirci bisognerà vincere la prima sfida contro il Camerun e non sarà certo facile.
Nella lista dei 23 non ci sono molte sorprese, certo ha stupito la presenza del vecchio portiere Yoshikatsu Kawaguchi, ma per lui ci sarà solo il ruolo di terzo, il titolare tra i pali sarà Seigo Narazaki. Del gruppo faranno parte anche Shunsuke Nakamura e Junichi Inamoto, entrambi sono tornati quest’anno a giocare nella J-League, il massimo campionato giapponese, per riconquistare la maglia della nazionale e, come si può vedere ci sono riusciti.
Del gruppo fanno parte soltanto quattro giocatori che militano in Europa, tutti gli altri giocano in patria, uno di loro lo conosciamo benissimo visto che si tratta dell’attaccante del Catania Takayuki Morimoto. Gli altri sono Daisuke Matsui, che attualmente veste la maglia del Grenoble in Francia, Makoto Hasebe, centrocampista del Wolfsburg, e Keisuke Honda, in forza al CSKA Mosca. Una curiosità riguarda l’allenatore Takeshi Okada, è lo stesso che aveva conquistato il primo storico accesso ai mondiali nel 1998, poi ha proseguito la sua carriera con squadre di club; è ritornato alla guida della nazionale nel dicembre del 2007 in fretta e furia per sostituire il bosniaco Ivica Osim, colpito da infarto. Al suo secondo tentativo è riuscito a centrare di nuovo l’obiettivo mondiale.
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica



